Prima che si levi alto il lamento degli sconfortati, degli inorriditi, dei costernati, alla notizia - oggi presente su tutti i mezzi di informazione - riguardante una scuola superiore di Rovigo, in cui alcuni studenti hanno registrato un video (naturalmente choc) in cui tolgono il crocifisso dalla parete dell'aula e si accaniscono a bastonate sull'immagine sacra con grida del tipo: Muori, bastardo! Finiscilo!, vorrei provare a orientare la discussione in altro modo.
Mi sembra che quel che è avvenuto sia interessante. Per una volta, almeno, il crocifisso è sfuggito alla prigione delle buone maniere, dell'educazione, della civiltà, del politicamente corretto, del rispetto e della tolleranza. Per una volta, almeno, è stato visto come dovrebbe sempre essere visto, nel suo scandalo e nella sua stoltezza. Si è mostrato, finalmente. E gli uomini hanno fatto dell'immagine quel che hanno fatto duemila anni or sono della realtà. Il crocifisso, è il suo mestiere essere frantumato dalla furia umana. E' fatto per questo. L'immagine sacra si è mostrata, sfuggendo alle maglie dello sguardo indolente e rispettoso, è stata vista. E, "giustamente", è stata distrutta. Forse si trattava di ragazzotti semplicemente imbecilli (non so) che non sapevano quel che facevano. Ma hanno attivato un'azione sacra di rarissima potenza, che li supera totalmente nella sua dismisura, e io di questo li ringrazio. Per il dolore che porteranno, novelli ebrei erranti della tardomodernità, fino a che quelle braccia di Gesù, che hanno spezzato in figura, si chiuderanno reali attorno alle loro spalle nel gesto umanissimo dell'accoglienza.
(Tra l'altro oggi il Corriere della Sera è un euro ben speso: nella pagina culturale c'è un pezzo sul volto di Cristo nell'arte. Interessante dittico - la notizia del crocifisso spezzato e l'articolo sui Santi Volti - di sfigurazione e raffigurazione, entrambe allusive di un oltre).
Grazie, Barsanufio




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