da venezia
Alla fine la corda della sopportazione si è spezzata…
Lunedì 4 giugno, a Venezia, una manifestazione di protesta sotto il
palazzo dell’amministrazione comunale a Ca Farsetti ha visto esplodere
la rabbia di alcune centinaia di ambulanti immigrati (soprattutto
senegalesi, ma non solo), a stento contenuta a suon di manganellate
dalla polizia, mentre il sindaco-filosofo Cacciari se ne andava via in
motoscafo, dopo aver intimato agli attivisti della Rete Antirazzista di
mettere fine al sit in.
Da troppo tempo, i migranti che a Venezia
vivono vendendo in strada devono fare quotidianamente i conti con
vessazioni burocratiche, soprusi legali, sequestri di merce e persino
angherie poliziesche. In particolare, negli ultimi tempi speciali
squadrette di carabinieri e finanzieri in borghese, con l’appoggio
della polizia municipale, si sono rese protagoniste di folli
inseguimenti, arresti arbitrari e violenze nelle caserme sui fermati,
tanto da creare un clima di tensione che non ha senso, se non nella
paranoia disciplinare di un’amministrazione di centrosinistra che, al
contrario, risulta politicamente co-responsabile del sempre più grave
problema della casa e della devastazione della laguna ad opera del
Mose, del Petrolchimico e delle grandi navi.
Così un normale sit in e
il tentativo di entrare nel palazzo municipale (da oggi dichiarato off
limits per ogni manifestazione a venire), in coincidenza con una seduta
consiliare, ha dovuto affrontare per ben tre volte l’aggressione dei
poliziotti antisommossa, coadiuvati da un numero esorbitante di vigili,
carabinieri e digos che hanno anche arrestato un migrante con l’accusa
di aver mandato all’ospedale un vigile.
In realtà vari contusi si sono
contati da entrambe le parti e, dopo l'arresto, il migrante è stato
ammanettato ad una ringhiera all'interno del comune. Adesso si attende
di sapere quando ci terrà il processo per direttissima nei confronti
del malcapitato, mentre si attendono ulteriori denunce.
Proprio in
questi giorni, il sindaco Cacciari aveva ipotizzato spregiudicate
possibili intese elettorali anche con la destra, leghisti inclusi: il
suo biglietto da visita ora è sotto gli occhi di tutti.




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