
Originariamente Scritto da
Florian
Io non sto nè con Berlusconi nè con Fini. E nemmeno con Tremonti, Bossi o Formigoni, Quagliariello o Gasparri. Io sto con Gennaro Malgieri.
Seguo Gennaro Malgieri da quando scriveva per L'Italia Settimanale, vale a dire il '94. Poi ho continuato a leggerlo sulla rivista da lui diretta Percorsi, grazie alla quale si è iniziato a promuovere in Italia il pensiero conservatore. Malgieri, ex direttore del Secolo, è uno dei pochi uomini della vecchia AN a tenere sempre di gran conto la cultura. A lui si deve la compilazione di una raccolta di biografie unica per l'Italia dal titolo: "Conservatori. Da Edmund Burke a Russell Kirk" (ed. Il Minotauro).
Qualche tempo fa, quando si stava formando il PDL, l'intellettuale nazionalconservatore fu indeciso fino all'ultimo se aderirvi o meno. Lasciò alle agenzie questa dichiarazione:
«Non so se aderirò. Non ho deciso. Deciderò se aderire o meno una volta che avrò letto lo statuto. Il Pdl rischia trovare come unico collante la subalternità ad un berlusconismo inteso come assimilazione delle differenze, in
un indistinto contenitore in cui non è emersa la sintesi tra diverse identità».
Infatti il PDL nasce sul Predellino con AN marginale e l'UDC fuori di un Superpartito che ormai ha l'unico collante nel berlusconismo e che mantiene con la Lega il suo asse privilegiato. Malgieri invece si era speso per un partito che rappresentasse in pieno i sentimenti e la cultura di tutto il centrodestra italiano.
Oggi Malgieri è un parlamentare del PDL, ma il suo nome compare tra i famigerati 46 della "pattuglia finiana". Eppure Malgieri non scrive per FareFuturo, nè per il Secolo della Perina. Resta un conservatore. Qualcosa vorrà pur significare...
