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STORIA DELLE DUE SICILIE
(dal libro "DUE SICILIE, 1830 - 1880" di Antonio Pagano)
PANORAMA STORICO (1130 - 1860)
Nel 1130, notte di Natale, con una fastosa cerimonia Re Ruggero II sancì a Palermo la nascita del Regno di Sicilia.
Tutto il Sud della penisola italiana, dagli Abruzzi alla Sicilia, fu unificato come nazione indipendente con capitale Palermo.
Quel 25 dicembre è una data simbolica: Ruggero II si presentava come il redentore di tutte le popolazioni del Sud della penisola, dagli Arabi, dai Bizantini e dai Longobardi e nello stesso tempo annunciava al mondo la nascita di un regno cristiano.
Il Regno, a quella data, aveva circa tre milioni d'abitanti, ed era da sempre considerato il territorio più bello dell'Europa per l'antica cultura, per il clima, per gli stupendi paesaggi e per lo stesso modo di vivere della gente, che già per questo poteva ben dirsi una nazione.
Nel resto d'Italia vi erano altri cinque milioni d'abitanti, divisi in tanti piccoli Stati, qualcuno non più grande della sua cerchia di mure, parlanti idiomi diversi, di origine diversa e con diverse tradizioni.
Il governo normanno durò fino al 1194. Poi vi fu quello degli Svevi, il cui più illustre rappresentante fu Federico II. Con l'avvento degli Angioini nel 1266, la capitale del Regno di Sicilia fu portata a Napoli. A seguito dei «vespri siciliani» del 1282 la Sicilia fu occupata dagli Aragonesi e divenne Regno di Trinacria, mentre la parte continentale divenne Regno di Napoli.
Nel 1443 gli Angioini, che non avevano mai formalmente rinunciato al titolo di re della Sicilia, dovettero cedere agli Aragonesi anche la parte continentale del Regno che fu riunito a quello di Napoli da Alfonso il Magnanimo (Regnum utriusque Siciliae, Regno delle Due Sicilie).
Nel 1503 il Regno fece parte della Spagna, che costituì due vicereami autonomi: quello di Napoli e quello di Sicilia. Così restò nel breve periodo austriaco, che va dal 1707 al 1734, anno in cui tutta la Nazione diventò nuovamente indipendente con i Borbone.
Il primo sovrano fu Carlo, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, già duca di Parma.
Egli prese possesso del regno, succedendo agli Austriaci, a seguito delle vicende connesse alla guerra di successione polacca e tale avvicendamento gli fu riconosciuto poi dal trattato di Vienna del 1738.
Il ripristino dell'antico nome delle Due Sicilie avvenne nel 1816, a seguito del Congresso di Vienna del 1815 che mirava ad assestare politicamente il territorio europeo dopo gli sconvolgimenti causati dalle guerre napoleoniche. Al Congresso di Vienna, tuttavia, le potenze che avevano vinto il conflitto, Inghilterra, Austria, Russia e Prussia, diedero all'Europa una sistemazione tendente a rafforzare esclusivamente i loro interessi, dividendo artificialmente le nazioni.
La Francia fu ricacciata negli antichi confini e privata di suoi territori a favore della Prussia, circostanza che fu poi l'origine di continue guerre tra i due popoli. Gli Stati tedeschi furono sconvolti da ingrandimenti e dimezzamenti territoriali senza che fosse tenuto conto della loro aspirazione a costituire uno Stato unico. La Polonia fu divisa fra tre Stati. L'Austria s'ingrandì a spese di una varietà di popoli del tutto diversi tra loro.
Nella penisola italiana, la repubblica di Genova e l'Alto Novarese furono incorporate dal regno sardo-piemontese; il Veneto e la Lombardia furono assegnate all'Austria; il Regno delle Due Sicilie, pur avendo fatto parte delle potenze vincitrici, fu spogliato di Malta e dello Stato dei Presidii. Le decisioni del Congresso di Vienna, insomma, pur riuscendo a mantenere poi per numerosi anni un equilibrio tra le varie potenze, non considerarono in alcun modo le aspirazioni degli altri Stati, ponendo le premesse per i successivi conflitti.............
(continua)........




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