



Il luogo comune e' ben fondato su solide basi di verita', per ovvi motivi.
Il problema non e' comunque se i dipendenti pubblici lavorano (comunque poco, perche' manca la paura di perdere il "cliente"), ma cosa essi effettivamente producono in rapporto al loro costo, ma su questo mi sono gia' dilungato...
Ultima modifica di ciddo; 05-04-11 alle 13:28


Soldi buttati via, inutile girarci attorno. Se non servono che si licenzino in tronco e si usi parte dei soldi per fare altro. Ok, lo stato fa girare l'economia in questo modo, fino ad un certo punto ci può stare, non discuto... ma ti pare che la situazione sia sostenibile?
Praticamente stai dicendo che lo stato (cioè noi) dà i soldi agli statali per far girare l'economia... ecco, non ti è venuto il dubbio che questa situazione sia insostenibile, dato che questi soldi dati agli statali (in gran parte quelli DELLE NOSTRE TASSE, cazzo), gente che vorrei sapere quanto PIL produce, siano troppi?
Ma che ragionamento è?
Ultima modifica di Milanista; 05-04-11 alle 13:41




A tanti, che io definisco "senza palle" (qualcuno può chiamarle semplicemente "persone senza ambizioni") va benissimo così. Posto sicuro garantito a vita, non fanno un cazzo o quasi, tutti i mesi arriva lo stipendio strasicuro, etc.Dall'altro lato è vero che il pubblico ti da alcune sicurezze in più del privato ma spesse volte ti limita anche la possibilità di far carriera in quanto al suo interno vi è una mancanza di meritocrazie particolarmente evidente.
Comunque non è che lo statale non fa un cazzo, diciamo che fa poco poco, toh. Siamo buoni.
Disintegrando i sindacati (anzi no via, non facciamo i fascisti... riducendo DI MOLTO le loro scanate e il loro potere) si potrebbe fare. Finché ci saranno loro a rompere, continueranno a difendere la situazione attuale.Su questo non c'è dubbio. Infatti è necessario cambiare parzialmente le regole modificando però anche i criteri di selezione per i posti base e dirigenziali, come la valutazione del titolo di studio, come le competenze personali, come la motivazione e come la produttività del singolo. A quel punto stai pur tranquillo che anche chi lavora decentemente nel pubblico sarà ben felice di entrare a far parte delle regole di mercato.
Certo, basterebbe bloccare per 10 anni le assunzioni nella P.A. per ridurre di molto il problema... o magari fare qualcosa del tipo "ogni 3 dipendenti che vanno in pensione se ne assume 1"...
prima o poi ci arriveranno, oh. Il tempo di andare in default, che io AUSPICO con tutte le mie forze.
Ultima modifica di Milanista; 05-04-11 alle 13:40


Infatti non e' un ragionamento. Lo stato non fa' girare proprio un ciufolo. Lo stato sottrae ricchezza alla parte sana dell'economia, per produrre cose che nessuno comprerebbe a quel prezzo... e per pagare gente che nessuno assumerebbe a quel prezzo.
La tesi di Samba e' concettualmente priva di senso logico... equivale ad affermare che la mafia e' utile perche' spende sul mercato (comprando auto di lusso e motoscafi) i proventi derivanti dall'imposizione del pizzo ai commercianti, facendo cosi "girare" l'economia e aumentando la domanda.
Assurdo no ?


Più di definire cosa sia meglio io intendevo l'efficienza della spesa. E' evidente che alcuni paesi, ad esempio la Svizzera, spendano con più efficienza di noi. ergo già allocare la spesa pubblica ai livelli svizzeri ci farebbe fare un bel salto di qualità anche a livello di spesa invariato. In ogni caso lo stato di per sé ha una spesa pubblica altrimenti non esisterebbe e vivremmo nell'anarchia. Si può discutere se sarebbe meglio ridurlo a polizia, magistratura e forze armate come nel settecento o no ma quello è un discorso diverso.




Continuate a farne una battaglie tra pubblici e privati quando contrariamente la battaglia va rivolta verso gli enormi dislivelli stipendiali che si hanno tra dirigenti e dipendenti sia a livello pubblico che privato.
Poi quando sento dire che è necessario licenziare in massa i dipendenti pubblici mi viene la pelle d'oca e non solo per ragioni umane ma anche economiche perchè gmi viene da immaginare la mostruosa cifra che lo Stato dovrà sborsare per le varie sussidarietà elargite a questi dipendenti di 40-50 anni che si ritroveranno dinnanzi ad un mercato del lavoro che non potrà garantire loro un'assunzione. Se proprio si vuole eliminare il settore pubblico ha molto più senso privatizzarlo mantenendo al suo interno gli stessi dipendenti (e a quel punto i cazzoni sono licenziabili). Peraltro se si tiene conto che sicuramente una buona percentuale di famiglie con un dipendenti pubblici sono monoredditto si capisce il grave danno al sistema che un'operazione di licenziamento di massa possa suscitare.

