Citazione Originariamente Scritto da adso88 Visualizza Messaggio
Veltroni: ''Investire su scuola e insegnanti''. Il precariato? ''Mia ossessione''



Il leader del Pd da Asti: ''La scuola è il 'grande scomparso' di questa campagna elettorale, ma è il destino del Paese a richiamare l'attenzione sulla questione scuola perché non c'è un Paese che funziona senza un sistema formativo adeguato''. Quanto alla precarietà ''combatterla e contrastarla è la più grande battaglia sociale del nuovo millennio''. Sulle accuse lanciate ieri sera nei suoi confronti da Gianfranco Fini (guarda il video ) replica: ''Non rispondo Siamo tornati ai vecchi linguaggi, ad una campagna in cui si aggredisce personalmente''

Asti, 20 mar. (Adnkronos) - "La prima cosa da fare è investire sugli insegnanti che sono la principale risorsa della scuola". Sceglie il teatro Politeama di Asti, il leader del Pd, Walter Veltroni, per ribadire il suo convincimento che "la scuola italiana deve diventare moderna".

"La scuola - sottolinea Veltroni - è il 'grande scomparso' di questa campagna elettorale, ma è il destino del Paese a richiamare l'attenzione sulla questione scuola perché non c'è un Paese che funziona senza un sistema formativo adeguato". Per questo il leader del Pd ribadisce la necessità di investire sul ruolo dei formatori. "Oggi il ruolo formativo degli insegnanti è diventato strategico per il futuro dei ragazzi per questo sono necessarie formazione, retribuzione, stabilità. Io vorrei -ha aggiunto il candidato premier del Pd- che un insegnante che si prende in carico un ragazzo al primo anno, lo prendesse in carico fino a quando non esce dalla scuola, in quinta elementare, in terza media o al liceo fino alla maturità. C'è bisogno di continuità didattica".

Per il leader del Pd è dunque necessaria "una scuola plasmata attorno ad un'idea di autonomia didattica ma il centro di tutto deve essere l'insegnante, la sua responsabilizzazione e la sua formazione".

Ma se la scuola è una priorità, per Veltroni "la lotta alla precarietà era e sarà la mia ossessione". "Combattere e contrastare la precarietà è la più grande battaglia sociale del nuovo millennio". "C'è una cosa che mi dà dolore ed è la condizione in cui si trovano i giovani precari perché per loro ogni giorno che passa anziché essere una finestra sul futuro è un giorno in cui aumenta la preoccupazione. E non è accettabile che milioni di giovani vivano così. Per questo il primo provvedimento che porteremo in Consiglio dei ministri sara' quello del compenso minimo legale, cioè a nessun giovane precario meno di 1.000-1.100 al mese".

Il leader del Pd ha però aggiunto che "serve anche un sostegno alle imprese che stabilizzano, in modo che abbiano interesse a farlo. Infine -ha concluso- è necessaria la formazione che deve essere una porta sempre aperta perché di imparare non si finisce mai. Dunque, formazione per tutta la vita, che è anche il mezzo che evita la disperazione post-perdita di lavoro. In Italia, infatti, chi cade deve trovare una rete che lo protegge e questa rete è la formazione".

Sulle accuse lanciate ieri sera nei suoi confronti da Gianfranco Fini (guarda il video ) l'ex sindaco di Roma ha ribadito che non è sua intenzione cambiare lo stile che ha caratterizzato la sua campagna elettorale che dunque non risponderà ad alcun attacco personale: "Bisogna liberare il Paese dagli odii del passato. Siamo tornati ai vecchi linguaggi, ad una campagna in cui si aggredisce personalmente. Io, invece, vorrei liberare l'Italia da questa specie di scimmia sulla spalla che impedisce al Paese di camminare".

"Passano i giorni e noi riusciamo a mantenere il tono e l'ispirazione di questa campagna elettorale perché voglio evitare agli italiani lo spettacolo amaro e desolante di vedere una campagna elettorale che vedono da troppo tempo, stessi riti, stessi attacchi, stesse urla. Io a questo non partecipo -ha aggiunto Veltroni- continuerò a parlare dei problemi del Paese. In questi giorni sono infatti tornati ad affiorare vecchi linguaggi di una politica stanca e incattivita, preoccupata di fare solo campagna contro anziché di dire che cosa si vuole fare per questo Paese. Io vorrei un'Italia con lo sguardo rivolto al futuro, che ritrovasse la voglia di camminare verso sentieri che non conosce".

Il candidato premier è poi tornato a invitare i militanti ad attivarsi per convincere chi ancora è indecisoi: "I sondaggi dicono che non c'è nessun mezzo più convincente del consiglio ricevuto da qualcuno di cui ci si fida. Non c'è trasmissione televisiva che tenga, ciò che conta è il rapporto con le persone". "C'è una grande attenzione verso di noi da parte degli elettori moderati che sono in crisi, dalla Sinistra radicale che sa che la partita decisiva è tra noi e la destra e degli indecisi, se quindi i tre milioni e mezzo di persone che il 14 ottobre hanno votato per la nascita del Pd scendono in campo per convincere, questa diventa una gigantesca 'macchina calda'''.

''Dobbiamo raccontare che cosa siamo -sollecita ancora Veltroni- e cioè che siamo una forza seria e serena, che vuole unire e trasformare e fare una rivoluzione del senso del vincere alle elezioni. Per la destra vuole vincere le elezioni per poi spartirsi il potere, per noi vincere non e' il fine, ma e' il mezzo per cambiare il paese". Chiedendo, quindi, l'aiuto alla platea a mobilitarsi per convincere, Veltroni ha ricordato che i sondaggi di questi giorni riportano ancora una fetta di indecisi, e per questo ha concluso "la nostra proposta incontra le necessità del Paese, noi possiamo costruire per questo Paese che vive in disagio una risposta giusta e alla sua altezza".

E sulla partecipazione ai suoi comizi ha sottolineato: "Il fatto che tanta gente partecipi è una grande festa per la democrazia, così come lo è stato il 14 ottobre quando 3,5 milioni di persone sono andate a votare per il Pd". "Stiamo facendo una campagna elettorale eccezionale -ha aggiunto il candidato premier del Pd- un viaggio che nessuno aveva mai fatto, ma non è solo la modalità ad essere straordinaria, è soprattutto il clima che troviamo ovunque andiamo. Ad oggi siamo alla 66° tappa e non abbiamo mai trovato una piazza non stracolma e un teatro che non avesse gente fuori. Questo è uno grande spettacolo di democrazia perché -ha concluso citando il presidente della Repubblica-, la partecipazione è una grande stessa bella democrazia".

http://www.adnkronos.com/IGN/Politic...1.0.1993064594

non insisterei trp sul precariato, al momento non è l'ottimale per introdurre la lotta anche al precariato vista la pesantezza del fenomeno globalizzazione in europa