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  1. #41
    Obama for president
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    China (the People's Republic of)
    Repubblica popolare cinese
    Capo di stato: Jiang Zemin
    Capo del governo: Zhu Rongji
    Pena di morte: mantenitore
    Statuto di Roma della Corte penale internazionale: non firmato

    Permangono gravi violazioni dei diritti umani e sotto certi punti di vista la situazione è peggiorata. Decine di migliaia di persone hanno continuato a essere detenute arbitrariamente o imprigionate per avere pacificamente esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione, associazione o credo religioso. Alcuni sono stati condannati a pene detentive, molti altri sono stati trattenuti in regime di detenzione amministrativa senza accusa né processo. La campagna colpire duro lanciata nell'aprile 2001 allo scopo di fermare il crimine, è stata prorogata per un altro anno. Secondo i dati provvisori a disposizione, il giro di vite ha portato ad almeno 1.921 condanne a morte, molte comminate al termine di processi iniqui, e a 1.060 esecuzioni. Torture e maltrattamenti hanno continuato a essere pratiche molto diffuse e sembrano essere aumentati per effetto della campagna. La lotta al crimine è stata estesa anche a persone accusate di essere separatisti etnici, terroristi ed estremisti religiosi nella regione autonoma dello Xinjiang Uighur (Xuar) e ai seguaci del movimento spirituale Falun Gong. Sono state introdotte ulteriori regolamentazioni per controllare laccesso a Internet. Le proteste sindacali sono aumentate e, in molti casi, sono state sedate ricorrendo a un uso eccessivo della forza e a detenzioni arbitrarie. Nello Xinjiang, sono aumentate le restrizioni ai diritti culturali e religiosi degli uighuri, la principale comunità musulmana. In Tibet, le libertà di espressione e religione hanno continuato a essere limitate, nonostante sette prigionieri di coscienza siano stati liberati prima di aver scontato tutta la pena.

    Contesto
    Le misure che miravano a rafforzare lo stato di diritto e le istituzioni giudiziarie hanno continuato a essere minate da campagne politiche contro presunti oppositori del governo. In tutto il Paese, sono stati usati appelli al nazionalismo, alla sicurezza statale e alla stabilità sociale per giustificare il giro di vite nei confronti delle minoranze etniche e religiose di regioni remote e di gruppi religiosi e spirituali non ufficiali. La campagna colpire duro ha continuato ad avere come risultato limposizione di condanne a morte e di pesantissime pene detentive, spesso senza un dovuto processo, e un ricorso a torture e maltrattamenti per estorcere confessioni ai presunti colpevoli.

    A novembre, il sedicesimo Congresso nazionale del partito comunista cinese (Ccp) ha eletto Hu Jintao segretario generale al posto di Jiang Zemin, al quale succederà in qualità di presidente di Stato nel marzo 2003. La campagna colpire duro contro il crimine è stata intensificata nei mesi che hanno preceduto il congresso, dopo che in aprile era stata prorogata per un altro anno. Ad agosto, la Cina ha ratificato la Convenzione 182 dellOrganizzazione internazionale del lavoro (Ilo) che richiede un’azione immediata allo scopo di vietare il lavoro minorile. Contemporaneamente, il governo ha emesso una direttiva che avrebbe messo al bando il lavoro minorile a partire dal 1° dicembre.

    Gli emendamenti anti-terrorismo al codice penale adottati alla fine di dicembre 2001 hanno allargato lambito di applicazione della pena di morte e dato vaghe definizioni di organizzazioni terroristiche e di altre attività, aumentando il timore che queste possano essere usate per reprimere diritti legittimi quali la libertà di espressione e di associazione.

    Contrariamente a quanto è avvenuto in passato, ad aprile, gli Stati membri della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani non hanno proposto una risoluzione sui diritti umani in Cina. Ad agosto, Mary Robinson, Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, si è recata in Cina e ha discusso con le autorità di varie questioni, tra cui la repressione delle minoranze etniche, i prigionieri politici incarcerati senza processi equi e la pena di morte.

    Diritti dei lavoratori e agitazioni sociali
    Il numero delle vertenze sindacali è continuato ad aumentare in modo drammatico. Tra le cause che hanno scatenato le proteste, questioni quali bassi salari, corruzione della classe dirigente, cassa integrazione di massa, condizioni di lavoro pericolose e pratiche di lavoro restrittive nelle fabbriche.
    Molte manifestazioni sono state sedate con un uso eccessivo della forza, provocando morti. Alcuni contestatori sono stati sottoposti a detenzione e a vessazioni; altri sono stati condannati a lunghe pene carcerarie. Alcuni avvocati e giornalisti che difendevano i contestatori o che pubblicizzavano le proteste hanno ricevuto intimidazioni o sono stati arrestati.

    Le riforme alla legge sindacale introdotte nell'ottobre 2001 hanno in parte migliorato, ma allo stesso tempo ulteriormente limitato, i diritti dei lavoratori. La legge emendata prevede ancora pesanti restrizioni al diritto di libertà di espressione ed associazione dei lavoratori e i sindacati indipendenti continuano ad essere considerati illegali.

    *Quattro leader sindacali, Yao Fuxin, Xiao Yunliang, Pang Qingxiang e Wang Zhaoming, sono stati detenuti per aver partecipato, a marzo, a dimostrazioni di massa contro la cassa integrazione dei lavoratori di una fabbrica nella città di Liaoyang, nella provincia di Liaoning. A dicembre, Wang Zhaoming e Pang Qingxiang sono stati rilasciati su cauzione, ma secondo quanto riferito, Wang Zhaoming è stato nuovamente arrestato, pare dopo che aveva assunto un avvocato per intentare causa alle autorità che lo avevano detenuto per nove mesi. Sempre secondo quanto riferito, Yao Fuxin e Xiao Yunliang sono stati accusati di sovversione, ma alla fine dell'anno il loro processo non era ancora stato celebrato.

    Anche nelle zone rurali sono continuate le proteste contro corruzione, tasse elevate e altre questioni. Ancora una volta vi sono stati arresti tra i contestatori e alcuni di loro sono stati condannati a lunghe pene detentive.

    Repressione di gruppi spirituali e religiosi
    I seguaci di gruppi spirituali o religiosi non ufficiali, tra cui alcuni gruppi Qi Gong e gruppi cristiani non riconosciuti, hanno continuato a essere arbitrariamente detenuti, torturati e maltrattati.

    Il giro di vite nei confronti del movimento spirituale Falun Gong, bandito nel luglio 1999 quale organizzazione eretica, si è intensificato, soprattutto dopo che alcuni seguaci del movimento avevano intercettato una televisione via cavo e satellitare per trasmettere i loro messaggi a favore del Falun Gong.

    Decine di migliaia di seguaci del Falun Gong hanno continuato a essere detenuti, molti a rischio di subire torture e maltrattamenti, nel caso rifiutassero di abiurare la loro fede. Alla fine dell'anno, il numero totale dei seguaci del Falun Gong morti in carcere aveva ormai raggiunto una cifra vicina a 500. La maggior parte dei detenuti sono stati tenuti in centri di rieducazione attraverso il lavoro, ma alcuni anche in prigioni o in ospedali psichiatrici. Le persone accusate di aver organizzato manifestazioni in favore del Falun Gong sono state condannate a pene detentive, pare al termine di processi iniqui.

    *Zhao Ming, un seguace del Falun Gong della città di Changchun, provincia di Jilin, sarebbe stato preso a pugni, colpito con bastoni elettrici, privato del sonno e nutrito forzatamente mentre era detenuto nel campo di rieducazione attraverso il lavoro di Pechino dal giugno 2000 fino al mese di marzo.

    Vi sono stati arresti anche tra gli appartenenti a gruppi cristiani non ufficiali e alcuni di questi sono stati condannati a lunghi periodi di detenzione. Alcuni hanno riferito di essere stati torturati e maltrattati mentre si trovavano sotto la custodia della polizia.

    Attivisti politici, difensori dei diritti umani e utenti di Internet
    Attivisti politici, difensori dei diritti umani e utenti di Internet sono stati arrestati e imprigionati per aver esercitato pacificamente il diritto alla libertà di espressione ed associazione. Molti sono stati detenuti con accuse relative al reato di segreto di Stato o di sovversione reati non ben definiti, ampiamente usati per reprimere i dissidenti. Molte persone stanno scontando lunghe pene detentive per aver fatto circolare via Internet informazioni politicamente delicate.

    Le normative introdotte nel gennaio 2001 prevedono la pena di morte per chi è accusato di recare un danno particolarmente grave fornendo via Internet segreti di Stato a organizzazioni e persone straniere. A gennaio, il ministero dell'Industria informatica ha annunciato nuove norme che impongono agli Internet provider di monitorare in modo più stretto luso della rete. A novembre, sono entrate in vigore le nuove regolamentazioni introdotte dal ministero della Cultura per limitare laccesso ad Internet e lattività degli Internet café.

    *Secondo quanto riferito, il 6 agosto, Chen Shaowen, uno scrittore della provincia di Hunan, è stato arrestato per aver messo in rete fino a 40 articoli e saggi reazionari. Secondo un rapporto ufficiale, laccusa a suo carico è di sovversione del potere statale. Pare che Chen Shaowen abbia scritto per siti web stranieri in lingua cinese molti articoli in cui si richiedevano sindacati indipendenti per lavoratori e contadini e in cui venivano sollevate questioni quali la diseguaglianza sociale e la corruzione del sistema giudiziario in Cina.

    *A dicembre, è stato concesso lesilio negli Stati Uniti al dissidente Xu Wenli, nove anni prima del termine della sua condanna. Xu Wenli stava scontando una condanna a 13 anni di carcere per sovversione, condanna infertagli nel 1998 dopo che aveva fondato il Partito democratico cinese. Ufficialmente, è stato liberato sulla parola per l'intervento dei medici, a causa del peggioramento del suo stato di salute, compromesso a causa dellepatite B contratta in prigione.

    Tortura e maltrattamenti
    Torture e maltrattamenti restano pratiche molto diffuse e, secondo le testimonianze, avvengono in molte istituzioni statali così come nei luoghi di lavoro e nellambiente domestico. Tra le vittime vi sono persone detenute perché sospettate di reati penali e politici, semplici passanti durante manifestazioni di protesta, lavoratori stagionali, vagabondi e donne sospettate di prostituzione. I metodi più comuni di tortura comprendono calci, percosse, scosse elettriche, sospensione per le braccia, incatenamento in posizioni dolorose, privazione del cibo e del sonno.

    A giugno, Zhu Chunlin, un alto rappresentante del ministero della Sicurezza pubblica, ha ammesso che luso della tortura per estorcere confessioni costituiva ancora un problema e che erano necessarie una più severa disciplina allinterno della polizia e indagini più approfondite sugli abusi.

    *Nel dicembre 2001, Gong Shengliang e altri quattro uomini sono stati condannati a morte per la loro appartenenza a un'organizzazione cristiana non ufficiale; secondo alcune testimonianze, i cinque uomini sono stati torturati. Tre donne hanno affermato di aver subito torture da parte della polizia perché confessassero di aver avuto relazioni sessuali con Gong Shengliang, accusato, tra laltro, di stupro. Le accuse di tortura comprendevano lessere incatenate, frustate e prese a calci e colpite sul petto nudo con bastoni elettrici. Ad ottobre, le condanne sono state commutate in lunghi periodi di detenzione dopo che era stato ordinato un nuovo processo per insufficienza di prove e fatti poco chiari. Tuttavia, i verdetti sembrano ancora basarsi in parte su confessioni ottenute sotto tortura.

    Detenzione amministrativa, processi iniqui e stato di diritto
    Leffetto combinato di leggi penali repressive e vaghe, luso della detenzione amministrativa, una magistratura debole e l'impunità per i funzionari che abusano del loro potere continuato a determinare diffusi abusi dei diritti umani.

    Luso di due sistemi di detenzione amministrativa è aumentato in modo considerevole, come già avviene da alcuni anni. Più di un milione di persone, tra cui lavoratori stagionali, vagabondi, bambini senza casa, sono stati detenuti senza accusa secondo un sistema di detenzione amministrativa noto come custodia e rimpatrio.

    Secondo le ultime cifre ufficiali a disposizione, nei primi mesi del 2001, circa 310.000 persone erano in detenzione amministrativa senza accusa né processo in campi di rieducazione attraverso il lavoro. Si ritiene che nel corso dell'anno il numero effettivo sia stato notevolmente più alto, a causa del giro di vite adottato dal governo nei confronti del Falun Gong e del crimine attraverso la campagna colpire duro.

    Alla persone accusate di reati politici e comuni continua a essere negato il dovuto processo. I processi politici hanno continuato a essere molto al di sotto degli standard internazionali per un equo processo, con verdetti e sentenze decisi dalle autorità prima del processo e udienze dappello in genere ridotte a mera formalità. Gli imputati di reati relativi a segreti di Stato hanno subito una limitazione dei loro diritti legali e sono stati giudicati a porte chiuse. La campagna colpire duro ha portato a un crescente uso della tortura per estorcere confessioni e abbreviare il corso dei processi.

    *Wang Wanxing, un attivista dei diritti umani detenuto ininterrottamente da 10 anni, ad eccezione di un breve periodo di tre mesi nel 1999, è rimasto in custodia nellospedale psichiatrico di Ankang a Pechino. Secondo le testimonianze, non è malato di mente. Pare che a metà dell'anno sia stato trasferito in un reparto più sicuro, dove il regime è più severo e il contatto con il mondo esterno controllato.

    Pena di morte
    La pena di morte continua ad essere applicata in modo esteso ed arbitrario, ed è spesso determinata da interferenze politiche. Il crescente uso della pena di morte che si era visto dopo il lancio della campagna colpire duro, nella quale gli imputati avevano una maggiore probabilità di essere condannati a morte per reati in precedenza puniti con il carcere, è continuato per tutto l'anno, soprattutto nei mesi precedenti il congresso del Partito comunista cinese di novembre.

    Sono state eseguite condanne a morte per reati di droga e crimini violenti, ma anche per reati non violenti come frode fiscale e sfruttamento della prostituzione. Alla fine dell'anno, nonostante la scarsa documentazione disponibile, AI ha registrato 1.921 condanne a morte e 1.060 esecuzioni, sebbene si ritenga che le cifre reali siano molto più alte. Le esecuzioni sono avvenute tramite fucil’azione o iniezione letale e qualche volta sono state effettuate a poche ore dalla sentenza. Come negli anni precedenti, sono stati denunciati diversi casi di errori giudiziari dovuti a confessioni estorte sotto tortura.

    * Nel mese di giugno, in occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite contro la droga, fissata per il giorno 26, in tutta la Cina sono state eseguite le sentenze capitali di almeno 150 persone condannate per reati legati alla droga.

    Rifugiati e richiedenti asilo
    Centinaia, forse migliaia di richiedenti asilo nordcoreani sono stati arrestati nel nord-est della Cina e costretti con la forza a ritornare in patria entro l'anno, in violazione dei principi sanciti dalla Convenzione relativa allo status dei rifugiati del 1951, di cui la Cina è Stato parte. Ciò ha impedito loro di accedere a qualsiasi procedura di determinazione dello status di rifugiato, nonostante prove evidenti dimostrassero che molti avevano effettivamente motivo per presentare richiesta di asilo.

    Durante l'anno, in molte città della Cina, decine di nordcoreani sono entrati in strutture diplomatiche straniere per chiedere asilo ed evidenziare la loro difficile situazione. Le autorità cinesi hanno risposto aumentando la repressione nei confronti dei nordcoreani, soprattutto nelle provincie al confine con la Corea del Nord, e costringendoli a ritornare oltre confine verso un destino incerto. La repressione è stata estesa anche a persone sospettate di aiutare i nordcoreani, compresi membri di organizzazioni religiose e di assistenza straniere, e cittadini cinesi di etnia nordcoreana, molti dei quali sono stati trattenuti per essere interrogati.

    Regione autonoma dello Xinjiang Uighur (Xuar)
    Sono proseguite le gravi violazioni dei diritti umani nella regione, tra cui torture, detenzioni arbitrarie e processi politici iniqui. Le autorità hanno continuato ad usare gli attacchi agli Stati Uniti dell'11 settembre 2001 come pretesto per giustificare unulteriore repressione degli uighuri, soprattutto dopo che Stati Uniti e Onu avevano classificato il Movimento islamico del Turkestan orientale quale organizzazione terroristica. La repressione si è intensificata anche nel contesto della campagna colpire duro e delle nuove norme anti-terrorismo introdotte nel dicembre 2001.

    La repressione nei confronti di persone sospettate di essere oppositori del governo, etichettate come separatisti etnici, terroristi ed estremisti religiosi, ha comportato, tra laltro, nuove restrizioni alla libertà di religione, la chiusura delle moschee, e una educazione politica coatta per accademici, personalità dei media e delle arti, e clero islamico. Sono continuati gli arresti di presunti separatisti e terroristi; alcuni sono stati condannati a lunghi periodi di detenzione; altri hanno subito la pena di morte. Migliaia di prigionieri politici, compresi prigionieri di coscienza, sono rimasti in carcere.

    *Il prigioniero di coscienza Tohti Tunyaz, di etnia uighuri, continua a rimanere in carcere, dove sta scontando una condanna a 11 anni per aver condotto alcune ricerche sulla storia degli uighuri. Studente master in Giappone, era stato arrestato nel 1998 mentre era in visita nella regione dello Xuar dove stava effettuando ricerche per la tesi. Era stato accusato di incitamento al separatismo e acquisizione illegale di segreti di Stato e condannato nel marzo 1999; sia la sentenza sia la pena erano state confermate in appello nel febbraio 2000.

    Regione autonoma del Tibet e altre zone etniche tibetane
    Il rilascio di sette prigionieri di coscienza, tra cui Ngawang Choephel, Jigme Sangpo e Ngawang Sangdrol, e alcuni incontri tra le autorità cinesi e i rappresentanti del governo tibetano in esilio sono da considerarsi segnali di un cambiamento nellapproccio ufficiale verso i dissidenti del Tibet. Tuttavia, le libertà di espressione, religione ed associazione hanno continuato a essere pesantemente limitate. Conventi e monasteri sono stati distrutti, i monaci e le suore espulsi. A dicembre, per la prima volta dopo molti anni, persone di etnia tibetana sono state condannate a morte per presunti reati politici. Oltre 180 persone, soprattutto monaci e suore buddisti, hanno continuato a essere imprigionati in violazione dei loro fondamentali diritti umani, e sono continuati gli arresti arbitrari e i processi iniqui. Sono giunte notizie di torture e maltrattamenti di detenuti, e molti prigionieri hanno avuto problemi di salute per le durissime condizioni nelle carceri.

    *A dicembre, Tenzin Deleg Rinpoche, un insegnante di religione tibetano, è stato condannato a morte, con condanna rinviata di due anni, per incitamento al separatismo e attentati dinamitardi. Il suo assistente, Lobsang Dhondup, accusato anche di possesso illegale di armi e munizioni, è stato condannato a morte. Dopo il loro arresto avvenuto ad aprile, entrambi sono stati tenuti in incommunicado per otto mesi. Esistono gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che il loro processo sia stato iniquo e che Tenzin Deleg Rinpoche sia stato accusato falsamente per attività relative alla religione e alla sua comunità.

    Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong (Sar)
    Sono emersi timori riguardo alla possibilità che lOrdinanza anti-terrorismo approvata nel corso dell'anno possa essere usata per limitare i diritti umani. Il governo ha emesso un documento di consultazione sulla proposta di legge prevista allart.23 della legge base, che permette a Hong Kong di emanare leggi autonome per proibire atti di tradimento, secessione, sedizione e sovversione. Si teme che le proposte possano essere usate per reprimere il diritto alla libertà di espressione ed associazione e le legittime attività di organizzazioni non governative e dei media.

    Secondo quanto riferito, la polizia è ricorsa ad un uso eccessivo della forza per sedare manifestazioni di protesta su temi economici e sul diritto di residenza. Tre importanti attivisti sono stati arrestati e accusati di aver organizzato unassemblea illegale, secondo quanto previsto dallOrdinanza sull'ordine pubblico mai invocata prima di allora. A novembre, altri due noti attivisti sono stati arrestati e accusati degli stessi reati dopo che avevano tenuto, a maggio, una dimostrazione di protesta contro gli arresti dei tre attivisti.

    Seguaci del Falun Gong, associazione registrata a Hong Kong, sono stati arrestati durante manifestazioni pacifiche e hanno denunciato di essere stati vittime della violenza della polizia. Ad agosto, 16 seguaci del Falun Gong sono stati accusati di blocco stradale durante una manifestazione svoltasi a marzo. Ci sono state denunce circa la possibile politicizzazione del processo.

    Regione ad amministrazione speciale di Macao
    Sono continuate le notizie di persone picchiate e torturate mentre erano in custodia della polizia; almeno un detenuto è morto in circostanze sospette. Secondo quanto riferito, la polizia è ricorsa ad un uso eccessivo della forza per sedare le proteste dei lavoratori. Le indagini a riguardo hanno continuato a procedere molto lentamente e in modo insoddisfacente. I seguaci del Falun Gong, che a Macao non è né registrata né bandita, sarebbero stati molestati dalla polizia mentre a seguaci stranieri sarebbe stato negato il visto di ingresso a Macao.

  2. #42
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    Viet Nam (the Socialist Republic of)
    Repubblica socialista del Vietnam
    Capo di stato: Tran Duc Luong
    Capo del governo: Phan Van Khai
    Pena di morte: mantenitore
    Statuto di Roma della Corte penale internazionale: non firmato

    Nel corso dell'anno la situazione dei diritti umani si è deteriorata. Sono continuati i processi a carico di persone accusate di aver organizzato le dimostrazioni e le conseguenti sommosse negli Altipiani centrali nel 2001; alcuni avrebbero ricevuto lunghe pene detentive. Laccesso agli Altipiani centrali è rimasto sotto stretto controllo. Un accordo trilaterale tra lAlto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur), il governo della Cambogia e il Vietnam per il rimpatrio dei richiedenti asilo fuggiti dalla Cambogia nel 2001 è fallito. I dissidenti che avevano impiegato petizioni pubbliche e Internet per protestare contro la corruzione ufficiale e la mancanza di libertà democratiche hanno subito vessazioni, sono stati posti agli arresti domiciliari ed incarcerati. È continuata la persecuzione di aderenti ad associazioni religiose non autorizzate dallo Stato. Almeno 48 persone sono state condannate a morte e sono state eseguite almeno 34 condanne capitali; si ritiene che il loro numero effettivo sia molto più alto.

    Contesto
    A luglio si sono tenute le elezioni allAssemblea Nazionale e sono state seguite da un rimpasto di governo. Sono stati effettuati quattordici avvicendamenti di ministri. Questi cambiamenti potrebbero essere collegati al crescente timore popolare riguardo alla corruzione che si ritiene estesa alle alte sfere ufficiali. Decine di persone sono state arrestate per il loro presunto coinvolgimento in casi di corruzione dilagante.

    Il Vietnam ha ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dellinfanzia, relativo al traffico di bambini, alla prostituzione e alla pornografia.

    Un accordo con la Cina che sistemava una lunga disputa per ragioni di confine e che in passato aveva condotto i due Paesi alla guerra è stato finalmente reso pubblico. È stato accolto da unopposizione generale compreso il rifiuto da parte dellAssemblea Nazionale di ratificare il trattato, un evento senza precedenti in Vietnam.

    Sono state concesse due amnistie ad un totale di più di 9.000 detenuti. Non è stato reso noto se qualche prigioniero di coscienza fosse incluso in questo gruppo.

    Disordini negli Altipiani centrali
    È continuata senza tregua la repressione seguita ai disordini dei primi mesi del 2001. Le minoranze indigene hanno protestato contro la confisca da parte del governo delle loro ancestrali terre nelle foreste, contro la mancanza di libertà religiosa per i membri di chiese evangeliche protestanti non autorizzate e contro la negazione di diritti fondamentali, tra cui il diritto ad unistruzione nelle lingue indigene.

    Gli osservatori esterni sono stati ammessi soltanto in maniera limitata e sotto stretto controllo nelle zone degli Altipiani centrali al centro delle proteste. Tuttavia, sono continuate a filtrare notizie di repressioni.

    Centinaia di richiedenti asilo delle minoranze etniche degli Altipiani centrali, conosciuti come montagnard, che sfuggivano allarresto e alla repressione generale, hanno continuato ad attraversare il confine della vicina Cambogia.

    Almeno trentotto uomini sono stati condannati da tre a 12 anni di carcere per il loro coinvolgimento nei disordini. È stato riferito che obiettivo degli arresti erano coloro che erano stati accusati di fomentare i disordini, come i leader delle chiese protestanti locali non autorizzate. Notizie non confermate hanno indicato larresto di altre centinaia di persone.

    *Ad agosto, Rlan Loa, membro della tribù della collina di Gia Rai che era fuggito in Cambogia a gennaio, è stato condannato a nove anni di carcere da un tribunale della provincia di Gia Lai per aver lasciato illegalmente il Vietnam per lavorare contro le autorità del popolo. Era stato arrestato a gennaio dalla polizia cambogiana e rimpatriato forzatamente in Vietnam.

    Vessazioni di chi critica il governo
    Ad agosto, un gruppo di ex ufficiali militari, appartenenti al Partito comunista, alcuni leader intellettuali e le loro famiglie hanno formato un gruppo per la democrazia che, tra laltro, richiedeva la creazione di un tribunale costituzionale per rivedere la legisl’azione anti-democratica e per portare la legisl’azione nazionale in linea con il Patto internazionale sui diritti civili e politici (Iccpr). Molti degli stessi uomini e donne hanno inoltre creato unassociazione per combattere la corruzione, istituita il 2 settembre. Entrambe le organizzazioni sono state fondate senza approvazione statale e il loro status in base allordinamento vietnamita è rimasto poco chiaro. Quattro membri del gruppo Nguyen Vu Binh, Pham Hong Son, Nguyen Khac Toan e Le Chi Quang sono stati inizialmente arrestati. Le Chi Quang è stato processato e condannato a quattro anni di carcere l8 novembre.

    Nguyen Khac Toan è stato condannato a dodici anni di carcere a dicembre al termine di un processo durato meno di un giorno. È stato incriminato per spionaggio dopo che avrebbe diffuso notizie a gruppi di attivisti vietnamiti allestero sulle recenti dimostrazioni. Gli altri alla fine dell'anno erano in attesa di giudizio. Secondo quanto riferito, il leader dissidente Pham Que Duong e sua moglie e il professor Tran Khue sono stati arrestati e trattenuti in custodia a dicembre. Altri membri del gruppo sono stati posti formalmente agli arresti domiciliari, in base ad articoli relativi alla detenzione amministrativa, o posti sotto stretta sorveglianza.

    Le Chi Quang, il primo dei cinque ad essere arrestato, processato e condannato, era stato accusato di offese allo stato e alla Repubblica socialista del Vietnam, dopo che aveva fatto circolare via Internet informazioni che condannavano il recente accordo sul confine con la Cina, oggetto di critiche interne senza precedenti. Il processo a suo carico è durato meno di quattro ore e i particolari sulla sentenza erano circolati prima della condanna ufficiale. La sua salute ha suscitato preoccupazioni a causa delle notizie circa la mancata assistenza medica durante il processo per una patologia renale pregressa.

    Continua soppressione della libertà di religione
    I dissidenti religiosi appartenenti a culti quali la Chiesa hoa hao, la Chiesa buddista unificata del Vietnam, la Chiesa cattolica e la Chiesa protestante hanno continuato a subire vessazioni e pene detentive per le loro attività pacifiche.

    Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani
    A luglio, la Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha valutato il secondo rapporto periodico sul Vietnam sull'applicazione del Iccpr. La Commissione ha criticato l'applicazione della detenzione amministrativa in base alla quale le persone possono essere poste agli arresti domiciliari per un periodo fino a due anni senza l'intervento di un giudice o di un ufficiale giudiziario. La Commissione ha inoltre espresso il timore per lelevato numero di reati che prevedono la pena capitale e per la debolezza e la mancanza dindipendenza del sistema giudiziario e per lassenza di tutele per i detenuti. La Commissione ha sollecitato listituzione di un organismo indipendente per monitorare e indagare le denunce di violazioni dei diritti umani da parte di attori statali.

    Pena di morte
    In un raro momento di apertura di informazioni relative alluso della pena di morte, a luglio la Corte suprema del popolo ha informato la Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani che tra il 1997 e il 2002, erano state condannate a morte 931 persone; in 535 casi si trattava di persone condannate per violazione del diritto alla vita, 310 per reati legati alla droga, 24 per corruzione e 5 per reati legati alla proprietà. Il numero delle condanne eseguite durante tale periodo non è stato reso pubblico. Le esecuzioni in Vietnam avvengono per fucil’azione, talvolta davanti a folte platee. Il presidente della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha sollecitato la graduale abolizione della pena di morte in Vietnam.

    Accesso negato
    AI si è vista rifiutare lingresso nel Paese e non ha ricevuto alcuna risposta diretta da parte del governo in merito alle preoccupazioni sollevate alle autorità sulla situazione dei diritti umani. Un portavoce del governo vietnamita ha criticato pubblicamente l'organizzazione in alcune occasioni per presunta interferenza negli affari interni. Non è stato permesso monitorare i diritti umani allinterno del Paese e si è continuato a negare laccesso agli organismi internazionali indipendenti sui diritti umani. LAcnur, i diplomatici e i giornalisti situati in Vietnam hanno ricevuto il permesso di visitare la regione degli Altipiani centrali unicamente sotto stretta sorveglianza.

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    In Origine Postato da pensiero
    sai che differenza
    Come sarebbe a dire???
    sfugge la differenza fra le sfumature??
    Un conto è dire che un nano pelato e un profittatore, altro è dire che è il piu' grande profittatore.
    Ieri sera non ho visto ballaro' ma ormai prendero' con le molle le informazioni che date....
    Nel nulla il potere si rassicura!

  4. #44
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    In Origine Postato da Beli Mawyr
    Penosissimo tentativo di imitare Georgie

    E non ti vergogni?
    I caratteri che usi per scrivere li hanno inventati i popoli che tu odi...

    Ai plapperi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  5. #45
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    Predefinito

    MI COMPIACCIO CON BENFY......
    ORA SO CHE NON ABBIAMO NINETE DA INVIDIARE ALLA CINA COMUNISTA NE AL VIETNAM...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #46
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Le torture di cui nessuno parla

    Non sapevo del caso pachistano.
    Da parte mia ci sarà sempre la condanna per ogni forma di violazione dei diritti umani, sia essa rivolta a cittadini cattolici, islamici, ebrei, buddisti o non religiosi.

 

 
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