Io non direi proprio che James ha fallito.
Secondo me ha rimesso in circolo un bel pò di belle idee ed ha dato occasione a parecchie testoline di incontrarsi. Io ne ho guadagnato moltissimo


Io non direi proprio che James ha fallito.
Secondo me ha rimesso in circolo un bel pò di belle idee ed ha dato occasione a parecchie testoline di incontrarsi. Io ne ho guadagnato moltissimo


Mio caro Semipadano,
voglio sperare che non dovremo dare ragione a Seneca: «il vento non soffia mai dalla parte giusta per chi non sa dove andare.»
Sono perfettamente edotto sul fatto che nei forum (e questo non si discosta dagli altri) ci sono persone che amano scrivere e discettare su tutto, ma non hanno idee proprie, e spesso la loro verbosità è diametralmente opposta alle loro capacità-volontà operative.
Volgarizzando potremmo affermare che ci sono gli intellettuali e ci sono gli intellettualoidi.
I primi sono coloro che pensano e scrivono qualcosa di originale, e sono sempre più rari, i secondi sono la loro versione trash, intermediari culturali senza talento, ma con tanta spocchia e linguaggio oscuro e fumoso.
Gli intellettualoidi preferiscono dissertare senza fine sulle opere altrui piuttosto che cercare di elaborarne una propria.
Insomma, è gente che usa la testa per dividere le orecchie.
Di questi gnomi intellettuali, ne ho travati anch’io. E’ gente che mi ricorda il Principe Myskin.
Ma a parte costoro, qui e altrove s’incontrano persone stimabilissime per indipendenza di pensiero, non quella gente che ha bisogno del “Capo”. E’ vero, anche qui spesso qualcuno parla a sproposito della propria heimat. Ma come Samuel Johnson diceva della patria, per costoro si tratta «dell'ultimo rifugio delle canaglie».
Lungi fa me qualsiasi revanche nei tuoi confronti o nei confronti di qualsiasi altro, ma lasciami ricordare che fosti tu a proporti per organizzare un “Congresso Permanente” per i federalisti, gli indipendentisti e gli autonomisti.
Sempre tu avesti la ventura di trovare persone pregevoli e disponibili, mosse da sincero spirito civico.
L’unico tuo errore (o ingenuità?) – come giustamente ti fa notare più sopra Celtik – è di aver creduto (e forse ancora di credere) che persone che hanno già fatto “il rappresentante” possano avere ancora quell’«animo puro» che serve all’impresa che ti sei liberamente scelto.
Io non mi faccio nessuna illusione. Tu sai benissimo che ho partecipato alle tue iniziative con “ritrosia”, e solo per stima ed amicizia per la tua persona.
Sulla mia chioma s’è posato il gelo, ma questo non ha portato la saggezza, poiché per troppi anni ho cercato di perseguire la “sovranità popolare” con tutto quel che ne consegue.
Per definire certi “eroi da tastiera” come qualcuno qui ha additato una tipologia di frequentatori dei forum ci vorrebbe uno come Leonardo Sciascia, con quelle sue categorie sempre attuali: uomini, mezz’uomini, ominicchi o quaquaraquà?
Tuttavia il grande Sciascia divise l'umanità non in quattro, ma in cinque categorie.
Una fu omessa nelle prime pubblicazioni per volere dei bacchettoni del tempo.
Alla terza categoria appartengono i "pigliainculo", i più infidi e pericolosi.
Suvvia…!
Uno stimabile come te, che s’è volontariamente scelto un ruolo considerevole, degno di lode, e apprezzabile da svolgere; solo perché ha sbagliato a valutare persone con un’«immagine pubblica» sovra dimensionata alle loro reali capacità e/o intenzioni, non vorrà farsi distrarre o scoraggiare proprio dalla categoria dei pigliainculo?
P.S. leggo ora Furlan. E’ uno “a posto”. Uno di quelli che è della partita. Avanti James!


moi non plusci sono persone di tutti i profili, alcuni anche ottimi, altri grandissimi Bresciani a cui voglio bene, nonostante le virili cornate tra noi intercorse.
Sono perfettamente edotto sul fatto che nei forum (e questo non si discosta dagli altri) ci sono persone che amano scrivere e discettare su tutto, ma non hanno idee proprie, e spesso la loro verbosità è diametralmente opposta alle loro capacità-volontà operative.sisisì
Volgarizzando potremmo affermare che ci sono gli intellettuali e ci sono gli intellettualoidi.
I primi sono coloro che pensano e scrivono qualcosa di originale, e sono sempre più rari, i secondi sono la loro versione trash, intermediari culturali senza talento, ma con tanta spocchia e linguaggio oscuro e fumoso.
Gli intellettualoidi preferiscono dissertare senza fine sulle opere altrui piuttosto che cercare di elaborarne una propria.
Insomma, è gente che usa la testa per dividere le orecchie.
Di questi gnomi intellettuali, ne ho travati anch’io. E’ gente che mi ricorda il Principe Myskin.
Ma a parte costoro, qui e altrove s’incontrano persone stimabilissime per indipendenza di pensiero, non quella gente che ha bisogno del “Capo”. E’ vero, anche qui spesso qualcuno parla a sproposito della propria heimat. Ma come Samuel Johnson diceva della patria, per costoro si tratta «dell'ultimo rifugio delle canaglie».fui io ma tu assistesti alla giubilazione del congresso permanente in cambio di mi££e vo£antini (Dio, come detesto il passato remoto!)
Lungi fa me qualsiasi revanche nei tuoi confronti o nei confronti di qualsiasi altro, ma lasciami ricordare che fosti tu a proporti per organizzare un “Congresso Permanente” per i federalisti, gli indipendentisti e gli autonomisti.
Sempre tu avesti la ventura di trovare persone pregevoli e disponibili, mosse da sincero spirito civico.look, non ho alcuna speranza di convincere Gilberto Oneto che la sovranità popolare sia l'unica soluzione intelligente e consequential per le nostre speranze. Lui è un hardliner dell'economia di mercato ed effettua l'equazione libertà economica uguale libertà dei popoli, che io non condivido e proverò a confutare; al di là di questo, che rientra nel novero delle libere opinioni garbatamente espresse, non ho ALCUN addebito da muovergli. E' stato educato, rispettoso e leale. Pertanto non capisco il perché di un accanimento nei confronti dei famosi. Proviamo tutti come io ho già fatto a convincerlo che un meeting sul modello svizzero e sulla sovranità dei cittadini terrebbe LLCP inchiodata alla sedia e con gli occhi strapuzzati. Io ci credo, e lo devo a te, amico mio, e al vecchio caro Paulus
L’unico tuo errore (o ingenuità?) – come giustamente ti fa notare più sopra Celtik – è di aver creduto (e forse ancora di credere) che persone che hanno già fatto “il rappresentante” possano avere ancora quell’«animo puro» che serve all’impresa che ti sei liberamente scelto.sai bene di avermi contagiato col tuo morbo e sai bene che sto cercando di spargere l'epidemia come un volgare untore
Io non mi faccio nessuna illusione. Tu sai benissimo che ho partecipato alle tue iniziative con “ritrosia”, e solo per stima ed amicizia per la tua persona.
Sulla mia chioma s’è posato il gelo, ma questo non ha portato la saggezza, poiché per troppi anni ho cercato di perseguire la “sovranità popolare” con tutto quel che ne consegue.ahi, che dulùr, che dulùr, che dulùr, meno mal che l'era minga on melùn
Per definire certi “eroi da tastiera” come qualcuno qui ha additato una tipologia di frequentatori dei forum ci vorrebbe uno come Leonardo Sciascia, con quelle sue categorie sempre attuali: uomini, mezz’uomini, ominicchi o quaquaraquà?
Tuttavia il grande Sciascia divise l'umanità non in quattro, ma in cinque categorie.
Una fu omessa nelle prime pubblicazioni per volere dei bacchettoni del tempo.
Alla terza categoria appartengono i "pigliainculo", i più infidi e pericolosi.raccolgo la tua garbata esortazione (che dulùr). Forse il caro Furlan potrebbe ospitare il meeting in Friuli, terra che amo tanto quanto poco l'ho bazzicata.
Suvvia…!
Uno stimabile come te, che s’è volontariamente scelto un ruolo considerevole, degno di lode, e apprezzabile da svolgere; solo perché ha sbagliato a valutare persone con un’«immagine pubblica» sovra dimensionata alle loro reali capacità e/o intenzioni, non vorrà farsi distrarre o scoraggiare proprio dalla categoria dei pigliainculo?
P.S. leggo ora Furlan. E’ uno “a posto”. Uno di quelli che è della partita. Avanti James!
Un abbraccio a tutti voi grandissimi rompicoglioni nonché cari amici.


Si può fare, si può fare


Mio caro James,
ti sei più volte dichiarato indipendentista. Conoscerai senz’altro le varie dichiarazioni d’indipendenza dei singoli stati che costituiscono gli USA. Come altre che ometto.
Lascia tuttavia, che io ricopi qui alcuni articoli di una di esse, e ne intercali una personale interpretazione (che per facilitare la lettura scrivo in colore blu), al fine di confutare la tesi da te sostenuta in merito all’utilità di coinvolgere nella nostra azione politica persone che io, per semplicità di linguaggio, ho definito con… un’«immagine pubblica».
Beninteso non ho alcuna intenzione di criticare i loro comportamenti o la loro azione politica, effettiva o presunta; semplicemente considerando il fatto che tu imputi a me ed a Paulus l’averti “contagiato”, cerco di spiegarti il perché io non ritengo indispensabile la loro collaborazione. Ed aggiungo che non per questo li vedo o considero degli avversari politici.
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA VIRGINIA
(1776)
Dichiarazione dei diritti fatta dal corpo rappresentativo del buon popolo della Virginia, riunito in piena e libera convenzione; questi diritti appartengono ad esso e alla sua posterità, come base e fondamento del governo
Sec. 1 – Tutti gli uomini sono da natura egualmente liberi e indipendenti, e hanno alcuni diritti innati, di cui, entrando nello stato di società, non possono, mediante convenzione, privare o spogliare la loro posterità; cioè, il godimento della vita, della libertà, mediante l’acquisto ed il possesso della proprietà, e il perseguire e ottenere felicità e sicurezza.
Sec. 2 – Tutto il potere è nel popolo, e in conseguenza da lui è derivato; i magistrati sono i suoi fiduciari e servitori, e in ogni tempo responsabili verso di esso. [si capisce benissimo che questi signori non cercano un “capo”, né si affidano a persone che presumono “migliori” o più “autorevoli” di loro. L'autorità del popolo, in democrazia, non dipende affatto da sue presunte qualità sovrumane come l'onnipotenza e l'infallibilità. Dipende invece dalla ragione esattamente contraria, dall'assunzione cioè di tutti gli uomini, e del popolo tutto intero, come necessariamente limitati e fallibili. Questo punto a prima vista sembra contenere una contraddizione che deve essere chiarita. Come ci si può affidare alla decisione di qualcuno, come gli si può attribuire autorità, quando gli si riconoscono non meriti e virtù, ma vizi e manchevolezze? La risposta sta nella generalità, per l'appunto, dei vizi e delle manchevolezze. La democrazia in generale, si fonda su un assunto essenziale: che i pregi e i difetti di uno siano anche di tutti. Se si negasse questa uguaglianza nel valore politico, non avremmo più democrazia, cioè il governo di tutti su tutti; avremmo invece qualche forma di autocrazia cioè il governo di una parte (i migliori) sull'altra (i peggiori). Se dunque tutti sono uguali nei vizi e nelle virtù politiche o ciò che è lo stesso, se non esiste alcun criterio generalmente accettato attraverso il quale si possano stabilire gerarchie di merito e di demerito, noi non abbiamo alcuna possibilità di attribuire l’autorità ad altri che a tutti insieme. Per la democrazia, l’autorità del popolo non dipende quindi dalle sue virtù ma deriva - è necessario concordare su questo - da un’insuperabile mancanza di meglio.]
Sec. 3 – Il governo è, o deve essere, istituito per la comune utilità, protezione e sicurezza del popolo, della nazione o comunità. Di tutti i diversi modi e forme di governo, quello è migliore che è capace di produrre il maggior grado di felicità e di sicurezza, ed è di fatto il più sicuro contro il pericolo di cattiva amministrazione. [un governo, dunque, dal popolo, per il popolo, e non migliore di esso come cercano di farci credere molti politicanti che parlano di “professionismo della politica” e sono sedicenti “professionisti” Sic!] Quando un governo appaia inadeguato o contrario a questi scopi, la maggioranza della comunità ha un sicuro, inalienabile e indefettibile diritto a riformarlo, mutarlo o abolirlo, in quella maniera che sarà giudicata meglio diretta al bene pubblico. [qui si apre un lungo discorso che in questo forum non è il caso d’affrontare. Alcune leggi, ad ogni buon conto, esistono. Si tratta di fare “massa critica” per ottenere il loro corretto esercizio. Un “Congresso Permanente”, serve tra l’altro anche a coagulare la predetta “massa critica”.]
Sec. 4 – Nessun uomo, o gruppo di uomini, ha diritto ad esclusivi o separati emolumenti o privilegi rispetto alla comunità, salvo che in considerazioni di servizi pubblici; i quali non essendo trasmissibili non debbono essere ereditari neppure gli uffici di magistrato, di legislatore o di giudice. [Mamma mia! Qui si aprirebbe un dibattito assai consistente. Come unico esempio, detto per inciso, basti la recente legge regionale veneta che riserva ai Consiglieri regionali di quella che fu “La Serenissima” e loro famigliari (non so sino a che grado di parentela) un minimo di 7.500 Euro per spese funerarie. Sic!]
Concludendo, se Furlan accetta di farsi promotore di un primo avvio dell’auspicato “Congresso Permanente”, è il benvenuto. Ma proprio per i contatti che tu hai sin qui maturato, sarebbe opportuno che tu accettassi di affiancarlo. Non foss’altro, per dirla con Leonardo Sciassa, per evitare gli ominicchi o i quaquaraquà o i "pigliainculo".![]()


Io affianco volentieri l'ottimo Furlan. Quest'anno organizzo il mio quarto congresso di mille persone, dunque credo di avere una buona esperienza. Chiederei solo a Federico di fare un censimento di tutti quelli si impegnano a partecipare costruttivamente e che sono almeno in linea di principio interessati all'idea di costituire un congresso permanente.


Prima di mettermi in moto ci consultiamo james!




Voglio sperare che si tratti di un'ironia fuori luogo, perché sulla dignità delle persone non è giusto e lecito scherzare.
Insomma, una battuta riuscita male. A volte capita.
Altrimenti... dovrei dire che uno che scherza su questo argomento mi ricorda il Principe Myskin, il protagonista dell’«Idiota» di Fëdor Dostoevskij.


Gli stipendi sono bassi perchè gran parte se ne va in tasse (sud) l'industria sarebbe competitiva comunque perchè invece di pagare allo stato si pagherebbe di più l'operaio che potrebbe mantenersi più che dignitosamente, anche il costo della vita è molto alto perchè le imposte sui beni sono troppo elevate, solo dal veneto 11 miliardi di euro all'anno se ne vanno a Roma il PIL è equivalente ad un piccolo stato europeo