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Discussione: Donne prete

  1. #91
    Ecumenista
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    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Innanzitutto, io non ritengo affatto "Fondamentalista" la mia lettura della bibbia, quantomeno non se per "fondamentalista" si intenda una lettura che si prefigga fin da principio lo scopo di dimostrare, anche forzandone a dismisura la lettera, la veridicità di una interpretazione piuttosto che di un altra. In questo senso sono piuttosto certi cattolici, ad essere fondamentalisti. Sono invece io il fondamentalista, qualora per fondamentalismo si intenda il semplice dare importanza ai significati primari della bibbia laddove essa parla in maniera schietta e senza parabole o simbologie, e dare importanza a tali significati primari almeno quanto ai presunti sottintendimenti simbolici ai quali solitamente si giunge attraverso un percorso dai tratti molto fantasiosi e dalla meta alquanto sfocata.

    Fondamentalista non significa necessariamente il "forzare" la lettera, quanto piuttosto il semplice FONDARSI SULLA SOLA LETTERA, quindi enfatizzando il singolo versetto, evitando l'esegesi, evitando di innestare il versetto in una comprensione più globale dello Spirito. Il cristianesimo è solo impropriamente una religione del "libro". LA Bibbia è Parola di Dio, ma non è LA Parola di Dio. LA Parola di Dio è solo Gesù Cristo, il Verbo del Padre.

    Nelle Scritture troviamo una autorevole, sacra, vincolante testimonianza spirituale del Signore, espressa in una determinata cultura.
    Nel suo senso, le Scritture ammettono anche la vendetta, anzi, l'omicidio violento dei figli di colui che mi ha fatto un torto ("beato colui che sbatterà i tuoi figli contro la pietra" - Sal 136,9). Non credo però che questo possa giustificare una tale efferatezza, quanto il suo significato vada compreso nel senso della profonda sofferenza e rabbia di chi deportato ha visto distrutta la propria vita, la propria famiglia... Un grido che Dio comprende, e per questo ci ha lasciato questa testimonianza!

    Rempre restando alla lettura semplice, come dice lei, si giustifica il processo a Galileo. Si giustifica anche la schiavitù.
    Ma era proprio questo che voleva comunicarci il Signore attraverso gli autori sacri?

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Sul fatto che la giustificazione del mancato sacerdozio per le donne risieda nella mascolinità di Gesù, è sicuramente una delle ipotesi più assurde, se non altro perchè a seguire questo orientamento a nessuno dovrebbe essere concesso il sacerdozio se non ai nati in palestina, nè più alti nè più bassi di Gesù, con lo stesso colore dei capelli eccetera.
    Purtroppo ad alcuni non pare assurdo, dal momento che si dice da più parti, che una donna non è ben rappresentativa, e che nel "ruolo" di presbitero non manifesterebbe con sufficiente eloquenza il Cristo, che fu uomo e non donna.

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Riguardo alla frase di Cristo "non c'è più nè uomo nè donna", se anch'io non volessi soffermarmi sul significato apparente della frase, e se diventassi così meno "fondamentalista", potrei accusare voi di fondamentalismo, poichè ad una lettura più attenta all'interno del contesto di riferimento vediamo proprio come Gesù attribuisca alla propria influenza, proprio per magnificarla, la proprietà di rendere tutti uguali davanti al signore, elencando tutta una serie di rapporti di subordinazione che sono indiscutibilmente tali nella vita terrena: nè schiavo (subordinato) nè libero (sovraordinato), nè uomo (sovraordinato) nè donna (subordinato) seppur nei limiti nazionalistici tipici anche di Cristo, che non si spinge nel rendere "eguali" che greci e giudei, ma escludendo tutti gli altri popoli, compresa la Cananea che Cristo si rifiuta inizialmente di aiutare paragonando tutti i cananei a dei cani, compresa ella che gli aveva già dimostrato grande fede e devozione.
    Questa era proprio l'interpretazione che veniva fatta di questo versetto per giustificare la schiavitù! Come a dire: non è importante essere liberi o schiavi, dal momento che in Cristo siamo tutti fratelli! E da questa "non importanza" si faceva derivare la "necessità" della permanenza della schiavitù!


    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    La mascolinità sia di tutti i sacerdoti biblici che di tutti gli apostoli non può ovviamente essere la radice diretta della discriminazione sessuale del sacerdozio. sia la mascolinità imperante in tutti i ruoli chiave della bibbia (tranne che ovviamente quando per un uomo era impossibile partorire Gesù) sia la mascolinità imperante ancora oggi nel sacerdozio sono entrambe non delle cause ma degli effetti di una causa ben più profonda e antica, vale a dire il brodo primordiale di patriarcalismo esasperato e di maschilismo assoluto entro il quale nacquero e crebbero le culture creatrici di certe religioni e le religioni stesse.
    Un "patriarcalismo esasperato" non che ha "creato" certe religioni, quanto piuttosto influenzato il linguaggio e la struttura. Infatti nonostante ciò Gesù aveva discepole che lo seguivano, addirittura lo "finanziavano" e la cosa destava abbastanza scalpore. Furono le donne (all'epoca non avevano diritto di testimonianza) a testimoniare la Resurrezione. Ancora si legge di Febe diaconessa, si legge di Giunia apostola insigne (ma era una donna!), si legge di donne che guidano comunità.
    Mi dispiace dover riaffermare che alle origini il cristianesimo ruppe questo costume. Purtroppo questa tradizione si è andata perdendo con il tempo e non si è stati capaci di mantenerla in un mondo ancora non pronto ad accettarla.


    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Per decine, centinaia di volte il vecchio testamento è esplicito quanto più non potrebbe essere sulla indiscussa sottomissione diretta della donna e della moglie rispetto all'uomo e al marito. E per altre migliaia di volte riserva punizioni esemplari e capitali alle donne mentre il destino dell'uomo che compia la stessa azione è quasi sempre una ammenda oppure non viene menzionato affatto, senza che accada mai, neppure una volta, un peccato per il quale il solo maschio debba essere punito, e senza che mai, neppure una volta, venga citata la parola "uguaglianza" nelle 2000 pagine della Bibbia.
    Questa parola mi pare abbastanza eloquente della pari dignità:
    Genesi 1,27 Dio creò l'uomo a sua immagine;
    a immagine di Dio lo creò;
    maschio e femmina li creò.

    Il concetto, la categoria giuridica di uguaglianza come lo intendiamo oggi è figlio dell'illuminismo e non si può retroattivamente giudicare il passato con le categorie moderne.

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Entro un contesto del genere, come potevano i profeti essere donne?

    Eppure si menzionano profetesse nel giudaismo e nel cristianesimo!

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    come poteva Gesù essere donna? e come avrebbe potuto Gesù, pur con le sue straordinarie gesta innovative, arrivare a fare addirittura apostoli donna? e come potrebbe la chiesa oggi, che di quella cultura originaria è espressione ufficiale, e che dai frutti di quella cultura trae inspirazione (la bibbia) ordinare donne al sacerdozio o comunque, anche nel caso lo concedesse, non mantenere netta e visibile una serie di subordinazioni della donna rispetto all'uomo in un messaggio simbolico di indiscutibilità di tale subordinazione?

    Io non condanno la chiesa per questo e anzi la ritengo una delle poche scelte coerenti con i testi sacri, ovviamente grazie al fatto che essere coerenti con sacre scritture che ti danno il potere è molto più facile che essere coerenti con quelle che vorrebbero toglierti il potere.
    La coerenza non sta nel ripetere meccanicamente le stesse cose e continuare a comprenderle sempre nello stesso modo. A mio figlio di 3 anni che mi chiede che cosa significhi che Maria è "piena di grazia" rispondo che era bellissima, era buona, voleva bene a tante persone. Non ho detto una bugia, ho detto qualcosa che può comprendere a 3 anni. Se avesse 20 anni certamente potrei esprimermi anche diversamente.
    La Chiesa un tempo giustificava la schiavitù. Solo nel Vaticano II c'è stata una aperta e ufficiale condanna della schiuavitù. Forse è stata incoerente? No. Ha compreso che sebbene l'opera di Gesù Cristo non era primariamente di natura sociale, ma spirituale, cha ci chiama ad una libertà più profonda e più vera, non di meno, questo si deve riflettere anche nelle nostre trutture sociali. Non è una contraddizione con il passato, ma l'estensione del principio, in virtù di una comprensione più profonda, perchè lo Spirito Santo non cessa mai di guidare la sua Chiesa al raggiungimento della Verità.

    1Corinzi 13,11 Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.

    La coerenza sta nell'interrogarsi sempre sulla volontà del Signore e purificare la sacra Tradizione, dalle umane tradizioni.

    ---

    Per quanto riguarda i testi citati a sostegno:
    Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. [1-Corinzi 14, 34]

    E' una interpolazione evidente. L'intero capitolo 14 (almeno dal versetto 26 a 40) è comprensibile solo togliendo i versetti 34 e 35 appartenenti ad un orientamento giudeo-cristiano e non certamente paolino, il quale nella stessa lettera, solo 3 capitoli prima, afferma:
    1Corinzi 11,5 Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata.

    Tra l'altro qui si parla anche di "profezia". Evidentemente Paolo non può contraddirsi nella stessa lettera a distanza di 3 capitoli...

    -------------------
    Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. [Efesini 5, 22]

    Però hai tralasciato il comandamento per gli uomini:

    Efesini 5,25 E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei,

    Quindi agli uomini impone qualcosa se vogliamo ancora più forte: il dono della propria vita per la propria moglie! Non solo. Come Gesù ha amato la sua Chiesa? Non ha forse Gesù preso uno straccio e come un servo o uno schiavo, ha lavato i piedi degli apostoli? Così faccia l'uomo!

    Come si vede, il concetto di "capo" nelle Scritture è ben diverso da quello moderno, come un generale che impartisce gli ordini al sottoposto... Gesù disse: non così dovrà essere tra voi, ma chi vuole essere più grande, sia più piccolo!!!!

    LA Bibbia non conosce il moderno concetto giuridico di uguaglianza davanti alla legge. Conosce però qualcosa di più forte: il farsi servo l'uno per l'altro, l'amare l'altro, che è parte di se stesso. Un rapporto dinamico, contro il freddo confronto giuridico che porta più alla rivendicazione dei propri diritti, che non allo spogliamento verso l'altro.
    Starà forse anche in questo uno dei motivi perchè dei moderni matrimoni non ne sta più uno in piedi?


    ------------------------------------------
    E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
    Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore.
    [Colossesi 3, 18]

    Come sopra: i due versetti 18 e 19 stanno insieme.

    Colossesi 3,18 Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Colossesi 3,19 Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse.

    La sottomissione è sempre una questione di amore e non giuridico-legale. D'altra parte il marito non dispone della donna a suo piacimento. Ma la deve amare e non inasprirsi con essa.

    E' l'amore la più grande parità e uguaglianza dei rapporti, del quale la parità giuridica non è che un pallido riflesso. L'amore è qualcosa di più grande, di più forte, di più comprensivo!



    Infine: questi versetti che non dimostrano una inferiorità della donna rispetto all'uomo, non dimostrano neanche che alla donna deve essere precluso il sacerdozio ministeriale per principio o per una "coerenza" (testardaggine?) non con le origini, ma quanto fatto un secolo fa, che era in "coerenza" con quanto fatto un secolo prima...
    Non si dovrà piuttosto purificare una consuetudine, che è impossibile da dimostrare che questa fosse esattamente la volontà di Gesù, per ogni luogo e per ogni generazione? Specialmente quando vediamo che alle origini furono presenti diaconesse, apostole... ? Specialmente quando una lettura più profonda e onnicomprensiva delle Scritture ci urla che l'uomo non può impedire a Dio di dare una vocazione sacerdotale ad una donna?

    Il Signore, quando tornerà sulla terra, troverà ancora la Fede?

    Pace & bene.

  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Premesso che io ho scritto antisemita e non nazional-socialista (se ogni nazionalsocialista è antisemita, non ogni antisemita è nazionalsocialista).

    Quando dicevo che Apione è antisemita, facevo una constatazione fattuale, non esprimevo un'opinione o un giudizio di valore. Se vuole un'opinione l'aggiungo volentieri: era un calunniatore. L'antisemitismo - come mi auguro che lei condivida - è per l'uomo un'odiosa malattia cronica, dalle periodiche drammatiche ricadute, e sostanzialmente si nutre di menzogne, da queste ai protocolli dei savi di sion.

    Posidonio d'Apamea, Pompeo Trogo...qui stiamo parlando di gente che ha sgambettato sul pianeta almeno un millennio dopo i "fatti" - se tali sono - di cui stiamo parlando.

    La mia domanda era (e umilmente rimane): esistono documenti egizi risalenti al periodo in cui si dice accadde l'esodo di cui parla la Bibbia. Che io sappia: no. Se ve ne sono, mi si diano i riferimenti. Io non sono certo un egittologo, magari la figlia di Papessa ci potrebbe aiutare, ma ho il sospetto che quegli egizi che cita li prenda ancora da Flavio Giuseppe. Ecco, non funziona così. Io vorrei sommessamente qualcosa che provenisse direttamente dal XIII secolo. Mi riferivo a testimonianze archeologiche.

    Grazie comunque, B.

    sommessamente, neanche l'antico testamento, è mai stato redatto in quel tempo, considerata anche la totale assenza genetica,archeologica,di esseri umani nella penisola del sinai nel tardo bronzo.
    se è per questo.il massimo concesso dalla totalità degli studiosi,dagli esami filantropici,fino al radio carbonio 14, attestano la stesura biblica,tra il settecento ed il duecento avanti cristo (ad esempio, il libro i di ester viene redatto nel 145 a.c) ed i greci dell'età ellenistica, poco o nulla ,conoscevano dei giudei (teofastro è il primo che li menziona) ovvio che in questo contesto, gli scritti storici di ecateo,o la testimonianza di cheremone sacerdote dell'alto clero egizio,definito da un certo "porfirio" (uomo veritiero ed attendibile) acquistano una certa oggettiva referenzialità

    e mi ripeto, reputo matematicamente impossibile che gli storici antichi , siano tutti dei calunniatori (e detto poi da chi, da giuseppe flavio ? suvvia siamo seri ! non mi risulta che il sor giuseppe ,fosse al di sopra delle parti ,assodata la sua provenienza)

    ci vuole un pochino di senso critico, giusto un pochino .

  3. #93
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    Citazione Originariamente Scritto da SolConservator Visualizza Messaggio
    ci vuole un pochino di senso critico, giusto un pochino .
    Caro amico, io non ho nulla in contrario al dialogare con lei. Mi va bene anche che si scaldi, se le fa piacere (personalmente trovo il suo stile piuttosto livido e astioso, ma non importa): però si scaldi, la prego, se ve ne è almeno una ragione. Per sapere se tale ragione vi sia è igienico leggere (almeno) le tesi dell'interlocutore, e è consigliato cercare di comprenderle.

    Nel caso specifico io non ne vedo, di ragioni.
    Nessuno sta dicendo che la Bibbia sia una testimonianza storica attendibile, e tantomeno archeologica. Anzi, io mi stupivo di venire a conoscenza di testimonianze archeologiche egizie relative alla presenza degli ebrei nel loro paese. Io conoscevo solo la stele di Meneptah e quella serie di documenti relativi ai misteriosi Habiru o Apiru, che alcuni collegano - non saprei dire con quanto rigore - agli ebrei. Quindi, mi perdoni, ma rispetto a questo punto lei sfonda una serie infinita di porte aperte e per finire scivola sulla pioggia caduta sul bagnato.
    Ripeto brutalmente: io sostengo che testimonianze archeologiche - eccetto le sopra riportate - non ve ne siano. Che la ricostruzione di Esodo sia in gran parte - anche se non totalmente - frutto di un'operazione di tipo ermeneutico. Che a questo nucleo duro e minimo di fatti si possa giungere più attraverso una ricerca eziologica, che esige cioè per un certo effetto una causa adeguata, e attende certamente di essere corroborata da scoperte provenienti dai polverosi scavi in loco.
    Lei invece mi sembra che creda alla panzana antisemita dei lebbrosi e lei presta fede a Giuseppe Flavio che tali opinioni - pur per combatterle - riporta, e che peraltro è personaggio per il quale non nutro personalmente alcuna particolare simpatia.
    Inoltre a lei sembra non creare il minimo problema questo senso di ethnic cleansing che vien fuori dall'idea dei lebbrosi espulsi per purificare il territorio, e che con balzo bimillenario sembra collegarsi con le ideologie che supportarono la più spaventosa tragedia occorsa all'Occidente nella sua pur sanguinosa e lunga storia. Mi auguro veramente che anche a lei ripugni, come ad ogni uomo civile, il filo rosso dell'ostilità antiebraica che si dipana nei secoli. Non voglio neppure pensare il contrario.

    B.

  4. #94
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    vi è anche la terza opzione, in verità assai vernacolare, ma più pratica.

    potenzialmente da studioso, è probabile che non basi la mia esistenza ne sull'ebraismo, ne sull'anti ebraismo,(contrasto inesistente,in tutte le civiltà classiche di origine antecedente le quali sono nate, e cresciute fuori da qualunque contesto del quale stiamo trattando) mi creda, con tutto il rispetto, all'orizzonte ci sono popoli che meritano ben altra attenzione, o considerazione storica.

    saluti.

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da SolConservator Visualizza Messaggio
    ) mi creda, con tutto il rispetto, all'orizzonte ci sono popoli che meritano ben altra attenzione, o considerazione storica.
    No, signore. Mi spiace, ma no.
    Come studioso potenziale - anche se non ho chiaro cosa questo significhi, per me esistono solo studenti e studiosi (ma attuali) e generalmente il loro valore si giudica in base alle monografie e ai saggi pubblicati su riviste scientifiche accreditate - può legittimamente interessarsi di qualunque popolo vuole, e anche di nessun popolo, se crede. Per quanto mi riguarda può anche dedicare la sua esistenza e la sua produzione scientifica ai Puffi (e io sarei, le giuro, fra i suoi lettori più appassionati).
    Ma come europeo non può eludere la questione ebraica, e non sono al momento possibili - a mio avviso - posizioni del genere né con gli ebrei né con gli antisemiti. Disgraziatamente il modo con cui ci si rapporta all'ebraismo è diventato un test importante - e inevitabile - per un occidentale, sia esso/a studioso, impiegato di banca, netturbino, cubista o veterinario.

    B.

  6. #96
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    perchè tale emendamento è scritto negli annales ?

    e per quale astruso motivo un'europeo dovrebbe interessarsene per forza?

    guardi ! le faccio un'elenco impressionante di europei totalmente "estranei" alla questione, da eraclito ad anassimandro, da platone a porfirio,da epitteto a marco aurelio,

    il mio interesse alla questione ebraica, è proporzionalmente adeguato al suo interesse nei confronti del "genocidio dei milioni di popoli amerindi avvenuto per mano cristiana" (lei ne parla? no! e allora cosa cerca !)

    non mi sembra "corretto" mascherare delle evidenti lacune storiche
    spostando l'attenzione su cose altre !

    non è onestà intellettuale, è furbizia e propaganda.
    ciò detto, con tutta la tranquillità possibile,e senza alcun astio.

    saluti.

  7. #97
    ooooWAGLIONEoooo
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    Mi piace il buio a cui siamo giunti con questa discussione Stiamo (state) smantellando l'AT. Ora che si fa procediamo o insabbiamo ?

  8. #98
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    Mah. Per me è concluso qui. I tentativi li ho fatti, ma se non l'altro non legge è assolutamente inutile scrivere. Rinuncio unilateralmente :- )
    Mi permetto soltanto di precisare che sono io quello che pensa che le lacune storiche vi siano eccome. Non prendo per oro colato né le trombe di Gerico né - tantomeno! - la pulizia etnica dei lebbrosi.
    Quanto alla necessità ideale, per un europeo del dopo Shoah (come era ovvio), di confrontarsi con la questione ebraica, la capirebbe anche un bambino, figuriamoci uno studioso potenziale.

    Attendevo da Papessa lumi su quelle testimonianze archeologiche. Ma dilapsa illa in aetere, si vede, e quindi resterò col dubbio.


    B.

  9. #99
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    A N A S T A S I S
    R I S U R R E Z I O N E




    A PROPOSITO DELL’ ORDINAZIONE
    DELLE DONNE






    Che dire delle donne anglicane recentemente ordinate preti o pretesse?
    1. Riteniamo che nel N.T. non ci sia nulla che vieti, in linea di principio, l’ordinazione sacerdotale delle donne.
    Contro questa tesi fu portato un solo argomento: Gesù ha scelto degli uomini!
    Ma a questo proposito si possono fare le seguenti osservazioni:
    • a) Se questo argomento prova, prova troppo!
      Infatti ci si potrebbe chiedere: "E perché allora tanta resistenza ad ordinare preti delle persone sposate, quando Gesù ha scelto degli sposati?"
      b) Paolo afferma che "non c’è più né uomo, né donna... ma tutti siete uno in Cristo" (Gal 3,28).
      Se perciò un uomo maschio può rappresentare Gesù come sacerdote, perché non può rappresentarlo anche una donna?
      c) Questa "prassi" di Gesù di scegliere dei maschi (prassi continuata poi dalla Chiesa) potrebbe intendersi come una prassi legata al tempo e quindi mutabile con l’evoluzione della cultura e della mentalità.
    Era impensabile infatti nella mentalità ebraica che una donna presiedesse una celebrazione religiosa. Però ora la mentalità sta cambiando. Quindi...
    Nel N.T. c’è un "appoggio" forte a questa nostra opinione. Paolo infatti scrive ai Corinzi: "Voglio che le donne nell’assemblea stiano zitte" (1 Cor 14,34).


    Motivo probabile di questa norma di Paolo crediamo fosse quello di evitare lo scandalo dei fedeli "deboli di fede" o di catecumeni, che, qualora avessero udito donne parlare in pubblico nell’assemblea, avrebbero ritenuto, secondo la mentalità antica, questo fatto intollerabile ed avrebbero avuto tentazioni di abbandonare la fede.
    E che questa norma di Paolo fosse transitoria è dimostrato dalla prassi della Chiesa che, pur leggendo quel "voglio", a prima vista tassativo, di Paolo, ha fatto parlare le donne nell’assemblea. Le suore certosine per es. in chiesa leggono pubblicamente il vangelo dal sec. XIII!
    La Chiesa dunque ha ritenuto di lasciar cadere una precisa norma scritta del N.T.
    E allora perché la Chiesa non può lasciar cadere una "prassi" di Gesù, neppure per altro codificata in una norma scritta?
    È bene ricordare che esiste un principio teologico fondamentale: la Chiesa (= l’insieme di tutti i cristiani) ha da Gesù i poteri che, agendo, dimostra di avere (è infallibile!).
    • d) È vero che nelle Chiese antiche non si ordinavano come preti o vescovi le donne, ma è vero che esistevano le diaconesse: cfr. per es. Febe, la diaconessa nella chiesa di Cencre, di cui parla Paolo (Rom 16,1), o quelle che aiutavano le donne durante il loro battesimo.
    Ora il diaconato è un ordine maggiore o, come si dice oggi, un ministero ordinato.

    Perciò nella Chiesa anche Latina esisteva ed esiste tuttora l‘ordinazione diaconale delle donne. Per es. le già citate suore certosine sono diaconesse. Vengono ordinate dal vescovo in occasione della loro professione perpetua e svolgono i compiti del diacono, portandone anche le insegne (la stola a bandoliera).
    Conclusione

    Quindi l‘unico argomento portato contro l‘ordinazione delle donne può anche non essere valido.


    2. Il comportamento della Chiesa Anglicana
    Non contestiamo il diritto di una Chiesa non collegata con Roma di fare quello che ritiene meglio.
    Però dato che si definisce chiesa evangelica, dobbiamo dire che questo comportamento non è stato del tutto evangelico.
    Infatti ha creato scandalo tra i fedeli, tanto che molti hanno deciso di abbandonare la Chiesa Anglicana per passare alla Chiesa Cattolica.
    Ora, se la Chiesa Anglicana è convinta di essere nella verità, così facendo, ha scandalizzato dei suoi fedeli, perchè ne ha costretti alcuni ad abbandonare la verità per passare alla falsità.
    Ci chiediamo: era proprio necessario questo scandalo... oltretutto provocato da una decisione presa con soli 2 voti di maggioranza? La Chiesa Anglicana non ha più vocazioni di sesso maschile da ordinare donne?
    La tradizione richiederebbe che decisioni di tale peso fossero prese a stragrande maggioranza, proprio per evitare lo scandalo dei fedeli.
    Riteniamo che qui si possa applicare il testo di Rom 14: "È bene non mangiare....nè fare altra cosa in cui il tuo fratello sia scandalizzato".


    3. Il comportamento delle autorità cattoliche
    Da quanto è apparso sui giornali, la reazione delle autorità cattoliche è stata notevolmente critica.
    La cosa ci ha stupito. Ci siamo domandati infatti: come mai non ci fu (almeno di fronte all‘opinione pubblica) un‘analoga reazione quando, precedentemente, la Chiesa Anglicana di Australia aveva fatto la stessa cosa? Forse perché Londra è più importante di Sidney? Oppure perché c‘era Paolo VI?
    Speriamo comunque che quei vescovi o preti, che hanno abbandonato la Chiesa Anglicana solo per protesta, non vengano accolti nella gerarchia cattolica, se non dopo un attento esame per vedere se in loro non ci siano motivazioni più profonde per abbandonare la loro Chiesa. L'ordinazione delle donne non ci pare motivo sufficiente per abbandonarla!


    4. L‘equivoco nel discorso dell‘ordinazione delle donne
    Dai tempi di Costantino in qua spesso si è presentata l‘appartenenza alla gerarchia come un privilegio ed un titolo di prestigio. È vero che si diceva anche che "l'autorità è servizio", però il modo normale di intendere l'autorità non era sempre conseguente a questo principio.
    Perciò, nel clima attuale, molte femministe hanno pensato: "Perchè il privilegio dell‘ordinazione deve essere un diritto esclusivo degli uomini? Lo vogliamo anche noi!"
    Ma l‘errore, dal punto di vista della fede cristiana, sta nel pensare che l‘ordinazione sia un privilegio. Secondo i documenti cristiani invece l‘essere capo è rendere un servizio alla comunità. Gesù infatti ha detto: "Voi sapete che coloro che son ritenuti capi nelle nazioni le tiranneggiano e che i loro principi le opprimono. Non così deve essere tra voi; ma piuttosto, se uno tra voi vuole essere grande, sia vostro servo e chi tra voi vuole essere primo, sia schiavo di tutti. Infatti il Figlio dell‘uomo non è venuto per essere servito, ma per servire" (Mc 10,43).
    L‘atteggiamento del cristiano di fronte alle cariche dovrebbe perciò essere un altro: "Fratelli, se ritenete che io vi possa servire come capo, accetto di essere capo; se no, meglio per me!"
    Tocca perciò ai fedeli stabilire da chi e a quali condizioni vogliono essere serviti.
    Ora, francamente, ci sembra che i tempi per un servizio presbiterale delle donne non siano ancora maturi, soprattutto se si tiene conto che siamo ormai in una civiltà di tipo mondiale e che perciò tutti sanno quello che succede in ogni punto del mondo e possono scandalizzarsi per questo ed averne danno per la loro fede. Riteniamo che una decisione di tanta importanza per la fede debba essere presa da un Concilio ecumenico o da un sinodo dei vescovi.

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    Predefinito Che cosa Roma dice e che cosa non dice

    Che cosa dice effettivamente Roma?



    L'atteggiamento di chiusura assunto dal Vaticano contro il sacerdozio femminile è stato molto pubblicizzato e, temo, ampiamente criticato. Eppure non si ha ancora un quadro chiaro di ciò che Roma ha detto effettivamente. Vengono citate alcune frasi qua e là, ma non si riesce a farsi un'idea precisa delle argomentazioni sviluppate nel documento.
    Che il Papa si rifiuti di ammettere le donne al sacerdozio è evidente. Ma per quali motivi assume questo atteggiamento? È vero che egli dice che solo un maschio può rappresentare Gesù? Una simile asserzione ha un fondamento nelle Sacra Scrittura?
    La mia analisi della posizione ufficiale del Vaticano si baserà su due documenti, la così detta ‘Dichiarazione sulla questione dell’ammisione delle donne al sacerdozio ministeriale [= Inter Insigniores], pubblicata dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede 1l 27 gennaio 1977, e il commento ufficiale al testo, pubblicata dalla medesima Congregazione nella stessa data (20). Per spiegare il contenuto del documento nel modo più semplice possibile, lo riformulerò con mie parole, citando i passi ‘chiave’ dal documento ogniqualvolta sarà possibile. Ecco dunque una traccia di ciò che contiene il documento.
    In tutto il mondo le donne stanno gradualmente assumendo nella società il posto che loro compete di diritto. Anche nella Chiesa le donne stanno assumendo un ruolo più attivo nelle varie forme di apostolato. E la Chiesa si rallegra di ciò; nei documenti vaticani si insiste molto sulla necessità di eliminare ogni discriminazione contro la donna.
    Assieme a questi sviluppi positivi, pere, emerge una tendenza preoccupante, ed è l’aspettativa condivisa da molti - che un giorno anche le donne verranno ammesse al sacerdozio. L’ordinazione di donne nelle chiese protestanti e specialmente in quelle appartenenti alla Comunione Anglicana ha contribuito a rafforzare tali speranze negli ambienti cattolici. Prima che le cose vadano troppo in là, è opportuno chiarire che dottrinalmente non c’e posto per lä donna sacerdote nella Chiesa cattolica. Ciò però non deve essere interpretato come una forma di discriminazione, ma è semplicemente una decisione di fatto, nel piano della salvezza, che i sacerdoti debbano essere scelti tra gli uomini e non tra le donne.


    E’ bensì vero che la Sacra Scrittura non insegna esplicitamente che il sacerdozio è riservato al sesso maschile. Ma allora qualcuno potrà domandarsi da che cosa si può dedurre l’esclusione delle donne dal ministero sacerdotale? La si può dedurre, con certezza pratica, dalla convergenza dei seguenti fatti:
    1. Gesù Cristo ha scelto soltanto maschi come apostoli. E’ ovvio che l’ha fatto con un’intenzione ben precisa, e in tal modo ha stabilito una norma.
    2. La Chiesa ha sempre seguito l’esempio di Cristo; sia nei tempi apostolici che nelle epoche successive sono state ordinate al sacerdozio soltanto persone di sesso maschile.
    3. Il sacerdote è il segno sacramentale della presenza di Cristo nella celebrazione dell’Eucaristia. Un maschio può meglio rappresentare Cristo, perché anche Cristo era maschio.
    Tra coloro che seguivano Gesù c’erano molte donne, perciò non sì può dire che Cristo condividesse i pregiudizi sociali dei suoi contemporanei; se avesse voluto avrebbe potuto facilmente introdurre donne tra i Dodici. Se ha scelto soltanto uomini, deve averlo fatto di proposito.

    Gli apostoli hanno continuato questa tradizione; per sostituire Giuda "non fu chiamata Maria, ma Mattia". Benché molte donne avessero avuto un ruolo di primo piano nella fondazione di nuove comunità cristiane, nessuna donna fu mai posta a capo di una comunità come sacerdotessa. Paolo inoltre dice che le donne non devono parlare nelle assemblee (1 Cor 14, 34-35; 1 Tim 2, 12). Questi passi non si riferiscono ad un costume culturale transitorio, come quello che comanda alla donna di velarsi il capo (Cor 11, 2-16), ma sembrano riferirsi ad un ruolo specifico che nella Chiesa e riservato agli uomini per sempre.
    Se dunque è stato desiderio di Cristo che solo i maschi possano ricevere il sacramento dell’ordine, la Chiesa non può farci nulla; essa non può cambiare la sostanza di un segno sacramentale. Gesù avrebbe potuto scegliere varie sostanze per i sacrarmenti, di fatto, però, ha. scelto l’acqua per il battesimo, il pane e il vino per l’eucaristia. La scelta di maschi per il sacerdozio dev’essere vista come una scelta altrettanto specifica di un segno sacramentale. La Chiesa non può allontanarsi dalle norme imposte da Cristo.
    Il Verbo, incarnandosi, ha preso necessariamente una forma specifica; teoricamente avrebbe potuto incarnarsi e vivere in mezzo a noi come donna, e allora la situazione sarebbe stata completamente diversa, ma siccome di fatto Cristo si è incarnato come maschio, è più naturale che nella comunità eucaristica egli sia rappresentato da un maschio. Ciò è anche conforme a quel generale simbolismo biblico, secondo il quale Cristo e lo sposo e la comunità e la sposa.


    "Non si deve mai trascurare questo fatto che Cristo è un uomo... nelle azioni che esigono il carattere dell’Ordinazione ed in cui è rappresentato il Cristo stesso, autore dell’Alleanza, sposo e capo della Chiesa, nell’esercizio del suo ministero di salvezza - e ciò si verifica nella forma più alta nel caso dell’Eucaristia - il suo ruolo deve essere sostenuto da un uomo, il che a questi non deriva da alcuna superiorità personale nell'ordine dei valori, ma soltanto da una diversità di fatto sul piano delle funzioni e del servizio."
    Le cose che Roma non dice

    Ovviamente il documento vaticano si ispira alle argomentazioni dei teologi della scuola tradizionale però non ripete tutti gli argomenti tradizionali: evidentemente c’e stato un processo di selezione. Può essere interessante fare una breve menzione dei due principali argomenti che il documento non ha ritenuto opportuno riprendere.
    Il primo argomento riguarda l’osservazione che nella Bibbia Dio Padre e sempre descritto con termini maschili (Gen 18, 1-2; Is 6, 1-3; Dan 7, 9). I1 maschio, si diceva in passato, e una migliore immagine della divinità proprio per il suo sesso maschile; perciò è natura le che tocchi agli uomini, e non alle donne, parlare ed agire in nome di Dio.
    L’uomo, si diceva, è superiore alla donna ed è il capo della famiglia (Sir 25, 13-24; Ef 5, 21-23; Col 3, 18). E’ stato Dio stesso che ha sottomesso la donna all’uomo nella creazione (Gen 3, 16; Cor 11, 3; Ef 5, 23). Se la donna è subordinata all’uomo nella vita familiare di tutti i giorni e negli affari secolari, a maggior ragione deve essergli sottomessa nelle questioni religiose.
    E’ certamente significativo che un argomento del genere sia stato omesso. Anzi il documento arriva a riconoscere che la teologia del passato nutriva pregiudizi contro la donna. "E’ pur vero che nei loro scritti si può rintracciare l’innegabile influsso di pregiudizi sfavorevoli alla donna ... I maestri della Scolastica, nel tentativo di chiarire con la ragione i dati della fede presentano sovente su questo punto argomentazioni che il pensiero moderno difficilmente potrebbe ammettere, o che addirittura rifiuterebbe a buon diritto."
    Oggi molti studiosi sano persuasi che la scelta di uomini per il sacerdozio, compiuta da Cristo, dagli apostoli e dalla Chiesa in passato, non ha alcun significato dottrinale ma riflette unicamente la diversa posizione sociale di cui godevano gli uomini allora. Il documento, pure, nega ripetutamente la validità di questo argomento. "Gesu Cristo non ha chiamato alcuna donna a far parte dei Dodici. Se ha fatto così, non é stato per conformarsi alle usanze del suo tempo". E dice ancora: ‘Nessuno ha mai provato - ed e, senza dubbio, impossibile provarlo - che questo atteggiamento (di Cristo) si ispiri solamente a motivi socio-culturali. " E infine: "Questo condizionamento socio-culturale non avrebbe trattenuto gli Apostoli nell’ambiente greco, dove queste discriminazioni non esistevano".
    Ed è qui che entriamo nel punto cruciale del dibattito. Se vogliamo prendere sul serio il documento romano (e non c’e motivo di non farlo), dobbiamo ammettere che l’esclusione delle donne dal sacerdozio si fonda non su un pregiudizio sessista, ma su un fatto storico (Cristo non ha scelto donne) spiegato come una norma universale (le donne non possono essere sacerdoti). La domanda scottante e proprio questa: è esatta tale interpretazione?La preferenza di Cristo per gli uomini fu una scelta pratica, suggerita dalle aspettative della società del suo tempo, oppure rappresentò proprio una preferenza dottrinale, che stabiliva un principio valido per sempre? I1 sesso maschile dei ministri della Chiesa primitiva fu un aspetto accidentale, derivante dall’organizzazione sociale di allora, oppure fu un elemento preciso del segno sacramentale? Roma ci dice che la scelta di sacerdoti maschi fu fatta intenzionalmente, e che ha un carattere dottrinale, sacramentale e normativo per tutti i secoli.
    NOTA
    20. ‘Dichiarazione sulla questione dell’ammisione delle donne al sacerdozio ministeriale’, Acta Apostolicae Sedis 55 (1963) pagg. 267-268; Briefing 7 (1977) no. 5 e 6.

    [Did Christ Rule Out Women Priests? di John Wijngaards, McCrimmons, Great Wakering 1977]

 

 
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