
Originariamente Scritto da
Paolo Arsena
Lo osservate Fassino, negli ultimi tempi?
E' smunto, consumato, oltre la sua fisionomia naturale. Ed è cronicamente accigliato, corrucciato e depresso. Trasmette per intero tutta la tragedia politica in cui si dimena.
La verità è che il percorso intrapreso sull'onda della sicumera bipolare, ora lo ha portato davanti al guado, che è difficilissimo da superare. Se resta fermo muore. Se lo attraversa, rischia di inciampare e di finire annegato. Oppure di arrivare all'altra sponda ferito, logoro e malconcio.
D'Alema l'ha obbligato a questo compito, inchiodandolo alla segreteria ad occuparsi del PD. Baffino aveva ben presenti tutte le insidie, e si è messo al governo, in posizione distante e defilata, a manovrare le truppe in incognito, senza sporcarsi le mani e la carriera.
Così lo stesso D'Alema può lavorare al suo progetto (che è ben diverso da quello prodian-parisiano), e se fallisce pazienza: nessuno lo sa, ma lui ci ha provato lo stesso.
Qual'è il progetto dalemiano? Quello di un grande partito socialista, di stampo riformista. In questa chiave, il PD deve essere parte integrante del PSE, e se così non sarà, prima o poi salterà tutto.
D'altra parte, Rutelli tira la questione dalla sua: mai nel PSE. Se il giocattolo si rompe, pazienza anche per lui. Possibilità di manovra e di movimento al centro ce ne sono eccome.
A questo si aggiunge la minoranza di Mussi, Salvi, Angius, che non vogliono trasformare i Ds, ma farli vivere come partito socialista tout-court, senza simbiosi di sorta. Se il percorso verso il PD procede, la scissione, per loro, è solo questione di mesi. E si preannuncia corposa.
In mezzo a questo vortice, l'agnello sacrificale: Piero Fassino.
Che ha una sola scelta: tirare dritto contro tutto e contro tutti, e traversare il guado di corsa, succeda quel che succeda.
Se sarà così, il PD sarà generato da una Margherita in discreta salute e da Ds esangui. Darà vita cioè ad un partito cattolico-riformatore, con venature poliedriche. Robusto, ma non abbastanza. E per contro, produrrà un nuovo partito a sinistra, di ispirazione socialista, che darà man forte alle frange estreme dell'Unione. Produrrà scossoni al centro, una manna per la iena-Casini e per il risveglio democristiano. Libererà energie per il campo liberaldemocratico di estrazione laica. E lì occorrerà essere pronti con un progetto credibile e appetibile, che raccolga tutti i pezzi di questo troncone, oggi disseminato un po' ovunque.
E Fassino? Il poveretto, dopo tanta fatica, tanto sangue e tanta merda, troverà sull'altra sponda il buon Veltroni che, con una pacca sulla spalla, gli dirà "grazie", e si prenderà le chiavi.