Sì, anche questo passaggio lo condivido in toto.
E' probabile che sia davvero così.Ma ovviamente la nostalgia celeste di un Cattolico tradizionalista non può trovare alcuna corrispondenza sia pure parziale nell'ansia razzial-conservativa di un nazionalsocialista ateo.
Il Fascismo mazziniano e attualista non potrà mai contare su una unità di intenti davvero radicata nemmeno col più sincero dei nazionalisti patriottico-conservatori.
Vi sono esigenze momentanee che stimolano in certi caso unità di contrapposizione.
Ma nulla più.
In merito alla vicinanza "caratteriale" delle varie destre sono più dubbioso. Tant'è che i fautori del nazimaoismo (e di tutte le eresie volte alla sintesi degli opposti) evidenziavano la vicinanza di carattere che univa - a loro dire - la destra radicale alla sinistra radicale (e non alla destra moderata, con la quale la distanza era misurata proprio sul lato umano, aristocratico/proletario vs borghese).Le forme di opposizione ai modernismi ideologici non hanno una base sistematica ma intuitiva, emotiva,emozionale, caratteriale.
Per questo diceva non a torto Maurizio Murelli che a "destra"si valuta sulla base della vicinanza caratteriale e non filosofica.
Onestamente quest'analisi non mi convince. Penso invece che sia l'"utile", ovvero il comune obiettivo, ad unire talvolta le destre. Oppure la comune identificazione in un Capo.
Questo passaggio non l'ho capito.Con il risultato che nell'"arcipelago dei gulag" della destra uno Stalin può essere preferito ad un Pio XII.
Oppure-su di un piano più plebeo e vile- che una omosessualista alla Carfagna possa stare nello stesso Governo con un cattolico alla Tremonti.





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