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Discussione: Mitridate VI

  1. #1
    Ronaldinho
    Ospite

    Predefinito Mitridate VI

    Ogni giorno che passa ci viene scippato un pezzettino di libertà e non ci facciamo nemmeno più caso. E’ una mitridatizzazione per sottrazione: Mitridate VI, re del Ponto, sorbiva un sorso di veleno al giorno per immunizzarsi contro eventuali avvelenatori. A noi viene tolto, un po’ alla volta, il diritto all’informazione. Sabato la notizia, enorme, della condanna definitiva di Previti e del giudice Metta sulla sentenza comprata che regalò la Mondadori a Berlusconi stazionava a pagina 20 del Corriere, a pagina 16 del Messaggero, addirittura fra le brevi a pagina 13 della Stampa. Per vedere il processo Mondadori in prima pagina, la Cassazione avrebbe dovuto assolvere tutti. Allora sì l’avrebbero saputo tutti. L’altro giorno Piero Ricca, il barbuto rompipalle che va a contestare, carte alla mano, i politici di destra e di sinistra, s’è visto notificare dalla Guardia di finanza il sequestro preventivo del suo blog www.pieroricca.org su disposizione del pm romano Giuseppe Saieva e del gip Cecilia Demma. Che faceva, Ricca, sul blog ora bloccato? Organizzava truffe telematiche? No, altrimenti l’avrebbero già invitato in tv o l’avrebbero già candidato al Parlamento. Lui invece pubblicava notizie scomode e videoclip delle sue scorribande alle calcagna dei politici in fuga. Lesa maestà. Il sequestro nasce dalla querela sporta contro di lui da Emilio Fede (Fede che querela qualcuno: un ossimoro), per avergli osato chiedere notizie sulle sentenze della Corte costituzionale che impongono il trasloco su satellite di una rete Fininvest-Mediaset, anche perché nel 1999 Rete4 ha perso la concessione per trasmettere su terrestre e Europa7 l’ha vinta ma attende da allora che Rete4 liberi le frequenze su cui trasmette in proroga, cioè fuorilegge rispetto ai dettami della Consulta. Fede, comprensibilmente sgomento alle parole “legge”, “sentenza” e “Costituzione”, ha dato a Piero dell’imbecille. Poi, mancandogli la parola, gli ha sputato contro (il video è disponibile su youtube). In un paese serio, dovendo proprio sequestrare qualcosa, non si procederebbe contro il blog di Ricca, ma contro Rete4 (o magari contro la Mondadori, che da venerdì è ufficialmente provento di reato). E, visto che Fede usa da sempre il Tg4 per insultare i nemici del padrone, se il blog di Ricca va sequestrato per evitare la reiterazione del presunto reato di diffamazione, figuratevi un po’ che dovrebbe esserne del Tg4. In tutto l’orbe terracqueo, il sequestro di un sito internet susciterebbe enorme scandalo. Da noi la notizia è, al massimo, una “breve”, una curiosità affogata fra mille altre. Chi non ha padrini politici, e peggio ancora si comporta da cittadino esercitando fino in fondo i propri diritti, non esiste. A proposito di cittadini: Daniele Luttazzi torna finalmente in tv. Ma non sulla Rai, dalla quale era stato cacciato sei anni fa per ordine di Bellachioma, anzi prim’ancora che questi l’ordinasse. Torna su La7. Alla Rai non riesce a tornare nemmeno Oliviero Beha, che ha dalla sua un contratto a tempo indeterminato (sistematicamente violato dall’azienda) e una sentenza ormai esecutiva del Tribunale del lavoro (regolarmente calpestata dall’azienda). Ora perciò porterà in tribunale il Cda per i reati di inottemperanza a provvedimento del giudice e abuso d’ufficio. L’altro giorno, da un’intervista mai smentita di Gianpiero Fiorani, ha appreso che costui sarebbe in trattative col cosiddetto “servizio pubblico” per un programma su Rai2 “dalla parte dei consumatori”. Il banchiere ladro, già detenuto nonché indagato in una mezza dozzina di Procure della Repubblica, diventerebbe una sorta di difensore civico contro le truffe bancarie, dall’alto della sua formidabile esperienza nel ramo. Beha, che prima dell’ epurazione conduceva un seguitissimo programma radiofonico, si propone di affiancarlo: “Pur avendo due biografie molto diverse, non essendo per esempio io mai stato in galera almeno finora, credo potremmo integrarci benissimo nella conduzione. Non mi sfugge neppure la grande valenza televisiva di uno come Fiorani che, stando a cronache nere e rosa, bacia da Dio, dall’ex governatore Fazio alla figlia di Ornella Muti. Le premesse per un bel sevizio al pubblico ci sarebbero tutte”. Pur con tutto l’affetto che portiamo a Oliviero, ci permettiamo di dubitare della fattibilità dell’operazione: in un paese dove si fa carriera per meriti penali e dove San Vittore è meglio della Scuola di Atene, Beha è privo di curriculum. Vada a rubare come tutti gli altri, poi se ne riparla.

    M.T.

  2. #2
    Ronaldinho
    Ospite

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  3. #3
    Ronaldinho
    Ospite

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    La sentenza del 1991 che annullò il lodo Mondadori e consegnò il primo gruppo editoriale italiano a Silvio Berlusconi, sfilandolo a Carlo De Benedetti, era comprata. L’acquirente si chiama Cesare Previti, che agiva per conto del Cavaliere e con denaro della Fininvest, beneficiaria finale del mercimonio criminale. Questo, tradotto in italiano, significa la condanna definitiva emessa l'altroieri dalla Cassazione a carico degli avvocati Fininvest Cesare Previti (che ieri è tornato agli arresti domiciliari nella residenza di piazza Farnese), Attilio Pacifico e Giovanni Acampora e del giudice Vittorio Metta.

    DA 17 ANNI, dunque, Berlusconi - soi disant «uomo che s’è fatto da sé» - possiede abusivamente una casa editrice, con i suoi libri e i suoi settimanali (tra i quali Panorama e il defunto Epoca), che ha utilizzato finanziariamente per accumulare utili e politicamente, prima per sostenere i suoi padrini (Craxi in primis), poi per costruire il consenso necessario alla sua «discesa in campo», ai suoi due governi e alle sue quattro campagne elettorali. Ancora l’altroieri il sito di Panorama ha diramato, in violazione del segreto investigativo, la notizia della presunta iscrizione sul registro degli indagati di Romano Prodi da parte della Procura di Catanzaro: ma Panorama, senza la sentenza comprata del 1991, non apparterrebbe a Berlusconi. Visto lo spazio lillipuziano riservato dai media “indipendenti” a un verdetto così clamoroso (nemmeno un accenno sulla prime pagine di Corriere della sera, Messaggero e Stampa, per non parlare del Giornale), è il caso di riepilogare la storia di quella sentenza comprata.


    IL LODO. Nel 1988 Berlusconi, che già da tempo ha messo un piede nella casa editrice rilevando le azioni di Leonardo Mondadori, annuncia: «Non voglio restare sul sedile posteriore». De Benedetti, che controlla il pacchetto di maggioranza, resiste all’assalto e si accorda con la famiglia Formenton, erede di Arnoldo, che s’impegna a vendergli il suo pacchetto azionario entro il 30 gennaio ‘91. Ma gli eredi cambiano idea e, nel novembre ‘89, fanno blocco con Berlusconi che, il 25 gennaio 1990, si insedia alla presidenza della casa editrice. Oltre a tre tv e al Giornale, dunque, il Cavaliere s’impossessa del gruppo editoriale che controlla Repubblica, Panorama, Espresso, Epoca e i 15 giornali locali Finegil, spostandolo dal campo anticraxiano a quello filocraxiano. La “guerra di Segrate”, per unanime decisione dei contendenti, finisce dinanzi a un collegio di tre arbitri, scelti da De Benedetti, dai Formenton e dalla Cassazione. Il lodo arbitrale, il 20 giugno ‘90, dà ragione a De Benedetti. Il suo patto con i Formenton resta valido, le azioni Mondadori devono tornare all’Ingegnere. Berlusconi lascia la presidenza, arrivano i manager della Cir debenedettiana: Carlo Caracciolo, Antonio Coppi e Corrado Passera. Ma il Cavaliere rovescia il tavolo e, insieme ai Formenton, impugna il lodo alla Corte d’appello di Roma. Se ne occupa la I sezione civile, presieduta da Arnaldo Valente (secondo Stefania Ariosto, frequentatore di casa Previti). Giudice relatore ed estensore della sentenza: Vittorio Metta, anch’egli intimo di Previti. La camera di consiglio si chiude il 14 gennaio ‘91. Dieci giorni dopo, il 24, la sentenza viene resa pubblica: annullato il Lodo, la Mondadori torna per sempre a Berlusconi. L’Ingegnere lo sapeva già: un mese prima il presidente della Consob, l’andreottiano Bruno Pazzi, aveva preannunciato la sconfitta al suo legale Vittorio Ripa di Meana. «Correva voce - testimonierà De Benedetti - che la sentenza era stata scritta a macchina nello studio dell’avvocato Acampora ed era costata 10 miliardi... Fu allora che sentii per la prima volta il nome di Cesare Previti, come persona vicina a Berlusconi e notoriamente molto introdotta negli uffici giudiziari romani». Nonostante il trionfo, comunque, Berlusconi non riesce a portare a casa l’intera torta. I direttori e molti giornalisti di Repubblica, Espresso e Panorama si ribellano ai nuovi padroni. Giulio Andreotti, allarmato dallo strapotere di Craxi sull’editoria, impone una transazione nell’ufficio del suo amico Giuseppe Ciarrapico: Repubblica, Espresso e i giornali Finegil tornano al gruppo Caracciolo-De Benedetti; Panorama, Epoca e il resto della Mondadori rimangono alla Fininvest.

    I SOLDI. Indagando dal 1995 sulle rivelazioni di Stefania Ariosto sulle mazzette di Previti ad alcuni giudici romani, il pool di Milano scopre il fiume di denaro che dalla Fininvest affluì sui conti esteri degli avvocati della Fininvest e da questi, in contanti, nelle mani del giudice Metta. Il 14 febbraio ‘91 dalle casse della All Iberian parte un bonifico di 2.732.868 dollari (3 miliardi di lire) al conto Mercier di Previti. Da questo, il 26 febbraio, altro bonifico di 1 miliardo e mezzo (metà della provvista) al conto Careliza Trade di Acampora. Questi il 1° ottobre bonifica 425 milioni a Previti, che li dirotta in due tranche (11 e 16 ottobre) sul conto Pavoncella di Pacifico. Il quale preleva 400 milioni in contanti il 15 e il 17 ottobre, e li fa recapitare in Italia a un misterioso destinatario: secondo l’accusa, è Vittorio Metta. Il giudice, nei mesi successivi, fa diverse spese (tra cui l’acquisto e la ristrutturazione di un appartamento per la figlia Sabrina e l’acquisto di una nuova auto Bmw) soprattutto con denaro contante di provenienza imprecisata (circa 400 milioni). Poi si dimette dalla magistratura, diventa avvocato e va a lavorare con la figlia Sabrina nello studio Previti. A proposito di quei 3 miliardi Fininvest, Previti parla di «tranquillissime parcelle», ma non riesce a documentare nemmeno uno straccio di incarico professionale in quel periodo. Mentono anche Pacifico e Acampora. E così Metta che, sulla provenienza dell’improvvisa, abbondante liquidità (per esempio, un’eredità), viene regolarmente smentito dai fatti. Poi giura di aver conosciuto Previti solo nel ‘94, ma mente ancora: i pm Boccassini e Colombo scoprono telefonate fra i due già nel 1992-93. Poi ci sono le modalità a dir poco stravaganti della sentenza Mondadori: dai registri della Corte d’appello emerge che Metta depositò la motivazione (168 pagine) il 15 gennaio ’91: il giorno dopo della camera di consiglio. Un’impresa mai riuscita a un giudice, né tantomeno a lui, che impiegava 2-3 mesi per sentenze molto più brevi. Evidente che quella era stata scritta prima che la Corte decidesse.

    IL PROCESSO. Nel 1999 il pool chiede il rinvio a giudizio per Berlusconi, Previti, Metta, Acampora, Pacifico. Nel 2000 il gup li proscioglie tutti con formula dubitativa (comma 2 art. 530 cpp). Ma nel 2001 la Corte d’appello, accogliendo il ricorso della Procura, li rinvia a giudizio, tranne Berlusconi, appena tornato a Palazzo Chigi e salvato dalla prescrizione: a lui i giudici accordano le attenuanti generiche. Perché a lui sí e agli altri no? Per «le attuali condizioni di vita individuale e sociale il cui oggettivo di per sé giustifica l’applicazione» delle attenuanti. La Cassazione conferma: il Cavaliere non è innocente, anzi è «ragionevole» e «logico» che il mandante della tangente a Metta fosse proprio lui. Ma un semplice fatto tecnico come le attenuanti prevalenti «per la condotta di vita successiva all’ipotizzato delitto». Anziché rinunciare alle generiche per essere assolto nel merito, Berlusconi prende e porta a casa. E fa bene: gli altri coimputati, senza le attenuanti, saranno tutti condannati. In primo grado, nel 2003, Metta si prende 13 anni, Previti e Pacifico 11 anni sia per Mondadori sia per Imi-Sir, e Acampora (per la sola Mondadori) 5 anni e 6 mesi. Nel 2005, in appello, tutti condannati per Imi-Sir e tutti assolti (sempre col comma 2 dell’art. 530) per Mondadori. Ma nel 2006 la Cassazione annulla le assoluzioni e ordina alla Corte d’appello di condannare anche per Mondadori. La qual cosa accade nel febbraio 2007: Previti, Pacifico e Acampora si vedono aumentare la pena di un altro anno e 6 mesi e Metta di 1 anno e 9 mesi, in «continuazione» con le condanne ormai definitive per Imi-Sir. Scrivono i giudici che la sentenza Mondadori fu «stilata prima della camera di consiglio», «dattiloscritta presso terzi estranei sconosciuti» e al di «fuori degli ambienti istituzionali». Tant’è che al processo ne sono emerse «copie diverse dall’originale». Berlusconi era all’oscuro dell’attività corruttiva del suo avvocato-faccendiere (che ufficialmente non difendeva la Fininvest nella causa, seguita dagli avvocati Mezzanotte Vaccarella e Dotti)? Nemmeno per sogno: il Cavaliere - scrivono i giudici - aveva «la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio». Del resto, «la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore», cioè di Berlusconi. E «l’episodio delittuoso si svolse all’interno della cosiddetta “guerra di Segrate”, combattuta per il controllo di noti ed influenti mezzi di informazione; e si deve tener conto dei conseguenti interessi in gioco, rilevanti non solo sotto un profilo meramente economico, comunque ingente, ma anche sotto quello prettamente sociale della proprietà e dell’acquisizione dei mezzi di informazione di tale diffusione». La Corte riconosce infine alla parte civile Cir di De Benedetti il diritto ai danni morali e patrimoniali, da quantificare in separata sede civile: «tanto il danno emergente quanto il lucro cessante, sotto una molteplicità di profili relativi non solo ai costi effettivi di cessione della Mondadori, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli azionari». Ora che la sentenza è definitiva, e che Previti si è visto revocare l’affidamento ai servizi sociali per il “regime” dei domiciliari (e potrebbe decadere anche a breve il suo mandato parlamentare), la Cir con gli avvocati Pisapia e Rubini chiederà 1 miliardo di euro di danni. In pratica, 17 anni dopo, la restituzione del maltolto. Chissà se il Cavalier Prescritto li farà pagare ai condannati, o se metterà mano al portafogli. Nella prima ipotesi, qualcuno potrebbe innervosirsi e ricordarsi qualcosa. Magari raccontando chi gli chiese di comprare la sentenza Mondadori.

    M.T.

  4. #4
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    Insomma, i Formenton si erano impegnati a vendere la Mondadori a De Benedetti proprio come Prodi per conto dello Stato si era impegnato a vendere la SME a De Benedetti: sia i Formenton che lo Stato ci hanno ripensato.

    Una cosa non è chiera: ma chi dice che la Corte d'Appello non avrebbe comunque ribaltato il lodo? Non andrebbe rifatto il processo alla corte d'appello prima di dire che la Mondadori è stata scippata a De benedetti?

    E comunque meglio così per il pluralismo: la CIR avrebbe avuto in mano tutta l'informazione, così invece se la sono spartita.

  5. #5
    Ronaldinho
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    Insomma, i Formenton si erano impegnati a vendere la Mondadori a De Benedetti proprio come Prodi per conto dello Stato si era impegnato a vendere la SME a De Benedetti: sia i Formenton che lo Stato ci hanno ripensato.

    Una cosa non è chiera: ma chi dice che la Corte d'Appello non avrebbe comunque ribaltato il lodo? Non andrebbe rifatto il processo alla corte d'appello prima di dire che la Mondadori è stata scippata a De benedetti?

    E comunque meglio così per il pluralismo: la CIR avrebbe avuto in mano tutta l'informazione, così invece se la sono spartita.

    Ah ecco, ma poi non lamentatevi se quelli di csx si ritengono superiori: inneggiate alla corruzione e pretendete di ritenervi meritevoli di rispetto?

    vedete che voi stessi dite che la corruzione e' cosa buona? e allora, come pretendete che non vi si giudichi male?

    Il processo toghe sporche e' stato fatto in I grado (condanna) , in Appello e in Cassazione e' stata prima bocciata una sentenza di appello (la Cassazione ha detto : ma come avvete potuto assolvere con queste prove?) , quindi e' stato rifatto il processo di Appello e la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna.

    Se lei riesce a spiegarmi come fosse possibile che la sentenza di 168 pagine di attribuzione del Lodo Mondadori, che e' risultata non essere stata scritta in Tribunale, e' stata depositata in meno di 24 ore (contro tempi di oltre 60 giorni per sentenze di 9 pagine dello stesso Metta) e disponibile in diverse versioni presso gli avvocati dei beneficiari...

    la corruzione e' corruzione eh, non 'e' ragionamento di politica editoriale o piu' generale che tenga o la possa giustificare, sempre che si creda nel libero mercato e non nei metodi mafiosi.
    E si ricordi che "lo Stato", in realta' era Bettino Craxi (non confondiamo) a sua volta beneficiario di fondi Fininvest.

    Berluconi entro' in Mondadori e disse di non voler stare seduto nel sedile posteriore e pur di passare alla guida fece corrompere il giudice Metta.


    Berlusconi e' proprietario, abusivo, della Mondadori e la Mondadori e' provento di reato corruttivo.Questi sono i fatti.
    P.S.:
    L'"informazione spartita" lei dice (ahahaha, si la fininvest e' di De Benedetti in effetti: una spartizione davvero equa).
    il suo modo di ragionare e' un po' stile pollo di trilussa.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronaldinho Visualizza Messaggio
    Ah ecco, ma poi non lamentatevi se quelli di csx si ritengono superiori: inneggiate alla corruzione e pretendete di ritenervi meritevoli di rispetto?

    vedete che voi stessi dite che la corruzione e' cosa buona? e allora, come pretendete che non vi si giudichi male?
    Dov'è che ho scritto che la corruzione è cosa buona? Caro Antonio, non sarà forse il caso di consultare qualche tuo collega?

    Citazione Originariamente Scritto da Ronaldinho Visualizza Messaggio
    Berlusconi entro' in Mondadori e disse di non voler stare seduto nel sedile posteriore e pur di passare alla guida fece corrompere il giudice Metta.
    Si è messo d'accordo con i Formenton e l'ha regolarmente pagata (più di quanto avrebbe fatto De Benedetti, esattamente quanto accaduto con la SME). C'è stato un lodo che ha dato ragione a De Benedetti, un processo d'Appello al lodo che gli ha dato torto ma è stato viziato: se l'appello è stato viziato andrebbe rifatto prima di dire che il lodo era corretto.

    Citazione Originariamente Scritto da Ronaldinho Visualizza Messaggio
    L'"informazione spartita" lei dice (ahahaha, si la fininvest e' di De Benedetti in effetti: una spartizione davvero equa).
    Repubblica e l'Espresso da una parte, più tutti i quotidiani locali, e Panorama ed Epoca dall'altra. La Fininvest non c'entrava nulla con la Mondadori.

  7. #7
    Ronaldinho
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    Dov'è che ho scritto che la corruzione è cosa buona? Caro Antonio, non sarà forse il caso di consultare qualche tuo collega?



    Si è messo d'accordo con i Formenton e l'ha regolarmente pagata (più di quanto avrebbe fatto De Benedetti, esattamente quanto accaduto con la SME). C'è stato un lodo che ha dato ragione a De Benedetti, un processo d'Appello al lodo che gli ha dato torto ma è stato viziato: se l'appello è stato viziato andrebbe rifatto prima di dire che il lodo era corretto.



    Repubblica e l'Espresso da una parte, più tutti i quotidiani locali, e Panorama ed Epoca dall'altra. La Fininvest non c'entrava nulla con la Mondadori.
    d'accordo o non d'accordo con i formenton e' un fatto del tutto relativo, perche' non e' questione di "vizio", e' proprio corruzione, in accorddo con quanto previsto dal c.p., PER NON CONFERMARE IL LODO IN APPELLO (altrimenti, secondo te, per cosa avrebbero corrotto a fare?)
    tu consideri Repubblica e L'espresso e dici che la fininvest non c'entrava nulla con la Mondadori, ma si parla appunto del padrone della Fininvest (definito in sentenza "privato corruttore", ancorche' prescritto) beneficario della corruzione. Vogliamo far finta che sia un caso di omonimia? che sia altra persona? teniamo la fininvest dietro le tende per pter dire che e' tutto in equilibrio?

    Quindi, nella tua valutazione sull'equilibrio complessivo dei media, devi mettere da un lato:
    espresso e quotidiani locali, e , dall'altro panorama, epoca, libri, + CANALE 5 -RETE 4 (abusiva, a norma di sentenza della CC) -ITALIA UNO.

    Allora, mi dici in cosa consisterebbe questo "equilibrio"?

    quello non e' l'uomo del fare ma del sopraffare.
    come anche nel caso del decreto salva rete4, che e' un esempio di corruzione diretta, istituzionale, fai da te, a favore di Mediaset contro Europa 7, NONOSTANTE la setenza della CC.

    Usare la politica e la corruzione per sopraffare i concorrenti, anche potenziali, calpestando leggi e diritto in generale.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronaldinho Visualizza Messaggio
    d'accordo o non d'accordo con i formenton e' un fatto del tutto relativo, perche' non e' questione di "vizio", e' proprio corruzione, in accorddo con quanto previsto dal c.p., PER NON CONFERMARE IL LODO IN APPELLO (altrimenti, secondo te, per cosa avrebbero corrotto a fare?)
    tu consideri Repubblica e L'espresso e dici che la fininvest non c'entrava nulla con la Mondadori, ma si parla appunto del padrone della Fininvest (definito in sentenza "privato corruttore", ancorche' prescritto) beneficario della corruzione. Vogliamo far finta che sia un caso di omonimia? che sia altra persona? teniamo la fininvest dietro le tende per pter dire che e' tutto in equilibrio?

    Quindi, nella tua valutazione sull'equilibrio complessivo dei media, devi mettere da un lato:
    espresso e quotidiani locali, e , dall'altro panorama, epoca, libri, + CANALE 5 -RETE 4 (abusiva, a norma di sentenza della CC) -ITALIA UNO.

    Allora, mi dici in cosa consisterebbe questo "equilibrio"?

    quello non e' l'uomo del fare ma del sopraffare.
    Nel merito della vicenda Mondadori avevamo da una parte Repubblica, Espresso e quotidiani locali, dall'altra Panorama, Epoca e libri (non mi pare la Mondadori sia una casa editrice politicizzata, anzi).

    In generale nei rapporti cdx/csx non mi sembra che per quanto riguarda la carta stampata ci siano differenze, anzi il csx ha sicuramente più di qualcosa in più. Ci sono differenze nell'informazione televisiva, questo sì, ma perchè non chiedete a De Benedetti di entrare in quel mercato, magari convincendo il governo a privatizzare parte della Rai?

  9. #9
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    magari un giorno si scoprirà tra i piani della discesa in campo anche un progetto "mitridate" mirato a delegittimare mediaticamente la magistratura attraverso la quotidiana amplificazione di ogni piccolo errore dei giudici, la disinformazione sul funzionamento e i principi del sistema giudiziario penale. obiettivo finale del progetto: agli occhi dell'opinione pubblica una sentenza di condanna della cassazione non deve avere più alcuna credibilità, nè costituire prova della colpevolezza del condannato che anzi dovrà apparire per il semplice fatto di essere stato condannato non un reietto ma un perseguitato in nome della libertà...

  10. #10
    Ronaldinho
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    Nel merito della vicenda Mondadori avevamo da una parte Repubblica, Espresso e quotidiani locali, dall'altra Panorama, Epoca e libri (non mi pare la Mondadori sia una casa editrice politicizzata, anzi).

    In generale nei rapporti cdx/csx non mi sembra che per quanto riguarda la carta stampata ci siano differenze, anzi il csx ha sicuramente più di qualcosa in più. Ci sono differenze nell'informazione televisiva, questo sì, ma perchè non chiedete a De Benedetti di entrare in quel mercato, magari convincendo il governo a privatizzare parte della Rai?

    no, proprio non ci siamo.
    la tua richiesta avrebeb forse del senso se l'antagonista politico di Berlusconi fosse De Benedetti. Ma De Benedetti e' semplicemente un antagonista imprenditoriale, che berlusconi ha tentato di contrastare ieri con i mezzi che sappiamo (corruzione, da buon "imprenditore" amante deli libero mercato e della libera concorrenza) e che contrasta e tenta di sopraffare oggi , com ne contrasta altri (murdoch, europa 7), servendosi del potere politico e dello Stato.
    La qual cosa e' la negazione , in radice, del libero mercato
    L'agente inquinante, quindi, e' uno.
    E' questa straordinaria confusione/commistione di piani che voi immaginate di poter risolvere o assolvere estendendola agli altri.
    Ma il compito della "politica" non e' e non dovrebbe essere farsi strumento di due o piu' competitors, sempre che si creda davvero nei principi liberali e nel libero mercato.
    Il discorso e' tutto li'.
    E quindi l'anomalia e' tutta in capo a Berlusconi, non a De Benedetti o a Di Stefano...per citarne solo due.

 

 
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