
Originariamente Scritto da
FreeFlag
3/6/2007 (12:0)
Prodi contestato per base di Vicenza

+
Vicenza, lavori già inceppati, "Il governo se ne lava le mani"
+
Sindaci No Tav in corteo, "Sarà un'altra Vicenza"



Il premier è entrato nell’auditorium dove si terrà il forum sull'economia. I manifestanti stanno continuando la loro protesta con cori e bandiere
TRENTO
«Venduto, venduto, vergogna, vergogna!». È ciò che i circa 200 manifestanti riuniti nel cortile dell’auditorium di Santa Chiara di Trento per protestare contro l’allargamento della base Usa Dal Molin: lo hanno urlato al premier Romano Prodi, giunto qualche minuto prima di mezzogiorno sul posto. Il presidente del Consiglio è entrato nell’auditorium dove sta partecipando al forum coordinato dal direttore del Sole 24Ore De Bortoli. I manifestanti stanno comunque continuando la loro protesta inscenando cori, sbandierando bandiere "No Dal Molin" e fischiando incessantemente.
Proteste anche all'interno dell'auditorium
Un gruppo di "No Dal Molin" ha contestato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che aveva iniziato a parlare a Trento, al Festival dell’Economia, da circa cinque minuti. Al grido di "vergogna, vergogna" il gruppo che protesta contro l’ampliamento della base aerea di Vicenza, ha reso impossibile il proseguimento del convegno. I contestatori a loro volta sono stati sovrastati dagli applausi della platea e dalle grida «fuori, fuori». Tornata la calma una fra i contestatori è stata fatta salire sul palco e al presidente del Consiglio e alla platea ha spiegato: «Vicenza lotta da un anno contro una base americana che si vuole realizzare a pochi metri dalla Basilica palladiana. Vergogna. Vicenza non è stata ascoltata dal Governo, io, presidente, l’ho votata - ha detto la partecipante del gruppo "No Dal Molin" - sulla base di un programma e va rispettato. Ci stanno trattando in maniera ignobile, nel programma si parlava di democrazia partecipativa. Chiediamo solo correttezza». Terminata la contestazione il presidente del Consiglio ha ripreso a parlare, per ora senza rispondere esplicitamente alle contestazioni.