



La rivoluzione socialista deve avvenire simultaneamente nei paesi maggiormente sviluppati/industrializzati a opera di una classe lavoratrice consapevole e autorganizzata politicamente.
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Altrimenti si verrebbe schiacciati dalla concorrenza del mercato estero senza quindi introiti?
Quindi secondo te l'Italia dovrebbe svolupparsi di più nel versante capilalistico per aumentare la sua imponenza economica e dovrebbe anche aspettare che la classe lavoratrice prenda più autiocoscienza?


Esatto.
L'Italia fa già parte dei paesi maggiormente sviluppati/industrializzati, quello che le serve quindi è un partito socialista, organizzato democraticamente senza leader e collegato ai partiti socialisti degli altri paesi maggiormente sviluppati/industrializzati in un movimento socialista mondiale, che operi principalmente per formare, attraverso la propaganda e la libera discussione, nuovi socialisti consapevoli, fino ad arrivare alla maggioranza nel paese. Nel frattempo i partiti socialisti degli altri paesi staranno facendo lo stesso, e quando si sarà raggiunta la maggioranza in tutti questi paesi, conquistando democraticamente il potere statale, si potrà dare il via alla rivoluzione socialista.
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.




C'è in Gran Bretagna, USA, Canada, Asia, Australia, Nuova Zelanda. In Italia e in altri paesi importanti non ancora.
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Leggevo il vostro forum e mi straniva la cosa che un comunista puro, un Ferrandiano, trovi positivo il discorso cooperative. A mio avviso la realtà delle cooperative è crudele, sopprime ogni diritto ai lavoratori ,è lecito in cooperativa negare ai soci lavoratori (dipendenti di serie b) ferie, rol, tfr e quant'altro. Miseri i contributi sanitari e previdenziali. Sono convinto e lo dico senza voglia di polemica che le l'invenzione cooperative sia stato un "colpo di genio" per legalizzare il lavoro nero e spazzare via i diritti dei lavoratori.
Ps-) Frequento la pol in lungo e in largo non sono qui per polemizzare ma per confrontare la sinistra con la destra sociale e popolare.
Domanda per forumist di prc: che ne pensate della dottrina sociale della chiesa cattolica?


Davide75 non è un ferrandiano, ha semplicemente cambiato di nuovo avatar e stavolta lo risegnalo.


Pensare che nel 1943 a Verona ( Manifesto RSI ) e nella Costituzione Italiana del 1948 ( art.46 ) l'idea prima della socializzazione già c'era e c'e' tuttora !
Magari era ed e' la strada giusta.......................!


L'articolo 46 parla di partecipazione agli utili e alla vita aziendale (anche nella destra radicale è attuale parlare di socializzazione). I lavoratori che partecipano alla vita attivamente alla vita aziendale e dividono gli utili non significa però perdere i diritti fondamentali. Essere un dipendente a tutti gli effetti oggi permette di sopravvivere economicamente, dividere gli utili parte degli utili aziendali, darebbe quel plus economico di stimoli e soddisfazione al lavoratore. E' un tantino diverso....no?
Nb-) anche la dottrina sociale parla di partecipazione e di dignità del lavoratore che nell cooperative non può esistere.