Si indubbiamente dal dopoguerra in poi i paesi occidentali hanno conosciuto un'espansione delle politiche sociali da parte dei rispettivi governi: a partire da johnson negli states, in inghilterra in seguito alla sconfitta elettorale di churchill, in italia negli anni in particolare negli anni del centro-sinistra.
Negli states i neocon accusavano Johnson di aver sposato le "affascinanti teorie" di sinistra uscite dalle università e che la cultura di sinistra avesse cominciato a dominare le univerisità, un approccio simile è avvenuto in europa solo che negli states la destra non è rimasta a guardare e ha cominciato a coltivare teorie alternative tramite fondazioni, istituti e organizzazioni tipo Heritage, Cato, Hudson, american enterprise ecc..
Quello che vedo negli states e che sembra mancare qui non stata e non è la crescente influenza della sinistra sull'azione di governo in ambito sociale (vera tanto qui quanto lì) ma il fatto che lì sia stata coltivata e alimentata anche una visione liberale (talvolta radicalmente liberale) cm qui non è affatto successo: un peso non irrilevante acquisito da un'intellighenzia liberale e liberista che ha avuto un ruolo non indifferente all'interno della società, influenzandola e conivolgendola positivamente attorno alle proprie idee, ruolo che è riuscita ad esercitare anche in ambito politico tutto sommato (in particolare nelle politiche economiche neo-liberiste): guai ad aumentare le tasse negli USA, guai a tagliar la spesa in europa è un detto abbastanza famoso..





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