User Tag List

Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 57

Discussione: Siciliani

  1. #1
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,381
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Siciliani

    Che ne dite di iniziare una galleria di siciliani illustri?

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Forumista junior
    Data Registrazione
    02 Jul 2007
    Località
    Prov. Trapani (Sicilia)
    Messaggi
    97
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    il "maestro" Andrea Camilleri.

    Grande scrittore siciliano che porta ancora oggi in alto il nome della cultura siciliana.

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,381
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Cardinale Salvatore Pappalardo



    il Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo emerito di Palermo (Italia), nacque in Villafranca Sicula, arcidiocesi di Agrigento, il 23 settembre 1918. Portati a termine gli studi classici, maturò la sua vocazione e fu inviato dall'arcivescovo di Catania nel Seminario maggiore romano. A Roma seguì i corsi di filosofia e di teologia della Pontificia Università Lateranense; fu ordinato sacerdote il 12 aprile 1941e incardinato alla diocesi di Catania.
    Giovane sacerdote entrò nella Pontificia Accademia Ecclesiastica, seguendo contemporaneamente i corsi della facoltà utriusque iuris della Lateranense, presso la quale si laureò in teologia ed in utroque iure. Nel 1947 fu chiamato in Segreteria di Stato dove fu Addetto alla sezione degli affari ecclesiastici straordinari, nella quale rimase fino al 1965. Negli stessi anni fu professore di diplomazia ecclesiastica nella Pontificia Accademia Ecclesiastica e di diritto nella Facoltà Lateranense, esercitando contemporaneamente il ministero sacerdotale nelle parrocchie romane di San Giovanni Battista de' Rossi e di Santa Lucia, dove s'occupò in particolare modo delle organizzazioni giovanili cattoliche. Durante il suo servizio in Segreteria di Stato, partecipò a numerosi congressi internazionali e nel 1962 compì visite nelle missioni negli allora territori coloniali portoghesi.
    Paolo VI lo nominò Pro-Nunzio apostolico in Indonesia il 7 dicembre 1965, assegnandogli la Chiesa titolare Arcivescovile di Mileto; venne consacrato il 16 gennaio 1966. A Jakarta, ove rimase per quattro anni, visitò e sostenne l'opera dei missionari operanti nell'arcipelago indonesiano. Al suo rientro a Roma - nel 1969 - fu incaricato della direzione della Pontificia Accademia Ecclesiastica, nella quale pure riprese l'insegnamento.
    Il 17 ottobre 1970 fu nominato arcivescovo di Palermo dove ha subito dedicato speciale attenzione alla pastorale degli emigranti, sia con iniziative intraprese localmente sia con frequenti visite ai lavoratori italiani residenti all'estero. Nuovo impulso ha poi impresso alla "Missione Palermo", organizzazione sorta dalla base per il servizio e la pastorale fra gli emarginati. Nei primi anni del suo servizio alla Chiesa palermitana ha inoltre riformato la curia vescovile, con la costituzione di cinque vicariati episcopali ed ha promosso la fondazione dell'istituto filosofico-teologico di San Giovanni Evangelista per una migliore preparazione teologica del clero e del laicato della Sicilia occidentale.
    Per 26 anni alla guida della Chiesa del capoluogo siciliano, il Card. Pappalardo ha voluto e saputo contrapporre alla "cultura mafiosa" del territorio un deciso e rinnovato impegno pastorale.
    Come Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana - incarico ricoperto per oltre 25 anni - ha accolto cinque volte il Papa Giovanni Paolo II in terra di Sicilia: nel 1982 a Ponte Valle Belice e Palermo; nel 1988 a Messina e Tindari; nel 1993 a Trapani, Erice, Mazara del Vallo, Agrigento e Caltanisetta; nel 1994 a Catania e Siracusa, nel 1995 a Palermo per il III Convegno della Chiesa Italiana.
    Arcivescovo emerito di Palermo dal 4 aprile 1996.

    Da Paolo VI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 5 marzo 1973, del Titolo di S. Maria Odigitria dei Siciliani, Diaconia elevata pro illa vice a Titolo Presbiterale.

    E' deceduto domenica 10 dicembre 2006.
    I funerali sono stati celebrati nella Cattedrale di Palermo martedì 12 dicembre 2006, presieduti dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato emerito, Inviato del Santo Padre.

  4. #4
    W il Patriottismo Siciliano!
    Data Registrazione
    25 Sep 2004
    Località
    Palermo, Capitale siciliana
    Messaggi
    4,773
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


    Andrea Finocchiaro Aprile.

    «Noi vogliamo difendere e diffondere un’idea della cui santità e giustizia siamo profondamente convinti e che fatalmente ed ineluttabilmente trionferà».


  5. #5
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    12,727
    Mentioned
    38 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito




    LEONARDO SCIASCIA

    Racalmuto (Agrigento) 08.01.1921 - Palermo 20.11.1989







    «Non ho, lo riconosco, il dono dell’opportunità e della prudenza ma si è come si è». Questa è stata la vita di Leonardo Sciascia.

    Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto, nell’entroterra agrigentino, l’8 gennaio 1921, primo di tre fratelli. La madre viene da una famiglia di artigiani, il padre è impiegato in una delle miniere di zolfo della zona. Sciascia trascorre con il nonno e le zie la maggior parte dell’infanzia e il loro ricordo ricorrerà spesso nelle numerose interviste successivamente rilasciate dall’autore, nelle quali spiegherà anche il profondo legame con la Sicilia delle zolfare, a cui lo avvicinano il nonno e il padre.

    A sei anni Sciascia inizia la scuola. Da subito affiora la sua forte passione per la storia, unita all’amore per la scrittura e gli strumenti dello scrivere: matite, penne, carta e inchiostro sono oggetto dei suoi giochi; sulla prima pagina di un quadernetto bianco il piccolo Leonardo scrive: "Autore: Leonardo Sciascia". A partire dagli otto anni si dedica intensamente alla lettura di tutti i libri che gli è possibile reperire a Racalmuto fra la cerchia dei parenti, un centinaio di pubblicazioni che riescono per un poco a placare la sua bulimia di lettura.
    Nel 1935 l’autore si trasferisce a Caltanissetta con la famiglia e si iscrive all’Istituto Magistrale IX Maggio, nel quale insegna Vitaliano Brancati. Lo scrittore diventerà per Sciascia un modello, mentre all’incontro con il giovane insegnante Giuseppe Granata (futuro senatore del PCI) Sciascia riconosce la scoperta degli illuministi e della letteratura americana.
    Per due volte rimandato alla visita di leva, la terza è considerato idoneo al servizio militare ed è assegnato ai servizi sedentari, anche se non viene richiamato alle armi. Nel 1941 supera l’esame per diventare maestro elementare.
    Nello stesso anno lo scrittore è assunto all’ammasso del grano di Racalmuto dove resterà fino al 1948: un’esperienza che gli permette di conoscere il mondo contadino siciliano. Nel 1944 sposa Maria Andronico, maestra nella scuola elementare di Racalmuto. Da lei Sciascia avrà le sue due figlie, Laura e Anna Maria. Pochi anni dopo, nel 1948, il suicidio del fratello Giuseppe lascia un segno profondo nell’animo dell’autore. Nel 1949 inizia ad insegnare nella scuola elementare nel suo paese.
    È del 1952 la pubblicazione del «primo lemma di Leonardo Sciascia» (Scalia): si tratta di Favole della dittatura, ventisette testi brevi di prosa assai studiata. Sempre nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore, illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco. Sciascia vince nel 1953 il Premio Pirandello per un suo importante intervento critico sull’autore di Girgenti (Pirandello e il pirandellismo).
    Dal 1954 si trova alla direzione di «Galleria» e di «I quaderni di Galleria», riviste antologiche dedicate alla letteratura e agli studi etnologici. Frequenta in quegli anni la Caltanissetta di Luigi Monaco e del suo omonimo Salvatore Sciascia, ricavandone forti stimoli che si traducono in frequenti collaborazioni con diversi giornali e riviste letterarie. Nell’anno scolastico ‘57-’58 viene distaccato a Roma, al ministero della pubblica istruzione. Al suo ritorno si ristabilisce con la famiglia a Caltanissetta, ma interrompe l’attività di insegnamento per lavorare in un ufficio del Patronato scolastico. Nel 1956 esce il primo libro di rilievo Le parrocchie di Ragalpetra, a cui seguono nell’autunno del ’58 i tre racconti della raccolta Gli zii di Sicilia: La zia d’America, Il quarantotto e La morte di Stalin. Nel 1960 è pubblicata la seconda edizione de Gli Zii di Sicilia, a cui s’è aggiunto un quarto racconto, L’antimonio. Del 1961 è invece Il giorno della civetta, il romanzo sulla mafia che porterà a Sciascia la maggior parte della sua celebrità: e proprio l’impegno civile e la denuncia sociale dei mali di Sicilia saranno uno dei tratti più pertinenti per la definizione della fisionomia dello scrittore e intellettuale Leonardo Sciascia.
    Oltre a Il consiglio d’Egitto (1963), gli anni Sessanta vedranno nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati proprio alle ricerche storiche sulla cultura siciliana: A ciascuno il suo (1966) un libro bene accolto dagli intellettuali e da cui Elio Petri ha tratto un film nel 1967; e Morte dell’Inquisitore (1967), che prende spunto dalla figura dell’eretico siciliano Fra Diego La Matina. Nello stesso anno esce per l’editore Mursia un’Antologia di narratori di Sicilia, curata da Sciascia insieme a Salvatore Guglielmino. Lo scrittore tenterà anche di applicare al teatro la propria propensione alla scrittura fortemente dialogata, ma l’incontro/scontro con la mediazione operata dal regista gli appare come "devastatrice" dei testi e lo induce ad abbandonare il proprio impegno teatrale. Sul finire del decennio Sciascia si trasferisce a Palermo in una casa zeppa di libri e d’estate torna a Racalmuto per scrivere.
    Il 1970 è l’anno del pensionamento e dell’uscita de La corda pazza, una raccolta di saggi su cose siciliane nella quale l’autore chiarisce la propria idea di "sicilitudine" e dimostra una rara sensibilità artistica espressa per mezzo di sottili capacità saggistiche. Il 1971 è l’anno de Il contesto, libro destinato a destare una serie di polemiche, più politiche che estetiche, alle quali Sciascia si rifiuta di partecipare ritirando la candidatura del romanzo al premio Campiello. Tuttavia si fa sempre più forte la propensione ad includere la denuncia sociale nella narrazione di episodi veri di cronaca nera: gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel (1971), I pugnalatori (1976) e L’affaire Moro (1978) ne sono un esempio.
    Nel 1974, nel clima del referendum sul divorzio e della sconfitta politica dei cattolici, nasce Todo modo, un libro che parla «di cattolici che fanno politica» (Sciascia) e che viene naturalmente stroncato dalle gerarchie ecclesiastiche. Alle elezioni comunali di Palermo nel giugno ’75 lo scrittore è candidato come indipendente nelle liste del partito comunista: eletto con un forte numero di preferenze Sciascia si dimette da consigliere già all’inizio del 1977. La sua contrarietà al compromesso storico e il rifiuto per certe forme di estremismo lo portarono infatti a scontri molto duri con la dirigenza del partito comunista. Significativamente, quell'anno pubblicherà Candido. Ovvero, un sogno fatto in Sicilia.
    In questi anni aumenta la frequenza dei suoi viaggi a Parigi e si intensificano i contatti con la cultura francese, da lui sempre tenuta come essenziale punto di riferimento. Nel 1979 accetta la proposta dei radicali e si candida sia al Parlamento europeo sia alla Camera. Eletto in entrambe le sedi istituzionali opta per Montecitorio, dove rimarrà fino al 1983 occupandosi quasi esclusivamente dei lavori della commissione d’inchiesta sul rapimento Moro. In seguito a nuovi contrasti con il PCI di Berlinguer Sciascia abbandona l’attività politica, ma non rinuncia all’osservazione delle vicende politico-giudiziarie dell’Italia, in particolare per quanto riguarda la mafia. In un articolo sul «Corriere della sera» dal titolo I professionisti dell' antimafia, nel 1987 Leonardo Sciascia afferma che in Sicilia, per far carriera nella magistratura, nulla vale più del prender parte a processi di stampo mafioso.
    La memoria, privata e collettiva, restano però al centro della produzione letteraria sciasciana. Dalla collaborazione con la casa editrice Sellerio di Palermo origina una collana chiamata appunto "La memoria", che si apre con un suo libro, Dalle parte degli infedeli (1979), e che con le sue Cronachette festeggia nel 1985 la centesima pubblicazione. Per un ritratto dello scrittore da giovane è un’opera considerata “minore” di Leonardo Sciascia. In realtà, ci troviamo di fronte a un altro importante scritto che aiuta a cogliere l’ispirazione più profonda dell'autore, attraverso la letture di pagine e la scoperta di luoghi letterari ancora poco frequentati.
    Gli ultimi anni di vita dello scrittore sono segnati dalla malattia che lo costringe a frequenti trasferimenti a Milano per curarsi. Sia pure a fatica prosegue la sua attività di scrittore, mentre i continui attacchi di una sinistra opportunista e ideologizzata lo impegnano in sempre più taglienti e ironiche reazioni. Carichi di dolenti inflessioni autobiografiche sono i brevi racconti gialli Porte aperte (1987), Il cavaliere e la morte (1988) e Una storia semplice (in libreria il giorno stesso della sua morte), in cui si scorgono tracce di una ricerca narrativa all'altezza della difficile e confusa situazione italiana di quegli anni.
    Pochi mesi prima di morire pubblica Alfabeto pirandelliano, A futura memoria (pubblicato postumo), e Fatti diversi di storia letteraria e civileedito da Sellerio. Opere nelle quali si ritrovano le principali tematiche della produzione sciasciana, dalla "sicilitudine" a quell’impegno civile che lo aveva caratterizzato lungo tutta la sua vita intellettuale, di cui rimane una testimonianza anche nelle numerose interviste rilasciate durante tre decenni della storia nazionale italiana.

    Sciascia muore a Palermo il 20 novembre 1989, salutato da numerose parole di stima, fra cui quelle del grande amico Gesualdo Bufalino. Il suo corpo riposa all’ingresso del cimitero di Racalmuto.

  6. #6
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    12,727
    Mentioned
    38 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito



    GESUALDO BUFALINO

    Comiso (Ragusa) 15.11.1920 - Ivi 14.07.1996



    Di fronte all'irrefutabile prospettiva della morte, per Bufalino vivere è agire in modo tale che ogni azione sia degna di trasformarsi in ricordo.





    esualdo Bufalino nasce a Comiso, in provincia di Ragusa, il 15 novembre del 1920. Il padre, Biagio Bufalino, è fabbro, ma nonostante la sua modesta istruzione nutre un’autentica passione per la letteratura, un interesse che saprà trasmettere al figlio durante le serate trascorse giocando con un vecchio dizionario Melzi o leggendo insieme le avventure di Guerin Meschino.
    Dal 1930 al 1935 Gesualdo, negli anni della scuola, frequenta come apprendista la bottega di un pittore di carri: una parentesi sulla quale l’autore tornerà in seguito con parole di nostalgico e dolce trasporto.
    Nel 1940 si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Catania, ma a causa anche del conflitto bellico non frequenta che poche lezioni, perdendo l’opportunità di stabilire rapporti con i docenti. Due anni più tardi è richiamato alle armi, e durante il corso per Allievi Ufficiali stringe amicizia con Angelo Romanò, giovane intellettuale cattolico. Da questo legame nasceranno alcune collaborazioni giornalistiche ed una fitta corrispondenza, destinata però, per le diversità delle strade imboccate, ad interrompersi pochi anni dopo la fine della guerra.
    Nel settembre del 1943 Bufalino è a Sacile, in Friuli, dove verrà catturato dai tedeschi all’indomani dell’armistizio; con l’aiuto di una ragazza riesce però a fuggire, e dopo alcuni mesi di clandestinità nelle campagne friulane, nel gennaio del 1944, ripara in Emilia presso un gruppo di suoi conterranei. Con l’arrivo dell’autunno Bufalino si ammala di tisi e viene ricoverato nel sanatorio di Scandiano, il cui primario Biancheri, raffinato umanista, nello scantinato dell’ospedale custodisce migliaia di libri: il paziente ha libero accesso alla "biblioteca" e proprio qui legge Proust, in francese, per la prima volta. Durante la primavera del 1946 Bufalino ottiene il trasferimento in un sanatorio della Conca d’Oro, a Palermo. Vi rimarrà fino all’anno seguente e in quei mesi vive le esperienze e le emozioni che si ritroveranno in seguito, trasfigurate letterariamente, nel romanzo d’esordio Diceria dell’Untore.
    Dimesso dal sanatorio si laurea nel 1947 e torna a Comiso. Ha inizio per lui una normale routine da insegnante nell’Istituto Magistrale di Vittoria. Una vita, però, costellata di letture inesauribili, dalla visione di centinaia di film (specialmente francesi) e da una copiosa produzione letteraria, sottratta tuttavia all’immediata pubblicazione.
    Nel 1950 intraprende la stesura di Diceria dell’Untore, conclusa solo all’inizio degli anni Settanta e seguita comunque da una decennale revisione. Le sue uniche pubblicazioni si limitano alla prefazione di alcuni volumi, e saranno proprio le note poste a commento di una raccolta di vecchie fotografie di Comiso a segnalarlo all’attenzione di Elvira Sellerio e Leonardo Sciascia. Sollecitato a presentare loro i propri scritti, Bufalino si dimostra reticente e dubbioso e in un primo momento consegna esclusivamente alcune traduzioni di Giraudoux, Madame de la Fayette e Toulet, tutte pubblicate da Sellerio. Solo nel 1981 si decide ad estrarre dal cassetto Diceria dell’Untore, prontamente pubblicato dall’editrice palermitana e vincitore per quell’anno del Premio Campiello.
    Rotti gli indugi, l’autore comisano intrattiene collaborazioni anche con Einaudi e Bompiani, oltre che con una serie di piccoli e quasi artigianali editori ai quali affida la preparazione di elitarie edizioni sibi et paucis di alcune sue opere.
    E così nel 1982 dà alle stampe Museo d'ombre, Dizionario dei personaggi di romanzo da Don Chisciotte all'Innominabile, ele poesie de L'amaro miele. In quello stesso anno, inoltre, sposa, dopo una ventennale convivenza, una ex allieva, Giovanna Leggio: gli invitati alla cerimonia ricevono un libro nel quale sono raccolti pensieri espressi da letterati illustri sul matrimonio. Una versione ampliata dell’originario libretto sarà pubblicata nel 1989 da Bompiani con il titolo Il matrimonio illustrato.
    Negli anni Ottanta, oltre agli elzeviri raccolti in Cere perse (1985) e La luce e il lutto (1988), pubblica i romanzi Argo il cieco ovvero I sogni della memoria (1984), Le menzogne della notte (1988); la raccolta di racconti L'uomo invaso (1986); ed infine Il malpensante, lunario dell'anno che fu (1987) e Saline di Sicilia (1988).
    Nel 1990 escono Calende greche e Saldi d'autunno, a cui seguono nel 1991 i volumi Qui pro quo, Il Guerrin Meschino e Rondo della felicità. Nel 1992 viene edito il libro fotografico Il tempo in posa. Immagini di una Sicilia perduta.
    Infine, negli ultimi anni di vita vengono pubblicati Bluff di parole (1994), Il fiele ibleo, I languori e le furie (1995), e Tommaso e il fotografo cieco ovvero il patatràc (1996).
    Bufalino muore in un incidente stradale il 14 luglio del 1996 mentre, a bordo di una "Fiat 127" guidata dal suo autista, percorreva la strada statale verso Comiso.

  7. #7
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    12,727
    Mentioned
    38 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito



    LUIGI PIRANDELLO

    Girgenti (oggi Agrigento) 28.06.1867 - Roma 10.12.1936

  8. #8
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    12,727
    Mentioned
    38 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito



    GIACOMO SERPOTTA


    Giacomo Serpotta visse e lavorò nella capitale siciliana dalla fine del Seicento fino al 1732, anno della sua morte. Nacque, infatti, il 10 Marzo1656 nel quartiere della Kalsa. Giacomo era "figlio d'arte", infatti, il padre Gaspare era uno scultore di un certo talento che aveva realizzato le statue della Maddalena e dell'Addolorata conservate all'interno della Cattedrale.

    Nel periodo a cavallo tra il 1670 e il 1677 si pensa che abbia trascorso un periodo di apprendistato a Roma, dove viene influenzato dai principali artisti dell'arte barocca, tra i quali Bernini. Tornato a Palermo ebbe la possibilità di lavorare con Paolo Amato, Antonio Grano e Pietro Aquila, grandi artisti del tempo famosi come architetti. Giacomo fu talmente abile da riuscire a coniugare la modernità dell'arte romana barocca con la tradizione locale.

    Nel 1679 riconosce Procopio come suo figlio naturale, al quale fu molto legato non solo affettivamente ma anche artisticamente collaborando nella realizzazione delle opere dell'Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria, dell'Immacolatella e dell'Oratorio del Sabato a Casa Professa. Anche il fratello Giuseppe fu uno stuccatore di un certo successo e collaborò alla Chiesa della Madonna dell'Itria, alla cappella di Sant'Anna e all'Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami. Stuccatore di grande fama fu anche Giovan Maria, figlio di Procopio, che lavorò alle statue della facciata di San Domenico.

    Membro importante della famiglia fu anche Rosalia, sorella di Giacomo, che rimase vedova molto presto. Per questa ragione Giacomo decise di nominarla nel suo testamento erede universale ai danni di Procopio. Ma Rosalia dopo la morte del fratello cedette al nipote tutti i beni ereditati.

    Le date più significative:

    1656, 10 marzo: nasce a Palermo da Gaspare e Antonina

    1677: con Procopio de' Ferrari decora la piccola Chiesa della Madonna dell'Itria a Monreale, sua prima opera

    1679: riconosce Procopio come suo figlio naturale

    1683, 23 marzo e 1684, 9 luglio: con il fratello Giuseppe stipula il contratto per gli stucchi del Carmine Maggiore

    1685, 19 dicembre: inizia e riceve pagamenti per Santa Cita

    1696, 16 e 26 febbraio: viene pagato per gli stucchi della Cappella della Chiesa delle Anime Sante e si impegna per la Chiesa di Sant'Orsola

    1699, 15 marzo: stipula i contratti per l'Oratorio di San Lorenzo

    1714, 14 novembre: riceve il saldo per l'Oratorio del Rosario in San Domenico

    1719, 11 novembre: fa il suo primo testamento

    1723: realizza le statue della Chiesa di San Francesco d'Assisi

    1724, 5 agosto: pagamenti per la Chiesa di Sant'Agostino

    1732, 27 febbraio: muore e viene seppellito nella Chiesa di San Matteo


  9. #9
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    12,727
    Mentioned
    38 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito




    GIOVANNI VERGA

    Catania 1840 - Ivi 1922

  10. #10
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    12,727
    Mentioned
    38 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito





    ETTORE MAJORANA

    Fisico

    Catania 05.08.1906 - ?

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Siciliani...
    Di Frescobaldi nel forum Sicilia
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 18-03-10, 22:55
  2. I siciliani
    Di Giovanni Licata nel forum Sicilia
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 28-12-05, 05:58
  3. Siciliani
    Di Dragonball (POL) nel forum Hdemia
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 24-03-05, 18:51
  4. X i siciliani
    Di Federico III nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 12-12-04, 18:17

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226