01-03-10
BOSNIA: KARADZIC TORNA IN AULA, HO DIFESO UNA CAUSA SACRA
(ASCA-AFP) - L'Aia, 1 mar - Dopo aver messo la parola fine al boicottaggio, Radovan Karadzic e' tornato oggi in aula al processo a suo carico per genocidio presso la Corte Penale Internazionale dell'Aia, difendendo il suo operato durante il conflitto dei Balcani e sostenendo che il suo popolo e' stato vittima delle aggressioni dei musulmani. ''Utilizzero' il processo per difendere la grandezza della nazione serbo-bosniaca e per la sua causa, che e' sacra'', ha detto il 64enne ex leader accusato di aver condotto un'operazione di pulizia etnica contro i croati e i musulmani in Bosnia che ha causato 100 mila morti ed oltre 2 milioni di sfollati.
''Saro' qui per difendere non solo la mia persona, ma la grandezza di una piccola nazione nella Bosnia Erzegovina, che per 500 anni ha dovuto soffrire ed ha dimostrato una grande modestia e perseveranza per sopravvivere in liberta''', ha proseguito Karadzic, ritenuto l'ideatore, insieme all'ex leader jugoslavo Slobodan Milosevic, di aver ideato una piano per la creazione di una ''Grande Serbia'', che avrebbe compreso il 60% del territorio bosniaco.
Non sono mancati colpi ad effetto. Nel corso dell'udienza, Karadzic ha mostrato alla Corte una fotografia di un soldato bosniaco che tiene la testa mozzata di un combattente serbo, sottolineando come a suo giudizio i serbi abbiano dovuto fare i conti ''contro una violenza rabbiosa''.
Karadzic e' accusato del massacro di Srebrenica, avvenuto nel 1995, in cui morirono circa 7.000 musulmani, e dell'assedio di Sarajevo, durato 44 mesi e concluso nel novembre del 1995, costato la vita ad oltre 10 mila persone.
Arrestato a bordo di un autobus a Belgrado nel luglio del 2008, Karadzic rischia l'ergastolo.
red-uda/mcc/lv




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