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  1. #1
    Anticapitalista!
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    Predefinito Con questi dirigenti non vinceremo mai!



    di Salvatore Cannavò


    A guardare il risultato della trattativa sulle pensioni e facendo un bilancio sereno di più di un anno di governo viene da riprendere, nel campo della sinistra “radicale”, la stessa invettiva che Nanni Moretti lanciò contro il gruppo dirigente dell’Ulivo: con questi dirigenti non vinceremo mai. Ma proprio mai. Una serie inenarrabile di errori e di ipocrisie, di approssimazioni e piccinerie, di attrazione per il governo e cecità di fronte a fatti incontrovertibili ha caratterizzato questa esperienza che, al di là della sua conclusione formale, può considerarsi finita non essendoci più nulla da riformare.

    A guardare il risultato della trattativa sulle pensioni e facendo un bilancio sereno di più di un anno di governo viene da riprendere, nel campo della sinistra “radicale”, la stessa invettiva che Nanni Moretti lanciò contro il gruppo dirigente dell’Ulivo: con questi dirigenti non vinceremo mai.
    Ma proprio mai.
    Una serie inenarrabile di errori e di ipocrisie, di approssimazioni e piccinerie, di attrazione per il governo e cecità di fronte a fatti incontrovertibili ha caratterizzato questa esperienza che, al di là della sua conclusione formale, può considerarsi finita non essendoci più nulla da riformare.
    Alcuni di noi sono stati tacciati di estremismo e di non comprensione della politica in quanto tale, ancora recentemente all’ultimo comitato nazionale del Prc dove il segretario attuale si è vantato di aver ottenuto un consenso del 90%. Solo che l’autoincesatura non gli ha evitato lo schiaffo infertogli da Prodi, Padoa-Schioppa e Epifani.
    Franco Turigliatto è stato espulso da Rifondazione per aver votato contro la guerra e non aver compreso la straordinaria innovazione che questo governo ha impresso alla politica estera; peccato che qualche mese dopo quella straordinaria innovazione si è arenata nella sottomissione del governo italiano al presidente Bush, nell’inesistenza della Conferenza di pace sull’Afghanistan o nelle secche in cui si trova la missione italiana – “la vittoria del movimento per la pace”, ricordate? – in Libano.
    La scorsa Finanziaria fu accompagnata dagli “evviva” del sindacato e della sinistra radicale (si riguardino i discorsi alla Camera) oltre che da un magnifico manifesto di Rifondazione che diceva “anche i ricchi piangano”: mai manifesto fu così profetico sia pure all’inverso. Da allora, con la Finanziaria e le varie misure economiche di questo governo, riforma pensioni compresa, i ricchi non hanno mai riso tanto – anche se continuano a lamentarsi, ma si sa il profitto non è mai abbastanza – e gli altri non si sono mai sentiti così presi in giro.
    Infine, gli strateghi della politica hanno inventato la nuova unità a sinistra resa più forte dal “fatto storico”, come lo ha definito Bertinotti, della rottura della sinistra Ds con il partito democratico. Quella formula e quel progetto politico li abbiamo visti all’opera, prima in occasione della visita di Bush in Italia e poi nei commenti successivi all’accordo del 20 luglio: “ottimo accordo” ha sentenziato Mussi; “sono deluso”, ha spiegato Diliberto; “lo scalone non va bene” ha aggiunto Giordano, senza però tralasciare “i segnali positivi”. Tre espressioni diverse – di cui la più netta è quella del Pdci, si badi bene – che difficilmente compongono un soggetto politico unitario.
    Non crediamo di essere troppo faziosi se affermiamo di essere di fronte a un vero e proprio disastro. Del resto anche la Stampa di oggi dedica alla sinistra un articolo dal titolo “la disfatta”. Un disastro politico – frutto della non comprensione dei fattori in campo – un disastro culturale – accreditare il governo con forze come l’Ulivo come un passaggio positivo ai fini di un’alternativa di società – un disastro sul piano delle forze militanti e della passione politica. E’ evidente che dalla disillusione si rischia di passare alla ritirata, al ritorno nel proprio privato, e si disperdono così forze vive del cambiamento.
    Ora, ci pare un po’ patetico quel chiamare “alla mobilitazione” quando si resta saldi dentro all’esecutivo Prodi e dentro la sua maggioranza; chiamare alla battaglia parlamentare mimando scompostamente una forza di opposizione mentre si è pienamente al governo. Patetico e, tutto sommato, segno di una irreversibilità di fondo. Perché sia il Prc che il Pdci cercheranno probabilmente di recuperare, faranno la voce grossa, proveranno a costruire un evento di piazza. Ma come si farà a dimenticare piazza del Popolo, le assurdità dette in quest’anno, le scelte suicide o quelle che hanno ricadute politiche pesanti come il sostegno alla guerra? Come si fa a tornare indietro da una simile débacle?
    Non ci sembra possibile e probabilmente il recupero avverrà cercando di approfondire un progetto fallimentare. Si farà una manifestazione per far vedere che si è “contro”, si cercherà di ottenere qualcosa su un altro versante – un “ritocco” della legge 30? – si cercherà di recuperare l’unità a sinistra per provare ad accelerare in vista delle amministrative. Ad oggi non possiamo dirlo. Quello che possiamo dire è che avevamo ragione. Avevamo ragione a dire che non si può governare, da sinistra, un paese a capitalismo avanzato come l’Italia; avevamo ragione a dire che ci sono compromessi inaccettabili, come ad esempio la guerra, la cui approvazione costituisce il viatico per derive peggiori; avevamo ragione a dire che la sinistra o sceglie l’alternativa radicale, anticapitalista, oppure è condannata a essere una variante consunta della sinistra liberale.
    Ovviamente non ci basta aver avuto ragione, perché il problema oggi è rifondare la sinistra di classe, la sinistra anticapitalista. Ed è questo il senso della nostra proposta, la Costituente della sinistra anticapitalista, che va rivolta a tutti e tutte coloro che vogliono uscire in avanti dal disastro che ci è alle spalle, che vogliono darsi ancora una speranza. Proviamo a riprendere un percorso oltre e fuori dai confini disegnati dagli attuali gruppi dirigenti della sinistra radicale, proviamo a ripartire da una dinamica di movimento per ri-costruire una sinistra davvero alternativa, sia alla destra che al centrosinistra. Una sinistra di lotta e non di governo, di opposizione sociale, di movimento. Una sinistra che ci consenta di dire che prima o poi si può tornare a vincere.
    Con la sinistra di oggi non vinceremo mai.

  2. #2
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    Guarda che abbiamo solo il 30% nel governo, gli altri il 70% + l'opposizione.

    Qui dobbiamo prendere piu' voti, il massimo che possiamo fare e' far cadere il governo o fare ostruzione, ma non porta a nulla.

    Quindi dobbiamo costruire consenso attorno a noi, non abbatterlo. Possibile che non lo si capisca???

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    Guarda che abbiamo solo il 30% nel governo, gli altri il 70% + l'opposizione.

    Qui dobbiamo prendere piu' voti, il massimo che possiamo fare e' far cadere il governo o fare ostruzione, ma non porta a nulla.

    Quindi dobbiamo costruire consenso attorno a noi, non abbatterlo. Possibile che non lo si capisca???


    sempre che rifondazione sia ancora "altro" rispetto a Mussi e altri cocci bolliti del Pci vale nel governo meno del 30% e ci sta tutto: il problema è capire cosa STRAMINCHIA ci sta a fare con il restante 70% e come tu dici insieme all'opposizione(e mettiamoci forze legate a confindustria e vaticano).

    sta creando l'alternativa di società? non mi pare
    sta spostando a sinistra il governo? non mi pare
    sta "riducendo il danno"? non mi pare...proprio.

    è un governo che non solo fa del male all'Italia ma sta uccidendo la sinistra: tu d'altro canto come lo vuoi creare il consenso? con un contratto(inutilizzato) in meno della legge 30? con questa porcata delle pensioni? con la riforma Fioroni? con le missioni militari? con la base di Vicenza?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio

    è un governo che non solo fa del male all'Italia ma sta uccidendo la sinistra: tu d'altro canto come lo vuoi creare il consenso? con un contratto(inutilizzato) in meno della legge 30? con questa porcata delle pensioni? con la riforma Fioroni? con le missioni militari? con la base di Vicenza?
    Purtroppo è così, anche se tutti gli indicatori (sociali, elettorali, psicologici, militanza, radicamento,ecc.) dicono che il partito è in crisi nerissima -e la partecipazione al goveno in questo ha un peso obiettivamente decisivo-, alcuni compagni non vogliono ammetterlo, un po' parlando di fase "congiunturale", un po' tendendo fede all'antico principio secondo cui "i dirigenti e il partito hanno sempre ragione anche quando sbagliano".

    Ma se il sussulto non viene dalla base, se non siamo noi i primi a darci da fare e a proprorre vie alternative, si continua a predicare nel deserto.

    Resta il fatto che chi ha condotto il partito fino ad oggi, chi ci illudeva della "forza propulsiva dei movimenti" -e se non mi sono distratto sono sempre i soliti noti- si porta addosso responsabilità politiche pesanti come un macigno!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio

    Resta il fatto che chi ha condotto il partito fino ad oggi, chi ci illudeva della "forza propulsiva dei movimenti" -e se non mi sono distratto sono sempre i soliti noti- si porta addosso responsabilità politiche pesanti come un macigno!
    nah.

    la forza propulsiva dei movimenti( di primaria importanza per una organizzazione che punta al rovesciamento di classe, sennò si diventa come LottaComunista che aspetta la rivoluzione dall'alto dei cieli) è stata prima ingabbiata quando non cooptata per depotenziare gli stessi; poi la si è lasciata sfaldarsi o autorganizzarsi: le grandi manifestazioni dell'ultimo anno contro la precarietà, contro bush/PRodi, Vicenza, Pride non hanno trovato un interlocutore deciso in rifonDAZIONE(quella rifondazione per cui il governo Prodi è più importante di tutto): ora con le mille difficoltà queste forze non guardano più ai partiti come riferimento, si sta diffondendo una idea più concreta di autorganizzazione e autodeterminazione(e ci mancherebbe) deo gratias.

    fare le sante vergini della rivoluzione quando si avvicinano i congressi non vi salva dalla crisi nera che sta seppellendo quello che rimane del partito della rifondazione comunista.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio

    la forza propulsiva dei movimenti( di primaria importanza per una organizzazione che punta al rovesciamento di classe, sennò si diventa come LottaComunista che aspetta la rivoluzione dall'alto dei cieli) è stata prima ingabbiata quando non cooptata per depotenziare gli stessi; poi la si è lasciata sfaldarsi o autorganizzarsi: le grandi manifestazioni dell'ultimo anno contro la precarietà, contro bush/PRodi, Vicenza, Pride non hanno trovato un interlocutore deciso in rifonDAZIONE(quella rifondazione per cui il governo Prodi è più importante di tutto): ora con le mille difficoltà queste forze non guardano più ai partiti come riferimento, si sta diffondendo una idea più concreta di autorganizzazione e autodeterminazione(e ci mancherebbe) deo gratias.

    fare le sante vergini della rivoluzione quando si avvicinano i congressi non vi salva dalla crisi nera che sta seppellendo quello che rimane del partito della rifondazione comunista.
    Credere nell' "autodeterminazione" dei movimenti non è meno velleitario dell'attesa messianica della rivoluzione di LC. I movimenti sono congiunturali e spontanestici, il partito non è autosufficiente senza i movimenti ma ha il compito di fornire una guida e un programma politici.
    Il rapporto è dialettico non unilaterale.

    E' vero che i dirigenti di Rifondazione credevano che dal governo potessero fornire una sponda politica ai movimenti sociali quando al contrario sono stati costretti dai rapporti di forza a tenere un bassisimo profilo conflittuale e hanno finito col fare da calmiere, da sedativo alle lotte.
    Ma ciò non toglie che i movimenti non sono fatti per durare e strutturarsi.

    La via d'uscita dalla crisi non va cercata nè in un lato (movimentismo) nè nell'altro (governismo). Autonomia dei comunisti non significa autonomia dalla realtà. Una cosa è rompere con un governo borghese, un'altra relegarsi nell'extraparlamentarismo. La risposta che sembra dare Sinistra Critica sembra nient'altro che un ferrandismo tutto sbilanciato verso i movimenti.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    La risposta che sembra dare Sinistra Critica sembra nient'altro che un ferrandismo tutto sbilanciato verso i movimenti.
    fai tutto un popò teorico e la finisci con questa caduta di stile anche abbastanza sballata?

    spiegami magari tu cosa ci farete da "comunisti ortodossi" in 50 dentro la futura cosa rosa slegati dai movimenti(duraturi o spontaneisti).
    il rapporto è dialettico sempre che i due soggetti(movimenti e partito, che poi il partito scaturisce dalle lotte l'ha spiegato Marx mica Turigliatto) siano sintonizzati... .

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio
    spiegami magari tu cosa ci farete da "comunisti ortodossi" in 50 dentro la futura cosa rosa slegati dai movimenti(duraturi o spontaneisti).
    il rapporto è dialettico sempre che i due soggetti(movimenti e partito, che poi il partito scaturisce dalle lotte l'ha spiegato Marx mica Turigliatto) siano sintonizzati... .
    Veramente fare un'ennesima scissione con pochi militanti, in un clima di demoralizzazione generale, per creare un nuovo partitucolo-associazione- gruppo organizzato che si trova a competere col PRC, col PCL, coi mille partitini a sinistra della sinistra, per cercarsi un posto al sole tra i mille rivoli dei movimenti sparsi per l'Italia...mi sembra molto poco marxiano e molto più turigliattiano (con tutto il rispetto per il compagno espulso).

    Il problema non è il duropurismo dei comunisti, ma il fatto che i comunisti devono agire, in tutte le condizioni possibili anche le peggiori, lì dove ci sono le masse e tutto sommato penso che Rifondazione continui a raccogliere molte più persone di tutto il sottobosco movimentista.

    Non dimentichiamoci che il grosso dei più grandi movimenti visti in questi ultimi anni (quello in difesa dell'art. 18 e quello pacifista) era formato da iscritti ed elettori di Ds e Rifondazione, che non seguono automaticamente il nuovo partito del sol del'avvenire solo perchè i vecchi partiti si sono completamente sputtanati.

    Questa strategia non mi sembra altro che la coazione a ripetere gli errori e i fallimenti tipica della Quarta Internazionale.

  9. #9
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    Bisogna separare il Partito di lotta dal Partito di Governo.

    Se ci fosse un partito di lotta che mantiene il nome e i simboli del comunismo e si rifiuta di partecipare ad alcun Governo (si può scegliere se presentarsi o meno alle elezioni ma solo per avere "diritto di tribuna" e risorse finanziarie per il Partito) con lo scopo di mantenere lo spirito puro del comunismo..

    .. e un PArtito di Governo di sinistra (chiamiamolo appunto "la Sinistra") con dentro pezzi di rifo, dei comunisti italiani, verdi, DS eccetera con lo scopo di fare la politica più di sinistra possibile stando al Governo..

    Sarebbe la cosa migliore, la soluzione più chiara e onesta

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Bisogna separare il Partito di lotta dal Partito di Governo.

    Se ci fosse un partito di lotta che mantiene il nome e i simboli del comunismo e si rifiuta di partecipare ad alcun Governo (si può scegliere se presentarsi o meno alle elezioni ma solo per avere "diritto di tribuna" e risorse finanziarie per il Partito) con lo scopo di mantenere lo spirito puro del comunismo..

    .. e un PArtito di Governo di sinistra (chiamiamolo appunto "la Sinistra") con dentro pezzi di rifo, dei comunisti italiani, verdi, DS eccetera con lo scopo di fare la politica più di sinistra possibile stando al Governo..

    Sarebbe la cosa migliore, la soluzione più chiara e onesta
    bravo, proprio bravo, ma dimmi, a chi serve un partito comunista che non lotta per il potere?
    ciao
    mao

 

 
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