Il Gazzettino – cronaca di Vicenza
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Domenica, 17 Giugno 2007
Un nuovo, drammatico fenomeno, sta interessando la zona Duomo e il centro storico di Thiene: sono queste le mete preferite dei nuovi disperati
Anziani alla fame costretti all'accattonaggio
Anziché i nomadi, a chiedere l’elemosina sono molti pensionati della zona: prendono un pasto dai frati e non riescono a pagare bollette e medicine
Thiene
Sono in deciso aumento i mendicanti in città. Un fenomeno, quello dell'accattonaggio, fino a ieri riservato solo alle grandi città, sta iniziando a farsi strada anche nella nostra ricca Thiene. Agli angoli delle vie non si vedono però più, come un tempo, a chiedere l'elemosina gli zingari, come eravamo stati abituati da sempre. Oggi al posto dei nomadi ci sono gli anziani vicentini o addirittura thienesi. La zona Duomo con via Roma e piazzetta Rossi e il centro storico con corso Garibaldi, via Trieste e via Trento, via Corradini e via Colleoni, sono le mete preferite di questi nuovi poveri, in genere anziani con pensioni da fame che, pur rivolgendosi ai frati per un piatto di minestra a mezzogiorno, sono costretti a gettare alle ortiche la loro dignità per pagare affitti, medicine, energia elettrica, acqua, metano o legna da ardere, e le altre mille cose necessarie per vivere. Spesso col viso rosso dalla vergogna, stendono la mano a frettolosi passanti che per la quasi totalità li ignorano.ù
Oggi i mendicanti a Thiene non si chiamano più Igor, Boris, Andrej o altro, si chiamano Mario, Giuseppe, Antonio, Maria e abitano in qualche paese vicino a Thiene o addirittura nei quartieri più poveri quali la Conca o la Ca' Paiella.
Un fenomeno decisamente preoccupante di cui pochi si accorgono. Un esempio per tutti: si chiama Antonietta, 73 anni, vedova, abita a Carrè, e percepisce 416 euro al mese dei quali 300 se ne vanno per l'affitto. A mezzogiorno mangia spesso dai frati del Santuario dell'Olmo e fino a poco tempo fa lavorava, rigorosamente in nero, per qualche ora la giorno come badante presso una signora ottuagenaria oggi defunta. Adesso senza quei pochi soldi che le passava la signora i soldi che percepisce di pensione non le bastano, non per arrivare al 30 del mese, ma per arrivare al 10 del mese. Sola, senza alcun parente che le possa dare una mano la signora Antonietta la si trova nei giorni di bel tempo o al lunedì, giorno di mercato, vicino al campanile con un piattino in mano e lo sguardo sempre basso carico di vergogna.
Sua grande paura è che «riva le guardie e i me mete dentro». Fortunatamente per lei la signora Antonietta non sa che le guardie, quando passano da quelle parti, girano lo sguardo altrove e non le posano sul piattino qualche soldo solo perchè la divisa glielo impedisce.
Valerio Bassotto
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