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  1. #1
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    Predefinito [repressione] In sostegno del Gramigna

    L’attacco al Gramigna è un attacco a tutto noi
    Sempre più si assiste alla criminalizzazione di tutte quelle forme di partecipazione e di lotta che esprimono una critica, anche radicale, verso un modello capitalistico sempre meno credibile nelle sue prospettive di sviluppo e sempre più in difficoltà nel governare una situazione di profondo malessere che attraversa la società. Un disagio diffuso, dal quale emerge un’opposizione sociale, fatta di pratiche e livelli di coscienza differenti, che si manifesta in modo evidente nei punti chiave del sistema: contro gli attacchi che i proletari subiscono, come la precarietà, la disoccupazione, la diminuzione dei salari a fronte dell’aumento dell’orario e dei ritmi di lavoro, il problema della casa e dei trasporti, l’attacco alla scuola pubblica, la privatizzazione dei servizi essenziali; nei movimenti di solidarietà in Val di Susa contro la Tav, alla Fiat di Melfi a fianco degli operai in sciopero, a sostegno dei popoli oppressi e contro le basi di guerra nel nostro paese.
    Questi momenti di unità nella lotta sono elementi di rottura all’interno della subordinazione politica e culturale del proletariato che ampliano e approfondiscono la crisi dei partiti, soprattutto della sinistra al governo, come ha evidenziato il forte astensionismo elettorale nelle zone a prevalente composizione operaia, il clamoroso fiasco della contromanifestazione di Roma e l’ordine di far caricare i pensionati in corteo, chiaro segnale di una “crisi di nervi”. È chiaro, quindi, che uno degli obiettivi dello stato sia quello di criminalizzare chiunque voglia mettere in discussione la sua organizzazione sociale e produttiva. Le sempre più frequenti azioni giudiziarie, i licenziamenti politici, le campagne mediatiche sul terrorismo, le inchieste sindacali nei luoghi di lavoro ai danni dei delegati più combattivi, tentano di innescare nella classe, in tutte le sue espressioni, un allentamento dei vincoli solidaristici e di appartenenza. Non dire e non fare nulla di fronte a tutto questo, a nostro avviso, implica una forma di esplicito sostegno allo stato e a questa sempre più contraddittoria democrazia borghese.
    Ecco perché bisogna prendere posizione contro ogni azione repressiva, tra cui la chiusura di uno spazio sociale, perché ogni attacco che riesce a raggiungere il suo obiettivo toglie una parte di libertà e una possibilità di espressione a tutti, toglie forza alla lotta di classe.
    Per lo stato, nei quartieri, nelle fabbriche, nelle università, ovunque nel paese, gli interessi della borghesia devono dominare incontrastati: per mantenere lo status quo la guerra imperialista dovrebbe continuare a uccidere e saccheggiare senza suscitare alcuna critica, il proletariato immigrato dovrebbe rimanere diviso e segregato nell’apartheid in cui lo vogliono confinare, i lavoratori dovrebbero subordinarsi agli interessi e alle esigenze dei padroni senza mai alzare la testa. E via di questo passo.
    Va, quindi, fatta rivivere, nella coscienza della classe, come già è stato in passato, la necessità di non accettare tutto questo, di non dissociarsi davanti alle diverse espressioni di lotta che non si omologano agli interessi della borghesia.

    Per tutto ciò noi saremo a Padova il 23 giugno alla manifestazione nazionale contro le campagne di arresti e perquisizioni di comunisti e anarchici estese lungo tutto il paese; per manifestare solidarietà concreta al CPO Gramigna che il 12 febbraio 2007 è stato colpito con l’arresto di 7 suoi militanti – tutt’ora in carcere – e che in 20 anni di vita ha conosciuto ben 13 sgomberi; per contribuire alla costruzione di un movimento di classe sempre più unitario, solidale e determinato.
    Unità e solidarietà nella lotta!
    Per mantenere e conquistare nuovi spazi di agibilità politica!
    Solidarietà a tutti i compagni prigionieri!
    Liberare tutti i dannati della terra!

    Milano, 20 Giugno 2007
    Panetteria Occupata – Via Conte Rosso 20, Milano

    rossoconte@hotmail.com



    A luta continua

  2. #2
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    Condivisibile e da sostenere!

    Ne va dell'agibilità politica dei comunisti!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Condivisibile e da sostenere!

    Ne va dell'agibilità politica dei comunisti!

    Ed ora facciamo il gioco: "chi manca in questa discussione?"

    A luta continua

  4. #4
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    Solidarietà piena ai compagni in lotta!
    Quindi anche al Gramigna"
    I comunitaristi Teramani!

  5. #5
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    Del tutto d'accordo.

  6. #6
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    D'accordo al 200%

  7. #7
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    cambio appuntamento per la manifestazione del 23 giugno a Padova
    Cari compagni,
    in seguito al divieto da parte della questura di Padova di qualsiasi tipo di manifestazione o presidio in centro città per motivi ufficialmente di ordine pubblico, denunciamo l'ennesima censura da parte dell'attuale governo e della giunta padovana di centro "sinistra" nei confronti della solidarietà verso i compagni arrestati il 12 febbraio.
    Riteniamo che di fronte a tale attacco sia estremamente importante difendere i nostri spazi di agibilità politica, per questo abbiamo deciso di manifestare ugualmente anche se il corteo non è autorizzato.
    Abbiamo deciso di spostare il concentramento da Piazza dei Signori al piazzale della stazione FFSS alle ore 16.00.
    Invitiamo tutti a partecipare per dare un segnale forte di come ogni censura non possa fermarci.

    Il gramigna non si tocca lo difenderemo con la lotta
    Libertà per i compagni

    ***

    VIVA LA DEMOCRAZIA!!!

    COME COMPAGNI E COMPAGNE DEL CENTRO POPOLARE OCCUPATO GRAMIGNA ABBIAMO INDETTO UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE SABATO 23 GIUGNO A PADOVA PER DIFENDERE GLI SPAZI OCCUPATI E I LUOGHI DI AGIBILITÀ E ORGANIZZAZIONE POLITICA E PER PORTARE SOLIDARIETÀ AI 14 COMPAGNI ARRESTATI LO SCORSO 12 FEBBRAIO NELL’ OPERAZIONE “TRAMONTO” E TUTTORA DETENUTI IN CONDIZIONI DI ARBITRARIO ISOLAMENTO CARCERARIO.
    LA DECISIONE È STATA PRESA PER RISPONDERE ALLE INFAMANTI E MENZOGNERE AFFERMAZIONI CHE IN QUESTI MESI I GIORNALI, LE TELEVISIONI, I POLITICI E LE FORZE DEL “DISORDINE” HANNO SCAGLIATO CONTRO, NON SOLO I NOSTRI COMPAGNI PRIGIONIERI, MA ANCHE NEI CONFRONTI DEL GRAMIGNA E DEI CENTRI SOCIALI IN GENERALE, ADDITANDOLI COME LUOGHI “PERICOLOSI” E FANTASIOSI “SPAZI DELL’EVERSIONE”.
    SI CONTINUA AD AGITARE LO SPETTRO DI UN’EVERSIONE VIRTUALE MENTRE NON SI FA NULLA PER IL VERO TERRORISMO: QUELLO CHE PRODUCE 2 MORTI QUOTIDIANE SUL LAVORO FRUTTO DEGLI INTERESSI DELLE ISTITUZIONI.

    OTTENUTO GIÀ DA UN MESE IL PERMESSO DALLA QUESTURA DI PADOVA MARTEDÌ 19 GIUGNO CI È STATO NOTIFICATO DALLA STESSA IL DIVIETO DI MANIFESTARE IN CITTÀ E SOLO IL PERMESSO DI SVOLGERE LA MANIFESTAZIONE “ESCLUSIVAMENTE IN FORMA STATICA” IN PIAZZETTA TOSELLI!!!
    LA GIUSTIFICAZIONE DI QUESTA PARADOSSALE DECISIONE È “LA TUTELA DEL MERCATO IN CENTRO CITTÀ” E “LA SALVAGUARDIA DELL’ORDINE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA”!!!
    EVIDENTEMENTE LE “NOBILI” PAROLE DELLA COSTITUZIONE CHE DANNO IL DIRITTO A TUTTI I CITTADINI DI MANIFESTARE IL PROPRIO PENSIERO VALGONO SOLO PER I PADRONI DELLA CLASSE DOMINANTE E I LORO SERVI, OVVERO I FASCISTI DI OGNI RISMA, VISTO CHE LA GIUNTA D.S. DI ZANONATO E LA QUESTURA L’HANNO CONCESSO ECCOME IL PERMESSO DI MANIFESTARE A PARTITI NEONAZISTI COME FORZA NUOVA E FIAMMA TRICOLORE.
    SOLO NELL’ULTIMO ANNO BEN TRE VOLTE I FASCISTI HANNO MANIFESTATO PER LA NOSTRA CITTÀ! EVIDENTEMENTE CONTENUTI COME IL RAZZISMO, LA XENOFOBIA E L’ODIO PER IL DIVERSO SONO TOLLERATI DI PIÙ RISPETTO AI CONTENUTI COME L’AUTOGESTIONE E L’OCCUPAZIONE DEGLI SPAZI ABBANDONATI, LA GIUSTIZIA E LA SOLIDARIETÀ. UNA GIUNTA, QUELLA PADOVANA, CHE SI È DISTINTA PER VIETARE E CENSURARE, NON SOLO OGNI TENTATIVO DI ESPRIMERE LA SOLIDARIETÀ AI NOSTRI COMPAGNI IN CARCERE MA QUALSIASI TIPO DI INIZIATIVA SOCIALE. GIUNTA DEGNA RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO DI “SINISTRA” CHE HA CONDOTTO L’OPERAZIONE “TRAMONTO”.
    IL VERO INTENTO È ISOLARE CHIUNQUE, COME IN QUESTO CASO IL C.P.O. GRAMIGNA, ESCA DAL PENSIERO A SENSO UNICO CHE QUESTA SOCIETÀ, BASATA SULLA GUERRA E LO SFRUTTAMENTO, VORREBBE IMPORRE.
    NOI SABATO 23 SAREMO IN CORTEO CON TUTTI COLORO CHE IN QUESTO MESE CI HANNO FATTO SENTIRE LA LORO SOLIDARIETÀ INSIEME A TUTTI I PADOVANI CHE PENSANO CHE LUOGHI AUTORGANIZZATI COME IL GRAMIGNA DEVONO CONTINUARE AD ESISTERE.
    NON CI CHIUDERETE MAI LA BOCCA!
    NON CI FERMERETE MAI!



    A luta continua

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    L’attacco al Gramigna è un attacco a tutto noi
    Sempre più si assiste alla criminalizzazione di tutte quelle forme di partecipazione e di lotta che esprimono una critica, anche radicale, verso un modello capitalistico sempre meno credibile nelle sue prospettive di sviluppo e sempre più in difficoltà nel governare una situazione di profondo malessere che attraversa la società. Un disagio diffuso, dal quale emerge un’opposizione sociale, fatta di pratiche e livelli di coscienza differenti, che si manifesta in modo evidente nei punti chiave del sistema: contro gli attacchi che i proletari subiscono, come la precarietà, la disoccupazione, la diminuzione dei salari a fronte dell’aumento dell’orario e dei ritmi di lavoro, il problema della casa e dei trasporti, l’attacco alla scuola pubblica, la privatizzazione dei servizi essenziali; nei movimenti di solidarietà in Val di Susa contro la Tav, alla Fiat di Melfi a fianco degli operai in sciopero, a sostegno dei popoli oppressi e contro le basi di guerra nel nostro paese.
    Questi momenti di unità nella lotta sono elementi di rottura all’interno della subordinazione politica e culturale del proletariato che ampliano e approfondiscono la crisi dei partiti, soprattutto della sinistra al governo, come ha evidenziato il forte astensionismo elettorale nelle zone a prevalente composizione operaia, il clamoroso fiasco della contromanifestazione di Roma e l’ordine di far caricare i pensionati in corteo, chiaro segnale di una “crisi di nervi”. È chiaro, quindi, che uno degli obiettivi dello stato sia quello di criminalizzare chiunque voglia mettere in discussione la sua organizzazione sociale e produttiva. Le sempre più frequenti azioni giudiziarie, i licenziamenti politici, le campagne mediatiche sul terrorismo, le inchieste sindacali nei luoghi di lavoro ai danni dei delegati più combattivi, tentano di innescare nella classe, in tutte le sue espressioni, un allentamento dei vincoli solidaristici e di appartenenza. Non dire e non fare nulla di fronte a tutto questo, a nostro avviso, implica una forma di esplicito sostegno allo stato e a questa sempre più contraddittoria democrazia borghese.
    Ecco perché bisogna prendere posizione contro ogni azione repressiva, tra cui la chiusura di uno spazio sociale, perché ogni attacco che riesce a raggiungere il suo obiettivo toglie una parte di libertà e una possibilità di espressione a tutti, toglie forza alla lotta di classe.
    Per lo stato, nei quartieri, nelle fabbriche, nelle università, ovunque nel paese, gli interessi della borghesia devono dominare incontrastati: per mantenere lo status quo la guerra imperialista dovrebbe continuare a uccidere e saccheggiare senza suscitare alcuna critica, il proletariato immigrato dovrebbe rimanere diviso e segregato nell’apartheid in cui lo vogliono confinare, i lavoratori dovrebbero subordinarsi agli interessi e alle esigenze dei padroni senza mai alzare la testa. E via di questo passo.
    Va, quindi, fatta rivivere, nella coscienza della classe, come già è stato in passato, la necessità di non accettare tutto questo, di non dissociarsi davanti alle diverse espressioni di lotta che non si omologano agli interessi della borghesia.

    Per tutto ciò noi saremo a Padova il 23 giugno alla manifestazione nazionale contro le campagne di arresti e perquisizioni di comunisti e anarchici estese lungo tutto il paese; per manifestare solidarietà concreta al CPO Gramigna che il 12 febbraio 2007 è stato colpito con l’arresto di 7 suoi militanti – tutt’ora in carcere – e che in 20 anni di vita ha conosciuto ben 13 sgomberi; per contribuire alla costruzione di un movimento di classe sempre più unitario, solidale e determinato.
    Unità e solidarietà nella lotta!
    Per mantenere e conquistare nuovi spazi di agibilità politica!
    Solidarietà a tutti i compagni prigionieri!
    Liberare tutti i dannati della terra!

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  9. #9
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  10. #10
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    Violando l'ordone della Questura
    Padova, manifestazione Cpo Gramigna a favore Br


    L'area della stazione ferroviaria, dove si sono radunati una sessantina di esponenti del Centro, è chiusa da un cordone di Polizia e Guardia di Finanza

    ascolta la notizia
    Padova, 23 giu. (Adnkronos) - Si sono radunati davanti alla stazione ferroviaria di Padova una sessantina di esponenti del centro popolare occupato (Cpo) Gramigna per la manifestazione, indetta per oggi, a favore delle Brigate Rosse. I manifestanti hanno palesemente violato l'ordine della Questura della Citta' del Santo che aveva imposto agli esponenti dei centri sociali di manifestare in una secondaria della citta'.

    Il gruppo del Gramigna ha, con un atto di disobbedienza dichiarato, deciso comunque di manifestare dalla stazione verso le piazze del centro cittadino. L'area della stazione e' chiusa da un cordone di polizia e Guardia di finanza che dovrebbero impedire lo svolgimento del corteo.

    'Per l'autorganizzazione di classe difendiamo gli spazi occupati" e ''Terrorista e' lo Stato'', ''L'erba cattiva non muore mai', 'Soccorso rosso', 'Contro la repressione uniamo l'opposizione di classe', 'Contro la guerra imperialista, guerra di classe; rivoluzione fino alla vittoria' sono i testi degli stricioni che i rappresentanti del centro sociale Gramigna hanno esposto sventolano anche alcune bandiere rosse, simbolo dell'ex Unione Sovietica, nonche' alcuni cartelli che invocano la liberta' dei presunti brigatisti arrestati lo scorso 12 febbraio. "E' una offesa farci manifestare fuori dalla citta', percio' disobbediamo -cosi' un portavoce del centro sociale Gramigna- manifesteremo per i compagni che dal 12 febbraio sono in carcere arbitrariamente".

 

 
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