oggi parecchi distributori aperti


oggi parecchi distributori aperti


Infatti. Altro che serrrata... da me non se ne sono fregati proprio... ho fatto dieci euro stamattina.
Non ho gradito lo sciopero. Dovendo spostarmi molto a giorni alterni, sono arrivato a ieri col serbatoio quasi a secco. Quando si è stati incolonnati in un delirio di veicoli a motore e asfalto per 6 ore filate, difficilmente si ha la pazienza e la presenza di spirito necessarie a fermarsi dal primo benzinaio. Così mi è capitato di passare un mercoledì pomeriggio tiratissimo senza la possibilità di fare rifornimento.
A fine serata, conclusi gli impegni di lavoro, per non restare a piedi fino al termine dell'agitazione sono stato costretto a entrare nella A4 per un veloce rabbocco alla prima stazione di servizio disponibile. In autostrada, infatti, le pompe di carburante devono rimanere attive 24 ore su 24.
Questa è una vessazione che non dimenticherò mai. A questo punto non sono più così critico verso il pacchetto di liberalizzazioni varato dal governo di centrosinistra. Mi batterò perché anche cani e porci possano aprire un baracchino per il rifornimento. Non per intima convinzione, ma per una feroce volontà di vendetta...




A me poco mi frega quale sia la tua qualificata ed intoccabile posizione in termini di economia. Su una cosa sbagli: a pensare che parlare di aggiotaggio sia una mia invenzione. Non è così. Come tu dici io sono ignorante in economia, e spesso riporto il parere di persone esperte nella materia, a prescindere dalla loro posizione in termini di economia.
Inoltre quando voi neo-liberisti parlate di libero mercato, di leggi di mercato, a me viene in mente la vasellina (o il Vagisil, se più vicino alla tua scuola economica) perchè il discorso del "mercato" ve lo fa prendere "in der sito" senza sentire male. Strano effetto.
La mia ignoranza mi porta a credere che nessuna legge di mercato autorizzi il furto a danno dei consumatori. Ed approfittare della serrata per aumentare i prezzi a consumatori in stato di necessità sia comunque un reato. Poi chiamalo aggiotaggio, furto con destrezza o con scasso o come ti pare. Sempre reato resta.


L'importante non è che sia a posto lo Zelota, ma i consumatori, di cui anche lo Zelota, come te, fa parte. E non capisco perchè tu remi CONTRO l'interesse dei consumatori. Sei un benzinaio?
Non capisco poi cosa c'entra il pakistano a 5 euro al giorno. Qui si parla di autorizzare la vendita ai supermercati, e quindi eventualmente allontanare i distributori, ma spendere di meno. Evidentemente il vostro cervello malaticcio vi fa riportare tutto agli extracomunitari. Sveglia, che la guerra è finita.




Vedo che l'argomento non è proprio il vostro forte:
http://www.repubblica.it/2007/01/sez...o-rincari.html
Nei dati del ministero, l'Italia è più cara degli altri paesi
ma non per il peso del fisco. Troppi i distributori
Benzina, Tesoro in campo contro i rincari
"Occorre razionalizzare la rete"
di ROBERTO MANIA
ROMA - Offensiva del Tesoro contro le compagnie petrolifere. Un dossier elaborato dai tecnici del sottosegretario Alfiero Grandi sostiene che nel settore della distribuzione dei carburanti manca la concorrenza; che i prezzi della benzina e del gasolio sono inspiegabilmente più alti a confronto con la media europea; che, infine, il peso del fisco non è per nulla superiore rispetto ad altri Paesi simili al nostro come la Francia e la Germania. "Ci sono aumenti che non si giustificano e che talvolta sono addirittura eclatanti", dice Grandi. Non lontano da sabato scorso sono scattati gli ultimi incrementi, fino ad un picco di 1,249 euro al litro per alcuni marchi (Api, Esso, Ip e Total).
Sotto tiro il processo di formazione dei prezzi. "I prezzi consigliati alla pompa - si legge nel dossier - sono pressoché identici per tutte le compagnie. Le quali - continua - giustificano il maggiore prezzo rispetto agli altri Paesi con i più alti costi di distribuzione, attribuibili sia all'orografia del nostro territorio, sia alla grande frammentazione della rete distributiva. Ma omettono di dire che esso è anche dovuto ai più alti margini che le compagnie realizzano sul mercato italiano i margini, ante imposte, delle compagnie in Italia sono i più alti d'Europa".
Né si può attribuire la colpa al fisco. Parlano i numeri: secondo lo studio del Tesoro le tasse su un litro di benzina sono più pesanti del 4,1 per cento in Francia e dell'11,5 per cento in Germania. Cambia solo di poco se si guarda la tabella del gasolio per auto: meno 0,5 per cento in Francia e più 7,8 per cento in Germania. E il prezzo industriale è inferiore in entrambi i Paesi: meno 12 per cento in Francia e meno 11,8 per cento in Germania, per la benzina; meno 11,8 per cento in Francia e meno 10 per cento in Germania per il gasolio. E il peso dell'Iva è uguale in tutta Europa.
Bene - secondo Grandi - lo sforzo del ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani per tentare di liberalizzare il mercato dei carburanti, ma forse non sufficiente, nonostante la sollevazione dei gestori. Da qui la proposta di coinvolgere ancor più l'intero esecutivo in una partita che tocca da vicino la stragrande maggioranza dei consumatori. L'idea di Grandi è, innanzitutto, di rafforzare i poteri dell'Antitrust, guidata da Antonio Catricalà, seguendo ciò che già accade nei comparti dell'energia elettrica e del gas. "L'Authority - sostiene il sottosegretario - interviene solo ex post, per accertare eventuali violazioni della concorrenza. È necessario, invece, agire prima, durante il processo stesso di formazione dei prezzi. C'è un buco normativo che deve essere colmato".
E le compagnie devono sentire il fiato sul collo dei "controllori". A cominciare dall'Eni (utile record da 9,2 miliardi nel 2006), che per il 31 per cento appartiene al Tesoro. "L'Agip (controllata al 100 per cento dall'Eni, ndr) - dice ancora il sottosegretario - non può pensare solo agli interessi aziendali. Prima vengono quelli della collettività, cioè dei consumatori. E se non dovesse bastare una semplice moral suasion, bisognerà far sentire la voce dell'azionista di maggioranza".
Un aspetto viene poi indagato con attenzione dai tecnici di Via XX settembre: quello relativo alla capacità di raffinazione delle compagnie, che finisce per trasformarsi in un'aggravante dei loro comportamenti in materia di prezzi. Oggi - secondo il Tesoro - le 17 raffinerie (gestite anche dalle compagnie) presenti sul nostro territorio sono in grado di produrre 100 milioni di tonnellate di petrolio a fronte di una domanda che sfiora le 95 tonnellate. Chiosano i tecnici: "Risulta del tutto evidente che sono proprio le compagnie che operano in Italia a "fare" il prezzo dei prodotti raffinati". Ricetta: separare l'attività di raffinazione da quella di distribuzione per ottenere trasparenza e concorrenza.
Infine la distribuzione. Sono ancora troppi gli impianti di distribuzione (intorno ai 22 mila contro i 40 mila del 1970) mentre dovrebbe scendere a 15 mila, favorendo l'ingresso di nuovi operatori indipendenti e della grande distribuzione commerciale.
(5 marzo 2007)


scusa ma mi sfugge il perchè "arbitrariamente".
se non sbaglio il prezzo dei carburanti non è più regolato ed imposto dal governo, tant'è che ci sono differenze di prezzo anche di 7-8 centesimi tra un distributore e l'altro...non capisco quindi come possa essere configurato come reato l'aumento dei prezzi lieramente deciso da un gestore.

