No. Mi dispiace, ma no.
Tu pensi che sia un atteggiamento 'sano' (lascio perdere il laico...) quello che spiega perché bisogna ridere in una barzelletta. Hai mai provato a spiegare una barzelletta (ecco, si deve ridere qui, perché...)? E' un'esperienza penosa quanto altre mai. Il witz, il motto di spirito, dribbla l'intelletto e i suoi codici e fa goal a un livello più profondo. Se se ne ricercano i codici è come farne un'autopsia: se lo conosci devi prima ucciderlo.
Il tuo atteggiamento 'sano' (sano, sano, ma cosa vorrà dir mai) esclude tutto il linguaggio simbolico. Quello per cui non vi sono codici. Quello in cui la polisemia (già presente nel linguaggio più prosaico) si estende fino ad abbracciare i significati contrari. 'Sangue' richiama 'vita' e 'morte'. Affidarsi a un simbolo significa non sapere in anticipo dove si andrà a finire. Significa lasciarsi guidare da esso.
Gesù fu maestro di linguaggio simbolico. Giovanni di quello ironico, e nella terribile e odiosa di Caifa 'Expedit vobis ut unus moriatur homo pro populo, et non tota gens pereat' scorge la profondità e la bellezza dell'annuncio della redenzione.
Grazie, Barsanufio





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