
Originariamente Scritto da
simsalabin
1)
Il primo hotel tutto gay della Turchia
31 maggio 2007
Si chiama Planet Victorya, si tova a Kemer, una delle stazioni balneari più amate dal pubblico di vacanzieri che vengono dall’estero. Una particolarità: «è il primo hotel esclusivamente gay-lesbico al 100% della Turchia », ha spiegato il direttore Faruk Ok. Niente dicitura gay-friendly, insomma, come talvolta capita di trovare nelle guide europee in riferimento a strutture della capitale Istanbul. Non sono ammessi eterosessuali né minori di 18 anni!
Con le sue 70 camere tra il pittoresco e il lussuoso, il Planet Victorya sfonda un ennesimo tabù nella Turchia del XXI secolo: che i gay debbano sempre e comunque nascondersi per intrattenere relazioni affettive. Con questo Hotel, fanno sapere dalla direzione, si vuole proporre una alternativa gay che attiri un folto pubblico europeo, e magari anche turco, amante dei viaggi.
Le prenotazioni? «Vanno già a gonfie vele, anche tenendo conto che apriremo solo a luglio», ha spiegato Faruk. La maggioranza degli ospiti proverranno da Francia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi.
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2)
Il tribunale amministrativo accoglie la richiesta dei titolari del locale gay
Melbourne, pub vietato agli eterosessuali
il tribunale concede l'autorizzazione
SYDNEY - Un pub di Melbourne frequentato da uomini gay, ha ottenuto il permesso di rifiutare l'ingresso a eterosessuali: a sancirlo, è stata una sentenza del tribunale amministrativo, che ha esentato il locale dalla legge per le pari opportunità. Legge che proibisce la discriminazione sulla base di razza religione e sessualità.
I titolari del Peel Hotel - luogo di ritrovo molto conosciuto, in città - avevano richiesto l'esenzione per prevenire insulti e violenze agli avventori, e "per assicurare ai clienti gay un'atmosfera non minacciosa in cui esprimere la loro sessualità". Il direttore del Peel Hotel, Tom McFeely, ha citato in particolare le cosiddette "hen's nights" (notti della gallina, in cui la futura sposa festeggia con le amiche la vigilia delle nozze), quando gruppi di donne scelgono il suo locale per guardare i gay come forma di intrattenimento, "come animali allo zoo".
Il tribunale civile e amministrativo dello stato di Victoria ha autorizzato il pub a rifiutare l'ingresso a persone ritenute una minaccia alla sicurezza e serenità dei suoi avventori. Il magistrato Cate McKenzie ha sottolineato che a Melbourne vi sono più di 2000 locali frequentati da eterosessuali, ma il Peel è l'unico che punta in particolare sui gay.
Il vice presidente dell'ente per le libertà civili Liberty Victoria, Michael Pearce, ha definito "sensata" la decisione. "Credo che il significato del verdetto sia che non vi sono molti locali dove i gay possano andare e incontrarsi senza il rischio di essere infastiditi, e che hanno di diritto ad avere i loro spazi", ha detto.
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