KAPFENBERG - Rocchi-Lotito: il grande freddo. Nessuna schiarita sul contratto, tutto come prima. Se ne parlerà dopo i preliminari, forse. Intanto, l’attaccante, che aveva manifestato la propria delusione per una questione non risolta nonostante le promesse, continua a lavorare con il massimo impegno. Ma non ha ritrovato né la felicità, né l’entusiasmo che sperava di avere tornando in ritiro dopo un’altra stagione da protagonista. Tredici reti al primo campionato, 16 al secondo, 16 al terzo. Sono numeri di prima fascia, che danno la dimensione delle qualità e del rendimento di Rocchi con la maglia biancoceleste. Il calciatore più importante della squadra, l’unico nazionale del gruppo chiamato dal ct Donadoni nelle ultime uscite dell’Italia, nelle gare di qualificazione agli Europei.
Nel blitz di Lotito, nel ritiro austriaco, effettuato tra martedì e mercoledì, si pensava che la situazione venisse finalmente risolta. Invece, nessuna schiarita. Il calciatore, poco propenso a incontrare il presidente, dal quale si aspettava maggiore considerazione, si è comunque seduto al tavolo per un colloquio, che qualcuno ha definito ”vivace”, però non ha voluto parlare di soldi. «Per questi argomenti c’è il mio procuratore Damiani». Rocchi avrebbe voluto risolvere tutto prima di partire per le vacanze e pare che anche Lotito fosse d’accordo. Il presidente ha visto Oscar Damiani, un paio di volte a Milano, senza trovare l’intesa. In verità non c’è mai stato un incontro con la ferma volontà di arrivare a una soluzione del problema con l’attaccante che, in più di una occasione, ha manifestato apertamente la propria amarezza.
Tommaso Rocchi guadagna 700 mila euro all’anno (compresi i premi, legati alle presenze e ai gol) e il suo contratto scadrà a giugno del 2009. Il goleador vorrebbe un adeguamento che avvicinerebbe lo stipendio al milione di euro (premi compresi) e il prolungamento fino al 2012. Sulla cifra dell’ingaggio, però, la società non è d’accordo in quanto andrebbe a superare i parametri imposti da Lotito. Il presidente è ferreo nella logica di non concedere eccezioni, neanche per i calciatori più importanti. I rapporti sono molto freddi e rimarranno tali finché non arriverà la schiarita, finché Rocchi non sarà accontentato, finché non ci sarà una trattativa orientata ad andare fino in fondo. Tenere in piedi questa situazione, di enorme distacco fra le parti, fin dopo i preliminari di Champions League o legarli, addirittura, al loro superamento, non sembra la scelta più oculata perché penalizza i protagonisti della querelle.
In teoria l’attaccante, legato per altri 2 anni al club biancoceleste, non avrebbe diritto a ritocchi economici, seppur meritati in virtù del rendimento offerto. Però c’è un rischio che la Lazio correrebbe, qualora non riuscisse a risolvere la questione. A fine campionato, infatti, Rocchi potrebbe percorrere la strada aperta da Morgan De Sanctis, portiere dell’Udinese, che si è svincolato, con decisione unilaterale, per andare all’estero. L’articolo 17 dello statuto Fifa rappresenta una spada di Damocle sulla testa delle società perché quei calciatori che ne hanno i requisiti possono farla valere. Il procuratore Damiani aspetta una convocazione da Lotito. «Adesso che ha chiuso l’operazione-Carrizo, può darsi che il presidente decida di affrontare davvero il contratto. Noi siamo con la coscienza a posto, in attesa di una chiamata. Non pretendiamo la luna, ma soltanto un giusto riconoscimento».




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