Sulla destra si sono sprecati innumerevoli libri e nessuno finora è riuscito a risolvere il problema di fondo: esiste "una" destra, declinata al singolare? Oppure si deve necessariamente parlare di "destre", al plurale? E non sarà che molte di queste destre non sono altro che delle sinistre di segno sbagliato? E ancora: chi vuole fare una rivoluzione da destra sta ancora a destra oppure finisce a sinistra? Il liberalismo è di destra? Il fascismo è di sinistra?
C'è chi il problema lo supera semplicemente accantonando la questione. Molti di coloro che si considerano di destra, almeno in Italia, lo fanno ormai per abitudine, perchè sono stati designati così dall'avversario più che per una consapevole identificazione personale.
Io sono diventato di destra per dispetto alla sinistra. Per anticonformismo. Questo mi ha portato ad apprezzare tantissime cose a vario titolo alternative al pensiero dominante. Ma non ho mai seguito un percorso "ortodosso" come altri che sono "nati" politicamente controrivoluzionari o fascisti e che in conseguenza di ciò hanno combattuto il giacobinismo o l'antifascismo. C'è chi partendo da una posizione ortodossa poi la supera abbracciando un'eresia o giungendo ad una sintesi. Accade spesso a destra che si tenti l'incontro col pensiero avversario: la rivoluzione conservatrice, la destra sociale, la sinistra nazionale sono tutti tentativi in tal senso. C'è chi dice che anche fascismo e nazionalsocialismo furono qualcosa di simile.
Anch'io sono stato sempre affascinato dall'idea di sintesi, ma non sono mai riuscito a guardare oltre la destra. Più modestamente ho sempre provato a mettere insieme, purtroppo non riuscendovi mai, le varie destre succedutesi nella storia. E questo non tanto per utilitarismo, della serie: stiamo tutti uniti perchè siamo in pochi, ma perchè ho sempre trovato in tutte le destre qualcosa che valesse la pena conservare. Non a caso, la qualifica che ho scelto di darmi, conservatore, è quella meno caratterizzante in senso ideologico.
Mi piace Burke, ma anche De Maistre. Hobbes, ma anche Nietzsche. Metternich, ma anche Bismarck. Amo i romantici, ma un po' anche i realisti. Sto con i vittoriani, ma anche con i junkers prussiani. Apprezzo qualcosa di Churchill e qualcosa anche di Mussolini. Mi piace Evola e Almirante. Bush e pure Buchanan... Sono di tendenza esterofilo, ma aspiro ad un conservatorismo squisitamente italiano. Che mostro sarà questa "mia" destra?
Riconosco le mie contraddizioni. E le difficoltà a destra di mettere insieme un pantheon onnicomprensivo, in quanto la competizione e la disistima è più accesa tra le destre che tra la destra e la sinistra. Nonostante ciò mi ostino a pensare che, al di là di ogni diversità, esista comunque un filo rosso che renda plausibile declinare il termine "destra" al singolare. Forse è solo un'illusione, forse è la conseguenza di una posizione, la mia, che pur tendendo all'ortodossia non lo è e difficilmente lo sarà mai.




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