COMUNICATO


Giunge notizia che le Direzioni Generali della Regione Lombardia - Istruzione e Formazione Lavoro - Famiglia e Solidarietà Sociale – Sanità stiano approntando una deliberazione quadro riguardante le figure socio sanitarie ed assistenziali: OSS ASA OTA.


Tale delibera quadro sostituirebbe tutte le deliberazione in atto dal 2000 ad oggi !

A sei anni dalla istituzione della figura degli OSS (ex delibera n° 5428 del 6/7/2001

“Individuazione della figura e del profilo professionale dell’operatore socio sanitario”)la scelta della Regione Lombardia di aggiornare le delibere precedentemente assunte è certamente positiva;

auspichiamo però, come è avvenuto per la prima deliberazione del 2001 , un coinvolgimento/consultazione di tutte le organizzazioni sindacali, collegi professionali e associazioni prima dell’ approvazione della giunta regionale.

Segnaliamo alcuni aspetti da approfondire.


La formazione degli OSS

Come noto dal 2000 in avanti, dopo un aspro dibattito sviluppatosi all’interno della professione infermieristica sulla natura giuridica del gestore dei corsi oss (ospedali o agenzie formative), la formazione del personale socio assistenziale è stata “appaltata” alle agenzie formative accreditate.

Coloro che sostenevano che dovevano far riferimento alle aziende pubbliche/private, alla luce di quanto è avvenuto , forse avevano ragione. Le carenze evidenziate e le criticità evidenziate riguardano l’organizzazione del tirocinio e l’identificazione dei reparti/strutture scuole, e la carenza di tutor motivati e preparati...


Agenzie formative

In Lombardia le agenzie formative abilitate alla formazione degli operatori socio sanitari nel 2000 erano 70 ( CFP..) attualmente sono oltre 210 (vedi elenco pubblicato sul sito della Regione Lombardia). Una entità numerica destinata ad aumentare.….!?!

Ciò significa che i corsi sono remunerativi per le agenzie e richiesti dalle persone che non possono permettersi di accedere al corso di laurea infermieristica vuoi per scarse possibilità economiche o per carenza di titolo di studio superiore.

Le persone che scelgono questi corsi sono particolarmente motivate e numerosi sono gli stranieri.


Una ulteriore valutazione riguarda chi, impropriamente ed indirettamente , orienta la domanda/offerta di queste figure pubblicizzando i corsi sui giornali gratuiti (LEGGO/CITY/METRO) ove si riporta che il corso verrà effettuato al raggiungimento dei numero di partecipanti e che verrà garantito il loro inserimento lavorativo.

Quanto sopra può essere attualmente positivo perché la richiesta di assistenza è eclatante, ma può produrre, nel tempo, effetti devastanti se gli operatori socio sanitari non vengono correttamente inseriti nei contesti lavorativi previsti dal loro profilo.


Gli operatori socio sanitari che hanno frequentato, in questi anni i corsi OSS sono oltre 30.000,

ma, inseriti secondo la qualifica posseduta, sono meno di un terzo.

La maggior parte di questi operatori lavora saltuariamente come ASA (nelle cooperative), altri come assistenti familiari o badanti (nelle famiglie), altri ancora lavorano in contesti lavorativi non socio assistenziali ne sanitari!!






Riqualificazione OTA/ASA in OSS .

Un primo obiettivo è stato raggiunto

E’ stata quasi portata a termine, in Regione Lombardia, la riqualificazione degli OTA/ASA in OSS e la maggior parte è stata inquadrata correttamente nel profilo e livello retributivo previsto dal contratto di lavoro. (Aziende Sanitarie/Case di cura)

“In questo caso si tratta non di assunzione ma di nuovo inquadramento.”

In negativo.. non è stato ancora risolto il problema inquadramento di queste figure nelle RSA e quasi insignificante è l’entità numerica dei concorsi o assunzioni a tempo determinato di nuovi OSS messi a concorso nelle strutture sanitarie pubbliche,

Quanto sopra è grave nonostante si parli da oltre 20 anni di

“Mansioni improprie degli infermieri!!!

A tutto oggi il progetto di trasferire il 40% delle mansioni improprie attualmente svolte dagli infermieri nelle strutture sanitarie ospedaliere , agli operatori socio sanitari, non è ancora decollato. Quanto sopra è incomprensibile considerato che sia la scolarità, il ruolo dell’infermiere italiano è ulteriormente mutato con l’approvazione del profilo che ne sancisce competenze, funzioni e responsabilità. Non ultimo l’acquisizione della dirigenza infermieristica che può essere l’anello portante di una grande qualificata riorganizzazione del lavoro.

Noi riteniamo che l’OSS adeguatamente qualificato , possa svolgere mansioni proprie dell’ex infermiere generico, se dirigenza infermieristica e infermieri è in grado di proporre una riorganizzazione del lavoro ove siano chiari e condivisi protocolli assistenziali e linee guida operative.

Nb. Chi ha vissuto il dibattito in atto negli anni 80 fra medici/infermieri, circa la delega agli infermieri di alcune attività, sa che tale scelta, contestata inizialmente da alcuni medici, è stata poi accettata da tutti e ha consentito ai medici di svolgere attività più gratificanti..

Valorizzazione economica della professionalità

L’avvio della sopraccitata riorganizzazione del lavoro ( infermieri/oss) consentirebbe, come già avviene in alcuni stati europei, anche un riequilibrio numerico infermieri/operatori sanitari oggi troppo favorevole agli infermieri in servizio negli enti pubblici ed accreditati.

E’ vero che rispetto ai dati europei, il rapporto infermieri/popolazione l’Italia è inferiore ad altri nazioni europee..ma, è pur vero che altre nazioni hanno oltre ad una qualificata presenza di infermieri in ospedali hanno anche una capillare e numerosa presenza di infermieri e dirigenti nelle case di riposo, nell’assistenza domiciliare territoriale e non!!!

( nota interessante ..nessun stato europeo ha in organico 1300 infermieri per 740 posti letto!!)

Nel contempo, a parità di bilancio economico dell’Ente verrebbe garantito un considerevole un aumento stipendiale adeguato alla professionalità degli attuali infermieri e.. anche una ulteriore gratificazione anche economica per gli OSS.

In aggiunta.. per garantire livelli stipendiali adeguati e valorizzazione professionale , può essere richiesta la detassazione degli straordinari effettuati per esigenze di servizio nel proprio ente.

Quanto sopra potrebbe contribuire ad arginare sia turni di lavoro dannosi per la salute ma anche il proliferare del doppio lavoro di infermieri che in talune realtà raggiunge anche il 30% degli totale degli addetti addetti.

Formazione complementare degli OSS

Confrontando alcune esperienze regionali relative all’operatore socio sanitario specializzato, le scriventi associazioni ritengono qualificante la scelta recepita in Lombardia con l’ approvazione nel piano socio sanitario regionale della norma che prevede l’attivazione di moduli specifici specializzanti per aree dell’operatore socio sanitario. E’ auspicabile che tali corsi vengano organizzati nelle strutture sanitarie e socio assistenziali aventi sede formative

Il Presidente AINM Il Presidente ASNOSS

Minelli Giuseppe Gusperti Luca