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Discussione: Riflessione..

  1. #1
    ennerre
    Ospite

    Predefinito Riflessione..

    Il legionario e il politicante - l'uomo dei partiti - stanno su posizioni tra loro opposte. [...] Quando l'uomo dei partiti, il politicante - di campagna o di città - è entrato in un partito, la prima domanda che si è posto è stata: "che cosa guadagnerò qui? Che beneficio ne trarrò?". Perciò i politicanti guadagnano, mentre il paese va a pezzi .
    Quando il legionario è entrato nella Legione ha detto "Per me non voglio niente".
    E si è chiesto "Che cosa posso dare, che sacrificio posso fare io per la mia terra?"
    Corneliu Z. Codreanu - "Il capo di Cuib"

    Ho scelto questo frammento (Il legionario e il politicante) dal libro di Codreanu perchè: 1) rimarca la sostanziale estraneità tra la militanza nazional rivoluzionaria e ingresso in un Partito istituzionale; 2) introduce un tema attualissimo, ovvero la frattura tra Istituzioni/Partiti e (il nostro) popolo/paese.

    Differentemente da quei movimenti che si autodefiniscono nazionalpopolari o fascisti, di destra radicale etc. i quali concentrano il proprio lavoro militante su tematiche del tutto fuorvianti (anticomunismo, droga, pedofilia, Cina, Islam...) oppure trascinano progetti validi su binari morti, l'unica frattura reale emersa in questi anni (e evidenziata nelle ultime elezioni amministrative) è individuabile nella forbice - sempre più ampia - tra la presunta democrazia rappresentativa e la nostra comunità.Perchè i politicanti guadagnano mentre il paese va a pezzi? Perchè "qualcuno" conferisce loro una pseudo-legittimità a governare il Paese. Perchè pseudo e non Legittima? "I politici sono i camerieri dei banchieri"sosteneva Ezra Pound. Cosa c'è di legittimo e giusto nel servire gli interessi del capitale finanziario? Nulla. Nonostante ciò - anche a fra coloro che vorrebbero risollevare le sorti della nostra Patria - la tendenza riscontrabile nei movimenti e nei Partiti è la seguente: "Senza la partecipazione ad un sistema che pur disprezziamo, non potremo fare nulla di concreto o influire sui processi decisionali che coinvolgono la stragrande maggioranza del popolo". Ciò significa portare acqua al mulino di chi serve fedelmente il capitale trasnazionale, illudere o illudersi di poter contare qualcosa e/o rendersi immuni da possibili ondate repressive. E' paradossalmente più utopico e nocivo un piccolo passo in tale direzione che rifiutare integralmente il blocco liberaldemocratico e estraniarsi dal contesto istituzionale. Non si pretende di imporre a chi ha sempre ragionato in termini di diritti e di percentuali, scambi e partecipazioni, una concezione estremamente diversa, legionaria, ascetica del cameratismo. Ma nei confronti dei singoli, di coloro sacrificano il proprio "tempo libero" e si dedicano con entusiamo al lavoro militante, si chiede di tener fede a tale concezione, che di per sè basterebbe a polverizzare ogni proposta compromissoria con forze che fanno di sopraffazione e ladrocinio i cardini della propria azione politica. E' bene ricordare che uno dei nove comandamenti dei cuiburi romeni è il totale disprezzo del mondo dei politicanti e il rifiuto di discussione con esso. Cedere su questo fronte è significativo, perchè tradisce la nostra weltanshaung basata sull'eroismo, la lotta, il sacrificio, esempio e lasciare spazio a ciò che è fondamentalmente estraneo ad essa. La differenza non risiede nelle proposte innovative da portare nel quadro della diatriba tra politicanti, ma nell'antitesi tra due mondi. E' lì che si gioca la partita.

  2. #2
    alfredoibba
    Ospite

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    Completamente d' accordo con te.
    Penso che piuttosto che militare in partiti che dovrebbero essere anticonformisti ma poi si allineano con robacce come Unione o CDL sia meglio non fare nulla.

  3. #3
    alfredoibba
    Ospite

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    La tirannia dei politicanti e le elezioni
    Questo mese, il maggio 2007, è un mese di elezioni politiche amministrative; le prime di queste competizioni, le comunali in Sicilia, si sono ora concluse. Non sto a commentare il risultato della competizione, noto semmai un dato che posso dal mio punto di vista giudicare negativamente, che in una regione dove l’astensionismo è molto diffuso, con un tasso di votanti a volte inferiore al 60% degli aventi diritto al voto, stavolta si sono recati alle urne l’ 81% degli aventi diritto al voto. Dispiace questa partecipazione, se si pensa a quello che è veramente la politica a livello amministrativo, al di là del fatto che 3/4 dei partiti che esistono nel nostro paese sono associazioni per fare soldi e eseguire gli ordini di entità aziendali, specialmente quei partiti che finiscono in parlamento. Chi crede che tutto quell’ 81% abbia votato per passione, per fiducia riguardo il valore dei candidati e plaude parlando di una bellissima partecipazione democratica è uno che non ha capito come va il mondo: la politica a livello locale si regge sul sistema del clientelismo prima di tutto, ossia, la pratica di ottenere voti dai cittadini in cambio di favori, in primis posti di lavoro, che vengono promessi ai cittadini e ai loro familiari a titolo privato; parecchie volte, in cambio di un posto di lavoro, il candidato a sindaco, consigliere, assessore, chiede a qualcuno di svolgere intensa propaganda per portarli un buon numero di voti. Accade che ciò che degli amministratori dovrebbero dare per dovere e obbligo istituzionale, dai posti di lavoro alla sistemazione di un bimbo in un asilo nido, diventi oggetto di squallida compravendita, per cui viene concesso dopo le competizioni elettorali verso chi ha votato o portato voti per il consigliere, il sindaco etc.; quasi che le cose venissero mantenute scadenti di sana pianta per far si che la gente mercanteggi ciò di ha diritto. Va detto che non poche raccomandazioni non vanno a buon fine.
    Il problema diventa spinoso laddove certi problemi tipo la disoccupazione sono endemici come in Sicilia e più in generale nei nostri tristi tempi dove il posto fisso è una rarità per cui si cerca di fare “tutto il possibile” per averlo e dove occorrono agganci politici per avere una buona prestazione dalla sanità pubblica per esempio; la gente vota non seguendo idee ne sulla convinzione riguardo le qualità del candidato ma solo perché confida che il candidato dia loro lavoro e ricompense varie. In famiglia per un giovane queste competizioni elettorali possono diventare un tormento infernale, sottoposto come può essere a tremende pressioni da parte dei genitori affinché voti, di conseguenza molti votano per dure pressioni familiari. Altra cosa: ci sono candidati che per guadagnare voti ricorrono a ricatti e minacce nei confronti di loro sottoposti sul lavoro, di amici e conoscenti, del tipo “vota altrimenti in qualche modo te la faccio pagare”, “se non voti guarda che lo vengo a sapere”. È vero che il voto è segreto, però so che a elezione finita, ogni candidato viene in possesso di un quadro dei voti ricevuti, che indica quanti voti ha ricevuto da ogni circoscrizione (frazione di centro abitato), e può farsi un calcolo dei voti promessi, e perché no, dei voti da lui estorti, che sono stati ottenuti; se tale calcolo a livello di deputato parlamentare o consigliere regionale è lungo da fare e non può dire nulla sull’effettivo ottenimento dei voti dalle persone attese, a livello di municipio è fattibile: così il politicante a livello di comune, può farsi un idea, anche sbagliata, e di conseguenza vendicarsi. Nulla esclude che nelle zone controllate dalla criminalità organizzata, che è intrecciata con la politica, la criminalità organizzata esegua letteralmente intimidazioni violente e controlli illegali della vita delle persone per far dare i voti a determinate persone. La pratica dei brogli elettorali credo sia attiva. Si può concludere che queste competizioni non sono un esercizio di democrazia nel senso che dovrebbe avere questa parola ma un esercizio di tirannia, al punto che quando sento bei discorsi che parlano di futuro, di compimento del proprio dovere, di adempimento ai doveri comunitari (?), mi viene da ridere e da piangere allo stesso tempo davanti a tanta ipocrisia.
    Una sera parlai con un ragazzo che fa il manovale precario, mi raccontava delle privazioni della sua vita dovute anche alle difficoltà dei genitori ma di vedere parecchia gente dove in famiglia nessuno lavora, però hanno cellulari, esenzioni fiscali, bei vestiti, come potrebbe spiegarsi ciò? Secondo me, i signorotti concedono alti sussidi, esenzioni fiscali, in base ai servigi politici resi, solo così si spiegano certe cose in una nazione che procede ai livelli del terzo mondo o degli USA.
    Veniamo a chi si candida: spesso sono imprenditori, liberi professionisti, dottori, che vogliono proteggere, anzi ampliare, i loro interessi economici (fare tanti soldi) o persone comuni che sperano di mangiare soldi magari con cose illegali, che vogliono mettersi in mostra, far vedere chissà quale scalata sociale oppure servire qualche signorotto più sopra di loro; insomma, a muovere questo attivismo barzelletta che “inaspettatamente” vediamo alle tornate elettorali tra tanta cartaccia relativa a imponenti manifesti comunicanti solo fesserie invadenti i nostri paesi o città e tanti “santini” cioè quelle cartacce piccole rettangolari con le foto dei candidati e relativa promessa, sono i soliti disvalori borghesi tipo denaro, carriera, conformismo, arrivismo, vigliaccheria.
    Andiamo ai livelli più alti: la politicanteria ha costi altissimi: commissioni parlamentari e regionali inutili ma costose, enti inutili, manager pubblici stipendiati a 450 mila euro, i parlamentari che guadagnano 18-19 mila euro, almeno 2 assistenti o portaborse per ogni parlamentare, scorte e auto blu, telefoni e aerei gratis per i politici parlamentari e governativi, i parlamentari e i ministri che terminato il mandato prendono la pensione altissima relativa alla carica, spesso insieme alla pensione di un altro lavoro che avevano svolto oppure insieme allo stipendio di un lavoro che continuano a svolgere come imprenditore, avvocato etc., mi fermo qui.
    Politicanti che occupano fino alla nausea i documentari e i telegiornali chiamati a dire la loro su tutto lo scibile umano; guardiamo un documentario tipo Porta-a-Porta o Ballarò: per il 70% parlano loro, fanno risse verbali che rendono difficile capire qualcosa, si accusano di tutto e il contrario di tutto, quelli di opposizione ostentano dati catastrofici mentre quelli di governo ostentano dati ottimistici, facendo perdere di vista il dato preciso, che può essere spiegato da qualche studioso ospite in trasmissione, ma il quale parla solo per qualche minuto. Può succedere che prima della trasmissione il conduttore chieda al politico le domande che li vanno bene, gli ospiti graditi, quindi il politico decide, il conduttore obbedisce, e del resto questi scontri paurosi verbali che vediamo in TV potrebbero essere come gli incontri di Wrestling, tutto prestabilito e finto!
    Altra cosa da notare: opposizione e maggioranza prendono come modello di riferimento l’ America come se fosse chissà che cosa. Occorre dire stavolta che gli aventi diritto al voto italiani dinnanzi allo schifo descritto (non ho detto tutto) devono guardare una volta tanto a quello che accade negli States: lì ad ogni competizione un 50% degli aventi diritto non vota, aggiungiamo pure le schede nulle. Una volta tanto si può prendere esempio dagli americani! O si votano dei partiti che veramente esprimono istanze sociali e nazionali, diretti da uomini e donne onesti che concepiscano la politica oltre il mero tornaconto (cosa ora impossibile nell’occidente), o sennò meglio non votare per 2 schieramenti, centrodestra e centrosinistra, costituenti il bipolarismo occidentale, coincidenti e rispondenti allo stesso padrone, esprimenti la stessa concezione del mondo a parte qualche sfumatura (che poi anche riguardo alle sfumature tendono a copiarsi), che fanno gli interessi delle stesso tipo di gente: politicanti, borghesume, alta finanza, grande industria, quel po’ di plebe che è sempre utile al sostentamento di quei partiti.



    Alfredo Ibba
    16 maggio 2007



    www.avanguardia.tv

  4. #4
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    quoto. è tutta una presa per il culo.
    non ci sono più ne Uomini ne uomini.
    malafede imperat

  5. #5
    alfredoibba
    Ospite

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    La politica dei manifestoni che appestano le nostre strade, delle feste in giacca e cravatta, è semplicemente cura del tornaconto personale, dei politicanti come di tanti pirla che vanno a votare: spesso costringono pure a votare: i politici non fanno il proprio dovere per creare situazioni in cui la gente si rivolga a loro e si mostri disposta ad accontentarli per avere di che vivere.

  6. #6
    ennerre
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    Citazione Originariamente Scritto da ennerre Visualizza Messaggio
    Il legionario e il politicante - l'uomo dei partiti - stanno su posizioni tra loro opposte. [...] Quando l'uomo dei partiti, il politicante - di campagna o di città - è entrato in un partito, la prima domanda che si è posto è stata: "che cosa guadagnerò qui? Che beneficio ne trarrò?". Perciò i politicanti guadagnano, mentre il paese va a pezzi .
    Quando il legionario è entrato nella Legione ha detto "Per me non voglio niente".
    E si è chiesto "Che cosa posso dare, che sacrificio posso fare io per la mia terra?"
    Corneliu Z. Codreanu - "Il capo di Cuib"

    Ho scelto questo frammento (Il legionario e il politicante) dal libro di Codreanu perchè: 1) rimarca la sostanziale estraneità tra la militanza nazional rivoluzionaria e ingresso in un Partito istituzionale; 2) introduce un tema attualissimo, ovvero la frattura tra Istituzioni/Partiti e (il nostro) popolo/paese.

    Differentemente da quei movimenti che si autodefiniscono nazionalpopolari o fascisti, di destra radicale etc. i quali concentrano il proprio lavoro militante su tematiche del tutto fuorvianti (anticomunismo, droga, pedofilia, Cina, Islam...) oppure trascinano progetti validi su binari morti, l'unica frattura reale emersa in questi anni (e evidenziata nelle ultime elezioni amministrative) è individuabile nella forbice - sempre più ampia - tra la presunta democrazia rappresentativa e la nostra comunità.Perchè i politicanti guadagnano mentre il paese va a pezzi? Perchè "qualcuno" conferisce loro una pseudo-legittimità a governare il Paese. Perchè pseudo e non Legittima? "I politici sono i camerieri dei banchieri"sosteneva Ezra Pound. Cosa c'è di legittimo e giusto nel servire gli interessi del capitale finanziario? Nulla. Nonostante ciò - anche a fra coloro che vorrebbero risollevare le sorti della nostra Patria - la tendenza riscontrabile nei movimenti e nei Partiti è la seguente: "Senza la partecipazione ad un sistema che pur disprezziamo, non potremo fare nulla di concreto o influire sui processi decisionali che coinvolgono la stragrande maggioranza del popolo". Ciò significa portare acqua al mulino di chi serve fedelmente il capitale trasnazionale, illudere o illudersi di poter contare qualcosa e/o rendersi immuni da possibili ondate repressive. E' paradossalmente più utopico e nocivo un piccolo passo in tale direzione che rifiutare integralmente il blocco liberaldemocratico e estraniarsi dal contesto istituzionale. Non si pretende di imporre a chi ha sempre ragionato in termini di diritti e di percentuali, scambi e partecipazioni, una concezione estremamente diversa, legionaria, ascetica del cameratismo. Ma nei confronti dei singoli, di coloro sacrificano il proprio "tempo libero" e si dedicano con entusiamo al lavoro militante, si chiede di tener fede a tale concezione, che di per sè basterebbe a polverizzare ogni proposta compromissoria con forze che fanno di sopraffazione e ladrocinio i cardini della propria azione politica. E' bene ricordare che uno dei nove comandamenti dei cuiburi romeni è il totale disprezzo del mondo dei politicanti e il rifiuto di discussione con esso. Cedere su questo fronte è significativo, perchè tradisce la nostra weltanshaung basata sull'eroismo, la lotta, il sacrificio, esempio e lasciare spazio a ciò che è fondamentalmente estraneo ad essa. La differenza non risiede nelle proposte innovative da portare nel quadro della diatriba tra politicanti, ma nell'antitesi tra due mondi. E' lì che si gioca la partita.
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ennerre Visualizza Messaggio
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    Sono assolutamente d'accordo con ennerre.
    Non facciamoci ingannare dalla politica. Ad essa noi opponiamo una Visione del mondo. Ritengo che non dovremmo inseguire il consenso (democraticamente inteso). E' un mito liberal-democratico che non ci appartiene. Già altrove ho esternato il mio rispetto per le persone che militano in movimenti come FT o FN, ma ritengo che sia ora di una rettifica! Non ho la presunzione di farla io, ma prendo spunto da questo thread per proporla.
    In questi tempi ultimi, la vera lotta è quella che si combatte giornalmente con se stessi (la Grande Guerra Santa), è vivere le Idee che si professano. Lo so, si rischia di rinchiudersi nella "Torre d'avorio" ma questo non deve giustificare atteggiamenti politicanti.
    Dei numeri alle elezioni, Me ne frego.
    Dei partiti politici, Me ne frego.
    Della liberal-democrazia e dei suoi servi, Me ne frego.
    Sveglia camerati.
    Invece di rivolgere l'azione verso l'esterno in maniera spesso sconclusionata, agiamo su noi stessi....
    RISVEGLIAMOCI.

  8. #8
    ennerre
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    Citazione Originariamente Scritto da Domenico82 Visualizza Messaggio
    Sono assolutamente d'accordo con ennerre.
    Non facciamoci ingannare dalla politica. Ad essa noi opponiamo una Visione del mondo. Ritengo che non dovremmo inseguire il consenso (democraticamente inteso). E' un mito liberal-democratico che non ci appartiene. Già altrove ho esternato il mio rispetto per le persone che militano in movimenti come FT o FN, ma ritengo che sia ora di una rettifica! Non ho la presunzione di farla io, ma prendo spunto da questo thread per proporla.
    In questi tempi ultimi, la vera lotta è quella che si combatte giornalmente con se stessi (la Grande Guerra Santa), è vivere le Idee che si professano. Lo so, si rischia di rinchiudersi nella "Torre d'avorio" ma questo non deve giustificare atteggiamenti politicanti.
    Dei numeri alle elezioni, Me ne frego.
    Dei partiti politici, Me ne frego.
    Della liberal-democrazia e dei suoi servi, Me ne frego.
    Sveglia camerati.
    Invece di rivolgere l'azione verso l'esterno in maniera spesso sconclusionata, agiamo su noi stessi....
    RISVEGLIAMOCI.
    Esattamente, grazie.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Mogun Visualizza Messaggio
    quoto. è tutta una presa per il culo.
    non ci sono più ne Uomini ne uomini.
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    ti puzza il culo

  10. #10
    Hic Sunt Leones
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    Citazione Originariamente Scritto da ennerre Visualizza Messaggio
    Il legionario e il politicante - l'uomo dei partiti - stanno su posizioni tra loro opposte. [...] Quando l'uomo dei partiti, il politicante - di campagna o di città - è entrato in un partito, la prima domanda che si è posto è stata: "che cosa guadagnerò qui? Che beneficio ne trarrò?". Perciò i politicanti guadagnano, mentre il paese va a pezzi .
    Quando il legionario è entrato nella Legione ha detto "Per me non voglio niente".
    E si è chiesto "Che cosa posso dare, che sacrificio posso fare io per la mia terra?"
    Corneliu Z. Codreanu - "Il capo di Cuib"

    Ho scelto questo frammento (Il legionario e il politicante) dal libro di Codreanu perchè: 1) rimarca la sostanziale estraneità tra la militanza nazional rivoluzionaria e ingresso in un Partito istituzionale; 2) introduce un tema attualissimo, ovvero la frattura tra Istituzioni/Partiti e (il nostro) popolo/paese.

    Differentemente da quei movimenti che si autodefiniscono nazionalpopolari o fascisti, di destra radicale etc. i quali concentrano il proprio lavoro militante su tematiche del tutto fuorvianti (anticomunismo, droga, pedofilia, Cina, Islam...) oppure trascinano progetti validi su binari morti, l'unica frattura reale emersa in questi anni (e evidenziata nelle ultime elezioni amministrative) è individuabile nella forbice - sempre più ampia - tra la presunta democrazia rappresentativa e la nostra comunità.Perchè i politicanti guadagnano mentre il paese va a pezzi? Perchè "qualcuno" conferisce loro una pseudo-legittimità a governare il Paese. Perchè pseudo e non Legittima? "I politici sono i camerieri dei banchieri"sosteneva Ezra Pound. Cosa c'è di legittimo e giusto nel servire gli interessi del capitale finanziario? Nulla. Nonostante ciò - anche a fra coloro che vorrebbero risollevare le sorti della nostra Patria - la tendenza riscontrabile nei movimenti e nei Partiti è la seguente: "Senza la partecipazione ad un sistema che pur disprezziamo, non potremo fare nulla di concreto o influire sui processi decisionali che coinvolgono la stragrande maggioranza del popolo". Ciò significa portare acqua al mulino di chi serve fedelmente il capitale trasnazionale, illudere o illudersi di poter contare qualcosa e/o rendersi immuni da possibili ondate repressive. E' paradossalmente più utopico e nocivo un piccolo passo in tale direzione che rifiutare integralmente il blocco liberaldemocratico e estraniarsi dal contesto istituzionale. Non si pretende di imporre a chi ha sempre ragionato in termini di diritti e di percentuali, scambi e partecipazioni, una concezione estremamente diversa, legionaria, ascetica del cameratismo. Ma nei confronti dei singoli, di coloro sacrificano il proprio "tempo libero" e si dedicano con entusiamo al lavoro militante, si chiede di tener fede a tale concezione, che di per sè basterebbe a polverizzare ogni proposta compromissoria con forze che fanno di sopraffazione e ladrocinio i cardini della propria azione politica. E' bene ricordare che uno dei nove comandamenti dei cuiburi romeni è il totale disprezzo del mondo dei politicanti e il rifiuto di discussione con esso. Cedere su questo fronte è significativo, perchè tradisce la nostra weltanshaung basata sull'eroismo, la lotta, il sacrificio, esempio e lasciare spazio a ciò che è fondamentalmente estraneo ad essa. La differenza non risiede nelle proposte innovative da portare nel quadro della diatriba tra politicanti, ma nell'antitesi tra due mondi. E' lì che si gioca la partita.
    La riflessione di Ennerre é lucidissima, e oltre a porre delle domande ha il pregio di fornire delle risposte.
    Cos'altro aggiungere? Che la speranza é il crearsi di un solco ancora e sempre più profondo tra la schiera dei politicanti e il resto della Nazione (la parola Popolo io non mi sento di usarla più, vedendo cos'é oggi questo "popolo").
    Poi, non ci si aspetti utopisticamente che le masse diano l'assalto al Palazzo d'Inverno... un primo passo potrebbe essere un drastico ridimensionamento dell'affluenza alle urne, in modo che i politicanti perlomeno percepiscano un crescente senso di isolamento da chi dovrebbero rappresentare.

    Mi risponderete: negli Stati Uniti non va a votare nessuno eppure il Sistema é più solido che mai. Vero. Ma qui, partendo da un retroterra molto diverso, magari delle elezioni con il 55% deglii aventi diritto al voto che partecipano qualche tarlo inizierebbe a metterlo....

 

 
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