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Discussione: Immigrazione

  1. #21
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    Intanto direi che potremmo sentire l'opinione anche della parte in causa prima della discussione. Riporto l'intervista fatta da alcuni compagni tedeschi ad un profugo della Costa d'Avorio:

    Dalla lotta dei profughi al vertice G8 - intervista ad un profugo della Costa d'Avorio
    L'ottobre scorso hai partecipato a Blankenburg alla lotta dei profughi, intanto hai aderito attivamente alla mobilitazione contro il G8. Perché ?
    Io vengo dalla Costa d'Avorio, là è in corso una guerra civile. Il presidente vuole impedire nuove elezioni. Ci sono problemi anche con i candidati dell'opposizione. Il governo sostiene che essi siano stranieri e perciò non-eleggibili.

    Ma dov'è la connessione alla politica del G8?
    Si può dire che i nostri governi in Africa e i governi europei costituiscono un gruppo comune. Entrambi ne traggono profitto. Questo non ha nulla a che fare con la democrazia, questa è collaborazione.

    Cosa significa concretamente - per esempio nel tuo paese?
    L'Europa importa cacao e caffè dalla Costa d'Avorio. Ma gli europei vogliono avere contatti soltanto con il nostro governo, il quale, se possibile, deve essere sempre lo stesso, poiché gli europei vogliono un interlocutore affidabile, sempre a disposizione per la realizzazione dei loro interessi. Viceversa in questo modo il governo viene protetto anzitempo dalla critica. Oltre a ciò il governo può trattenere senza problemi per sé e dividere fra le persone ad esso vicine, il denaro destinato allo sviluppo.

    Questo accade esclusivamente per le risorse?
    No, i paesi del G8 all'africa vendono anche armi. Perciò c'è guerra. E ci sono debiti. Per quanto tempo ancora dobbiamo pagare i debiti contratti dai precedenti dittatori? L'intera idea del capitalismo fa schifo. Grossi e piccoli non dovrebbero stare assieme, così non va, in quanto i grossi diventano sempre più grossi e i piccoli restano piccoli.

    Quali sono le vostre richieste al G8?
    Non vogliamo nessuna fornitura di armi. Vogliamo invece che l'Europa aiuti realmente l'Africa, poiché l'Europa è nella possibilità di farlo. Vogliamo anche una cancellazione di tutti i debiti. Oltre a ciò chiediamo la libertà di movimento e un diritto, per tutti coloro che già si trovano in Europa, a restare.

    I politici europei a questa richiesta dicono no. Se i confini fossero effettivamente aperti verso l'Europa arriverebbero troppi profughi e troppi migranti...
    Non è così, la gente viene qui soltanto perché l'Europa ha fatto porcherie. Se l'Europa cessasse di fare quello che fa e aiutasse veramente l'Africa, gli africani non arriverebbero più.

    Ne sei sicuro?
    Si, prima che mia madre e mio fratello venissero uccisi, non avevo mai pensato a lasciare l'Africa. E non ho mai sentito da nessuno del mio villaggio il proposito di lasciare l'Africa. La gente se ne va perché c'è la guerra o perché è impossibile una buona vita. Ogni essere umano ha un futuro. Dobbiamo sempre correre e cercare, non possiamo vivere in eterno in queste pessime condizioni.

    A che cosa pensi quando parli di "buona vita"?
    Non mi riferisco al senso materiale, per esempio possedere un auto. In gioco c'è il non aver nessun problema tipo la guerra o la povertà.

    Il ministro degli interni della Bassa Sassonia è di diverso parere. Lui dice che voi dovete lasciare la Germania, che non volete integrarvi, vi vuole mandare via.
    Ciò non è normale. Se gli europei arrivano in Africa, noi non diciamo loro: "fuori da qui, voi non avete nessun diritto a rimanere!" Questo significa che noi separeremmo Africa e Europa.

    Va bene. Ma dopo di ciò, verosimilmente, il ministro risponderebbe che gli europei in Africa non avrebbero bisogno di nessun sostegno e che perciò il paragone sarebbe mal posto.
    Sì, ma che cosa cercano in generale gli europei in Africa? Vengono là soltanto perché vi hanno interessi! Hanno denaro e vogliono ancor più denaro, perciò lo cercano anche in Africa.

    Torniamo a Blankenburg: avete scioperato 4 settimane, non avete mollato e piuttosto avete organizzato nuove proteste. Vedi già dei primi successi?
    No, il lager esiste ancora - e lager significa isolamento, vuol dire nessuna integrazione, nessun movimento. Noi vogliamo in ogni caso libertà! Che cosa ne viene a noi se possiamo cucinare e contemporaneamente tener conto che il mattino successivo potrebbe essere il giorno della tua espulsione ...

    da No Lager n. 3 febbraio 2007, giornale del movimento antirazzista in Germania attivo in diverse città



    A luta continua

  2. #22
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    Davvero molto interessante questa intervista. Fa chiarezza su alcuni punti sui quali a volte si discute in modo fantasioso.

    Ma gli europei vogliono avere contatti soltanto con il nostro governo, il quale, se possibile, deve essere sempre lo stesso, poiché gli europei vogliono un interlocutore affidabile, sempre a disposizione per la realizzazione dei loro interessi. Viceversa in questo modo il governo viene protetto anzitempo dalla critica.
    Gli europei (qui si parla di europei) vogliono in Africa governi affidabili, cioè governi corrotti e quindi sempre proni a garantire oltre ogni cosa gli interessi degli stessi.

    Oltre a ciò chiediamo la libertà di movimento e un diritto, per tutti coloro che già si trovano in Europa, a restare. (...) La gente viene qui soltanto perché l'Europa ha fatto porcherie. Se l'Europa cessasse di fare quello che fa e aiutasse veramente l'Africa, gli africani non arriverebbero più.


    Chiaro? Libertà di movimento.



    Scritto in origine da Terraeamore

    Tuttavia, non serve giungere ad una società perfettamente comunistica per poterlo fare.
    Guarda Terraeamore, non ho una visione escatologica per cui penso che tutto si risolverà nel comunismo, compresa quindi la questione dell'immigrazione. Se fosse così staremmo solo a ripetere giaculatorie e... tutti i salmi finiscono in gloria. Noi dobbiamo fare tutto quel che si può fare, quindi lottare perché i cpt vengano chiusi, perché si estandano a tutti i lavoratori gli stessi diritti, perché i "nostri" governi demordino dal perseguire politiche di repressione nei confronti dei migranti, perché si combatta il fenomeno della clandestinità a favore della "libertà di movimento". Se qualcuno si fa venire i mal di pancia e teme che l'aumento della promiscuità favorisce l'imbarbarimento della società, che gli immigrati portano violenza (ultimo caso di cronaca: albanesi dirottano pullman), che gli italiani perdono l'identità eccetera, questo è un problema politico che noi dobbiamo saper affrontare e combattere aspramente, naturalmente con modalità differenti: un conto se parliamo di lavoratori, di "popolo", un conto se parliamo di dominanti.

    Scritto in origine da Terraeamore
    Distruggere l'accumulazione dei profitti su larga scala, abolire la proprietà privata sui grandi mezzi di produzione, nazionalizzare ( cioè rendere proprietà pubblica ) le imprese medie e grandi, già sarebbe un processo che consente ad una nazione di uscire dal gioco dello sfruttamento mondiale.
    Una volta usciti da tale gioco perverso si può iniziare ad affrontare diversamente il problema migratorio:...
    Hai detto poco!

    Scritto in origine da Terraeamore
    Una politica attiva significa mandare medici ( come fanno i cubani ) in giro per il mondo a creare cultura sanitaria. Mandare insegnanti a creare cultura scolastica, erogare prestiti a tasso zero per creare strutture di base, fare pressione su tutti quei governi che adottano politiche omicide verso i loro rispettivi popoli, vincolando la concessione di prestiti, al cambiamento politico. Aiutare processi rivoluzionari che partano dal basso affinchè cambino le cose anche nei paesi immersi nel flusso malefico del capitale.
    Ma queste cose chi le dovrebbe fare? Quale tipo di governo? E poi, attenzione, mi sembra un po' azzardato dire: "fare pressione su tutti i governi che adottano politiche omicide verso i propri popoli, vincolando la concessione dei prestiti...". Guarda che succede già che i "nostri" governi fanno pressioni e vincolano. Lo so, Terraamore, che tu intendi inserire queste iniziative in un contesto differente, ma attenzione quel che dici potrebbe far da supporto a posizioni con ben altri connotati. Ciao.

  3. #23
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    Domanda rozza:
    Nel vostro mondo ideale

    se io nasco in Iran e invece che seguire la religione locale mi piacerebbe pasteggiare a wurstel e birra, e so fare diciamo il piastrellista, posso andarmene a piastrellare pavimenti a Monaco di Baviera? O è meglio che lotto per poter fare quello che mi pare anche in Iran? O rovino la purezza della comunità tedesca nel primo caso? O rovino la purezza della comunità bavarese nel secondo caso?
    E se voglio andare a fare il piastrellista in Spagna perchè mi piace il mare, ma voglio restare musulmano posso?

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Domanda rozza:
    Nel vostro mondo ideale

    se io nasco in Iran e invece che seguire la religione locale mi piacerebbe pasteggiare a wurstel e birra, e so fare diciamo il piastrellista, posso andarmene a piastrellare pavimenti a Monaco di Baviera? O è meglio che lotto per poter fare quello che mi pare anche in Iran? O rovino la purezza della comunità tedesca nel primo caso? O rovino la purezza della comunità bavarese nel secondo caso?
    E se voglio andare a fare il piastrellista in Spagna perchè mi piace il mare, ma voglio restare musulmano posso?

    La definizione che noi CN diamo di comunismo è "una comunità di libere individualità", tralasciando il fatto che non si nasce musulmani ma se mai si nasce iraniani e dunque se ti piace la birra e i wurstel mangiali pure a meno che la tua scelta di fede non ti porti a diventare musulmano. In quel momento se vorrai considerarti tale dovrai seguire i precetti della religione musulmana (che nessuno ti obbiga a seguire ma che allo stesso tempo non è una etichetta afferrabile secondo le proprie voglie.
    Poi si diventa membri di una comunità quando in quella comunità si vive, se farai il piastrellista iraniano a Monaco, sarai un membro di quella comunità.
    La purezza non esiste, come non esistono le razze umanenè le tradizioni comunitarie eternamente storicizzate e metafisicamente determinate.

    Dunque se volevi sapere se "ci stanno sul cazzo i negri che ce rubbeno le donne e er lavoro" la risposta è no.

    A luta continua

  5. #25
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    Ritengo che in buona parte il problema dell'immigrazione sia un falso problema:

    1. l'immigrazione si intreccia con la criminalità. La paura dell'immigrato, per quanto è indotta dal sistema che costruisce sempre nemici, pericoli e capri espiatori, è in sostanza paura della criminalità. Allora il problema è la criminalità, non l'immigrazione in se. Ma, aggiungo io, la criminalità ha un ruolo scentifico nel capitalismo...

    2. l'immigrazione minaccia tenuta dei salari, costo della vita, posti di lavoro. Dunque il problema è il padronato che vuole risparmiare sul costo del lavoro.

    3. l'immigrato minaccia l'identità della nostra comunità non adeguandosi ai diritti e alla legislazione dei paesi di arrivo. Dunque il problema sta nei tempi e modi di integrazione, o meglio in un processo di "educazione civica" che noi apprendiamo da bambini. Ma come si fa a chiedere a gente sprovvista di cittadinanza, nel senso pratico, cioè sprovvisti delle minime condizioni di vita di un normale cittadino - i diritti -, di assolvere ai doveri civici di un normale cittadino?

    Percorrendo a ritroso i tre punti si può trovare la risposta al primo. Gli immigrati devono essere cittadini di serie b per le esigenze del capitalismo.
    La soluzione? Evidentemente sta in mobilitazioni unitarie di cittadini di diversa nazionalità per rompere questo gioco di interessi e profitti sulla pelle della gente.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio

    Dunque se volevi sapere se "ci stanno sul cazzo i negri che ce rubbeno le donne e er lavoro" la risposta è no.

    A luta continua
    A polittica c'ha proprio bisogno de 'n piero angela che je spiega i fatti semplisci semplisci anche ar coatto.

    Ringrazio per la sintesi e sto scherzando solo in parte, bisognerebbe spiegare tante cose a tanta gente che non sta su pol, e ci vuole il linguaggio giusto...

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    A polittica c'ha proprio bisogno de 'n piero angela che je spiega i fatti semplisci semplisci anche ar coatto.

    Ringrazio per la sintesi e sto scherzando solo in parte, bisognerebbe spiegare tante cose a tanta gente che non sta su pol, e ci vuole il linguaggio giusto...

    Beh si nun sai le cose...salle!

    QUello che dici qui non è un discorso banale o stupido. Tempo fa abbiamo aperto una discussione apposita sul linguaggio e sulla comunicazione. Se ti interessa dovrebbe essere alla quarta o alla quinta pagina.

    A luta continua

  8. #28
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    Guarda Terraeamore, non ho una visione escatologica per cui penso che tutto si risolverà nel comunismo, compresa quindi la questione dell'immigrazione. Se fosse così staremmo solo a ripetere giaculatorie e... tutti i salmi finiscono in gloria. Noi dobbiamo fare tutto quel che si può fare, quindi lottare perché i cpt vengano chiusi, perché si estandano a tutti i lavoratori gli stessi diritti, perché i "nostri" governi demordino dal perseguire politiche di repressione nei confronti dei migranti, perché si combatta il fenomeno della clandestinità a favore della "libertà di movimento". Se qualcuno si fa venire i mal di pancia e teme che l'aumento della promiscuità favorisce l'imbarbarimento della società, che gli immigrati portano violenza (ultimo caso di cronaca: albanesi dirottano pullman), che gli italiani perdono l'identità eccetera, questo è un problema politico che noi dobbiamo saper affrontare e combattere aspramente, naturalmente con modalità differenti: un conto se parliamo di lavoratori, di "popolo", un conto se parliamo di dominanti.

    vergogna a chiunque utilizzi l'orgine di un uomo per tacciarlo di criminalità, chiunque abbia letto i titoli dei quotidiani di ieri sa a che mi riferisco.




    Ma queste cose chi le dovrebbe fare? Quale tipo di governo? E poi, attenzione, mi sembra un po' azzardato dire: "fare pressione su tutti i governi che adottano politiche omicide verso i propri popoli, vincolando la concessione dei prestiti...". Guarda che succede già che i "nostri" governi fanno pressioni e vincolano. Lo so, Terraamore, che tu intendi inserire queste iniziative in un contesto differente, ma attenzione quel che dici potrebbe far da supporto a posizioni con ben altri connotati. Ciao.

    [/QUOTE]




    Attenzione, quando parlo di pressioni, mi riferisco a pressioni popolari ( come avevi già ben inteso ) possibili solo in un contesto di totale disinteresse da parte della nazione da cui tali pressioni provengono nella nazione cui le pressioni sono rivolte.

    Ancora una volta l'esempio dei medici cubani è limpido.

    Certo nell'Italia di oggi con quale faccia il governo potrebbe fare pressioni per sui corrotti governi dei paesi di emigrazione ? Chiaramente immagino un contesto diverso da quello attuale.


    Vi ripeto tutto ciò che dico deve essere una linea guida sopratutto a livello logico ed emotivo nel parlare di immigrazione, perchè la confusione su tale tema è davvero insopportabile.

    Il fatto che quasi nessuno capisca che i governi capitalisti ( di destra e di sinistra ) hanno il preciso obiettivo di attirare i migranti nelle loro frontiere per usarli come bestie da soma e che il permissivismo (condito da un finto securitarismo e dalla terrorizzazione effettiva dei migranti ) è il vero spirito delle politiche migratorie.


    Insomma vorrei che nel contesto di un cambiamento politico da attuare a tutti i livelli si avesse anche il coraggio di parlare di immigrazione per ciò che essa è e rappresenta.

  9. #29
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    Ritornando alla lettera di Claudio Poverini (quella pubblicata su Repubblica alcuni giorni fa), il problema è che si deve assolutamente contrastare la tendenza a legare episodi di violenza più o meno criminale al fenomeno dell'immigrazione.

    A livello popolare un episodio di violenza -tipo l'ultima del pullman dirottato dai tre albanesi- colpisce di più e dà più "fastidio"; il pensiero che si fa è più o meno il seguente: "ma come, non solo ti ospitiamo, ti permetti anche di crearci problemi (come se non ne avessimo già tanti)?". E ciò che viene accettato come normalità nel caso della stragrande maggioranza di episodi delinquenziali compiuti da italiani, viene vissuta come emergenza nel caso di immigrati. Ed è su questo che fanno leva le forze politiche istituzionali, ognuna con la propria sfaccettatura e cultura politica di provenienza, ma comunque accomunate dallo spirito poveriniano, che retoricamente si domanda: "perché se chiedo l'espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?". Ma perché i nostri Poverini si chiedono se si deve "sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, giorno e notte, giovanissime prostitute schiave..." ma poi non si chiedono perché tutte queste donne sono venute qui e se per caso il nostro democratico paese non abbia contribuito a stuprare intere popolazioni costringendole poi in massa all'emigrazione? Perché non i nostri poverini non hanno protestato quando il loro sodale D'Alema si vantava di bombardare la Jugoslavia nel 1999?

    Domande semplici che esigono risposta.

    Sia le destre che le sinistre, con le dovute sfumature, per compiacenza e schifoso opportunismo, alimentano il risentimento popolare contro gli immigrati, perché questo è un terreno di facile coltura. Noi, comunque, non dobbiamo -e questo è il punto- negare questo disagio, ma comprenderne la sua natura e lavorare perché si rovesci contro coloro che mestano nel torbido utilizzando linguaggi razzisti, volgari, xenofobi, democratici, multiculturali.

    Scritto in origine da Terraeamore
    Il fatto che quasi nessuno capisca che i governi capitalisti ( di destra e di sinistra ) hanno il preciso obiettivo di attirare i migranti nelle loro frontiere per usarli come bestie da soma e che il permissivismo (condito da un finto securitarismo e dalla terrorizzazione effettiva dei migranti) è il vero spirito delle politiche migratorie.
    E' giusto nella sostanza quel che scrivi ma -e lo ripeto a costo di essere noioso- i flussi migratori vanno oltre le politiche sui flussi. I flussi migratori possono essere sfruttati quanto si vuole dai vari governi ai fini del processo di valorizzazione capitalistico, ma in epoca di sviluppo diseguale o, meglio, di sviluppo del sottosviluppo, non possono essere interrotti. Ecco perché dico che parlare di regolamentazione dei flussi è pura demagogia e non fa che rendere ancor più difficile la strada del "recupero" delle masse popolari ad un giusto e "razionale" riorientamento sociale, politico, culturale e, perché no, umano.

  10. #30
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    D'accordo con te Epifanio..proprio oggi ho avuto una conversazione sul tema con un conoscente sull'autobus sovraffollato che ogni giorno mi porta al lavoro:Ad alta voce ( sono fatto cosi) davanti a un tizio che mi guardava preoccupato mentre sfogliava "La Stampa" che a cratteri cubitali titolava con un roboante "IL Pericolo Viene dall'Est" sul fatto del dirottamento di ieri in Piemonte..Ho spiegato al mio conoscente che noi vogliamo tutto..vogliamo la globalizzazione e i prodotti a basso csoto dalla Cina ma non vogliamo i cinesi qui a rompere i coglioni, vogliamo traferire le nostre aziende per il basso costo del lavoro in tutto il mondo ma non vogliamo immigrati qui, vogliamo immigrati in "nero" nei cantierui edili, nei bar, nei campi di pomodoro ,ma poi la mattina stronzeggiamo che li vogliamo in "regola"..che i flussi migratori sono storici e che non ci sono leggi del cazzo che li possono arrestare, che vogliamo andare in soccorso di guerre neo-imperiali ma che se qualche islamico si incazza e rsiponde allora i "musulmani sono tutti cattivi e ci vogiono colonizzare".. che mlioni di italiani campano sugli immigrati ( case in affitto, lavori sottopagatai) e magari la mattina sbraitano contro gli stessi..Insomma alla fine il conoscente mi ha dato ragione

    Citazione Originariamente Scritto da Epifanio Visualizza Messaggio
    Ritornando alla lettera di Claudio Poverini (quella pubblicata su Repubblica alcuni giorni fa), il problema è che si deve assolutamente contrastare la tendenza a legare episodi di violenza più o meno criminale al fenomeno dell'immigrazione.

    A livello popolare un episodio di violenza -tipo l'ultima del pullman dirottato dai tre albanesi- colpisce di più e dà più "fastidio"; il pensiero che si fa è più o meno il seguente: "ma come, non solo ti ospitiamo, ti permetti anche di crearci problemi (come se non ne avessimo già tanti)?". E ciò che viene accettato come normalità nel caso della stragrande maggioranza di episodi delinquenziali compiuti da italiani, viene vissuta come emergenza nel caso di immigrati. Ed è su questo che fanno leva le forze politiche istituzionali, ognuna con la propria sfaccettatura e cultura politica di provenienza, ma comunque accomunate dallo spirito poveriniano, che retoricamente si domanda: "perché se chiedo l'espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?". Ma perché i nostri Poverini si chiedono se si deve "sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, giorno e notte, giovanissime prostitute schiave..." ma poi non si chiedono perché tutte queste donne sono venute qui e se per caso il nostro democratico paese non abbia contribuito a stuprare intere popolazioni costringendole poi in massa all'emigrazione? Perché non i nostri poverini non hanno protestato quando il loro sodale D'Alema si vantava di bombardare la Jugoslavia nel 1999?

    Domande semplici che esigono risposta.

    Sia le destre che le sinistre, con le dovute sfumature, per compiacenza e schifoso opportunismo, alimentano il risentimento popolare contro gli immigrati, perché questo è un terreno di facile coltura. Noi, comunque, non dobbiamo -e questo è il punto- negare questo disagio, ma comprenderne la sua natura e lavorare perché si rovesci contro coloro che mestano nel torbido utilizzando linguaggi razzisti, volgari, xenofobi, democratici, multiculturali.



    E' giusto nella sostanza quel che scrivi ma -e lo ripeto a costo di essere noioso- i flussi migratori vanno oltre le politiche sui flussi. I flussi migratori possono essere sfruttati quanto si vuole dai vari governi ai fini del processo di valorizzazione capitalistico, ma in epoca di sviluppo diseguale o, meglio, di sviluppo del sottosviluppo, non possono essere interrotti. Ecco perché dico che parlare di regolamentazione dei flussi è pura demagogia e non fa che rendere ancor più difficile la strada del "recupero" delle masse popolari ad un giusto e "razionale" riorientamento sociale, politico, culturale e, perché no, umano.

 

 
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