Ma di cosa stai parlando????????
La Chiesa cattolica nella società e nella politica italiana erano fin troppo ben inserite nel '29!!!!!
Il Partito Popolare fu fondato nel '12 (se non ricordo male) da Don Sturzo, un sacerdote e in breve tempo divenne una delle forze politiche più importanti e determinanti nella politica italiana.
All'avvento del fascismo il PPI fu da subito ostile a Mussolini, non aderì ai blocchi nazionali e rimase all'opposizione fino ad aderire all'iniziativa aventiniana assieme alle altre forze antifasciste: socialisti, repubblicani e parte dei liberali e vogliamo dire che le gerarchie ecclesiastiche non approvarono questa posizione????????????.
Parallelamente l'Azione Cattolica e la creazione degli oratori miravano a mantenere un forte controllo su tutti gli strati della società italiana, mentre le scuole cattoliche influivano decisamente sull'educazione dei giovani (lo stesso Mussolini fu educato in una scuola cattolica).
Mussolini, ben conoscendo questa situazione capì che per indebolire il PPI l'unica via era eroderne la base, accreditandosi presso le gerarchie ecclesiastiche e ricevendo "un'investitura" da parte del Papa.
In quest'ottica fu fatto il concordato che, in cambio di concessioni alla Chiesa, ottenne il divieto ai sacerdoti di fare politica, cosa di non poco conto, visto che indeboliva notevolmente l'ascendente del PPI.
Pochi anni dopo, furono le stesse gerarchie vaticane ad indurre Don Sturzo ad espatriare in Francia (se non sbaglio) assieme agli altri leaders antifascisti, dimostrando un netto capovolgimento nel loro atteggiamento.
Contemporaneamente l'istituzione delle organizzazioni giovanili, delle case del Fascio e di altre iniziative ricreative (dopolavori, colonie per l'infanzia, ecc..), nonchè l'obbligo del giuramento di fedeltà per gl'insegnati mirarono a sottrarre la gioventù italiana all'influenza fino ad allora esercitata esclusivamente dai cattolici.
Di fatto tutta la politca fascista fu tesa a ridurre il peso della Chiesa nella società e nello Stato.
Anche perchè nell'ideologia fascista e nella sistemazione filosofica data da Gentile, per la Chiesa vi era solo un ruolo subalterno allo Stato.





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