
Originariamente Scritto da
Filippo Strozzi
E´ indubbio inoltre che la fondazione del Partito Democratico ha rimescolato le carte della "politica"; tuttavia sulla scena di quello che Berlusconi chiamava un tempo "teatrino", e al quale lui stesso si è mirabilmente adattato con una serie di giravolte da acrobata (ormai settantenne però). Dubito comunque che una persona di normale buon senso capisca qualcosa dei giochetti di queste forze politiche ormai del tutto autoreferenti. L´unica speranza che tale piattume (e pattume) induce è quella di un non lontano "pensionamento" sia di Prodi che di Berlusconi, due guitti assai poco divertenti.
Quel che si muove dietro le quinte è al momento ancora più confuso; si capisce che si è acuita una certa lotta tra i vari gruppi della GF&GID (Grande Finanza e Grande Industria Decotta), ma i movimenti sono ondivaghi. Del resto, dietro di essi - un po´ in tutta Europa, ma in modo veramente pesante qui da noi - si muove il complesso finanziario-politico statunitense; e anche questo è scosso da contrasti interni, fenomenicamente sempre più evidenti ma non così chiari da consentire l´individuazione degli schieramenti. In questa situazione, chi si pone senza mezzi termini contro destra e sinistra (e senza alcuna propensione per il centro) dovrebbe seguire solo con un occhio le convulsioni di questi teatranti di fronte al "pubblico". Ci si deve sforzare di capire qualcosa in più - ed è certo compito improbo - delle mosse compiute dietro le quinte, soprattutto nelle (fra loro contrastanti) cabine di regia, che sembrano in effetti procedere "a vista", muovendo un po´ a casaccio i vari fili collegati a gambe e braccia dei "pupi" che si agitano sul davanti della scena.
Certo non sarà sempre facile contenere l´indignazione per una recita tanto scadente; qualche volta non ci si potrà esimere dal lanciare ortaggi e uova marce addosso a questi buffoni che non sanno nemmeno recitare una "sceneggiata"; piangono, si abbracciano, si accoltellano appena appena dietro il sipario, alzano gli occhi al cielo. Il più fatuo e leggero dei "figuranti" parla di vecchiette da assistere, di bambini cui dare una ciotola di riso (perché invece Walter Veltroni non li invita ad uno di quei luculliani ricevimenti dati all´Auditorium di Roma assieme a Romiti, Caltagirone, Geronzi, ecc.?). Tuttavia, ingerendo grandi quantitativi di gastroprotettori, è necessario dedicarsi di meno alle stronzate di questo teatrino pseudopolitico e assai di più ad analisi e previsioni di largo momento. E´ soprattutto necessario resistere agli ansiosi che vogliono avere subito qualcosa da fare, che debbono trovare un´organizzazione in cui inserirsi, che bramano avere dei capi che li guidino ad altre sconfitte umilianti dalle quali uscire "suonati" ed avere così la scusa di "tornare a casa" mogi mogi, elevando alte lamentele.
Riproporrò sempre, anche soltanto a cinque persone che frequenteranno 'sto forum de Maccaflà, di ricominciare ad usare la testa e soprattutto di proiettarsi in avanti; senz´altro saranno compiuti molti errori, ma è meglio sbagliare che fare i pappagalli. In ogni caso, poniamola così: non offendiamo nessuno che, con un minimo di buona fede, voglia ancora tentare di rinnovare ciò che a mio avviso è completamente scrostato, fradicio, sbriciolato al suo interno. Possiamo magari anche procedere insieme secondo "divergenze parallele".
Ma adesso, andiamo avanti e lasciamo perdere veramente, e definitivamente, gli arrancanti.