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Risultati da 41 a 50 di 94

Discussione: No War No Bush

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    io credo ci sarebbe stato lo stesso il ritiro.
    L'impegno italiano era finito, lo stesso Berlusconi aveva promesso, nel caso di vittoria un ritiro delle truppe a Dicembre (forse tutte balle, forse no).. ritiro che è avvenuto 1-2 mesi prima con il governo attuale..

    Il ritiro non credo sia mai stato in discussione, al massimo i tempi del ritiro.. ma si parla comunque di qualche mese


    l'Afghanistan è una situazione diversa, infatti l'Italia è stata incapace di opporsi agli USA..

    L'unico punto fisso è uno: se gli USA danno la loro benedizione al ritiro ci ritiriamo, se dicono no' baciamo il bastone
    io non credo assolutamente che berluscon iavrebbe ritirato le truppe. il lavoro era concluso? quale lavoro? le truppe italiane son osostituite da truppe angloamericane, il lavoro continua

    pensa che Mastella, che ha uno sputo di voti, ottiene quasi ciò che vuole
    purtroppo èun concetto geometrico. al centro c'è più spazio politico, lui può dire che se ne va con casini e son cazzi, giordano non credo che possa agitare come spauracchio la reunion con in pci-ml

  2. #42
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    Eppure..... arrestati negli scontri quattro italiani, un ungherese, un tedesco, un bengalese... non lo so, ma vedere dei migranti che partecipano in qualunque modo alla politica è un fatto che trovo sempre positivo...

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Eppure..... arrestati negli scontri quattro italiani, un ungherese, un tedesco, un bengalese... non lo so, ma vedere dei migranti che partecipano in qualunque modo alla politica è un fatto che trovo sempre positivo...
    Vero, è un segnale di forte integrazione.

  4. #44
    are(a)zione
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  5. #45
    Re del Fondoscala
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    la foto più bella l'ho vista ieri sulla Nazione, un coglione pseudo anarco-comunista che lanciava un sasso ai caramba con il viso coperto da classico coniglio con il passamontagna e....LE MUTANDE DA 50 EURO DA FIGHETTINO DI DOLCE E GABBANA

    AHAHAHHAHA ho riso mezzora...è pure finito in prima pagina

  6. #46
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    Predefinito 20 marzo 2004. A Roma contro la guerra, "siamo due milioni".

    Come ci siamo ristretti, in soli tre anni.


    20 marzo 2004. A Roma contro la guerra, "siamo due milioni".


    20 marzo. A Roma in piazza contro la guerra, "siamo due milioni". Contestazioni per Fassino

    Secondo i promotori sarebbero due milioni, forse anche di più, le persone confluite a Roma in occasione del primo anniversario della guerra in Iraq. Secondo la questura, invece, i partecipanti sono circa 250 mila. Nella capitale si sono dati appuntamento oltre duemila associazioni, centri sociali, partiti, sindacati ed enti locali.

    Il leader de Ds, Piero Fassino, ha partecipato per poco più di un'ora alla manifestazione. Poi, duramente contestato, insieme agli altri esponenti diessini, dai Disobbedienti e da un gruppo di anarchici, è stato costretto ad allontanarsi. "Questa è una grande manifestazione unitaria. Chi vuole dividere è soltanto una minoranza", aveva detto precedentemente, il leader dei Ds. Alla manifestazione ha partecipato anche Francesco Rutelli."Restiamo sulla linea Zapatero" - ha detto il leader della Margherita ai giornalisti - "chiediamo il ritiro delle nostre truppe al 30 giugno, se non ci saranno cambiamenti".

    Ed il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini boccia le manifestazioni per la pace. Da Trieste, dove ha partecipato alla manifestazione nazionale di solidarietà con i militari italiani impegnati in missioni all'estero, organizzata da An, Fini ha detto che quelle di oggi "sono manifestazioni contro gli Stati Uniti, contro il governo italiano e, per molti aspetti, contro l'Occidente".

    Manifestazioni anche in Francia e Germania
    Varie migliaia di persone hanno partecipato alle proteste in Francia contro la guerra in Iraq e contro il terrorismo: 10.000 secondo gli organizzatori (2.500 la stima della polizia) hanno marciato a Parigi da piazza della Bastiglia allo Chatelet, accompagnati da un forte dispositivo di sicurezza. Cortei di minori dimensioni anche a Marsiglia, Tolosa, Rennes, Angers, Lille, Lione e Grenoble.

    In Germania, diverse migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni in una settantina di città: 1.500 a Berlino, un migliaio davanti alla base Usa di Ramstein.

    Manifestazioni previste in 200 città degli Stati Uniti
    Gruppi per la pace e organizzazioni per i diritti umani prevedono un'altra affluenza alle iniziative contro la guerra previste in circa 200 città degli Stati Uniti: da New York a Los Angeles, da San Francisco a Chicago, a Fayetteville e persino a Crawford, la cittadina texana più vicina al ranch del presidente Bush. Come spesso accade in queste occasioni, un gruppo conservatore, i Free Republic Chapters, ha indetto contro-manifestazioni "patriottiche" in 16 città.
    da
    http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=46197
    Myrddin

  7. #47
    Re del Fondoscala
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Come ci siamo ristretti, in soli tre anni.
    il problema è che finchè c'era il nemico Berlusconi al Governo sembrava che il male fosse solo lui e c'erano milioni di persone convinte di ciò, adesso c'è Prodi e quel milione di persone s'è accorto che il male non è solo lui

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da O'Rei Visualizza Messaggio
    il problema è che finchè c'era il nemico Berlusconi al Governo sembrava che il male fosse solo lui e c'erano milioni di persone convinte di ciò, adesso c'è Prodi e quel milione di persone s'è accorto che il male non è solo lui
    Diciamo molte, ma molte meno di un milione. Cinquantamila.
    Da due milioni a 50.000
    Myrddin

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Come ci siamo ristretti, in soli tre anni.

    Merlino è così volpone che onn si accorge che la foto ritrae un ottimo spaccato: la maggioranza di bandiere sono dei DS con una bella quercia nel mezzo.
    Si parla dell'importante corteo del marzo 2004 che sicuramente era sotto il milione, una grandissima partecipazione ma inferiore a quella del 2003 figlia della guera appena esplosa.
    La base diessina viveva ancora il sogno di un partito di sinistra e scese in piazza COSTRINGENDO i vertici ad aderire seppure con dei distinguo per non perdere la faccia.
    Gli stessi apparati burocratici delle "sinistre" sindacali e partitiche mobilitarono treni e pullman per favorire la partecipazione ed "egemonizzare" politicamente la protesta.
    Il giochetto di Merlino è la solita sabbia tirata negli occhi per giustificare un fallimento evitando l'autocritica: facciamo il paragone con GIUGNO 2004 cioè 3 mesi dopo quel corteo...

    Quando invece venne Bush nel 2004, Rifondazione era in prima linea(pur nella sua drammatica disorganizzazione) insieme ad Arci e cgil e le cifre, toh, erano anche lì di 150.000 manifestanti http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=47449
    solo che c'era il movimento+partiti+sindacati+arci.
    e anche lì "le famglie avevano paura di incidenti..." e stronzate varie nè merlino e corvacci vari?

    Il movimento giustamente ha spazzato via gli apparatnik che si sono chiamati fuori dalla contestazione a Bush e alle politiche di guerra di Prodi di cui si rendono partecipi: 100.000 manifestanti in corteo con dentro di tutto(compresi compagni di rifondazione delusi o incazzati proprio) e 500 tristoni da soli in piazza del Popolo.
    Vogliamo prendere atto che la sinistra di governo 2007 nel paragone con il corteo No-Bush 2004 ne esce sfondata o bisogna continuare a dire che "quando c'era LUI eravamo 2.000.000?"

    e per quelli che dicono che il movmento è in crisi, visto il raffronto di numeri: TIE'
    "to the soul of your dead ancestors"

  10. #50
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    Cara sinistra, ascolta la tua base

    C.P., 10 giugno 2007
    Doveva essere la kermesse della politica, ma piazza del Popolo è lontana dal cuore dei militanti della sinistra. Così, protagonista della giornata è il faccia a faccia di Giordano e Diliberto con una cinquantina di vicentini venuti a chiedere conto delle promesse fatte un anno fa e non mantenute


    Chi si aspettava Piazza del Popolo gremita di manifestanti felici di ribadire il loro "No war, no Bush" è rimasto deluso: non più di duemila i presenti assiepati attorno al palco da cui per quattro lunghe ore è stata diffusa una musica così assordante da storpiare melodie e ritmi. "Ma il nostro era un happening", si difendono gli organizzatori dall'evidenza di un ‘flop' visibile ad occhio nudo.
    La vera protagonista della giornata è stata però, anche nel sit-in di piazza, la lotta contro l'ampliamento della base militare di Vicenza. I quotidiani di domenica non ne parlano, eppure i vicentini, sabato, si sono fatti "in due" pur di far sentire la loro voce e di cercare di non perdere il contatto con quella sinistra di governo che pure sulla questione della base statunitense aveva protestato e aveva partecipato alla grande manifestazione di protesta lo scorso febbraio. Così, mentre un centinaio di esponenti dei Comitati contro Dal Molin aprivano il corteo di piazza Esedra, altri cinquanta si sono diretti, armati delle loro bandiere, ad incontrare i rappresentanti della sinistra di governo e a chiedere spiegazioni per quel "tradimento" che il 46 % dell'elettorato di centrosinistra proprio non ha digerito e lo ha rimarcato con l'astensionismo durante la recente tornata elettorale.

    Per loro, prende la parola un signore di mezza età, coordinatore dei Comitati ‘No Dal Molin', Giancarlo Alberga: "Prodi ascolta la tua base, non fare la base americana. È devastante per l'intera città e ne mina la sicurezza oltre che l'assetto urbanistico", è il pacato ma fermissimo invito rivolto al Premier da Alberga che approfitta dell'occasione per mettere alle corde Franco Giordano e Oliviero Diliberto. "Non sanno che dire e che fare: se siamo delusi? Certamente ma non rassegnati né mortificati", spiega Alberga dopo il faccia a faccia con i due leader politici. "Giordano non fa che ripetere che è dalla nostra parte. Nulla di più che promesse, di più non sa dire e fare". E Diliberto? "Sfuggente in tutto", è il commento amaro dell'esponente dei Comitati contro l'ampliamento della base americana.
    "Saremo a fianco della loro battaglia: e loro lo sanno bene", prova a rispondere Giordano. "Sono mesi che aspettiamo l'interpellanza al Governo promessa in un incontro a Vicenza", replica pacatamente il signore vicentino. "Stiano attenti e riflettano - aggiunge - alle ultime elezioni amministrative il 46% dei vicentini non è andato a votare: se vogliono ancora allargare il fossato tra la politica e la gente non hanno che da continuare su questa strada".
    Anche Diliberto assicura "siamo dalla loro parte: lo sanno bene". Niente da fare, Alberga non cede. "Non sanno più cosa dire e cosa fare: ma noi anche se delusi, amareggiati, irritati non siamo né mortificati né rassegnati a batterci per un'altra Vicenza, un'altra classe dirigente e un altro mondo".

    Quella di sabato, nelle aspettative di Arci, Fiom, Rifondazione, Pdci e Verdi doveva essere una giornata di mobilitazione contro la politica di Bush: "Le due piazze non si contrappongono anche se pensiamo che sia sbagliato equiparare il governo Prodi e quello di Bush che, se è contestato negli Stati Uniti dal Partito democratico americano, non vedo perché non possa essere contestato qui in Italia da tutti quanti noi. Una cosa sono i doveri istituzionali, altra è una critica politica di fondo. E Dio solo sa quanto sia necessaria una critica a chi sta producendo nel mondo tanti dolori e lutti" affermava Giordano varcando l'ingresso della grande piazza desolatamente vuota. "Questa è una kermesse" si giustificava il segretario di Rifondazione. Ma non basta la musica a riempire la lontananza tra partiti e base elettorale e molti militanti del Prc, anche quelli più vicini alla linea del segretario, sono andati a "sbirciare" il corteo oppure hanno preferito restare in casa.
    "La nostra è una risposta politica: dall'altra parte stanno manifestando contro il Governo e noi non partecipiamo perché non siamo autolesionisti: oggi fa caldo ma vedrete che poi si riempirà, è presto", ripeteva Diliberto a chi gli si avvicinava desolato. E ancora: "portiamo avanti il tema della pace, il più importante in assoluto oggi nel mondo e per ottenerla non serve cacciare Prodi perché se il premier è abbattuto non viene dopo di lui qualcosa di meglio ma torna Berlusconi". Poi, prima di incontrare il signore vicentino, ha appena il tempo di spiegare di non sentirsi " affatto imbarazzato a essere qui e sarei incoerente a non manifestare perché l'ho fatto anche con l'altro governo. Ora manifesto perché la nostra politica estera è cambiata, ma non quella di Bush che in fatto di mani insanguinate, non se le è lavate nel frattempo".

    "Le promesse si mantengono, non si può far spallucce", avverte Alberga. "Se lo mettano bene in testa Giordano e Diliberto, Prodi e gli altri: noi non siamo rassegnati a vedere la nostra città circondata da basi militari sotterranee e non, a far edificare 700 mila metri cubi a due chilometri in linea d'aria dal centro cittadino", è l'ultimo avvertimento di Alberga e dei comitati ‘No Dal Molin' ai politici venuti a Vicenza a far promesse ....

    da aprileonline

 

 
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