Una scritta di tre metri 'Bentornato capitano Priebke' seguita da una svastica nera è comparsa questa mattina a Roma in viale Castro Pretorio angolo via San Martino della Battaglia, nella zona della Stazione Termini. Sono intervenuti i carabinieri della stazione Roma-Macao che hanno provveduto a cancellarla.
La scritta è apparsa a due giorni dalla decisione del Tribunale militare di sorveglianza che consente all'ex ufficiale delle SS di lasciare ogni giorno i domiciliari per andare a lavorare.
Una decisione contro la quale si è pronunciata l'Associazione Nazionale Partigiani in un messaggio inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. ''I familiari di tutte le vittime delle stragi nazifasciste, i partigiani, i militari che hanno combattuto con gli Alleati, i deportati nei lager nazisti, le donne e gli uomini che, in modi e forme diverse ma con eguali intenti, scelsero di opporsi al delirio del terrore e dell'odio per ristabilire il primato della democrazia e dei suoi valori, si rivolgono a lei - scrive l'Anpi - profondamente sdegnati e offesi dalla decisione di riconoscere al criminale nazista Erich Priebke una clemenza, un vero e proprio perdono in realtà, che non gli può essere concessa sia in considerazione dell'enormità del crimine di cui si è reso colpevole, sia del suo comportamento, spesso arrogante, sempre e comunque tale da dimostrare l'essere lontano dall'aver preso coscienza del crimine stesso, senza una benché minima dimostrazione di pietà per le vittime e per i loro familiari''.
''L'eccidio, il massacro bestiale delle Fosse Ardeatine, vero e proprio crimine contro l'umanità e quindi assolutamente imprescrittibile, non è tragedia - aggiunge l'Anpi - che riguarda i soli ebrei, i soli partigiani, i soli antifascisti. E' un crimine che ha colpito tutto il popolo italiano, senza alcuna artificiosa distinzione''.
''Non ci può essere pietà e ancor meno perdono - sottolinea l'Anpi - per chi tutto ciò ha pensato e creduto, per realizzare tutto ciò ha operato, che tutto ciò sprezzantemente rivendica. E non è accettabile - si rimarca ancora - l'ipocrisia di chi oggi, per tentare di rendere accettabile quello che appare ingiusto provvedimento, si appella alla tarda età del criminale nazista, ai dolori della sua vita, alla lontananza dalla sua casa, alla malattia. L'umanità della nostra giustizia e del nostro Paese ha già preso in seria considerazione questi aspetti e proprio per questa 'umana considerazione' Priebke non vive in una cella, bensì in un lussuoso appartamento, ben assistito nei suoi bisogni, persino con la possibilità di passeggiare nei parchi pubblici, anche se ciò non gli sarebbe permesso''.
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