ulteriore indicazione
20 luglio 2007 Passo del Lagastrello ore 10,00 "giornata di studio per Lunezia"
www.lunezia.4000.it >>> incontro Lagastrello
saluti


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Allora, io sono abruzzese e conseguentemente meridionale, o terrona se preferisci, e non soffro di nessun complesso di inferiorità.
L'Abruzzo vive di molte realtà, delle fabbriche del teramano, del turismo della costa e delle montagne, dei parchi nazionali, delle università in tutte le pronvince, prese d'assalto pugliesi, lucani, molisani, e anche tanti marchigiani.
Al contempo, è vero, c'è la criminalità, e lo posso dire con certezza perchè vivo a Montesilvano, la patria abruzzese dello spaccio, dello sfruttamento della prostituzione e della microdelinquenza, che però sono per la maggior parte in mano o a extracomunitari o a clan di zingari...e ti sfido a dirmi che al nord non sia così...i racconti di Fenris su Bologna docent.
Per quanto riguarda il mito del trasferirsi al nord e stabilirsi lì, magari rinnegando le proprie origini, beh, mi pare che tu stia decisamente parlando a vanvera: spesso ci si sposta per motivi lavorativi, ma non più come l'emigrante con la valigia di cartone...mio cugino e la moglie sono entrambi ingegneri, e vivono a Reggio Emilia perchè da lì hanno ricevuto le migliori offerte, ma prima di andarci avevano già un lavoro qui.
Io mi laureerò in Medicina a breve, e sto meditando di fare la scuola di specializzazione fuori sede, ma semplicemente perchè in regione la scuola che preferirei non c'è...ma non per questo rinnego o rinnegherò le mie origini.
Ke siano regioni artificiali è vero, ma i territori ke comprendono possono stare tranquillamente nella grande Padania CONFEDERATA al fianco di regioni storike come Toscana Veneto Piemonte o Lombardia...
Un bel calcio nel c..o bisognerebbe darlo ai Sudtirolezi autentike zekke per tutto il nord


voglio parlare di Ascoli Piceno: una realtà affascinante ed interessantissima.
Sta al confine tra l'Italia e il Regno delle Due Sicilie.
Il fiume Tronto delimita queste due nazioni.
A qualche kilometro c'è la grandiosa fortezza di Civitella del Tronto (gemellata con la fortezza asburgica di Insbruk) che è stata l'ultimo baluardo borbonico che resistette eroicamente conrtro l'esercito di invasione "italiano" e che è nel cuore di tutti noi patrioti duosiciliani.
Moltissimo unisce noi duosiciliani con gli asburgici austriaci ... ma questo è un altro argomento che ad esempio un padano non potrebbe mai comprendere.
Lo spirito indipendente, fiero e ribelle ha sempre caratterizzato i piceni sin dai tempi dei romani.
Questo spirito si ritrova ancora oggi nella popolazione ascolana attaccatissima alle proprie tradizioni popolari : tanto che da anni è stata reintrodotta la bellissima manifestazione ludica della quintana con giochi medievali equestri e sbandieratori che nel mese di luglio girano per le rue di questa meravigliosa città.
Io - calabrese - frequento Ascoli da quasi 3 anni e mi rendo conto che è una realtà a sè rispetto sia all'abruzzo (Duesicilie) sia a Roma, sia alla Padania.
Al tramonto è bello sedersi in quel salotto incantevole che è piazza del popolo e lasciarsi inebrieare dall'anisetta (un liquore tipico di ascoli) e guardare le donne ascolane che camminano con quel portamento nobile che racconta di miti antichi.
Io l'adoro Ascoli e, guardando il tronto, il mio cuore è confuso tra lei e l'eroica Civitella.


Dopo aver letto tante baggianate sulle Marche, e in particolare sulla città e la popolazione di Ascoli Piceno, popolazione descritta come pecorona da un mio conterraneo e senza una connotazione identitaria e geografica dagli altri, mi sento in dovere di difendere le mie origini di cui vado fiera invitando chi volesse a leggere qualcosa sull'antica e nobile Asculum a questo link
http://www.rinascita.it/rinascita_we...la_storia.html
P.S. ad AlceCes lo consiglio caldamente


Riguardo al senso di vergogna dei cittadini meridionali:
faccio proprie le belle parole di Milessa.
Verrà il tempo in cui ci riprenderemo la nostra dignità .... e non sarà un tempo lontano: nel giro di un decennio ci riapproprieremo della nostra nazione martoriata, vilipesa, mortificata e offesa.
Non più di 10 anni !!!!


Le marche non sono un popolo e non hanno una fisionomia unitaria, questo non lo dico io, ma lo dice la storia...
Poi che siano un insieme eterogeneo di città degnissime, è un altro paio di maniche... L'ho ripetuto fino alla noia (e non so perché viene sempre percepito come disprezzo..boh)






Certo Chief !
Noi la nazione l'abbiamo da più di 1000 anni da quando la costituì Ruggero il normanno. E' pronta. E' lì che ci aspetta da 140 anni di degrado massonico-italiano.
E' una nazione ben definita che va da Civitella del Tronto a Lampedusa con un popolo unico, tradizioni comuni.
E sia chiaro una cosa : questa nazione non ha nulla a che vedere con la merda massonica italiana che si impose nel 1860 fatta di mafia, corruzione e miseria spirituale e materiale che distrusse la coscienza di un popolo.
Noi non abbiamo nulla a che vedere con quegli infami traditori. Che saranno spazzati via nel disonore.