





un punto a favore è che capì chiaramente come lo sviluppo economico, al portare benessere, infiacchiva e deteriorava la forza vitale della popolazione. In questo fu ancora più lungimirante di Mussolini, che parlava si di frugalità e di virtù condadine (e spartane), ma non si spinse (anche per ragioni strutturali dell'Italia) verso un modello esplicitamente pauperistico.
Io invece credo -oh, eresia delle eresie- che un popolo povero è più forte di uno ricco. E quindi è necessario imbrigliare lo sviluppo, impedendo che si riverberi in opulenza diffusa (e quindi decadenza).
Beh, questa affermazione andrebbe, però, specificata.
Diciamo che un popolo sobrio e spartano è più forte di un popolo pigro e indolente. E questo non dipende solo dalla ricchezza.
Durante la guerra sfottevamo gli inglesi per i cinque pasti al giorno e perché la propaganda li dipingeva come placidi borghesi dal ventre molle.
Il loro ventre, in realtà, non era più molle del nostro.
Ed i cinque pasti al giorno di sicuro aiutavano a tirar su gente robusta.
Senza contare che la massiccia diffusione su larga scala dello sport in Italia, nonostante tutti i lodevoli tentativi fatti nel ventennio, non so se raggiunse mai i livelli di Usa, Gran Bretagna e Canada.


Giusto.




Beh... ti contraddici un pochetto tra il primo ed il secondo paragrafo...
Oggi abbiamo a disposizione, sulle nostre tavole, quanto più cibo abbia mai visto qualsiasi civiltà nella storia e, allo stesso tempo, la partecipazione a discipline sportive è molto alta... questo però non tira su gente robusta. Anzi.
Va ritrovata un pò di sana austerità e coscienza della "giusta dose", per tutto e non solo per il cibo.
Allo sport ho sempre creduto poco sinceramente. Potrei addirittura seguire l'espressione di Alfredino che dice "invenzione borghesotta".
A mille discipline sportive, palestre e cose varie preferirei mille volte che i ragazzetti tornassero a giocare a pallone nelle piazzole, a scorrazzare in gruppi per le città, menarsi tra loro, fare esperienze di strada fin da piccoli.
Il fatto è che lo sport, così come la tv, i videogiochi e tutto il baraccone, riempiono all'inverosimile la giornata delle persone, togliendoli quel sano "non saper che fare", non sapere come passare la giornata dopo il lavoro/studio, che andrebbe a creare uomini induriti dalla vita.
Insomma: le nostre vite sono inquadrate.


Salazar fu l'uomo delle mille contraddizioni.....affermò il cosiddetto "estado novo", ma represse i fermenti nazional rivoluzionari e le idee radicali che si affermarono in terra lusitana, che passavano dal futurismo fino a Pessoa (per chi comprende il portoghese consiglio di leggere l'opera epica in versi che glorifica il "misticismo lusitano", intitolata Mensagem), compiendo il clamoroso errore di isolare Rolao Preto, l'unica figura realmente fascista del Portogallo.Unico pregio reale di Salazar è stato l'isolazionismo forzato del "rosto(viso) d'Europa", che ha fatto si che rimanesse tutt'ora affascinante e rurale.......ma non seppe sfruttare il potenziale economico delle proprie colonie, i cui conflitti si protrassero fino al 74, dando adito alla massoneria (il socialista Soares ossia l'immortale della politica portoghese, tutt'ora in vita come Andreotti, era massone)di poter scatenare la rivoluzione dei Garofani (con la conseguente "detronizzazione" dell'inutile e privo di carisma Caetano).Concesse le Azzorre agli alleati, diede asilo agli Ebrei, condannò con fermezza i volontari portoghesi nelle SS, ma allo stesso tempo concesse il lutto per la morte del Fuhrer......credo alla fine che l'unica pecca "storica" dei portoghesi, quindi non solo di Salazar, sia stata la storica influenza inglese, che è stata determinante anche durante il secondo conflitto mondiale.....e come Franco mancava di idee realmente rivoluzionarie, limitandosi ad un perbenismo cattolico integralista che fu funzionale alla crescita dei comunisti in Portogallo (Alvaro Cunhal è venerato come un mito dai comunisti portoghesi e non solo).


si tratta di livelli. In quell'epoca i cinque pasti al giorno non erano ancora opulenza secondo i parametri ultra-consumisti ed edonisti di oggi. Forse la critica del fascismo era prematura, e come ben dici, gli inglesi non erano ancora decaduti a causa della ricchezza (come lo sono invece oggi).
Ricordo qui che la critica del fascismo all'opulenza borghese è uno dei suoi cavalli di battaglia. L'ideale spartano e frugale significa dare alle famiglie il giusto e necessario per vivere decorosamente. Non quindi il superfluo, l'abbondanza di beni che infiacchisce nella mollezza, rendendo effeminati ed indolenti gli uomini, e pigre ed infeconde le donne.


Problema è quando la frugalità e il pauperismo sono il paravento per far arricchire e far vivere da borghesi una cerchia non ristrettissima di persone.....avveniva nel portogallo di Salazar (latifondisti e gli affaristi nelle colonie), pochi abitanti rispetto al territorio, ma condizioni di disparità latenti....come avveniva in Unione Sovietica, dove a godere di tanti benefici erano i capi partito, capi villaggio o agenti del kgb con tanto di caviale, donne e vacanze sul mar nero.....e per certi versi come non dimenticare i nostri sui vari fronti in condizioni scandalose mentre quella merda di Ciano giocava a tennis.....il Duce seppe rimediare troppo in ritardo...