leggi cosa ha detto Angeletti.. lui ha la faccia come il piffero.


leggi cosa ha detto Angeletti.. lui ha la faccia come il piffero.




nel 2010?






Quota 96, oltre ad essere una tappa intermedia (si dovrebbe arrivare a quota 97) è vincolata da un'età minima (60 anni, se non ricordo male) e da un numero minimo di anni di contribuzione (35, se non ricordo male). Dunque entrambi gli scenari che hai prospettato infrangono i vincoli e pertanto non possono avvenire.


no hanno fissato solo l'età minima.. nel mio ragionamento cambierebbe solo che Mario pur riscattando due anni, anzichè andare in pensione a 59 ci va cmq a 60... ancora peggio perchè è evidente che nello scenario il penalizzato è proprio Mario che inizia a lavorare veramente 6 anni prima di Luca e va in pensione solo da 1 a 3 anni prima di Luca. E' esattamente quello il messaggio che volevo fare passare. Chi studia, si laurea in regola, trova lavoro e si smazza con un lavoro continuativo, verrà considerato alla pari dei tanti che useranno i mille trucchetti per aumentare la quota, standosene magari 6 anni in più all'università.




Abolito lo scalone: nel 2008 in pensione a 58 anni, poi l'età minima salirà
Niente di nuovo per chi fa lavori usuranti. Il cambiamento costerà 10 miliardi in 10 anni
Scalini, quote e nuovi coefficienti
Ecco tutte le novità della riforma
ROMA - Aumento graduale dell'età di pensionamento di anzianità attraverso un mix di scalini e quote dal 2008, nuovi coefficienti a partire dal 2010 ed esclusione dei lavoratori impegnati in attività usuranti dall'inasprimento delle regole: è quanto prevede l'accordo tra governo e sindacati raggiunto questa mattina per la riforma del sistema previdenziale e la modifica dello scalone.
Ecco in sintesi cosa prevede la riforma:
58 anni dal 2008: il prossimo anno si potrà andare in pensione a 58 anni di età e 35 di contributi (con lo scalone Maroni erano richiesti i 60 anni di età).
Sistema delle quote dal luglio 2009: dal luglio 2009 si potrà andare in pensione con una somma tra età anagrafica e anni di contributi pari a 95, ma con almeno 59 anni di età. Dal primo gennaio 2011, la quota passa a 96 con almeno 60 anni di età, mentre dal primo gennaio 2013 la quota diventa 97 con almeno 61 anni di età. Prima dell'ultima quota andrà fatta una verifica sui risparmi: se fossero significativi, la quota 97 potrebbe essere esclusa.
Gli autonomi lavorano un anno in più: l'età necessaria alla pensione di anzianità per i lavoratori autonomi sarà sempre un anno superiore a quella dei lavoratori dipendenti.
Escluso dall'aumento dell'età chi fa lavori usuranti: saranno esclusi dall'aumento dell'età lavorativa i lavoratori impegnati nelle attività usuranti previste dalle norme del '99 (come quelli che lavorano nelle miniere e nelle cave) ma anche quelli impegnati su tre turni e quelli con attività "vincolate" (come la catena di montaggio). Il governo calcola che si tratti di 1,4 milioni di lavoratori complessivi, pari a circa 5.000 uscite l'anno.
Quattro finestre per uscire con 40 anni di contributi: chi ha maturato 40 anni di contributi non subirà la riduzione da quattro a due finestre prevista dalla legge Maroni. Potrà quindi continuare a uscire dal lavoro a gennaio, aprile, luglio o ottobre, invece che solamente a gennaio e luglio.
Donne, pensione di vecchiaia a 60 anni: l'età di pensionamento di vecchiaia delle donne resta a 60 anni, anche se una commissione potrà valutare la possibilità di prevedere alcune finestre per l'uscita.
Dal 2010 nuovi coefficienti: i nuovi coefficienti partiranno nel 2010 e la loro applicazione sarà triennale e automatica. Si inizierà dai coefficienti così come modificati dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale (e ancora non applicati), ovvero dalla revisione al ribasso del 6-8%. Questa cifra sarà discussa da una commissione e potrà essere modificata prendendo una decisione entro il 2008.
La riforma costerà 10 miliardi in 10 anni: il costo previsto della riforma è di 10 miliardi in dieci anni. Le risorse saranno trovate all'interno del sistema previdenziale.
(20 luglio 2007)
http://www.repubblica.it/2007/07/sez...a-accordo.html
Finalmente! E' stato raggiunto un buon accordo e si è abolito l'iniquo scalone della legge Maroni.
Adesso i benanas potranno dire quello che vogliono, ma non possono negare che questa riforma delle pensioni rappresenta un successo per il governo Prodi e per la sua maggioranza.


Farmacisti, avvocati, notai, banche, assicurazioni, panettieri, tassisti, barbieri, autoscuole, ecc. sono tutte categorie interessate dalle liberalizzazioni di Bersani, non mi sembra che il governo precedente abbia fatto qualcosa di neanche lontanamente simile.
Cmq non andiamo OT, torniamo a parlare di pensioni, che è meglio...![]()