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Discussione: Una Trappola

  1. #1
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    Predefinito Una Trappola

    (DOVE IL BEL PAESE SI E’ CACCIATO ?)


    Una discussione sul forum. L’ espressione che trovo per il sistema Italia di oggi: “Una trappola..”. Verissimo, lo si vede dall’ Europa, da più di cinque anni.

    Inizio’ cosi. Il degrado, già in corso venti anni fa, era inizialmente lento.

    Gli Italiani, popolo da decenni rassegnato, a qualunque tipo di peggio, non si sono mai preoccupati, né tantomeno si sono chiesti se e come arrestarlo. Cosa che in gran parte della U.E. sarebbe invece probabilmente avvenuto.

    Nell’ ultimo lustro il degrado si é acccelerato. Paurosamente. Per tante cause simultanee, non ultima la diffusione dei N.C.I. (nuovi costumi italiani), cosi concepiti:

    - lo stato non funziona, chissene... . mi trovo un referente, per una protezione, un aiuto;
    - il numero dei referenti, in un Paese ove il cittadino e lo stato si ignorano (quando non si combattono), molto per colpa della Pubblica dIstruzione, é aumentato a dismisura;
    - parallelamente, col crescere dei poteri informali (non istituzionali), lo stato inizia a sfasciarsi, si abbiocca, tende al suicidio;
    - in tale società l’ Italiano medio, coinvolto in tante ambascie, patti o scambi, cordate e ghenghe, diviene sempre più incerto, asociale, confuso, grigio, senza buone idee. Nella confusione, ben coltivata dalla demagogia e dal doppio linguaggio, perde la percezione della realtà. Non sorprende, con tante verità che girano, false, opposte, storpiate.
    - molti cittadini, sperduti, confusi, o legati a clans, a gruppi , politici o sociali, o soltanto incapaci di costruire (deformazione latino-americana della mentalità), perdono la capacità di riflessione lucida.

    In un bailamme simile non ci sono più molte forze positive di correzione , di costruzione, realiste ed efficaci. In compenso, la commedia dell’ arte della politica continua imperterrita.

    E dove trovare le forze positive se il realismo é sparito, se la riflessione é divenuta di parte, se l’ organizzazione, strumento necessario per dirimere tanti nodi che vengono al pettine, non é stata ancora insegnata ? Nella società confusa, incerta, stonata, deviata, fregata (anche dalle troppe chiacchiere senza costrutto), malata, senza Valori, senza Regole applicate, senza futuro.

    Né per gli Italiani, oggi. Né per i loro figli e nipoti, poi.

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Mansi Visualizza Messaggio
    (DOVE IL BEL PAESE SI E’ CACCIATO ?)


    P.S. L’ Emigrato capi nel ‘ 82 che forse era meglio andare a cercare la qualità della vita a Nord delle Alpi. Quindici anni dopo, scopre di aver preso la migliore decisione della sua vita.
    Cosa che avrei dovuto fare anchio ma che non ho fatto perché in qualità di imprenditore artigiano mi sono trovato invischiato in problematiche così complesse che se avessi cercato di uscirne sarei andato incontro inevitabilmente a tragiche conseguenze

    Cordiali saluti, Osvaldo Poli

  3. #3
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    Predefinito Evoluzioni Italmiane

    Osvaldo,

    dici "mi sarei invischiato in problemi complessi".

    Se questa affermazione fosse collegata alle difficoltà create dalla vita amministrativa italiana, allora vale la pena dire la mia opinione:

    - nell'U.E. puo' darsi che siamo l'unico Paese che ha tanta difficoltà a gestirsi; l'unico le cui procedure sono troppo complesse per servire il cittadino (che di fatto puo' essere sopraffato certe volte dallo stato);
    - dopo una lunga indagine e paragoni coll'Europa posso dire che forse non ci sono altri Paesi in U.E., in cui c'è una divaricazio fra l'applicazione delle leggi, dei diritti, e la scrittura nei sacri testi; in cui i diritti trovano applicazione se hai fortuna o un padrino...


    E' ora di svegliarsi ! ! i nostri diritti sono presi per i fondelli a cause di due fattori almeno:
    - il modo di reclutamento di un caposervizio o alto dirigente nelle istituzioni è spesso per comparaggiio, raccomandazione,..., scambio,,,; Il risultato è che sono una massa di fannulloni, che non sanno lavorare....
    - se pagate le tasse alte e avete cattivi servizi, questo in Europa si chiamano SPRECHI ! ! !

    Un altro problema che avete: l'Italiano è abituato a esser abusato e sopporta tutto dallo stato fannullone.

    Io ricevo oggi la mia cartelle fiscale sugli introiti, in una città francese. Trovo scritto in modo chiaro:

    - introito pensione 25998;
    - sostegno versato ai figli 3600
    - alimenti a moglie separata 18300

    - totale carichi dedotti 21900

    - introito tassabile 1926

    - tassa da pagare 0

    - info complem.: introito fiscale di riferim. 2181

    La cartella è chiara. Inltre per il terzo anno mi dice che non ho niente da pagare sugli introiti (paghero' solo la tassa comunale) .

    Ed infatti la Francia è consciuta perché: le amministrazio nazionale o comunale sono perfette nel servire il cittadino. Inoltre tutto è chiaro e le probabilità di malintesi sono molto basse. Motivi principali:

    - in Francia, ma credo un po' dovunque in Europa si ha un lavoro nello stato per competenza e formazione, non per raccomandazione. La lottizzazione credo sia sconosciuta. C' è invece ub tipo particolare di preferenze che lo stato accorda a chi ha fatto delle scuole speciali (tipo ENA).
    - i Francesi non lavorano all'italiana, anzi sono l'opposto...

    Antonio Greco

    P.S. le eveluzioni negative del sistema Italia rischiano fortemente di continuare, perché non ci sono più né paletti né serietà..

  4. #4
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    Predefinito Francia, Il Paese Delle Regole

    FRANCIA, IL PAESE DELLE REGOLE
    ITALIA, LE REGOLE SONO COME IL TEMPO: DIPENDE....

    Discorrendo con un altro emigrato a Parigi, facciamo il punto. La crisi in atto in Italia, conveniamo, potrà meglio essere combattuta se facciamo qualche paragone con il resto dell’ Europa. Dopo, sarà più facilmente possibile identificare qualche handicap di cui forse occorrerà liberarsi.

    L’ amico mi dice “le nostre regole sono antiquate”. Gli rispondo: “Prima di dire che abbiamo delle regole, dimostrami che esse non stanno solo sulla carta, ma sono applicate”. Come é in genere nei Paesi della U.E.

    Il dialogo allora si sposta: “Cerchiamo di capire perché gli Italiani sono l’ eccezione della U.E.. Seguono le regole quando ...... il tempo é buono. Ma, se il tempo cambia......”.

    L’ esempio francese.

    Nella cultura e nel DNA dei Francesi ci sono geni latini e geni germanici (i Franchi erano germanici). Dai latini i Francesi hanno ereditato una certa tendenza alla confusione (le bordel, in francese). Ma la loro logica, molto diffusa in ogni angolo del Paese, forse dovuta anche al posto privilegiato che la matematica ha nell’ insegnamento, ha permesso loro di ridimensionare questa tendenza alla confusione. Anche per il grande uso, sempre di derivazione germanica, della disciplina. E con l’ inquadramento di ogni situazione sociale in una casistica o in un quadro esplicativo. E, infine, con molta regolamentazione.

    Nella vita sociale francese, a ogni situazione ci puo’ essere la relativa regola da seguire. Tante regole sembrano inalterate da decenni. Esse infatti danno risultati costanti e possono ostacolare le evoluzioni. Di conseguenza, la vita di un Francese (o almeno di un parigino) non é semplice. Anche perché i Francesi le seguono, le regole. Sarà questo il motivo per cui i Francesi sono stati definiti degli “Italiani di cattivo umore” ? A Parigi, infatti, il cattivo umore é facilmente visibile.

    La stampa nazionale parla del problema, coll’ avvento della U.E., della mancanza di creatività e d’ iniziativa. Con ripercussioni sul quadro economico. Ma non spiega come la creatività e l’iniziativa potrebbero svilupparsi nel Paese delle regole. Nel Paese dove, in classe, é spesso mal tollerato che un alunno prenda la parola.

    Ci si accorge anche, a Parigi, che le variazioni di comportamento fra diverse persone sono limitate. Mi sono persino chiesto se ci sono variazioni nei processi mentali di persone diverse, le quali seguono, con costanza e convinzione, le stesse regole.

    Ma le regole sono troppe. Persino gli alberi dei giardini pubblici sono soggetti ad una regolamentazione. Come le intelligenze sono modellate (si potrebbe dire stampate) dal sistema scolastico, granitico, quasi staliniano (il cui più grosso problema é l’échec scolastico), cosi gli alberi sono standardizzati dai giardinieri. Nei giardini prevalgono i coni e i cubi. Con un po’ di fantasia, un giardiniere puo’ arrischiare una sfera. L’ incanto della natura, dello sviluppo vegetale, con tali eccessi, ha difficoltà ad apparire. Ma, per un Francese, i giardini devono essere cosi, inquadrati. Come la loro vita.

    L’ esempio italiano

    Uno dei motivi per cui la società italiana funziona sempre meno (in talune regioni c’é oggi un’ evoluzione, negativa purtroppo): ognuno puo’ farsi la sua interpretazione personale delle regole. Severgnini ha scritto “tanti Italiani si fanno il proprio codice à la carte”. In tante situazioni sociali, la reazione del sistema alla richiesta del cittadino é, troppo spesso, imprevedibile. Quando non nulla. Un altro fattore che concorre alla inaffidabilità sociale in aumento, ormai. Purtroppo non é il solo.

    La mia valutazione: se le nostre regole fossero scritte come in Francia, chiare, precise, indiscutibili, metalliche, una sola interpretazione, allora gli Italiani forse le seguirebbero. Ma per poter arrivare a tanto, parecchie condizioni sarebbero necessarie. La prima: condannare ed estirpare il doppio linguaggio (in pratica, avvicinarsi all’ Europa). Il quale é una delle tante fonti della inaffidabilità sociale odierna. Occorrerebbe imparare che c’é una sola verità. E anche una sola giustizia. Sarà possibile ? Per ora no, bisognerebbe, io credo, prima eliminare la confusione. Il casino cioé. Ma non é la sola condizione, ce ne sono ben altre.

    Se la società italiana si avviasse verso la chiarezza di espressione (cristalclear), ne avremmo alcune conseguenze. Anzitutto nella vita sociale diminuirebbero i contenziosi. Manderemmo qualche avvocato a spasso, ma forse disintaseremmo i corridoi dei palazzi di giustizia. Quei corridoi ove oggi ci vogliono i semafori. La gestione dei contratti, privati o pubblici, sarebbe meno costosa. L’ interesse privato in atti d’ ufficio, ora diffuso mi sembra, sarebbe meno facilitato. Potremmo persino immaginare che i funzionari pubblici diventino responsabili. Oggi non lo sono, con la regolamentazione e il codice che ci ritroviamo. Nel sistema fiscale poi, per fare un altro esempio, si potrebbe eliminare la specialità italiana del condono, annuale o semestrale. Nelle assemblee infine, di qualsiasi tipo, parlamentari o condominiali, sarebbe più facile concordare delle conclusioni e delle linee di azione. Cioé fare come in Europa........Molto meglio che litigare......

    Un sogno

    Ancora un esempio delle conseguenze della chiarezza (se la instaurassimo un giorno come obbligatoria). Forse sarebbe scoraggiata l’ approssimazione, oggi troppo diffusa. Inoltre non avremmo più il primato europeo dei giorni di sciopero. Ma, sopratutto si potrebbe dire agli Italiani: le regole ora sono chiare, seguitele. Si potrebbe allora cominciare con la severità, buttando dalla finestra l’ impunità garantita.

    La società italiana potrebbe divenire affidabile. L’ economia ne guadagnerebbe.

    E solo un sogno, o potrà essere realtà ?

    Io credo che dipenda dalla maturità di una società. Nel senso che una società matura e responsabile sa rinnovarsi (anche per divenire europea).

    Riletterci su ?

    Italiani e Francesi, popoli cugini. Fratelli, non direi, siamo agli opposti. E se collaborassimo in qualche settore ?

    Allora i Francesi potrebbero mostrarci come si gestisce efficacemente un macrosistema (un Paese, una regione, una multinazionale). Noi potremmo mostrare loro come nasce sui banchi della scuola la creatività, l’ iniziativa. Permetteremmo loro di commercializzare meglio i prodotti della loro organizzazione e della loro industria. Ma soprattutto, essi potrebbero liberarsi, col nostro aiuto, del problema nazionale: l’ échec scolaire.

    Se invece restiamo ognuno col nostro orgoglio, rischiamo di essere stritolati dal Villaggio Globale. Sarebbe come darla vinta agli asiatici.

  5. #5
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    Predefinito

    - in Francia, ma credo un po' dovunque in Europa si ha un lavoro nello stato per competenza e formazione, non per raccomandazione. La lottizzazione credo sia sconosciuta. C' è invece ub tipo particolare di preferenze che lo stato accorda a chi ha fatto delle scuole speciali (tipo ENA).
    - i Francesi non lavorano all'italiana, anzi sono l'opposto...

    Antonio Greco

    P.S. le eveluzioni negative del sistema Italia rischiano fortemente di continuare, perché non ci sono più né paletti né serietà..[/quote]

    A proposito di strutture pubbliche e dei loro addetti, io credo che:
    Se cambiassimo tutte le persone che ci sono dentro e mettessimo tutte persone dalla moralità ineccepibile, secondo me dopo un po' di tempo ritornerebbe tutto come prima.
    Se questo é vero per migliorare finalmente qualcosa, da dove dovremmo cominciare:
    Cercando di cambiare le regole o
    cercando di cambiare gli Italiani ?

    Cordiali saluti

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Osvaldo Poli Visualizza Messaggio
    -
    Se questo é vero per migliorare finalmente qualcosa, da dove dovremmo cominciare:
    Cercando di cambiare le regole o
    cercando di cambiare gli Italiani ?

    Cordiali saluti
    Cominciate, voi due!

  7. #7
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    Predefinito La Realtà Del Bel Paese

    Caro Amico,

    le soluzione esiste, ma è una strada stretta, che chiede determinazione (esiste ?), serietà (esiste ?), capacità e strategia. Cioé un gruppo di persone.....che non lavori ..all'italiana.


    La base del cambiamento è la catarsi provocata dalla verità che non si conosce...
    Eccoti la proposta. E contattami direttam. se hai domande o commenti pls.

    Un altro requisito è essere fuori dalla cappa di menzogne e di incapacità in cui siete. Credere ai politici italiani è come chiedere al diavolo di pregare..



    (EVITARE IL RUZZOLONE ?)



    Forse non ve ne siete ancora accorti, ma ci sono delle semplici constatazioni che potrebbero essere di vostro interesse. O di interesse per chi ha una visione obiettiva (per esempio gli espatriati); si tratta di fatti piuttosto evidenti.

    - Se volete aumentare il potere di acquisto;

    - se volete che ci sia un futuro in Italia per i vostri figli o per il vostro lavoro;

    - se volete che la società italiana sia un giorno gestita in modo da realizzare nella realtà i vostri diritti (senza l’aiuto di politici, tanto loro vi levano qualcosa, certo non ve la danno);

    - se volete che il Bel Paese la smetta con la politica delle chiacchiere e si avvicini all’ Europa, per avere risultati sociali REALI;

    - se volete che gli sprechi di risorse diminuiscano; il Paese è già allo sfascio ed ulteriori sprechi inutili di risorse ricadrebbero sulle spalle di tutti.

    Se volete tutto ciò, allora bisogna partire da qualche considerazione basilare:

    - la società italiana, come è divenuta oggi, è ingestibile;

    - i cittadini di questa società hanno una buona probabilità di ricevere batoste, non sostegno o servizi (come accade invece in altri Paesi della U.E.);

    - la conclusione di lunga inchiesta: l’unica possibilità di evitare il Terzo Mondo (che è un rischio reale) sta nel:

    a) prendere atto che la società italiana ha numerosi e grossi GAPs rispetto alla U.E. e alla normalità, in termini di comportamenti e mentalità distorti e di insuccessi in ambito sociale;

    b) individuare i motivi scatenanti del degrado recente (da mettere sotto il titolo “incapacità di sviluppo competitivo”);

    c) discutere fra esperti (senza politici, ormai divenuti incapaci o pericolosi o deviati o animati dall’ambizione al potere fine a se stesso) tali motivi, per individuare le possibili soluzioni;

    d) costituire un’alleanza fra imprenditori, operatori dell’economia, associazioni serie, cittadini che vorrebbero si creasse lavoro, invece di andare verso la povertà. Molto meglio che affidarsi a politici (abituati alle chiacchiere);

    Se ci sono Italiani che hanno questi obiettivi, mi contattino per indicarmi a quale associazione, o VIP o gruppo di cittadini seri potrà interessare una mia presentazione delle CAUSE del degrado italiano. Cause che sono poco conosciute in Italia. Ma che io ho analizzato per parecchi anni. Vivo in Francia, sono pronto a venire in Italia, se mi proponete un microfono......


    Italiani, noti per la capacità di superare le situazioni difficili. E per l’ ottimismo davanti alle emergenze, collegato alla grande fiducia nello stellone. La società italiana, cui non é stato mai insegnato dalla P.I. il senso del sociale (tanto meno un Patto Sociale) non é in realtà una vera società, ma un aggregato di cittadini che, a ruota libera, ama esercitare lo sport favorito: l’ infrazione delle regole. A causa di cio’, lo stellone non ha funzionato nel sociale. Di conseguenza lo Stivale é in equilibrio instabile, con tendenza al ruzzolone verso uno scenario peggiore di quello attuale.

    Sembra quindi urgente fare qualcosa di diverso dalle solite chiacchiere politiche. La prima cosa che gli espatriati sono in grado di fare: l’ analisi delle Cause. E’ solo dopo un’ analisi seria, che si potranno poi discutere delle MISURE EFFICACI per EUROPEIZZARE la società italiana. AL DI FUORI DI OGNI CONTESTO POLITICO, che porta in genere a insuccessi. Alla discussione sulle misure necessarie, il sottoscritto parteciperà con una proposta (testo già pronto, sarà pubblicato in seconda battuta) delle linee generali di un programma che funzioni.
    L’ unica reale possibilità di avere un futuro: che emigrati testimonino e mostrino quali sono i GAPs verso le condizioni di uno sviluppo possibile. Mostrino cosa é un patto sociale, come si costruisce una “società della fiducia”, la sola che permetterebbe uno sviluppo economico. Non difficile organizzare la testimonianza di emigrati....

    A futura memoria. Lo Stivale è terra di confine fra l’Europa e il Maghreb. A seconda di quello che gli Italiani faranno o non faranno nei prossimi tre anni circa, vedremo nel 2015 una o l’altra di queste due situazioni: a) il Bel Paese sarà riuscito a europeizzarsi; b) l’Italia sarà parte del Maghreb. Attenzione, la soluzione a) non potrà avverarsi senza un’azione determinata del tipo: “•aprire gli occhi”; “realizzare le azioni urgenti e necessarie per evitare il terzo mondo”.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

    P.S. Proponetemi una sala, un microfono. Vi faro’ la presentazione dei 25 tarli che han causato il disastro... . e che continuano a rosicchiare lo Stivale...


    (ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino)

    Paolo Radaelli (Economista per lo Sviluppo, Specializzatro presso il Cefims - University of
    London, esperienze di lavoro in Lussemburgo e in Asia)
    paulradaels1@hotmail.com

    Vincenzo M. Francaviglia
    (Dirigente di Ricerca CNR)
    vincenzo.francaviglia@itabc.cnr.it

  8. #8
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    Predefinito A Proposito Di Regole

    LETTERA DALL’ EUROPA

    FRANCIA, IL PAESE DELLE REGOLE
    ITALIA, LE REGOLE SONO COME IL TEMPO: DIPENDE....

    Discorrendo con un altro emigrato a Parigi, facciamo il punto. La crisi in atto in Italia, conveniamo, potrà meglio essere combattuta se facciamo qualche paragone con il resto dell’ Europa. Dopo, sarà più facilmente possibile identificare qualche handicap di cui forse occorrerà liberarsi.

    L’ amico mi dice “le nostre regole sono antiquate”. Gli rispondo: “Prima di dire che abbiamo delle regole, dimostrami che esse non stanno solo sulla carta, ma sono applicate”. Come é in genere nei Paesi della U.E.

    Il dialogo allora si sposta: “Cerchiamo di capire perché gli Italiani sono l’ eccezione della U.E.. Seguono le regole quando ...... il tempo é buono. Ma, se il tempo cambia......”.

    L’ esempio francese.

    Nella cultura e nel DNA dei Francesi ci sono geni latini e geni germanici (i Franchi erano germanici). Dai latini i Francesi hanno ereditato una certa tendenza alla confusione (le bordel, in francese). Ma la loro logica, molto diffusa in ogni angolo del Paese, forse dovuta anche al posto privilegiato che la matematica ha nell’ insegnamento, ha permesso loro di ridimensionare questa tendenza alla confusione. Anche per il grande uso, sempre di derivazione germanica, della disciplina. E con l’ inquadramento di ogni situazione sociale in una casistica o in un quadro esplicativo. E, infine, con molta regolamentazione.

    Nella vita sociale francese, a ogni situazione ci puo’ essere la relativa regola da seguire. Tante regole sembrano inalterate da decenni. Esse infatti danno risultati costanti e possono ostacolare le evoluzioni. Di conseguenza, la vita di un Francese (o almeno di un parigino) non é semplice. Anche perché i Francesi le seguono, le regole. Sarà questo il motivo per cui i Francesi sono stati definiti degli “Italiani di cattivo umore” ? A Parigi, infatti, il cattivo umore é facilmente visibile.

    La stampa nazionale parla del problema, coll’ avvento della U.E., della mancanza di creatività e d’ iniziativa. Con ripercussioni sul quadro economico. Ma non spiega come la creatività e l’iniziativa potrebbero svilupparsi nel Paese delle regole. Nel Paese dove, in classe, é spesso mal tollerato che un alunno prenda la parola.

    Ci si accorge anche, a Parigi, che le variazioni di comportamento fra diverse persone sono limitate. Mi sono persino chiesto se ci sono variazioni nei processi mentali di persone diverse, le quali seguono, con costanza e convinzione, le stesse regole.

    Ma le regole sono troppe. Persino gli alberi dei giardini pubblici sono soggetti ad una regolamentazione. Come le intelligenze sono modellate (si potrebbe dire stampate) dal sistema scolastico, granitico, quasi staliniano (il cui più grosso problema é l’échec scolastico), cosi gli alberi sono standardizzati dai giardinieri. Nei giardini prevalgono i coni e i cubi. Con un po’ di fantasia, un giardiniere puo’ arrischiare una sfera. L’ incanto della natura, dello sviluppo vegetale, con tali eccessi, ha difficoltà ad apparire. Ma, per un Francese, i giardini devono essere cosi, inquadrati. Come la loro vita.

    L’ esempio italiano

    Uno dei motivi per cui la società italiana funziona sempre meno (in talune regioni c’é oggi un’ evoluzione, negativa purtroppo): ognuno puo’ farsi la sua interpretazione personale delle regole. Severgnini ha scritto “tanti Italiani si fanno il proprio codice à la carte”. In tante situazioni sociali, la reazione del sistema alla richiesta del cittadino é, troppo spesso, imprevedibile. Quando non nulla. Un altro fattore che concorre alla inaffidabilità sociale in aumento, ormai. Purtroppo non é il solo.

    La mia valutazione: se le nostre regole fossero scritte come in Francia, chiare, precise, indiscutibili, metalliche, una sola interpretazione, allora gli Italiani forse le seguirebbero. Ma per poter arrivare a tanto, parecchie condizioni sarebbero necessarie. La prima: condannare ed estirpare il doppio linguaggio (in pratica, avvicinarsi all’ Europa). Il quale é una delle tante fonti della inaffidabilità sociale odierna. Occorrerebbe imparare che c’é una sola verità. E anche una sola giustizia. Sarà possibile ? Per ora no, bisognerebbe, io credo, prima eliminare la confusione. Il casino cioé. Ma non é la sola condizione, ce ne sono ben altre.

    Se la società italiana si avviasse verso la chiarezza di espressione (cristalclear), ne avremmo alcune conseguenze. Anzitutto nella vita sociale diminuirebbero i contenziosi. Manderemmo qualche avvocato a spasso, ma forse disintaseremmo i corridoi dei palazzi di giustizia. Quei corridoi ove oggi ci vogliono i semafori. La gestione dei contratti, privati o pubblici, sarebbe meno costosa. L’ interesse privato in atti d’ ufficio, ora diffuso mi sembra, sarebbe meno facilitato. Potremmo persino immaginare che i funzionari pubblici diventino responsabili. Oggi non lo sono, con la regolamentazione e il codice che ci ritroviamo. Nel sistema fiscale poi, per fare un altro esempio, si potrebbe eliminare la specialità italiana del condono, annuale o semestrale. Nelle assemblee infine, di qualsiasi tipo, parlamentari o condominiali, sarebbe più facile concordare delle conclusioni e delle linee di azione. Cioé fare come in Europa........Molto meglio che litigare......

    Un sogno

    Ancora un esempio delle conseguenze della chiarezza (se la instaurassimo un giorno come obbligatoria). Forse sarebbe scoraggiata l’ approssimazione, oggi troppo diffusa. Inoltre non avremmo più il primato europeo dei giorni di sciopero. Ma, sopratutto si potrebbe dire agli Italiani: le regole ora sono chiare, seguitele. Si potrebbe allora cominciare con la severità, buttando dalla finestra l’ impunità garantita.

    La società italiana potrebbe divenire affidabile. L’ economia ne guadagnerebbe.

    E solo un sogno, o potrà essere realtà ?

    Io credo che dipenda dalla maturità di una società. Nel senso che una società matura e responsabile sa rinnovarsi (anche per divenire europea).

    Riletterci su ?

    Italiani e Francesi, popoli cugini. Fratelli, non direi, siamo agli opposti. E se collaborassimo in qualche settore ?

    Allora i Francesi potrebbero mostrarci come si gestisce efficacemente un macrosistema (un Paese, una regione, una multinazionale). Noi potremmo mostrare loro come nasce sui banchi della scuola la creatività, l’ iniziativa. Permetteremmo loro di commercializzare meglio i prodotti della loro organizzazione e della loro industria. Ma soprattutto, essi potrebbero liberarsi, col nostro aiuto, del problema nazionale: l’ échec scolaire.

    Se invece restiamo ognuno col nostro orgoglio, rischiamo di essere stritolati dal Villaggio Globale. Sarebbe come darla vinta agli asiatici.

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    Senti Antonio, ma con quel "LETTERA DALL'EUROPA" sottendi forse che la Francia "sta" in Europa", mentre l'Italia no?
    Posto il fatto che invece ti ritenevo in vacanza in Slovenia (la quale sta in Europa, esattamente come la Germania) - mentre io ora mi trovo a Magdeburg (ex DDR, ma - incredibile a guardarsi intorno, ma vero - pur sempre Europa), volevo chiedere una cosa da un pezzo. Da oltre un anno. La domanda è un po' lunga, ma te la faccio ugualmente, visto che anche tu in fatto di lungaggini...Ecco la domanda
    Fra le "REGOLE" francesi, c'è per caso anche quella di perdonare un idolo nazionale, ed anzi giustificarlo, dargli ragione, farlo ricevere in pompa magna addirittura da Monsieur le President, anche se ha dato una testata paurosa sul petto di un avversario (a costo d'ammazzarlo), solo per il rosicamento derivante dall'impressione di non riuscir a vincere giocando a pallone?

    In tal caso devo darti ragione: Zidane è andato da Monsieur Chirac...
    Da noi più semplicemente un (sospetto) evasore fiscale di nome Rossi, non credo che lo potrà fare. Si, in tal caso, l'Italia non sta in Europa.

    informauro

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    Predefinito Quale Legame ?

    Caro Mauro,

    nonostante la confusione che non apprezzo, fra questioni sociali (di un popolo) e questioni calcistiche, che sono fra loro senza un gran legame, cerco di rispondere.

    Le esperienze che ho fatto lavorando 25 anni in tutta l'Europa occid. mi han permesso di capîre perché l' Italia non puo' funzionare (non sa gestirsi). Mi hanno anche permesso di capire perché i Francesi, che hanno un'ottima gestione pubbl. , ottimo livelllo di cultura, buone regole e ottimo livello scentifico, non riescono a far ripartire l'economia in un contesto globalizzato.
    I Francesi non sanno quali riforme (due almeno) porterebbero ad una migliore efficienza nel lavoro, in generale. HO scritto da poco al ministro dell'economia invindogli due documenti, per proporre una mia testimonianza. Mi ha ringraziato (il suo capo di gabin.), ma per ora non mi ha ricevuto.

    In compenso il libriccino pubblicato in Italia, che riguarda anche la Francia, sarà pubblicato da un editore parigino con cui discutero' presto un contratto. Ho già l'accordo, sul 90 % del saggio. Intanto una traduttrice prof amica, sta leggendolo per forse tradurre la parte non ancora trad..

    Di calcio non mi interesso, anche se conosco l'episodio. In compenso ho una buona logica, forse perché vivo in Francia. Ritengo che discutere o analizzare le qualità, negative di un popolo è il primo passo da fare se si vuole far partire l'economia. La quale esige efficienze, chiarezze e capâcità di lavoro ma anche di gestione.... Altrimenti non si vende nel mercato globale.

    Zidane (che è un immigrato arabo) ha avuto un'occasione per mostrare male la sua rabbia. Ma ha anche avuto occasioni per mostrare le sua qualità calcistiche. E' per quello che è stato ricevuto da Chirac, il quale ha alzato un po' di polverone colla ricezione dello stesso. Comunque non ho visto il legame fra la testata di uno che ha stento puo' dirsi rappresentativo dei Francesi e i problemi sociali (di entità diversa) francesi e italiani .

    Me lo spieghi sto legame ?

 

 
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