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Discussione: Sa Battalla

  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Sa Battalla

    Il Sardegna, 30 giugno 2007

    La storia siamo noi
    Il 30 giugno del 1409 i Sardi furono sconfitti da Martino il Giovane: a sei secoli di distanza quel triste evento sarà ricordato domani negli stessi luoghi che furono teatro del conflitto.
    Di Francesca Mulas


    Un campo di Battalla era Sanluri


    Gli ultimi bagliori di indipendenza per i Sardi si spensero quasi seicento anni fa: era il 30 giugno del 1409. L’invasore si chiamava Martino il Giovane, guidava 8mila fanti e 3mila cavalieri e arrivava nell’Isola per prendersi definitivamente quanto sulla carta era già possesso della Spagna: il Regno di Sardegna e Corsica. Un ultimo, cruento scontro fu quello combattuto vicino a Sanluri, nel territorio che ancora oggi è chiamato Su Bruncu de sa Battalla: sangue e strepiti per i soldati isolani che furono trucidati a centinaia.

    A DISTANZA DI SEI SECOLI il triste evento verrà ricordato domani negli stessi luoghi che furono teatro del conflitto: Sa Battalla, suggestiva rievocazione storica nel territorio di Sanluri, metterà in scena la battaglia combattuta tra l’esercito aragonese e quello del Giudicato di Arborea, ovvero l’ultimo fronte della resistenza sarda. Sa Battalla di Sanluri è organizzata da Comune e Pro Loco in collaborazione con associazioni culturali, compagnie di arcieri e cavalieri, cori polifonici, studiosi e docenti da tutta l’isola. La giornata di domani è solo la conclusione di una settimana dedicata al medioevo sardo: mostre, incontri e dibattiti su arte e storia, appuntamenti con musiche antiche, canto e gastronomia oltre che rappresentazioni e spettacoli hanno caratterizzato la sesta edizione dell’evento ospitato tra Sanluri e Las Plassas. Questa mattina diverse corporazioni si sfideranno per un torneo d’arco itinerante, a cura della Compagnia di Armi Medievali di Sanluri e della Lega di Arcieri; dalle 18 la Corporazione Arcieri Giudikales e Memoria Milites daranno vita a un suggestivo spettacolo medievale, in piazza Castello, a cui seguirà l’insediamento del Consiglio Comunale nella sala convegni dell’Ex Montegranatico; in conclusione della serata, i tornei medievali a cura della Corporazione degli Arcieri Storici della Sardegna. Domani, dalle 18, centinaia di cavalieri, arcieri e soldati in armi daranno vita alla rievocazione della giornata che sancì la fine del sogno di libertà per i Sardi, e l’inizio di un lungo dominio spagnolo nell’isola: lo scontro tra l’esercito aragonese, guidato da Martino, e quello arborense condotto da Guglielmo III di Narbona. Faranno da sfondo la collina di Su Bruncu de Sa Battalla, a pochi chilometri dal paese, la località s’Occidroxiu, dove parte dei sardi in ritirata furono letteralmente massacrati, il borgo medievale e il Castello, ultimo baluardo del potere giudicale, che fu espugnato e cadde in mano allo straniero.

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  2. #2
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito L’unione Sarda, 9 Giugno 2007

    Una rilettura di Sa Battalla

    Nella storia sarda ci sono anche vittorie


    DI SALVATORE CUBEDDU

    Se a fine di giugno osservi i fanti ed i cavalieri rievocare Sa Battalla di Sanluri, non ti basta stare in prima fila.
    Non desideri solo uno spettacolo da vedere, vuoi capire, pretendi che i fatti contengano dei significati.
    Perché ricordare le migliaia di sardi massacrati a S’Occidroxiu nel 1409? E perché oggi migliaia di persone dovrebbero subire il sole cocente de Su Bruncu ed altrettante stiparsi intorno al castello? Per imparare a non perdere, ad esempio. O per studiare le precedenti vittorie dell’Arborea. Ma, soprattutto, per darsi ragione del prima e del dopo, degli atti che portarono a quel luogo e di quelli che rimandano ad altri luoghi.
    Insomma, abbiamo bisogno di conoscere la storia.

    La storia è la memoria condivisa di ogni comunità.
    Pare sia frequente sulle labbra e nella penna degli studiosi catalani che la lunga guerra (1355–1410) per riprendersi la Sardegna sia stata per la Catalogna e l’Aragona un vero e proprio Vietnam! Molto peggio che una battaglia perduta, lasciarono in terra sarda, con la morte del giovane re Martino a Cagliari, la loro dinastia regnante. Non c’è famiglia aristocratica di quel regno che non abbia perso un figlio, un padre, un fratello. Allora in tutta l’Isola vincevano le truppe di Mariano IV d’Arborea.

    La storia è la più politica delle scienze. Soprattutto, tramite il lavoro, la legislazione, l’arte e le opere della cultura forma il sentimento di sé dei popoli. Costruisce l’immagine collettiva degli aggregati umani, dice di come siamo nati e da dove veniamo, fonda il percorso culturale di ciò che siamo. La storia delle vittorie crea sicurezza e dignità.

    Dopo Sanluri in Sardegna prevalse il feudalesimo, fuori tempo e fuori misura. Si affermava qui, mentre nel continente italiano si estingueva. Allungava le miserie successive alla sconfitta.
    La classe dirigente comandava dall’esterno o viveva chiusa in castelli lungo la costa (Casteddu: di Cagliari, di Bosa, Aragonese, di Alghero). Solo Oristano, Sassari ed Iglesias offrivano qualche segno di città ad un’Isola tornata villaggio e campagna.
    Un’immagine di noi stessi che non ci piaceva conduceva all’oblio della memoria, alla sua distorsione. Ci hanno portato a vergognarci e a dimenticarci della nostra storia. Tutti hanno i loro luoghi della strage (S’Occidroxiu) ed i luoghi maledetti (Campu Castigau, Macomer). Dove, di tanti soldati, non è rimasto neanche un nome.

    La cultura è la memoria non ereditaria della comunità.
    Riandare al passato per riflettere sul presente rappresenta il dono che ogni generazione lascia a chi le succede. Ma non sempre tutto è facile o scontato nel racconto del tempo passato. Non tutte le terre, non tutti i popoli trovano riconoscimento.
    Distruggere una memoria significa distruggere un popolo.
    Perciò intorno alla memoria si scatenano le lotte più dure.
    Difenderla è la condizione per esistere.

    Ogni manifestazione ben pensata tende a farsi tradizione. Come quella della battalla di Sanluri.
    Anche se si sa come finisce, la si vuol continuare a raccontare. Non a caso resta vivo il rimpianto per la rievocazione di sa die de sa Sardigna a Cagliari. Anche perché, se nella prima vinse il feudalesimo, nel secondo iniziammo a liberarcene.
    Uno dei giorni in cui vincemmo noi!

  3. #3
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito

    Tratto da:


    "IL re di Sicilia venne sepolto nel transetto sinistro della Cattedrale di Castell de Càller, dove ancora oggi fa bella mostra il suo grandioso ma lugubre mausoleo".


    Mausoleo di Martino il Giovane Re di Sicilia infante di Aragona
    - Cattedrale di Cagliari 1676/1680 -

    Monumento in marmo policromo commissionato dal Viceré spagnolo "Antonio de los Veles" allo scultore genovese "Giulio Aprile". Venne collocato nel transetto sinistro allo scopo di contenere le spoglie del sovrano di Sicilia e infante d’Aragona Martino il Giovane.

    La sua morte, fu una vera tragedia per la sua famiglia e per il suo popolo, perché con lui ultimo Infante del casato dei conti di Barcellona, si spegneva la catalanità dei re d’Aragona e di conseguenza si esauriva la forza vitale della grande confederazione iberica, che settant’anni dopo (1479) tramite Ferdinando II il Cattolico, del casato Castigliano dei Trastamara, perdeva la sua sovranità e la sua identità nazionale, sino a diventare un’entità subordinata della corona di Spagna).
    "F.C.Casula".


    Da http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedr...ria_a_Cagliari

    L'autore del mausoleo, ispirato al barocco ligure-piemontese, è Giulio Aprile, che vi lavorò dal 1676 al 1680, anno in cui venne inaugurato il mausoleo (ma la salma di Martino vi fu collocata solo nel 1689).
    In basso vi sono 4 statue di guerrieri e due angeli che sostengono uno scudo, al centro lo stemma dei re d'Aragona e un'iscrizione che riporta la data della sua morte, in alto, tra due statue di leoni, l'urna contenente il corpo di Martino e la statua del re, della Morte, della Giustizia e della Fede.

  4. #4
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    Predefinito Provocazione?

    Il “lugubre Mausoleo” che accoglie le spoglie di Martino II d'Aragona “il Giovane”, fu innalzato oltre due secoli e mezzo dopo la morte del principe, nella Cattedrale di Santa Maria a Cagliari, durante la dominazione spagnola.

    Qual’è il senso attuale della presenza in Sardegna dei resti di Martino il Giovane?
    Non potrebbe essere un significativo gesto simbolico, storico-politico, restituirne le spoglie alla Nazione catalana?

    Tra due anni, ne saranno trascorsi esattamente 600 da quella sanguinosa battalla: quale migliore occasione per rievocare, assieme ai catalani, le vicende che ci videro contrapposti, riconoscendoci oggi come “Nazioni senza Stato”, e riconsegnando loro le spoglie dell’Infante dei conti di Barcellona?


    PS: lo so, il caldo fa brutti scherzi.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Su Componidori Visualizza Messaggio
    Il “lugubre Mausoleo” che accoglie le spoglie di Martino II d'Aragona “il Giovane”, fu innalzato oltre due secoli e mezzo dopo la morte del principe, nella Cattedrale di Santa Maria a Cagliari, durante la dominazione spagnola.

    Qual’è il senso attuale della presenza in Sardegna dei resti di Martino il Giovane?
    Non potrebbe essere un significativo gesto simbolico, storico-politico, restituirne le spoglie alla Nazione catalana?

    Tra due anni, ne saranno trascorsi esattamente 600 da quella sanguinosa battalla: quale migliore occasione per rievocare, assieme ai catalani, le vicende che ci videro contrapposti, riconoscendoci oggi come “Nazioni senza Stato”, e riconsegnando loro le spoglie dell’Infante dei conti di Barcellona?


    PS: lo so, il caldo fa brutti scherzi.
    Caro Componidori, anche la Storia fa brutti scherzi.
    Non possiamo rimescolare morti e monumenti, continuamente.
    Di quella battalla c'è ancora molto da scrivere e non capito bene se abbiamo vinto o se abbiamo perso.
    Saluti

    Dopo Sanluri in Sardegna prevalse il feudalesimo, fuori tempo e fuori misura. Si affermava qui, mentre nel continente italiano si estingueva. Allungava le miserie successive alla sconfitta.
    Resta ancora da stabilire se il feudalesimo è stato un bene o un male per la Sardegna e se i giudicati non fossero una forma diversa di feudalesimo ancora più antico. Resta ancora da stabilire se furono un bene o un male le città regie.
    Resta ancora da stabilire se i rapporti con la Spagna siano stati meglio o peggio, allora, rispetto all'isolazionismo (anche culturale) dei giudicati, eredità bizantina.
    Ancora saluti.

  6. #6
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    mah, non si lu aiana picatu s'infante?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da studente Visualizza Messaggio
    Caro Componidori, anche la Storia fa brutti scherzi.
    Non possiamo rimescolare morti e monumenti, continuamente.
    Di quella battalla c'è ancora molto da scrivere e non capito bene se abbiamo vinto o se abbiamo perso.
    Saluti

    Dopo Sanluri in Sardegna prevalse il feudalesimo, fuori tempo e fuori misura. Si affermava qui, mentre nel continente italiano si estingueva. Allungava le miserie successive alla sconfitta.
    Resta ancora da stabilire se il feudalesimo è stato un bene o un male per la Sardegna e se i giudicati non fossero una forma diversa di feudalesimo ancora più antico. Resta ancora da stabilire se furono un bene o un male le città regie.
    Resta ancora da stabilire se i rapporti con la Spagna siano stati meglio o peggio, allora, rispetto all'isolazionismo (anche culturale) dei giudicati, eredità bizantina.
    Ancora saluti.
    mah! jon (no isco comente si iscriet) Day s'istoricu, narat chi sutta sos ispagnolos amus connottu su declino de cada manera, mi paret chi sa popolazione si est abbassata de metta

  8. #8
    w i punkillonis
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    Citazione Originariamente Scritto da juanna maria Visualizza Messaggio
    mah! jon (no isco comente si iscriet) Day s'istoricu, narat chi sutta sos ispagnolos amus connottu su declino de cada manera, mi paret chi sa popolazione si est abbassata de metta
    dhu naran tottus, solu chi isse est galu studente...

  9. #9
    Forumista assiduo
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    Citazione Originariamente Scritto da Lutzianu Visualizza Messaggio
    dhu naran tottus, solu chi isse est galu studente...

    istudente? mi paret chi est mortu

  10. #10
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Citazione Originariamente Scritto da studente Visualizza Messaggio
    Resta ancora da stabilire se i rapporti con la Spagna siano stati meglio o peggio, allora, rispetto all'isolazionismo (anche culturale) dei giudicati, eredità bizantina.
    Carissimo,
    mi risulta che l’età giudicale fosse tuttaltro che isolazionista, soprattutto culturalmente.
    Come interpretare il fiorire, ad esempio, dell’architettura romanica, talvolta con influenze “italiche” fino ad evolversi in un “romanico sardo”; senza dimenticare castelli, torri, e l'edilizia civile: certo di tutto ciò non vi è la benché minima traccia nei testi scolastici di Storia dell’Arte.
    Ma gli esempi si possono allargare a diversi ambiti, in particolare quello giuridico…

 

 
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