Inutile nascondersi, far finta di nulla e sostenere che non esista un problema di costi e privilegi della politica. A maggior ragione voglio parlarne, visto che faccio orogliosamente parte di un partito che dall'ultima assemblea nazionale ha posto il problema di riformare la politica italiana e di porre un freno agli sprechi e alle vergogne che la caratterizzano.
L'ondata di antipolitica promossa dai "media" ha portato il tema alla ribalta della cronaca nazionale e questo è sicuramente un fatto positivo, di questa crisi latente che da parecchi anni esiste nella politica italiana bisogna parlarne...ma siamo sicuri che l'intento dei media, che ricordiamo spesso campano grazie ai finanziamenti di poteri forti come banche e grandi industrie, sia davvero quello di compiere una missione umanitaria per risolvere i problemi rappresentati dagli eccessi di costo della politica? O forse i media, che ai loro finanziatori devono rispondere e non ai cittadini, con questo "dagli al politico" generalizzato, vuole colpire nella mischia per colpire tutta la politica, o meglio, il concetto di politica e instaurare, grazie all'immenso potere di cui sono dotati, il germe dell'antipolitica e del qualunquismo nei cittadini?
A me pare che dietro a tutto questo can can mediatico che tende a criminalizzare il ceto politico senza distinzioni anzichè proporre soluzioni per risolvere il problema (che esiste e figuriamoci se io che di politica non ci campo voglio negarlo) ci sia chiaramente la volontà del potere economico di sostituire alla politica quella che comunemente viene chiamata tecnocrazia, che io chiamerei anche bancocrazia.
Se è vero che quello politico è un ceto, è anche vero che è un ceto che che cerca di rappresentare il popolo e l'interesse generale..di portare la concordia tra i cittadini a differenza di altri ceti, altre "caste" che invece sono portatori di interessi particolari. E' quindi davvero una soluzione quella di criminalizzare l'intero ceto politico o forse cosi facendo si rischia di cedere il passo alla tecnocrazia, al governo dei poteri forti, degli interessi particolari?
Alleanza Nazionale sta cercando di non evitare il problema della politica che si fa "casta" e cerca di trattarlo proprio per evitare che a farlo siano i media spronati da poteri tecnocratici ...è la politica che deve capire l'importanza di riformarsi, di eliminare certi eccessi e certi privilegi incomprensibili per i cittadini "normali" e di riportarsi ad un livello equo e giusto...questo non tanto per una questione di soldi in più a disposizione dello stato (ricordiamoci che gli sprechi della politica non coprirebbero che una minima parte dei soldi necessari per le riforme) ma per una questione di moralità, di trasparenza, di onestà e per favorire un ritorno alla politica nel suo complesso al suo ruolo di professione intesa come missione.
Non è un attacco incondizionato contro i "tecnici" il mio, anzi...ma un campanello d'allarme contro la possibilità che i tecnici sostituiscano i politici. E' la politica che deve saper utilizzare le competenze dei tecnici quando servono e non il tecnico a usare la politica altrimenti scompare ogni pulsione ideale, ogni istanza di cambiamento complessivo dell'Italia a favore di oligarchie che in Europa hanno gia fin troppo potere.
La Destra Italiana, Alleanza Nazionale deve saper interpretare correttamente il malcontento studiando e portando alla luce delle riforme concrete per cambiare la politica, per eliminare le distorsioni clientelari e il parassitismo diffuso e per far tornare la politica in grado di controbattere le spinte tecnocratiche che utilizzano il qualunquismo come arma letale per far presa sulle giuste e sacrosante incazzature dei cittadini.


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