Roma, 138
TV: CASSAZIONE ANNULLA ASSOLUZIONE DI PAOLINITorna di nuovo davanti al tribunale monocratico di Roma la causa intentata dalla Rai contro Gabriele Paolini, il 'disturbatore' per eccellenza dei programmi in diretta televisiva. La Corte di Cassazione, infatti, accogliendo il ricorso presentato dall'avvocato Marcello Melandri per conto dell'azienda di viale Mazzini, ha annullato con rinvio la sentenza con la quale il 13 aprile scorso il giudice Gennaro Francione ha assolto Paolini, perche' il fatto non costituisce reato, dall'accusa di molestie provocate a tre cronisti Rai nel corso di altrettanti collegamenti in diretta, tra il 2002 e il 2004. Paolini e' stato condannato anche a pagare le spese di giudizio sostenute dalla Rai. Sara' ora una nuova sezione del tribunale ad affrontare il dibattimento su cui incombe, pero', il rischio prescrizione. Nel motivare l'assoluzione, Francione aveva ritenuto che le incursioni di Paolini fossero un modo, per il cittadino cui viene impedito l'utilizzo del mezzo pubblico, per esercitare il proprio diritto di libera espressione del pensiero. "Solo formalmente - aveva scritto il magistrato in sentenza, subito impugnata dal legale della Rai - l'intrusione di Paolini si traduce in una azione di disturbo che altera le normali condizioni di tranquillita' delle persone che stanno lavorando, attraverso un'azione impertitente, indiscreta e invadente... ma le incursioni portano a un aumento dello share cui e' legata la vita dell'azienda Rai, il che non solo non arreca danno, ma si risolve in un evidente beneficio per l'ente". E ancora: "Gli interventi di Paolini, talora anche volgari e diseducativi, sono volti a manifestare idee nuove e battaglie civili attraverso il mezzo televisivo, catturandolo nell'unica fase di accesso, altrimenti impeditogli: quella della scesa in strada dei cronisti. I raid di Paolini al riguardo - era stato il giudizio di Francione - risultano alla pari come quelli di programmi come Le Iene e Striscia la notizia".
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