





Suvvia Robert, su questa parte Moody è ancora meno attendibile del solito (90% di bufale). No caro amico, l'unica cosa positiva della dichiarazione è quella che ho indicato. E per ora è solo una speranza.
Spessissimo io vengo criticato perchè faccio valutazioni sulle previsioni d'incremento del PIL emolti m'invitano a basarmi sui dati a consuntivo e tu vorresti spiegare le vele dell'entusiasmo su una generica dichiarazione di ottimismo di Moody's
Ribadisco, la mia posizione
Ben venga l'ottimismo di Moody's, e speriamo che altre agenzie seguano l'esempio.....
Ma le cose importanti sono altre




C'avremmo anche un FMI volendo essere pignoli.
Amici, vi annuncio che quest'anno dopo anni di berlusconiano ultimo posto al mondo l'Italia di Prodi viene data alla pari con la Germania e la Francia !!
Il Miracolo prodiano continua !!
Italia, Fmi alza Pil 2007 a 1,8%, taglia deficit a 2,2% Pil
WASHINGTON (Reuters) - Nel suo rapporto semestrale il Fondo monetario internazionale migliora decisamente le previsioni sull'Italia, alzando le attese di crescita per quest'anno e il prossimo e indicando un deficit a fine 2007 più basso rispetto alle ultime previsioni governative.
L'Fmi torna però a chiedere che i progressi fatti in termini di consolidamento di bilancio grazie a un aumento del gettito fiscale siano affiancati da un più stretto controllo della spesa pubblica . E ricorda che l'invecchiamento della popolazione pone sfide di lungo termine a tutti i paesi del G7.
Per l'Italia il World economic outlook (Weo) pubblicato stamane indica una crescita di 1,8% per quest'anno, rispetto all'1,3% del Weo di settembre 2006. La previsione sul Pil 2008 viene alzata a sua volta a 1,7% dall'1,4% dell'autunno scorso.
Nella relazione unificata il governo ha indicato una crescita 2007 al 2%, seguita da una decelerazione a 1,7% l'anno prossimo.
All'interno della zona euro, dopo essere rimasta indietro rispetto a un'espansione tedesca di quasi il 3% nel 2006 affiancando sostanzialmente quella francese del 2%, quest'anno l'Italia dovrebbe allinearsi alla crescita tedesca, con un risultato di poco inferiore a quello francese visto al 2%.
Il Fondo, infatti, spiega nel secondo capitolo del Weo che nel 2006 la Germania è stata la principale locomotiva della crescita della zona euro, spinta da export, investimenti e consumi, mentre "la crescita in Francia e Italia è stata un po' più debole e più dipendente dai consumi, che hanno trovato un sostegno in un aumento dell'occupazione".
DEFICIT 2007 PIÙ BASSO DI STIME GOVERNO
"L'espansione attuale ha fornito il contesto per alcuni progressi verso il necessario consolidamento fiscale, ma ci si chiede se sia stato fatto abbastanza" scrive l'Fmi, parlando della zona euro nel suo insieme.
Il Fondo nota che il Patto di stabilità riformato ha funzionato correttamente e che tutti i paesi sotto procedura per deficit eccessivo hanno riportato il disavanzo sotto il 3% del Pil, indicando che il deficit italiano è rimasto sopra questa soglia nel 2006 solo a causa di voci una-tantum.
Secondo l'Fmi quest'anno l'Italia taglierà il disavanzo al 2,2% del Pil, addirittura sotto il 2,3% stimato dal governo. Lo scorso settembre il Weo definiva "particolarmente difficile" la situazione dei conti italiani e considerava la possibilità di un disavanzo al 2,8% nel 2007 solo con riforme strutturali.
Per il deficit/Pil 2008 il 2,3% della stima governativa si confronta con il 2,4% del Fondo.
Per l'organismo internazionale il debito dovrebbe scendere quest'anno a 106% del Pil da 106,8% del 2006. La nuova stima di Washington è migliorativa rispetto a quella di settembre mentre supera leggermente il 105,4% dell'ultima previsione del governo.
Il Fondo richiama l'Italia e gli altri paesi europei a non fare affidamento solo sul sorprendente aumento del gettito.
Germania e Italia si sono basate soprattutto "su una brillante crescita del gettito, piuttosto che su un più stringente controllo della spesa", nota il Fondo.
In generale nella zona euro "l'ambizione [del consolidamento di bilancio] appare piuttosto limitata dato il ritmo della ripresa ciclica e le pressioni che si addensano a causa dell'invecchiamento [della popolazione], e considerando che alcuni paesi sono ancora lontani dai loro obiettivi di medio termine". Per l'Italia l'obiettivo di medio termine è il pareggio di bilancio indicato dal governo al 2011.
In particolare il Fondo cita l'Italia, insieme a Stati Uniti e Giappone, tra i paesi che devono porre maggiore attenzione al contenimento della dinamica della spesa pubblica per consolidare il bilancio.
"Ulteriori e sostenuti progressi verso il consolidamento di bilancio sembrano particolarmente importanti negli Stati Uniti..., in Giappone... e in Italia, dove la crescita modesta e una competitività che si indebolisce aumentano i timori riguardo alla sostenibilità di bilancio".
Senza citare un paese specifico, il Fondo dice che progressi sostenuti verso il consolidamento di bilancio dipenderanno dall'avanzamento delle riforme che mirano a contenere la spesa sanitaria e pensionistica e a evitare un'erosione delle entrate dello Stato.
Quanto infine alle prospettive di inflazione, le attese del Fondo sono di una media annua di 2,1% quest'anno e 2,0% il prossimo, mentre per il tasso di disoccupazione lo scenario è di una stabilità a 6,8% quest'anno e il prossimo.




Moody's: "il governo ha ridato slancio alla competitività sui mercati produttivi".
Non dimentichiamo mai che dal 2001 al 2005, secondo il wef, l'Italia è scesa dal 24° al 43° posto nella classifica mondiale di competitività; speriamo tutti di non vedere mai più una tale destra fallimentare al governo del nostro paese.
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Ma moody's parla di diminuzione del rapporto debito PIL, lento ma costante.
Che c'entra il 2006? Il rapporto è sceso in modo sensazionale dal 1996 al 2001; discesa molto più lenta dal 2002 al 2004 (più per la spinta del quinquennio precedente e per il risparmio sugli interessi che per altro) e risalita nel 2005 e 2006. Tutti sanno, anche i bambini, che il debito tornerà a scendere nel 2007.
Le altre 2 agenzie parlarono a settembre /ottobre basandosi sul passato e sulla finanziaria 2007; i fatti stanno dando loro torto sugli effetti della finanziaria 2007. Adesso siamo ad Aprile e si può vedere meglio.
Gli innalzamenti del rating, come gli abbassamenti giungono in notevole ritardo;
lo spread è molto più veloce.
Gli interessi sul debito non dipendono tanto dal rating (che giunge molto in ritardo).
Dipendono dal debito, dallo spread e dal tasso bce.
Il Debito/PIL è in diminuzione nel 2007; lo spread è in calo leggero da 1 anno circa; il tasso bce è purtroppo in aumento.
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Parlavamo del debito non del deficit; il debito è salito di quasi un punto nel 2006; la sentenza IVA è stata distribuita al 50% nel debito 2006 e 2007; in quello del 2007 pesano ancora TAV e debito di IVA; questo perchè la TAV si continua a costruire mentre per la sentenza IVA oltre al 50% dei 3 anni precedenti ci devi mettere anche i riflessi sul 2007; la sentenza si rispetta anche nel 2007.
Come il debito PIL valutiamo anche gli interessi rispetto al PIL; come sempre (Marco devi avere un pò più di intuito).
Per farti un esempio tali interessi erano al 6% nel quinquennio 1996/2001, al 4,8% medio nel quinquennio 2002/2006.
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