Cari amici,
essere oggi democratici cristiani significa innanzitutto rivendicare la dignità con cui il nostro Partito operò per l'Italia. Ne cambiammo la condizione sociale ed economica, la salvammo dalla dittatura comunista, con l'Alleanza Atlantica le assicurammo la pace, la portammo ad essere protagonista dell'Unione Europea.
E sempre operammo ispirandoci a quel solidarismo cristiano di cui la Chiesa ci fu e ci è maestra: un valore etico tuttora valido, ne siamo convinti, anche per affrontare i problemi attuali del Mondo. Un Mondo insidiato da dualismo perverso tra uomini troppo poveri e uomini egoisticamente ricchi e che, quasi moderna secessione della plebe, non può essere superato né con una globalizzazione senza regole né con un antiglobalismo distruttivo.
Per garantire pace e democrazia? L'ordine internazionale dovrà in verità far sua l'etica del solidarismo e ricuperare i valori cristiani e umanistici. Se non lo faremo, andremo al caos. Ecco perché noi Democratici Cristiani, in coerenza di "scuola", abbiamo il diritto - dovere di giudicare la presente politica e farne opinione.
Oggi? Quanto all'Italia nostra, molti sono i motivi di preoccupazione. Temiamo un calo della nostra dignità di popolo civile per indulgenza a materialismo. Temiamo la litigiosità che paralizza sempre più le Istituzioni e snatura il rapporto democratico. Temiamo il decadere del costume, della dignità culturale e del servizio politico (e una democrazia che non educhi, che si faccia "compiacente" per culto di potere, discredita il valore immenso della libertà). Temiamo che la famiglia decada per rifuto di unità e che la scuola, per facilismo, per occupazione sindacale, per noncuranza di storia, venga meno alla formazione umana e civile del cittadino.
E quanto alla società? Temiamo che le compiacenze consumistiche favoriscano esasperato individualismo, che la caparbia vischiosità del mercato del lavoro sconforti i giovani, che lo scarso impegno dell'Italia nella scienza li renda sudditi, con le nostre imprese, di altri mercati. Temiamo una violenza che seducendo anche i giovani prevalga sull'ordine, favorita pure da un malo uso di mezzi di informazione pubblici e privati. E diffidiamo infine, e per non dire altro, di un'economia non sostenuta da efficienti strutture e del confuso genericismo in cui va cadendo la politica del Mezzogiorno proprio quando l'attitudine terziaria e la proiezione mediterranea di questo ne aumentano le opportunità anche internazionali.
E quanto alla nostra politica comunitaria ed estera? Ci preoccupiamo che nell'attuale crisi internazionale sia più chiara la posizione italiana, che in certi ambienti cadano riserve su quella solidarietà atlantica che ha garantito la nostra sicurezza, che è oggi difesa contro il terrorismo antioccidentale e che è il naturale "foro" dal quale possiamo influire sull'America esercitando, se del caso, moderazione. E' vero che oggi è in atto una confusa polemica Europa - America. Crediamo tuttavia che essa non può motivare, come qualcuno vorrebbe, alternative tra europeismo e atlantismo che vanificherebbero anni e anni di saggia politica.
L'Unità Europea è in verità l'altro irrinunciabile cardine del nostro futuro e ci preoccupiamo che anche con la nostra azione si blocchino tentazioni nazionalistiche e si operi, invece, dopo il successo dell'Euro, per un' "unione politica" che, con azione estera, porti "l'Europa del secondo tempo" a guardare al Mondo e in particolare ai poveri dilatando positive esperienze già avviate.
Temi, quelli di politica estera ed europea, che noi Democratici Cristiani già abbiamo positivamente affrontato in passato con una maturità di cui ci onoriamo e con risultati irrinunciabili. Temi, quelli di politica interna, che oggi più di ieri richiedono, proprio per la crisi di valori che ci sterilizza, ricupero di una dignità umana e di una serietà politica al quale la nostra scuola cristiana di solidarismo e di umanesimo molto può giovare.
Ecco perché, cari amici, è doveroso che noi ci esprimiamo e operiamo. E sollecitiamo anche gli elettori che credono nelle nostre idee e sanno che la scomparsa della Democrazia Cristiana nulla di bene ha portato all'Italia, a stimolare i politici di convinzione cristiana "a ritrovare unità".
Un'occasione per farlo? Il prossimo settembre.







