



Io mi incazzo con quelli come te che buttano il sasso e poi nascondono la mano. Il giochetto è finito, gossipparo!
Ecco, bravo, parla solo coi compagni (solo quelli con la tessera, mi raccomando), poi, quando avrete fatto la rivoluzione chiamate pure me che cerco di parlare con TUTTI. E falla finita co' 'sta storia dei fasci, perché sei veramente puerile nelle tue accuse.Se siamo tra compagni , qui almeno i fasci non postano vedo con piacere non mi va di litigare.
A nazista da quattro soldi?! Ma come ti permetti?! Tu ai tuoi compagni ed amici imponi qualcosa? Noi siamo così fascisti, pensa un po', che non imponiamo niente a nessuno!!! Mistero eh...Ho solo chiesto : siete amici del prof. Preve lo stimate, allora imponetegli di smetterla di collaborare con case editrici naziste e negazioniste.
Preve è mio amico, mio compagno e mio filosofo contemporaneo di riferimento, quindi vedi di smetterla con i tuoi giochetti, perché stai solo dimostrando la tua ignoranza totale.
Ma di quale movimento parli!?! E poi, compagni... Pensi che ora che hai scritto 'sta frasetta io ti rispetti?! Io non ti rispetto più, caro il mio miao miao. Io non sono un tuo compagno. E falla finita pure co' la storia delle case editrici, perché altrimenti ti chiedo dove diavolo compri i tuoi libri, sempre se leggi, visto che l'80% delle case editrici sono liberali, cattoliche, berlusconiane o di destra in genere. Basta coi giochetti!Io lo credo che tu e Outis siete compagni, però i pregiudizi nel movimento ci sono se voi non ci aiutate che cazzo dobbiamo pensare di chi scrive col Veltro o Sett Sigillo?
Ancora con i nomi?! Ma la vuoi far finita?! Ma la smetti di fare il matto! Proletario... Tu sei proletario da quando sei nato, c'hai il DNA comunista e coi fascisti non ci parli e se li vedi li spranghi. Bravo, complimenti. Continua così che sei l'idolo di tutte le teenagers! Ma falla finita.Quanto alla cultura è importante ma non ne ho come te lo riconosco. Non so che lavoro fai te, io sono PROLETARIO da quandoho 14 anni.....il comunismo ce l'ho nel sangue e nella pelle e se non mi credi non mancherà occasione che ci vedremo con Mauro al prossimo campo!
Umbria rossa e antifascista


...come scrivere e non dire nulla...
Ho capito. Quindi, visto che vogliamo andare nel profondo, per te Marx non è della scuola hegeliana e non è anche lui, in fin dei conti, un idealista? Capisco.Riguardo al fatto che Preve sia anti-borghese. Ebbene? Non basta essere antiliberali per essere marxisti e comunisti. Il marxismo si basa in primo luogo sul materialismo storico, e sull'analisi della dialettica nel reale - che è essenzialmente dialettica tra classi legate ai rapporti di produzione. Qualunque approccio che invece parta dall'identificazione di una sovrastruttura (comunità, nazione o altro) per poi sperare di intervenire nella struttura (ma solo fintanto che tale intervento non entra in conflitto con delle presunte caratteristiche "naturali" della sovrastruttura stessa) è un approccio idealistico se non reazionario, in due parole non marxista. Poi può essere anche non borghese, ma la cosa è totalmente secondaria. Mi lascia completamente indifferente il fatto che Preve asserisca di applicare "il marxismo ai marxisti", se poi opera in questo modo non marxista nell'analisi del reale.
Stupendo il discorso sulla sovrastruttura per quel che concerne le comunità... Vallo a dire a Marx quando parla della Gemeinwesen...
Sì sì, infatti non li leggere i suoi libri, perché tanto hai questa pregiudiziale che non ti permetterebbe di apprezzarne i contenuti. Fai bene.Riguardo l'equivalenza tra operaismo e comunismo. E' vero, Preve se la prende in particolare con le correnti operaistiche degli anni '60/'70, ma di fatto anche il corpo della sua critica al comunismo novecentesco si basa sulla sua riduzione a movimento costruito al traino di una classe secondo lui "non rivoluzionaria" (quella operaia, appunto) e comunque non aderente ai "testi sacri" secondo la sua interpretazione. Questo, per lo meno, emerge da ciò che ho potuto leggere. Date queste premesse (che peraltro ritrovo anche nelle sette e gruppuscoli di cui lui si fa beffe), approfondire con i suoi libri mi interessa assai poco.
Preve non ha mai detto di buttare la storia del comunismo. Non mistificare.Mi è stato fatto notare che l'URSS non c'è più. Ma proprio per questo vorrei capire come mai quell'esperienza è finita, e cos'è andato diversamente in altre esperienze di socialismo (del XX o XXI secolo) oggi in vita. E per questo è indispensabile non liquidare il patrimonio di storia e esperienza politica accumulata, ma analizzarlo con strumenti realmente marxisti, conoscere le problematiche che sono state affrontate, capire il contesto storico. Potrà sembrare strano, ma Preve non è l'unico che si occupa di questi argomenti, nè ha l'unica opinione su quale sia la "cassetta degli attrezzi" da utilizzare.
Allora, se partiamo da questo presupposto, mi ritiro dalla discussione.Infine mi è stato chiesto che cosa io "difenda" del "totalitarismo staliniano". A parte che già il termine "totalitarismo" mi fa venire la psoriasi, vorrei capire da quali "accuse" dovrei difenderlo (e sulla base di quali prove).


Preve non è un uomo politico, ma un compagno tra compagni. Preve è un filosofo ed un insegnante di filosofia. Non mi aspetto che un cassiere della SMA scriva i libri di Preve, né che Preve faccia il cassiere. Mi aspetto, quindi, che chi fa politica (noi) si ponga l'obbiettivo del consenso e chi scrive di filosofia (lui) lo faccia in modo libero ed indipendente.


Outis con te e la tua presunzione non dialogo più...
Mentre io sto ricevendo continue attenzione dai fasci di perugia tu ti dilettiascivere che Marx è idealista. Con quelli come te non voglio parlare. Sulla via dell'antifascismo non un passo indietro!




Ecco, mi sembrava strano... Ovvio. Quando uno critica e scrive più di uno slogan si va nel pallone. Ne prendo atto.
I "fasci" di Perugia ti degnano di attenzione? E quindi? Cosa vogliamo scrivere qui delle attenzioni che ci degnano per vedere chi gioca di più a fare l'antifà?
Ma basta, hai ragione, non ne parliamo più.
Non un passo indietro! Cento ne hai fatti!


Maoista ha fatto semplicemente una domanda("preve è comunista secondo voi?"..allora, dato che io non do nè posso dare etichette di comunismo, da quello che ho letto (e girandola dal verso politico, come da domanda), ho rilevato che come contributo al processo di conoscenza dell'attuale si butta come una scure sugli altri "marxismi", e quando non vedi poche vie di uscita ecco che compare lo spettro del regressismo (aka massimo fini).
Preferisco quindi fonti che ritengo più interessanti, e a tal proposito come contributo consiglio un sito che raccoglie l'esperienza di riviste passate ("plusvalore") e del lavoro teorico e di studio sull'attuale stadio capitalista:
http://www.countdownnet.info/
Saluti.


...per il grande balzo in avanti maoista, un po' di rincorsa la devi prendere...per forza...


La "Gemeinwesen" di Marx è ovviamente un concetto sovrastrutturale. E' la comunità umana da cui i lavoratori sono alienati, a causa dell'alienamento del proprio lavoro da parte dei capitalisti (o delle classi dominanti in genere). Per ricongiungersi pienamente con essa è necessario modificare i rapporti di produzione, e solo da rapporti di produzione giusti (ovvero comunisti) può nascere una società nuova.
Faccio notare che Marx, non essendo idealista, non si azzarda a dire COME sia fatta questa comunità umana, perché il modo di sentire, pensare, vivere degli uomini è strettamente legato ai rapporti di produzione che plasmano la società. Nessuno può dire come sarà quest'ultima dopo la riappropriazione del lavoro da parte dei lavoratori.
Da ciò che ho letto di Preve, mi pare di capire che lui considera invece la "Gemeinwesen" come una sorta di DNA di ogni comunità umana già esistente: se c'è una comunità di qualche tipo, significa che essa va salvaguardata dal nemico mortale (il capitalismo) e che il "comunismo" previano va fondato al suo traino. Questo tipo di "comunismo", che necessariamente assume una forma prettamente anticapitalista e tendenzialmente reazionaria, è ben lontano da Marx.
Come ho già scritto diverse volte, considero la liquidazione dell'esperienza del movimento dei lavoratori un effetto inevitabile dell'invettiva previana. Che lui lo scriva chiaramente o no, cambia poco.
Ho chiesto di sapere da quali accuse dovrei "difendere" l'opera del governo sovietico ai tempi di Stalin... e ottengo questa risposta. Molto marxista, direi. (Comunque vorrei evitare di discuterne qui in coda, eventualmente meglio un thread a parte)
A proposito di totalitarismo, chiarisco che il termine mi è indigesto perché fortemente ideologico borghese, costruito per equiparare Stalin e Hitler (e Mao) e in questo modo nascondere ogni differenza. Altro modo per liquidare la storia del movimento dei lavoratori, in particolare di una delle sue epoche fondamentali.