
Originariamente Scritto da
ilGladiatore
Devo dire che Torse è sempre molto informato e sono veramente onorato di avere nella nostra area persone come lui. Per la maggior parte delle cose che hai scritto sono d'accordo con te, essere dalla parte della causa palestinese non vuol dire essere antisemita o volere la distruzione di Israele ma volere la creazione di uno stato palestinese indipendente e benestante.
Certo è che qualcuno ancora in Italia invece confonde un pò la cosa predicando in giro un anacronisitico "distruggiamo Israele per il bene della Palestina"; forse queste persone si troverebbero "certamente" bene nella antisionistica e democratica Iran...
Il fatto che Israele oggi sia un' "oasi" di benessere in mezzo a deserti di stati poveri è chiaro come dice Torse: i soldi di Israele non vengono spesi tutti in armamenti o per organizzazioni militari ma vengono distribuiti a tutta la società civile. I finanziatori di Hamas non hanno alcun interesse a far diventare la palestina uno stato indipendente e di benessere, per questo vincolano i loro soldi alla compravendita di armi da parte delle organizzazioni paramilitari palestinesi.
Forse però bisogna chiedersi Torse se questa democrazia mancata di Israele sul campo estero sia la sua condizione di rimanere permanentemente in guerra. E sappiamo che in uno stato di guerra le regole per uno Stato cambiano e valgono solo le sue e non quelle di altri paesi, salvo accordi in atto durante la guerra.
Il fatto che piovano continuamente razzi dal Libano dirattamente sulle città israeliane non aiuta certo a rendere israele "democratica all'estero". Il fatto che coloro che sparano i razzi, gli Hezbolla, sono finanziati dalla vicina Siria per fare più vittime civili in Israele e sequestare soldati sconfinando non aiuta certo Israele ad essere più democratica. Il fatto che gli Hezbolla tentino di fare un colpo di stato nel Libano, unico stato neutrale e portato alla democrazia nello scacchiere arabo non porta Israele a fidarsi certo dei suoi vicini. E infine, il fatto che l'Iran continui a proclamare di volere l'energia nucleare e di voler vedere la fine di Israele, non aiuta certo Israele ad usare meno pugno duro in politica estera.