giusto.Poniamo che un individduo mi sia difronte con un coltello.
E' un chiaro segno di minaccia? Il declinarsi della situazione come la ragionevolezza dimostrano il sì, eppure, astrattamente, tale individuo potrebbe dedicarsi in tutt'altri intenti con il suo coltello ed il fatto che egli mi fissi incessantemente può forse esser dovuto ad un suo "perdersi nel vuoto" mentre con il coltello puntato e lo sguardo sbarrato sta soltanto rievocando chissà quali pensieri.
Ugualmente le sue minacce verbali fintanto che io le rispetti non com-portano la controprova dell sua aggressività; che io forse sia schiavo non di un individuo che è lecitamente proprietario di sé e che si sta impersonaificando in una figura che vuole espletare , quanto piuttosto della paura e quindi solo e soltanto di me stesso?
Vediamo cosa abbiamo: un uomo che commissiona un crimine.
Colpevole.
Singolarmente io ritengo che colui il quale propagasse crimini non è perseguibile fin tanto che esse non siano fattive, ma una volte fatte le responsabilità sono da ricercare anche in lui dacché omnicomprendenti.
Senza mandante non si ha tal crimine in tal declinarsi.
Se l'assassinio non avesse luogo tale imandante deve venir punito con il disprezzo e l'isolamento e il boicottaggio che si meritano i vermi.
Ciò perché prevenire un crimine è doveroso ( almeno da parte di chi è preposto a tal situazione ) ergo si verrrebbe a sapere se tutto funzionasse.
I principi e la razionalità bastano ed avanzano per risolvere la questione.
Inoltre ricordiamoci che la libertà è solo nel bene, non nel male.
La scienza giuridica , quando epurata, saprà dirci al riguardo come , quanto e perché.
Un saluto a tutti





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ostridicolo: 