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Discussione: Protesta In Municipio

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da OSWALDO BOT Visualizza Messaggio
    Camerata Cioni.......A NOI !!!!

  2. #12
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  3. #13
    Minos Athenienses vicit
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    Ciao Alex!

  4. #14
    Brigante del 3° Millennio
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    Ciò che più mi rattrista è il totale silenzio mediatico sull'argomento. L'evento andrebbe forse opportunamente ricordato alle redazioni distratte ma non ostili. Ve la immaginate una menzione tra i titoli di apertura?
    Conosci il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna

  5. #15
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    Una quarantina di militanti del gruppo della sinistra radicale rischia la denuncia per la sfilata non autorizzata e la tentata aggressione a Alex Cioni

    Eccidio, Libera zone finisce nei guai per il corteo
    «Abbiamo contestato l’assurda cerimonia fascista. Non dovevano muoversi dall’albergo Noris. Invece hanno deposto i fiori»

    Schio

    Un'azione penale rischia di cadere sul raduno nazionale dei reduci della Repubblica sociale di Salò di domenica scorsa, organizzato dall'associazione culturale Continuità Ideale, all'hotel Noris. Non nei confronti dei repubblichini, ma di una quarantina di militanti di Libera zone, gruppo della sinistra radicale, per corteo non autorizzato e tentata aggressione ad un avversario politico. Il tutto in circa 30 minuti. Alle 17.20, a mezzora dalla conclusione del raduno dei "neri", i giovani della sinistra radicale hanno esposto dalla balaustra del duomo uno striscione con scritto "Mai + fascisti a Schio" e un secondo, sfilando senza autorizzazione da piazza Rossi e via Baratto, sulle finestre della biblioteca, con scritto "Anche quest'anno fascisti e bugie. Basta!!! Antifasci". Il tutto sotto gli occhi di funzionari di polizia. Non è mancato un momento di tensione. Alex Cioni, portavoce di Continuità Ideale, presente in piazza, sfruttando l'assenza dei "rossi" impegnati ad appendere sulla biblioteca il secondo striscione, ha staccato e gettato a terra quello esposto sul duomo, senza trovare il tempo di dileguarsi prima del loro ritorno. Un'aggressione a Cioni, sulla prima rampa di scale del duomo, è stata sventata sul filo dei secondi, per il tempismo di una dozzina di uomini delle forze dell'ordine. «Abbiamo contestato l'assurda cerimonia fascista. Loro non dovevano muoversi dal Noris -il giudizio di Christian Moresco, portavoce di L.z.-, invece con la scorta della polizia hanno deposto i loro fiori. Così si è ripetuta una farsa che umilia la città. Saremo sempre presenti a Schio, per gli anni a venire, così da evitare raduni e presenze fasciste. Staccando il nostro striscione dal duomo, il sig Cioni ha compiuto una provocazione allucinante».

    Alex Cioni ha così commentato la giornata di domenica. «Lascio le polemiche per chi vorrà farle, mi limito a manifestare la soddisfazione della nostra organizzazione per essere riuscita a portare a termine la cerimonia, nonostante gli assurdi e ingiusti divieti, della deposizione dei fiori. Ringrazio, a nome della nostra associazione, il questore e i suoi uomini. Sui fatti del pomeriggio c'è poco da dire: la sinistra ha manifestato senza le relative autorizzazioni. Mi sono limitato a togliere uno striscione che sul duomo non poteva restare appeso. La decisione della sinistra di protestare alle ex carceri è stata, per usare un eufemismo, di cattivo gusto. Li hanno uccisi una seconda volta».

    Il Gazzettino del Nord Est 10..07.2007 - Vittorino Bernardi

  6. #16
    RibelleSano
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    Antifà ridicoli come al solito

  7. #17
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    Predefinito La menzogna in bocca ad un comunista è una verità rivoluzionaria...

    QUESTI SONO PROPRIO PAZZI...CHE SIANO INCAZZATI CON IL QUESTORE E' COMPRENSIBILE MA GIRARE IN QUESTO MODO LE CARTE IN TAVOLA..MAH!


    Schio: i neofascisti hanno manifestato nonostante il divieto
    (10 luglio 2007)

    Il PRC di Schio esprime il proprio sdegno per quanto accaduto ieri ( 8/7 per chi legge ) e per l’ennesima volta nella nostra città medaglia d’argento alla Resistenza. Alex Cioni ed i suoi amici neo-fascisti, e cioè coloro che vorrebbero ergersi a paladini della legalità, hanno infranto il divieto di manifestare imposto loro dal Ministro dell’Interno, e hanno insultato, ancora una volta, la memoria storica di questa città inneggiando al duce in pieno centro a Schio.

    Il PRC di Schio considera gravissimo il comportamento delle forze dell’ordine che non hanno fatto nulla per fare rispettare il divieto a manifestare e nulla per impedire che anche ieri si perpetrasse un reato quale è l’apologia del fascismo. Nei prossimi giorni, attraverso la Senatrice Tiziana Valpiana, chiederemo al Ministro dell’Interno di far luce sulle motivazioni che hanno spinto il Questore di Vicenza Dario Rotondi a lasciare che un centinaio di fascisti si spostassero, addirittura con il pullman, e con tanto di scorta, in pieno centro storico.

    Definiamo vergognosa la reazione del Sindaco di Schio che si è addirittura rallegrato del fatto che, a suo dire, ieri ( 8/7 per chi legge ) “si respirava un’ aria migliore rispetto a quella degli anni precedenti”. Dalla Via forse dimentica che l’apologia del fascismo è un reato che va contro non solo agli ideali della sinistra ma anche agli ideali della pure e semplice democrazia. Sempre usando le dichiarazioni rilasciate ai giornali dal Sindaco “Ieri è stato fatto un altro passo avanti” riteniamo che, se questo è il modo di reagire di un Sindaco di una città medaglia d’argento alla Resistenza, allora dobbiamo convenire con le Sue parole : domenica 8 luglio 2007 “è stato fatto un altro passo avanti” al fine di consegnare il governo di questa città in mano agli amici della destra “moderna e democratica” di Bressan e company.

    Inutile dire, visto il comportamento assunto dalle forze dell’ordine nella giornata di ieri, che dal prossimo anno in poi torneremo a presidiare la nostra città dall’annuale invasione di teste rasate . Il Sindaco ed il Questore devono però sapere già da oggi che la prossima volta, se vorranno ancora garantire ai fascisti la sfilata davanti alle ex carceri di Schio, dovranno chiamare l’esercito. Come PRC abbiamo voluto dare ancora una volta fiducia alle forze dell’ordine che ci avevano garantito che il divieto di manifestare sarebbe stato fatto rispettare. Se il questore Dario Rotondi non è in grado di fare rispettare un ordine proveniente dal Ministero dell’Interno vuol dire che farebbe bene a cambiare lavoro. Per il secondo anno consecutivo ne chiediamo le immediate dimissioni e questa volta le chiederemo nelle Sedi Istituzionali preposte.

    Gli eventi di ieri ci spingono a ritenere che per le forze dell’ordine esistono due pesi e due misure : quando a manifestare sono i compagni e le compagne volano i manganelli (si veda quanto emerso in questi giorni sulle giornate di Genova e non solo), quando a manifestare in presenza di un divieto sono i “camerati” gli si fa addirittura da scorta : è semplicemente vergognoso !

    Schio 09 luglio 2007

    Gianmarco Anzolin
    Segretario PRC SCHIO VI

    fonte: prcschio@libero.it

  8. #18
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    Predefinito Quando si dice...perdere la testa

    Mercoledì, 11 Luglio 2007




    SCHIO Il segretario Anzolin: «Alex Cioni ed i suoi amici neofascisti hanno infranto il divieto di manifestare»
    Eccidio, Rc chiede le dimissioni del questore


    Schio
    Lunedì, a 24 ore dal sesto raduno nazionale dei reduci della Rsi, il questore Dario Rotondi è entrato nel mirino del circolo scledense di Rifondazione comunista. Esattamente come dodici mesi fa. Il segretario Gianmarco Anzolin ha attaccato ferocemente il questore, chiedendone le dimissioni. «Il Prc di Schio esprime il proprio sdegno per quanto accaduto domenica. Alex Cioni ed i suoi amici neofascisti hanno infranto il divieto di manifestare imposto loro dal Ministro dell'Interno ed ancora una volta hanno insultato la memoria storica di questa città, inneggiando al Duce in pieno centro». Ad Anzolin non importa che Continuità Ideale abbia semplicemente convenuto con la Questura una deposizione di fiori sul luogo dell'Eccidio, in ricordo delle 54 vittime. «Se il questore Rotondi non è in grado di fare rispettare un ordine proveniente dal Ministero dell'Interno vuol dire che farebbe bene a cambiare lavoro. Per il secondo anno consecutivo ne chiediamo le immediate dimissioni e questa volta le chiederemo nelle sedi istituzionali preposte. Nei prossimi giorni, con la nostra senatrice Tiziana Valpiana, chiederemo al Ministro dell'Interno di fare luce sulle motivazioni che hanno spinto il questore di Vicenza a lasciare che un centinaio di fascisti si spostassero, addirittura con il pullman e tanto di scorta, in pieno centro storico". Anzolin preannuncia vigilanza assoluta sul territorio per il prossimo anno. «Valutato il comportamento assunto dalle forze dell'ordine, dal prossimo anno torneremo a presidiare la nostra città dall'invasione di teste rasate. Sindaco e questore devono sapere che la prossima volta, se vorranno ancora garantire ai fascisti la sfilata davanti alle ex carceri, dovranno chiamare l'esercito».
    Il Gazzettino [/I]Vittorino Bernardi

  9. #19
    Alvise
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    Onore a tutti i combattenti della Repubblica Sociale Italiana.
    Gente immensamente più grande di me.

  10. #20
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    Predefinito lettera aperta

    Citazione Originariamente Scritto da scledum Visualizza Messaggio
    QUESTI SONO PROPRIO PAZZI...CHE SIANO INCAZZATI CON IL QUESTORE E' COMPRENSIBILE MA GIRARE IN QUESTO MODO LE CARTE IN TAVOLA..MAH!


    Schio: i neofascisti hanno manifestato nonostante il divieto
    (10 luglio 2007)

    Il PRC di Schio esprime il proprio sdegno per quanto accaduto ieri ( 8/7 per chi legge ) e per l’ennesima volta nella nostra città medaglia d’argento alla Resistenza. Alex Cioni ed i suoi amici neo-fascisti, e cioè coloro che vorrebbero ergersi a paladini della legalità, hanno infranto il divieto di manifestare imposto loro dal Ministro dell’Interno, e hanno insultato, ancora una volta, la memoria storica di questa città inneggiando al duce in pieno centro a Schio.

    Il PRC di Schio considera gravissimo il comportamento delle forze dell’ordine che non hanno fatto nulla per fare rispettare il divieto a manifestare e nulla per impedire che anche ieri si perpetrasse un reato quale è l’apologia del fascismo. Nei prossimi giorni, attraverso la Senatrice Tiziana Valpiana, chiederemo al Ministro dell’Interno di far luce sulle motivazioni che hanno spinto il Questore di Vicenza Dario Rotondi a lasciare che un centinaio di fascisti si spostassero, addirittura con il pullman, e con tanto di scorta, in pieno centro storico.

    Definiamo vergognosa la reazione del Sindaco di Schio che si è addirittura rallegrato del fatto che, a suo dire, ieri ( 8/7 per chi legge ) “si respirava un’ aria migliore rispetto a quella degli anni precedenti”. Dalla Via forse dimentica che l’apologia del fascismo è un reato che va contro non solo agli ideali della sinistra ma anche agli ideali della pure e semplice democrazia. Sempre usando le dichiarazioni rilasciate ai giornali dal Sindaco “Ieri è stato fatto un altro passo avanti” riteniamo che, se questo è il modo di reagire di un Sindaco di una città medaglia d’argento alla Resistenza, allora dobbiamo convenire con le Sue parole : domenica 8 luglio 2007 “è stato fatto un altro passo avanti” al fine di consegnare il governo di questa città in mano agli amici della destra “moderna e democratica” di Bressan e company.

    Inutile dire, visto il comportamento assunto dalle forze dell’ordine nella giornata di ieri, che dal prossimo anno in poi torneremo a presidiare la nostra città dall’annuale invasione di teste rasate . Il Sindaco ed il Questore devono però sapere già da oggi che la prossima volta, se vorranno ancora garantire ai fascisti la sfilata davanti alle ex carceri di Schio, dovranno chiamare l’esercito. Come PRC abbiamo voluto dare ancora una volta fiducia alle forze dell’ordine che ci avevano garantito che il divieto di manifestare sarebbe stato fatto rispettare. Se il questore Dario Rotondi non è in grado di fare rispettare un ordine proveniente dal Ministero dell’Interno vuol dire che farebbe bene a cambiare lavoro. Per il secondo anno consecutivo ne chiediamo le immediate dimissioni e questa volta le chiederemo nelle Sedi Istituzionali preposte.

    Gli eventi di ieri ci spingono a ritenere che per le forze dell’ordine esistono due pesi e due misure : quando a manifestare sono i compagni e le compagne volano i manganelli (si veda quanto emerso in questi giorni sulle giornate di Genova e non solo), quando a manifestare in presenza di un divieto sono i “camerati” gli si fa addirittura da scorta : è semplicemente vergognoso !

    Schio 09 luglio 2007

    Gianmarco Anzolin
    Segretario PRC SCHIO VI

    fonte: prcschio@libero.it
    WWW.BLOGGERS.IT/SCHIO -----------------------------------------------

    Oggetto: lettera aperta al direttore


    Caro direttore,

    non le ruberò molto spazio poiché le gratuite polemiche a margine della tradizionale cerimonia per ricordare le 54 vittime dell’eccidio di Schio, e con loro tutti i Caduti, civili e militari, della Repubblica Sociale Italiana, le voglio lasciare a chi vorrà farle, dato che da quello che sono riuscito a sapere gli agitatori del giorno dopo sembrano essere abbastanza numerosi.
    Mi limito a manifestare la soddisfazione della nostra organizzazione per essere riusciti a portare a termine ciò che ci eravamo prefissi, nonostante l’arroganza di una sinistra sempre più in rovina e caparbiamente incapace non solo di rivolgere lo sguardo avanti ma di parlare al paese reale, malgrado le continue azioni di disturbo dei parlamentari vicentini e nonostante gli assurdi e ingiusti divieti che ci sono stati imposti. Divieti, che per inciso, abbiamo rispettato.
    Diversamente da quanto scritto ieri dal segretario comunista scledense Gianmarco Anzolin la nostra presenza alle ex carceri è stata concordata assieme ai dirigenti della Questura.
    La sinistra non voleva il corteo e così è stato: per quale ragione quindi prendersela in questo modo con il Questore di Vicenza? Francamente non comprendo tutto questo nervosismo. La sinistra che oggi protesta contro le Forze dell’ordine accusandole di non essere in grado di fare il proprio lavoro, evidentemente non ricorda che in questi mesi di proteste contro la base Usa al Dal Molin hanno potuto fare di tutto o quasi. Non si contano le manifestazioni non autorizzate e le occupazioni abusive (vedi l’aeroporto o la Basilica Palladiana), per le quali la Questura ha voluto tenere una linea, mi passi il termine, “morbida”, tra l’altro criticata aspramente anche da molti esponenti del centro destra vicentino. Da tutta questa vicenda è impossibile non rilevare una curiosa e divertente convergenza che sta affiorando tra il sindaco di Vicenza Enrico Hullweck e il segretario comunista scledense. Tutti appassionatamente contro il Questore.
    Battute a parte, non si capisce la ragione per cui questa strategia di lavoro intrapresa dagli uomini di viale Mazzini, che tra l’altro ha salvaguardato l’ordine pubblico, avrebbe dovuto essere differente con la nostra parte politica. Forse quelli della sinistra ritengono giusto il classico metro di giudizio dei due pesi e delle due misure?
    Leggo la lettera di Anzolin e mi sforzo di trovare degli spunti nobili e politicamente legittimi, ma è così intrisa di banalità e di palesi contraddizioni che mi risulta impossibile trovarne uno. Non me ne vorrà il signor Anzolin, persona che tra l’altro stimo, ma questa sua lettera mi pare il classico intervento di chi non è in grado di accettare un confronto civile e democratico, rispettoso dell’interlocutore che ha di fronte.
    Ma è risaputo che la sinistra si è sempre ritenuta moralmente un gradino superiore a tutti gli altri perché a suo dire detentrice della verità assoluta.
    Chiudo queste poche righe sugli incresciosi fatti di domenica pomeriggio.
    Il signor Anzolin, proprio perché non è una persona stupida, nel suo intervento ha omesso di ricordare che una cinquantina di suoi compagni di Libera Zone (quelli a cui il sindaco Luigi Dalla Via concederà un centro sociale), hanno dato vita ad una manifestazione non autorizzata, esponendo addirittura uno striscione sul sagrato del Duomo che il sottoscritto si è limitato a togliere perché sospinto da un forte senso civico e di rispetto per ciò che rappresenta quell’edificio; vale a dire un luogo sacro che non può ogni anno essere violato da quattro manigoldi in ricerca di visibilità. L’hanno presa male, i pacifisti a corrente alternata, tanto da sentirsi giustificati ad aggredirmi fisicamente, anche se poi non sono riusciti nel loro intento solo grazie al solerte intervento delle Forze dell’ordine. Tra gli aggressori c’era il signor Francesco Pavin: un grande uomo di pace che proprio in questi giorni ha avuto ancora modo di recitare la parte del santarellino, tutto bandiere arcobaleno e propositi pacifisti. Ma lasciatemi raccontare un aneddoto. L’altra sera mentre guardavo un telegiornale locale che riportava la cronaca della conferenza stampa indetta al Presidio permanente sulla questione della pallottola recapitata alla Bottene, con mio vivo stupore ho notato aleggiare sulla sua crapa da disobbediente incallito una splendida aureola. Dio santo! Mi sono detto. Vuoi mica che lassù in questa epoca di crisi di vocazioni si sono messi a liquidare anche le patenti di santità?! Non nego che la cosa mi ha turbato notevolmente.
    Caro direttore, e concludo veramente, è mai possibile che dopo oltre 60 anni gli italiani che vogliono onorare i cosiddetti “vinti” non abbiano diritti neanche fossero gli ultimi clandestini sbarcati sulle coste di Lampedusa? E’ mai possibile?


    Alex Cioni
    PORTAVOCE DI CONTINUITÀ IDEALE

 

 
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