La Sbarbati è entrata nel comitato fondatore del Partito Democratico Italiano. Questa è l'unità a cui aspira l'MRE....unirsi dentro il PDI...


La Sbarbati è entrata nel comitato fondatore del Partito Democratico Italiano. Questa è l'unità a cui aspira l'MRE....unirsi dentro il PDI...


COMUNICATO STAMPA
Sen. Natale D'Amico: "Ci amareggia l'esclusione della tradizione liberale"
"Il progetto originario del Partito Democratico era quello di aggregare diverse tradizioni politiche: quella socialista, quella liberale e quella cristiano-democratica. Per questo progetto ci siamo impegnati ed abbiamo lavorato in questi anni, ma ci amareggia oggi scoprire che tra i componenti del comitato promotore del Partito Democratico non ci sia nessun membro che incarni la tradizione liberale, nessuno che definirebbe se stesso liberale". Lo afferma il Sen. Natale D'Amico, portavoce del gruppo italiano dell'Internazionale Liberale che prosegue "'il nostro obiettivo è quello di far vivere una soggettività liberale e le proposte politiche liberali nella politica italiana; continuiamo a credere che questa opportunità possa essere offerta da un Partito Democratico che voglia incarnare il progetto originario dell'Ulivo. Se invece il Partito Democratico sarà altro, a nostra volta dovremo cercare altre strade"


Che vi avevo detto?
Se la sono cercata.
Se ci sono arrivato io a capire che non avrebbero contato una mazza nel Partito Democratico, potevano arrivarci pure loro.
Ma figuriamoci se in un partito del genere, che nasce all'insegna di un'idea della politica come compromesso tra consorterie, si fa posto a chi pretende di portare idee! Il posto si fa ai lacchè, non a chi pretende di rappresentare una cultura politica diversa dalle due predominanti. Ed è già tanto che sia entrato Morando, tanto non conterà nulla neanche lui.
Comunque, se hanno fegato, possono sempre rifarsi con le elezioni dell'assemblea costituente. Devono presentare una lista che rappresenti quelle posizioni. Lo facciano: si accorgeranno che prenderà nulla o quasi. Le truppe cammellate ce le hanno i DS e la Margherita, non loro.
In un ipotetico Partito Laico Socialista invece ci starebbero benissimo, starebbero con gente che la pensa come loro; sarebbero ascoltati e valorizzati.


Jan Hus:"Che vi avevo detto?Se la sono cercata.
Se ci sono arrivato io a capire che non avrebbero contato una mazza nel Partito Democratico, potevano arrivarci pure loro."
Se è per questo potevano tranquillamente arrivare a capire che il PD con la cultura liberale non c'entra niente ma tant'è...
Il ben gli sta per quanto mi riguarda, è una giusta ed appropriata risposta,d'altro canto ve lo confesso,io sugli imbecilli(anche quelli politici)non riesco a commuovermi...
Comunque non c'è da preoccuparsi per loro,basta leggere quel loro pietoso comunicato per capire che mentre " strepitano"(si fa per dire)contro,sono lì ad invocare l'elemosina di un posticino che suoni (ad uso e consumo di qualche idiota)come un riconoscimento.Patetici.
omar proietti


MRE?
da http://www.repubblica.it/2007/05/sez...ocratico3.html
[..]I prodiani, oltre che da Angelo Rovati, saranno "rappresentati" dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, dal presidente della regione Sardegna Renato Soru e dall'europarlamentare Luciana Sbarbati.[..]


Sul Riformista di oggi neanche la nominavano, la Sbarbati.


CAUSA CANCELLAZIONE E SUCCESSIVO RECUPERO DEI MESSAGGI DEL THREAD, LE DATE DEI PRIMI POST, NON CORRISPONDONO A QUELLE REALI.
LA DISCUSSIONE SI E' TENUTA A CAVALLO TRA IL 21 E IL 25 APRILE.
MI SCUSO PER IL DISGUIDO E PER IL MATERIALE ANDATO PERDUTO (CIRCA 5 O 6 POST).
D'ORA IN AVANTI E' POSSIBILE PROSEGUIRE NELLA DISCUSSIONE


Il comitato dei 45 del Partito Democratico è la chiara espressione di come le "quote rosa" distorcano il buon senso, nella rappresentanza.
Chiamparino, uno dei principali sostenitori, figura particolarmente apprezzata dall'elettorato ulivista, ha fatto posto ad una perfetta sconociuta, catapultata dalla quotidianità del suo ufficio bancario ai vertici con Prodi, Rutelli e Fassino.
Un vero e proprio manuale Cencelli con l'incubo "rosa".
Alcune donne (la Bindi, la Lanzillotta, la Finocchiaro) sono lì per merito. Altre, sono lì solo perché "donne". E Chiamparino, che è un gigante a confronto, resta a casa. Ditemi se queste non sono vere e proprie discriminazioni.
P.S. Notare poi la sudditanza politica dei Ds: fity-fifty con la Margherita, e i 10 di Prodi a sbilanciare sul fronte cattolico. Sappiamo già come andrà a finire: partito cattolico, con prezzemolo Ds.


follini: il PD sarà come la dc
Non temo l'accusa di tradimento sarà una DC che guarda a sinistra
La svolta di Follini: il centrodestra ormai è un disco rotto
Marco Follini aderisce al Partito Democratico. L’ex segretario dell’Udc lo definisce un "passaggio" obbligato, perché l’idea del centro può sopravvivere solo nel nuovo soggetto. Che "assomiglierà ad una Dc che guarda più sinistra".
Quindi è ufficiale?
"Sì, ci sono anche io nel Partito Democratico".
Perché?
"Siamo dentro un cambiamento. C’è un’accelerazione della crisi della politica e noi dobbiamo accelerare sulle risposte da dare a questa crisi. Il Partito Democratico è una risposta convincente".
Qualcuno potrebbe chiedere: ma lei che c’entra con il Pd?
"Guardi, il centrosinistra sta cercando una nuova identità, non può rimanere alle identità tradizionali. Non per niente è un progetto che solleva più di una perplessità a sinistra e suscita qualche attenzione in più al centro".
Vuole dire che sarà un partito di centro?
"Non perdiamoci nelle definizioni geografiche. Certo non sarà una Forza Italia rovesciata, assomiglierà ad una Dc che guarda più a sinistra".
Come diceva De Gasperi della sua Dc.
"Lasciamo da parte il Pantheon. Il Pd è la casa comune di riformisti e moderati. E’ un partito che dovrà cercare di rompere la spirale dei particolarismi di cui tutti siamo stati vittime e anche protagonisti".
Se sarà come lo descrive lei, allora ha fatto bene la Sinistra Ds, Mussi, Angius ad andarsene.
"Non sta a me giudicare. Non voglio ingaggiare una disputa o combattere una guerra di posizione tra il centro e la sinistra. Ma è un fatto che il progetto del Pd sta cambiando in corso d’opera. Non vola sulle ali della vittoria, cammina sulle gambe della difficoltà. E questo cambia un po’ le cose".
Dovrà allontanarsi dalla sinistra radicale?"La mia idea è che quel rapporto dovrà cambiare un po’. Non si fa un nuovo soggetto per lasciare le cose come prima. Io penso a un partito che dovrà sforzarsi di convincere più Mario Monti che il mio amico Franco Giordano"
Lei sarà un membro del comitato costituente. Quali saranno le sue priorità?
"Io vedo il Pd come un quadrilatero che si affaccia su quattro grandi priorità. Primo, modernizzazione e ricambio generazionale. Come ice Enrico Letta la politica oggi è troppo schiacciata sul presente. I cinquantenni devono liberarsi della sindrome di Carlo d’Inghilterra e chi ha meno di 40 anni va recuperato alle istituzioni perché oggi è fuori. Secondo, pacificazione con la fine dei grandi conflitti della Prima Repubblica. Terzo, pluralismo. Occorre che i partiti ritrovino al civiltà democratica che hanno perso. Oggi sono delle caste chiuse o delle casbah vocianti. Quarto la meritocrazia. Bisogna riconoscere che nell’Italia di oggi il merito viene perfino prima del bisogno".
E’ sicuro che ne nuovo soggetto potranno davvero convivere laici e cattolici?
"Lo vedo come il punto in cui avverranno tante ricuciture e come un antidoto allo scontro di civiltà, anche quello di casa nostra. C’è posto per tutti. Quelli che hanno partecipato al Family Day e quelli che battono sul tasto laicista nelle istituzioni".
A proposito di Family Day, da ex democristiano sarà redarguito dalle gerarchie ecclesiastiche.
"No. Un dirigente politico deve comunque mettere nel conto le critiche. Pero’ insisto: mi ostino a non vedere una guerra tra guelfi e ghibellini".
Lei è stato eletto nelle liste del centrodestra, è stato nel governo Berlusconi. Non teme di essere accusato di tradimento?
"Mi è stata già scagliata addosso quando ho votato al fiducia al Senato. Ho attraversato la linea del confine e so bene che questo passaggio sconvolge gli opposti dogmatismi. Ma nel mio piccolo sento di proseguire la politica che resta mia. Continuo a coltivare il valore di una posizione centrale e mi auguro che nel Pd possa trovare accoglienza".
Qualche tempo fa disse che l’Udc, il suo ex partito, e Casini avrebbero seguito il suo esempio. Ne è ancora convinto?
"Se li ritroverò dalle mie parti, prima o poi, ne sarò contento. Se li vedrò rintanarsi nel centrodestra, ne sarò meno contento. Ma lo dico per loro".
Un progetto analogo al Pd non può essere intrapreso anche nella Cdl?
"E’ difficile che avvenga simultaneamente da una parte e dall’altra. Vedo un centrodestra molto forte nel paese ma molto debole e ripetitivo nella politica. Mi sembra un disco rotto: Berlusconi dice le cose che diceva 3-4 anni fa. Fini dice le cose che diceva 3-4- anni fa. Casini dice le cose che diceva 3-4 anni fa. Invece bisognerebbe scoprire nuove frontiere".
Qualcuno sospetta che la nascita del Pd possa essere il preludio per le larghe intese.
"Mi sembra improbabile. A quell’appuntamento, però, avremmo dovuto arrivarci prima, ora è difficile rincorrerlo".
Ora che lei è ufficialmente un militante Democratico, può anche dire chi sarà il leader del nuovo partito.
"Rivendico il diritto delle antiche scuole politiche che mettevano questa scelta alla fine dei processi politici e non all’inizio. E’ questo che fa la differenza tra una Monarchia e una Repubblica".


Follini è il vero scandalo.
Tanto buono è l'uso della parola, quanto confuso è quello della testa. Cosa che a questo punto obbliga a rivedere tutto il giudizio anche sul pregresso.
Allora si spiegano molte contraddizioni:
- essere stato alleato di Berlusconi e al contempo suo peggiore dettrattore;
- aver predicato sani principi civici e morali e aver votato ogni legge immondizia;
- essersi battuto per il centro, aver partorito l'Italia di Mezzo, e poi non saperci stare, tra i poli;
- aver chiesto fino allo sfinimento la legge proporzionale, per poi dimettersi per protesta una volta ottenuta;
- ergersi a simbolo del tripolarismo, ed entrare nel partito bipolarista per definizione.
A questo punto non ci siamo persi niente. Sembrava un genio della politica, e si è rivelato una mezza calzetta.
Piuttosto, a furia di riempirsi di democristiani, il PD rischia di dare ragione a Follini prima ancora di nascere. Fassino ce lo vedo bene nei panni. Praticamente ci è già entrato da tempo. Quello che non riesco ancora ad immaginarmi è D'Alema. Uno che è rimasto comunista nelle budella, e che ha seguito senza colpo ferire ogni traversata politica, facendo sempre esemplari training autogeni, prima o poi sbarella: passi per post-comunista, passi per socialista, passi per socialdemocratico, passi per democratico e basta. Ma democristiano, "francamente" (come dice lui), è troppo. Anche per chi lo osserva.