
Originariamente Scritto da
Gaio Mario
Amico mio, possiamo vituperare, odiare, schifare l'America. Resta il fatto che è ancora un paese dove c'è una certa informazione: due giornalisti fecero dimettere un presidente nel pieno del suo mandato. La libertà d'opinione è consentita a tutti, prova ne è che fra i più importanti centri revisionisti stanno in California. Un culturista austriaco è diventato presidente della regione più importante. Faurisson da loro potrebbe sicuramente fare la fame: ma non potrebbe essere fermato nel parlare, non gli potrebbero impedire una sala pubblica. Io non penso che Bush sia così scemo da scatenare guerre per garantire utili alle imprese petrolifere texane. Vi è di più, di molto di più. Come in Condoleeza Rice (pensa a quanto può essere fanatica una donna che vive nello specchio non solo la sua enorme bruttezza ma il suo sapere di provenire da schiavi...). Vi è il sentirsi fanaticamente a capo del paese più forte e potente del mondo, e sentire come giusto che questo paese imponga la sua visione, il suo concetto di libertà e democrazia, a tutti. Un paese pieno di contrasti: lo giudichiamo privo di cultura, ma la biblioteca del Congresso (del parlamento) è la più grande biblioteca del mondo, equivalente a quella alessandrina. Lo consideriamo efficientista ed attratto dal profitto, ma mentre nell'URSS non si poteva studiare all'università (fino a Gorbachov) che le scienze materiali, quindi soprattutto fisica, matematica, ingegneria, ad Harvard si studiava la filosofia, le lettere antiche, la storia. Del resto, della questione discussa, non sono più interessato: provare che Osama è stato loro uomo, è provare l'acqua calda. Sappiamo tutti che gli Americani appoggiarono i mujaiddin afghani, li dotarono anche degli Stinger con cui abbattere gli aerei russi che decollavano o atteravano, che poi riacquistarono a peso d'oro...