
Originariamente Scritto da
Outis
ma tanto mi sa che a forza di perdere tempo sul forum di pol, mi lascerà.
A parte scherzi,
mi sorprende sempre di più come il forum possa essere vettore di idee e come si possa progredire attraverso di esso ( strumento che ovviamente prelude alla conoscenza diretta nella vita reale) alla condivisione di un percorso politico.
Sui diritti e il comunitarismo riflettiamo ancora. E' un tema di enorme portata.
Se ci pensate bene, tutta la costruzione europea ( scelleratissima e disgraziata ) non sta facendo altro che unire la dimensione economica di integrazione finanziaria e dei mercati ( a tutto vantaggio esclusivo dei capitali specie bancari e finanziari ) a quella, di facciata, dei diritti della persona.
Moltissimi pensano l'Europa come un contenitore di civilità delle garanzie della persona ( come se stessimo ai tempi della restaurazione ).
Inoltre la cosa più tragica è che si invocano i diritti ( e qui sandinista ha ragione nel merito..anche se poi non condivido l'impostazione del problema) con la retorica e il cinismo tipico degli Europei del colonialismo e post colonialismo: ovvero si rompono le palle a parole sui diritti civili, e allo stesso tempo si allarga l' Europa a peasi come l'Estonia o la Romania dove oggi avvengono continue e pesanti discriminazioni contro le minoranze etniche.
In ogni caso rovesciare la questione dei diritti, come spiegavo ieri nella discussione, è il primo passo per poter dare una dimensione politica ( nel senso greco del termine ) ad esempio all'Europa.
Finchè la gente si sentirà parte di una comunità politica solo per cullarsi delle meravigliose garanzie giuridiche dello Stato di diritto ( mentre altrove si bombardano gli altri popoli ) senza sentirsi sulle spalle dovere e responsabilità attiva e personale, non si arriverà da nessuna parte.
Si continuerà, semplicemente, con lo stravaccamento della pretesa e dell'indifferenza.