Che idea vi siete fatti del personaggio?![]()


Che idea vi siete fatti del personaggio?![]()


Ettepareva che arrivasse la leghishta a fare il thread...![]()






Un maiale?


Mah.
Secondo me è stato molto usato da Cavour e dai Savoia per i loro scopi,celebre infatti l'incontro con Vittorio Emanuele II a Teano in cui Garibaldi ebbe a dire "obbedisco" al re,rinunciando ai suoi propositi fin troppo rivoluzionari e piegandosi ai voleri della casa sabauda.
Era un avventuriero che andò a combattere anche in Uruguay,un uomo d'azione...apprezzabile per lo spirito d'intraprendenza, ma sostanzialmente si prestò ad un'opera di colonizzazione quando sbarcò in Sicilia,dove la gente era stanca del malgoverno borbonico di Napoli,ma non chiedeva certo di essere annessa al regno di Piemonte.
L'Italia è nata male,è un bene che sia nata,ma la fase risorgimentale doveva essere gestita meglio,così fu soltanto un'annessione da parte dei piemontesi,dalla quale nacque il brigantaggio ecc ecc...
Esprimo un giudizio sostanzialmente negativo su Garibaldi,pur essendoci cose in lui che apprezzo.


Fino a qualche anno addietro Garibaldi mi appariva un essere quasi demoniaco, adesso ho parzialmente modificato (in positivo) il giudizio.
Non certo eroe immacolato e sempre a cavallo però uomo d'azione e di grande fegato, non ignorante come dapprima credevo, compì un'impresa certo molto facilitata dalla massoneria internazionale e dai relativi quattrini e che fu tutt'altro che esente da ombre e contraddizioni... Un esempio per tutti l'eccidio di Bronte, dove moti di spirito sostanzialmente garibaldino furono repressi nel sangue dai garibaldini stessi... il tutto per fare gradita cortesia agli inglesi.
Rimane il fatto che l'Italia, nel 1860, non poteva più restare divisa e che, bene o male (più male che bene), un certo obiettivo fu raggiunto anche con il suo intervento.
Massone e anticlericale convintissimo, rimase coerente con le proprie idee fino in fondo... Nel testamento ha avuto perfino cura di citarmi: ""E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada"...![]()


Avevo dimenticato i fatti di Bronte e di Nino Bixio...
Comunque la storia risorgimentale in stile zuccheroso "alla Ciampi" è pura propaganda.
Sono ben lieto che sia nata l'Italia,che era stato il luogo da cui partì il grande impero romano che arrivò fin quasi in Scozia(il muro di Adriano) ,ma è nata molto male e ancora oggi scontiamo questo fatto.
Comunque meglio essere italiani che dipendere dai napulitani,questo lo dico per noi siculi, non c'è popolo peggiore dei napoletani,mi spiace se c'è chi si risentirà,non facco di tutta l'erba un fascio,ma la maggioranza dei napoletani mi trasmette l'idea di gente buona a nulla e che ha la truffa nel sangue.
E poi che una regione ricca di storia e cultura come la nostra, potesse dipendere da quelli che vendono l'aria in scatola è una bestemmia.


Secondo me i Borbone erano comunque migliori di come li ha dipinti la storiografia "ufficiale" successiva ma peggiori di come li ha mostrati quella, appunto, filoborbonica... Di sicuro erano ormai inadeguati a un certo ruolo, la figura di Francesco II è emblematica a tal proposito.
La Sicilia manifestò sempre forti spinte centrifughe (contrapposte alla vocazione campanocentrica della Corte), che poi furono la vera radice dei moti del '48 e dell'effimero "Regno di Sicilia".
Ma sospetto che qualcuno, di fronte alla leva obbligatoria e agli altri capolavori del periodo unitario, abbia finito per rimpiangere Napoli.


Orrenda la figura di Franceschiello o're e napule...
Emblema dell'inefficenza borbonica,che anche quelle poche cose buone fatte(tipo la ferrovia Napoli-Portici),le faceva ,appunto,in Campania.
Comunque sul quel periodo io ho letto e ho visto la celebre opera di Tomasi di Lampedusa,il Gattopardo.
Credo che descrive abbastanza bene i sentimenti del popolo siciliano sia nel disprezzo verso Napoli sia tutto nello scetticismo verso i nuovi arrivati sabaudi,ai quali l'aristocrazia locale,filoborbonica,s'adattò subito al fine di evitare ogni cambiamento.
Tutto cambia affinchè nulla cambi...
Forse l'unico cambiamento fu proprio la leva obbligatoria che spediva i figli dei contadini al nord...
Un cambiamento del quale si sarebbe fatto volentieri a meno.