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Discussione: Mazzini, il Massone

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da ITALIANO Visualizza Messaggio
    Non capisci proprio un c***o!
    Chi se ne fotte se uno è ebreo o meno!!!!
    Quello che ho messo in evidenza è che il tipo in questione (Hyndman), era un EBREO MASSONE FILO-MARXISTA.
    Io non sono anti-semita....sono anti-sionista!
    Al di là di piccolezze quali il fatto che l'evidenziatura vera e propria si è fermata all' "israelita", mi spieghi che c'entra l'antisionismo con un ebreo morto probabilmente prima della nascita del sionismo?
    Così come quello che chiamiamo marxismo oggi è nato un po' dopo.

  2. #22
    ulfenor
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    <B>Giuseppe Mazzini
    di Luca Molinari
    “Mazzini fu un rivoluzionario
    guidato da Dio”
    (Denis Mack Smith)
    Premessa
    Giuseppe Mazzini
    Bibliografia
    Note


    <H2 align=left>GIUSEPPE MAZZINI<SPAN style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt">

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da OLTRE LA MORTE Visualizza Messaggio
    In una continuita' ideale: Mazzini, Fratelli Rosselli, partigianianesimo laico antifascista, PRI, La Malfa e - sul piano finanziario - Matteoli, la Comit, Cuccia giu' giu' fino a Carlo Azeglio Ciampi.

    Ditemi voi cosa c'entra Mazzini con il Fascismo, al di la' della retorica patriottarda tardo-risorgimentale sbandierata financo nella RSI (vedasi alcuni manifesti del Boccasile)?
    Tu ripercorri il filone che la sinistra di potere, quella laica, fa suo per dimostrare che il Fascismo fu reazione e che non ha nulla a che vedere con il Risorgimento. E questo è un inganno, portato avanti anche dai comunisti, che trovano terreno fertile in certe vostre prese di posizione: Mussolini, agli inzi del 1923, da poco presidente del Consiglio, andò a Caprera da Ricciotti Garibaldi...il quale morì di lì a poco. Ezio Garibaldil, figlio di Ricciotti e nipote quindi di Giuseppe, fu comandante della Milizia e presidente dell'Associazione degli ex combattenti garibaldini, Legione Garibaldina, ed internato dagli alleati a Padule nel 1944. Non ho nessun timore e vergogna, perchè sarebbe ora di piantarla con certe grettezze adolescenziali, a definire i fratelli Rosselli dei combattenti antifascisti con un pensiero di spessore, coerenti ed ingiustamente assassinati, mentre "il migliore" se ne stava a Mosca ed i democristiani vestivano la camicia nera... ("avremmo" fatto meglio ad eliminare certi fascisti per modo di dire, altro che i Rosselli...). Nelle legioni garibaldine che combatterono per l'indipendenza della Grecia dalla Turchia, nel 1897 e nel 1912, vi erano un mucchio di futuri fascisti. Quali Amerigo Dumini, uccisore di Matteotti...ma non si può dire agli antifascisti...Enrico Cuccia era il genero di Beneduce, il quale fu messo da Mussolini all'IRI...e Matteoli in verità si chiamava Mattioli.

  4. #24
    OLTRE LA MORTE
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Tu ripercorri il filone che la sinistra di potere, quella laica, fa suo per dimostrare che il Fascismo fu reazione e che non ha nulla a che vedere con il Risorgimento. E questo è un inganno, portato avanti anche dai comunisti, che trovano terreno fertile in certe vostre prese di posizione: Mussolini, agli inzi del 1923, da poco presidente del Consiglio, andò a Caprera da Ricciotti Garibaldi...il quale morì di lì a poco. Ezio Garibaldil, figlio di Ricciotti e nipote quindi di Giuseppe, fu comandante della Milizia e presidente dell'Associazione degli ex combattenti garibaldini, Legione Garibaldina, ed internato dagli alleati a Padule nel 1944. Non ho nessun timore e vergogna, perchè sarebbe ora di piantarla con certe grettezze adolescenziali, a definire i fratelli Rosselli dei combattenti antifascisti con un pensiero di spessore, coerenti ed ingiustamente assassinati, mentre "il migliore" se ne stava a Mosca ed i democristiani vestivano la camicia nera... ("avremmo" fatto meglio ad eliminare certi fascisti per modo di dire, altro che i Rosselli...). Nelle legioni garibaldine che combatterono per l'indipendenza della Grecia dalla Turchia, nel 1897 e nel 1912, vi erano un mucchio di futuri fascisti. Quali Amerigo Dumini, uccisore di Matteotti...ma non si può dire agli antifascisti...Enrico Cuccia era il genero di Beneduce, il quale fu messo da Mussolini all'IRI...e Matteoli in verità si chiamava Mattioli.

    Che fossero anche altri i nemici del Fascismo - infiltrati dentro al Fascismo - mi pare che non ci piova. Amerigo Dumini era un grande fascista (hai letto immagino "17 colpi" la sua autobiografia pubblicata dalle edizioni del Borghese negli anni sessanta?). Questo non toglie che moltissimi , tra le fila dei garibaldini, poi aderiranno all'antifascismo. I Rosselli eran di origini mezze ebraiche e la loro organizzazione era un covo di cospiratori mezzi ebrei e mezzi massoni quindi inevitabilmente NEMICI.
    Che poi fossero o meno nemici rispettabilissimi (anche gli Ebrei lo sono perche' rimangono il nemico 'di razza') questo non cambia assolutamente la sostanza.
    Errore grammaticale dovuto alla fretta per Mattioli , definito il Gattopardo della Commerciale (feudo antifascista durante e dopo il Fascismo) .
    Mussolini aveva un'amante ebrea e mise ebrei anche ai vertici di importanti Ministeri. Che c'entra?
    La mia non e' la linea della sinistra di potere. Casomai e' quella di Giovanni Preziosi del quale tutto potrai scrivere meno che non fosse l'unico coerente studioso dei fenomeni dell'ebraismo e della massoneria in Italia tra il 20 e il 45.
    Grazie per le precisazioni.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da OLTRE LA MORTE Visualizza Messaggio
    Che fossero anche altri i nemici del Fascismo - infiltrati dentro al Fascismo - mi pare che non ci piova. Amerigo Dumini era un grande fascista (hai letto immagino &quot;17 colpi&quot; la sua autobiografia pubblicata dalle edizioni del Borghese negli anni sessanta?). Questo non toglie che moltissimi , tra le fila dei garibaldini, poi aderiranno all'antifascismo. I Rosselli eran di origini mezze ebraiche e la loro organizzazione era un covo di cospiratori mezzi ebrei e mezzi massoni quindi inevitabilmente NEMICI.
    Che poi fossero o meno nemici rispettabilissimi (anche gli Ebrei lo sono perche' rimangono il nemico 'di razza') questo non cambia assolutamente la sostanza.
    Errore grammaticale dovuto alla fretta per Mattioli , definito il Gattopardo della Commerciale (feudo antifascista durante e dopo il Fascismo) .
    Mussolini aveva un'amante ebrea e mise ebrei anche ai vertici di importanti Ministeri. Che c'entra?
    La mia non e' la linea della sinistra di potere. Casomai e' quella di Giovanni Preziosi del quale tutto potrai scrivere meno che non fosse l'unico coerente studioso dei fenomeni dell'ebraismo e della massoneria in Italia tra il 20 e il 45.
    Grazie per le precisazioni.
    Ti invito a sforzarTi per capire la complessità delle esperienze dell'uomo e della storia nazionale, di cui il percorso umano, culturale e politico di Giovanni Preziosi, che pure poco conosco, è comunque una prova. Preziosi era nel 1912 fondatore della cosiddetta Lega antiprotezionista, con Maffeo Pantaleoni, Attilio Deffenu: erano accaniti liberisti in economia...Gli antifascisti, i pochi che lo conoscono, lo liquidano come un folle razzista. Non era così, o almeno le sue basi di partenza erano assai solide. Finchè ci rifugeremo nella facilloneria propagandistica delle definizioni dozzinali, non ce la caveremo mai. Ciamoi, ad esempio, fu borsista di studio a Lipsia nel 1938 ed era studente della Normale. Ciò significa che sicuramente lui era molto bravo, ma anche che durante il Fascismo ed il Nazionalsocialismo, non venivano negate frequenze ad università importanti come la Normale anche a chi non mostrava particolare adesione. Bisogna sbattere sul muso agli antifascisti queste cose e smetterla con le folli apologie.

  6. #26
    L'Italia nn esiste
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    Citazione Originariamente Scritto da VELENO Visualizza Messaggio
    Mazzini, massone o no, resta un grande.
    grande coglione

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da ITALIANO Visualizza Messaggio
    No.
    Mi è stato chiesto se veramente Mazzini fosse massone ed ho risposto, tra le altre cose ho citato date e personaggi storici e il "Dictionarie de la Franc-Massonnerie".
    Nonostante ciò in un forum dove tutti si definiscono anti-massonici, si continua ad esaltare un porco come mazzini, giusto per fare becero nazionalismo, e scrive uno (come dimostra pure il nick), è orgoglioso di essere Italiano!
    Un conto è amare la propria Patria, un conto è mettersi i paraocchi ed esaltare sempre e comunque un Risorgimento voluto e guidato dalla massoneria.
    Se è per questo anche Arturo Reghini era massone e non fu certo un socialista-comunista-sionista-ecc...ista.
    Evola frequentò ambienti massonici e scrisse diverse opere riguardo la tradizione ermetica, l'alchimia, la magia, sia occidentali che orientali, per tutto l'arco della propria vita (per non parlare del gruppo di Ur).
    René Guenon fu sempre uno studioso della massoneria e nei suoi libri abbondano i riferimenti anche alla massoneria moderna di rito scozzese, quale organizzazione portatrice di una tradizione antichissima, quindi autenticamente tradizionale, altro che sovversiva!
    Quindi in pratica i principali esponenti del pensiero tradizionalista, direttamente o no (mi pare che esista anche una loggia René Guenon) hanno avuto rapporti con la massoneria, cosa si dovrebbe fare quindi?

  8. #28
    Vittima del kali yuga
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    ma no, non hai capito? il cristianesimo è perfetto, quindi se è una religione morta e avvelenatrice, la colpa è dell'onnipotenza del complotto ebraico, massonico, juventino col supporto tattico di gambadilegno e dei supersayan!
    ora, gli ebrei hanno in buona parte avuto un ruolo sovversivo, come il cristianesimo guelfo, buona parte dell'islam del resto. La massoneria ha avuto si sovversivi, ma anche esponernti della Tradizione, Rivoluzionari, e altri grandi personaggi. Oltre ai personaggi citati da te, direi che andrebbero aggiunte tutte le clasis alte degli ultimi secoli, dato che essere massoni poi sdivenne uno status simbol quasi

  9. #29
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    CONOSCERE LA MASSONERIA: MAZZINI


    Sin dall’età di 23 anni, il futuro gran maestro della massoneria mondiale, Giuseppe Mazzini, come ci informa il massone Doria, concepì il progetto di assassinare Sua Maestà l’Imperatore d’Austria e il Metternich. Nei primi anni della sua militanza nella carboneria (organizzazione dei massoni che erano disposti a “sporcarsi le mani”), egli frequentò assiduamente il pluriomicida Sgarzarolo (che si vantava di aver di aver annegato 53 frati gettandoli, legati a coppie, nel mare aperto dalla sua nave) e il futuro assassino, Argenti, che aveva cercato di interessare la carboneria al suo piano per assassinare Metternich.
    Fu con la “giovine Italia” che Mazzini, nel suo stile pomposo, mise a punto la sua “dottrina dell’assassinio politico”, la quale non colpiva solamente “i traditori e coloro che non obbedivano agli ordini”. “Dovranno essere uccisi sul posto” “pugnalati senza pietà” “abbattuti da una mano invisibile” tutti gli avversari politici; era sufficiente una sentenza emessa dal “tribunale segreto”, controllato da Mazzini, “per far mettere a morte ogni persona colpita da anatema”.
    Un gran numero di ufficiali di polizia, militari, amministratori fondiari (il padre del poeta Giovanni Pascoli), uomini politici e sacerdoti furono assassinati su ordine del “tribunale segreto” e le logge massoniche prestavano la loro assistenza per questo lavoro sporco; gli affiliati carbonaro-massonici della Marche erano soprannominati gli “ammazzerelli”.
    La “dottrina dell’assassinio politico”, elaborata da Mazzini, fu persino contestata da alcuni capi della carboneria, nel 1838, con queste parole: “A cosa serve un assassinio?... Un colpo di pugnale non risolve niente, non fa nessun effetto. Che importa al popolo se il sangue di un operaio, di un artista, di un gentiluomo o perfino di un principe sia stato versato in forza di una sentenza di Mazzini o di alcuno dei suoi sicari che si divertono in tale modo?”

    Nel 1851, alla notizia del colpo di stato di Napoleone III, il gran maestro Adriano Lemmi lasciò l’America, dove si trovava con Kossuth, per andare a Londra e divenire l’esecutore degli ordini di assassinio di Mazzini, decretati dal suo “Comitato Centrale Democratico Europeo”, titolo che Mazzini aveva dato alla sua “Giovine Europa”.
    Lemmi si vantò sempre di essere il valido emissario di Mazzini in un gran numero di assassinii, tanto che Mazzini lo chiamava: “Il mio piccolo giudeo che vale dieci buoni diavoli…”.
    In quegli anni Mazzini e i capi di questo “comitato centrale Democratico europeo”: Kossuth, Ledru-Rollin, Felice Orsini, Alexander Herzen e Michele Bakunin, insieme al Lemmi, furono i responsabili della maggior parte delle sommosse e degli attentati terroristici che costellarono l’Europa e le Americhe.
    Il 4 gennaio 1852, Mazzini e il suo “comitato” decretarono la morte del duca di Parma, Carlo III,; il 26 marzo, Carlo III cadeva sotto i colpi del sicario inviato dal Lemmi. A fine giugno dello stesso anno, sempre a Parma, Lemmi provocò la rivoluzione del 22 luglio.
    Il 21 ottobre 1852, Lemmi ispirò il tentato assassinio del ministro Baldasseroli, presidente del consiglio del Gran Duca di Toscana; fu sempre Lemmi che spedì dalla Svizzera il proclama mazziniano che aizzò l’insurrezione di Milano del 6 febbraio 1853; sempre Lemmi, su ordine di Mazzini armò il braccio del fanatico che attentò alla vita dell’Imperatore d’Austria il 18 febbraio 1853.
    Nel 1855, Lemmi si recò a Roma e organizzò, il 12 giugno, l’attentato al Cardinal Antonelli.

    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  10. #30
    OLTRE LA MORTE
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    Citazione Originariamente Scritto da milite Visualizza Messaggio
    CONOSCERE LA MASSONERIA: MAZZINI


    Sin dall’età di 23 anni, il futuro gran maestro della massoneria mondiale, Giuseppe Mazzini, come ci informa il massone Doria, concepì il progetto di assassinare Sua Maestà l’Imperatore d’Austria e il Metternich. Nei primi anni della sua militanza nella carboneria (organizzazione dei massoni che erano disposti a “sporcarsi le mani”), egli frequentò assiduamente il pluriomicida Sgarzarolo (che si vantava di aver di aver annegato 53 frati gettandoli, legati a coppie, nel mare aperto dalla sua nave) e il futuro assassino, Argenti, che aveva cercato di interessare la carboneria al suo piano per assassinare Metternich.
    Fu con la “giovine Italia” che Mazzini, nel suo stile pomposo, mise a punto la sua “dottrina dell’assassinio politico”, la quale non colpiva solamente “i traditori e coloro che non obbedivano agli ordini”. “Dovranno essere uccisi sul posto” “pugnalati senza pietà” “abbattuti da una mano invisibile” tutti gli avversari politici; era sufficiente una sentenza emessa dal “tribunale segreto”, controllato da Mazzini, “per far mettere a morte ogni persona colpita da anatema”.
    Un gran numero di ufficiali di polizia, militari, amministratori fondiari (il padre del poeta Giovanni Pascoli), uomini politici e sacerdoti furono assassinati su ordine del “tribunale segreto” e le logge massoniche prestavano la loro assistenza per questo lavoro sporco; gli affiliati carbonaro-massonici della Marche erano soprannominati gli “ammazzerelli”.
    La “dottrina dell’assassinio politico”, elaborata da Mazzini, fu persino contestata da alcuni capi della carboneria, nel 1838, con queste parole: “A cosa serve un assassinio?... Un colpo di pugnale non risolve niente, non fa nessun effetto. Che importa al popolo se il sangue di un operaio, di un artista, di un gentiluomo o perfino di un principe sia stato versato in forza di una sentenza di Mazzini o di alcuno dei suoi sicari che si divertono in tale modo?”

    Nel 1851, alla notizia del colpo di stato di Napoleone III, il gran maestro Adriano Lemmi lasciò l’America, dove si trovava con Kossuth, per andare a Londra e divenire l’esecutore degli ordini di assassinio di Mazzini, decretati dal suo “Comitato Centrale Democratico Europeo”, titolo che Mazzini aveva dato alla sua “Giovine Europa”.
    Lemmi si vantò sempre di essere il valido emissario di Mazzini in un gran numero di assassinii, tanto che Mazzini lo chiamava: “Il mio piccolo giudeo che vale dieci buoni diavoli…”.
    In quegli anni Mazzini e i capi di questo “comitato centrale Democratico europeo”: Kossuth, Ledru-Rollin, Felice Orsini, Alexander Herzen e Michele Bakunin, insieme al Lemmi, furono i responsabili della maggior parte delle sommosse e degli attentati terroristici che costellarono l’Europa e le Americhe.
    Il 4 gennaio 1852, Mazzini e il suo “comitato” decretarono la morte del duca di Parma, Carlo III,; il 26 marzo, Carlo III cadeva sotto i colpi del sicario inviato dal Lemmi. A fine giugno dello stesso anno, sempre a Parma, Lemmi provocò la rivoluzione del 22 luglio.
    Il 21 ottobre 1852, Lemmi ispirò il tentato assassinio del ministro Baldasseroli, presidente del consiglio del Gran Duca di Toscana; fu sempre Lemmi che spedì dalla Svizzera il proclama mazziniano che aizzò l’insurrezione di Milano del 6 febbraio 1853; sempre Lemmi, su ordine di Mazzini armò il braccio del fanatico che attentò alla vita dell’Imperatore d’Austria il 18 febbraio 1853.
    Nel 1855, Lemmi si recò a Roma e organizzò, il 12 giugno, l’attentato al Cardinal Antonelli.

    Ottimo. Straquoto

 

 
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